Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Amate sponde
Collettiva dei soci del Color’s Light Colorno
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La mostra, curata dal professor Paolo Barbaro è frutto di un lavoro di ricerca del gruppo di due anni.
Sarà composta da circa 100 immagini a colore e in B/N e sarà allestita negli spazi espositivi della Reggia di Colorno gentilmente concessa dalla Provincia di Parma.
I questa mostra soci del Color’s Light hanno cercato di immortalare chi per diversi motivi ( lavoro, hobby, passione) passa diversi momenti della vita sulle sponde dei fiumi del “Mondo Piccolo”.
Il Po è l’anima e l’arteria principale del “Mondo piccolo” ma tutti i suoi affluenti portano la vita.
Per scelta è stato escluso il paesaggio o la vita animale, siccome con questa mostra si vuole dare una fotografia del rapporto che c’è nel secondo millennio tra l’uomo ed il fiume.
La mostra è composta è seguita da un catalogo pubblicato da TLC.
………….Forse la scrittura più adeguata in questo attuale viaggio sulle rive del Po non è più quella del neorealismo ma quella della fotografia urbana o semiurbana, interstiziale (di viaggio, tra un luogo e l’ altro) che si ricollega a Robert Frank o a Robert Plossu, e le figure in una baracca sono lette più come incontri in un motel che in una casa rurale. Forse è proprio questa la dimensione più nuova, il risultato visivo importante di questa operazione: queste sponde sono sempre più luogo di transito che posto da abitare, posto comunque a cui pertiene una meravigliosa complessità fatta anche di ospitalità (non sempre rispettosa, vediamo negli exploit sportivi di crossisti in erba, di fuoristradisti inarrestabili) e di un paesaggio capace di contenere tutto. La colazione en plein air delle ragazze slave e una truce controfigura fantascientifica (ma, propriamente, quel dj sembra un personaggio di Waterworld), i filari di pioppi che divengono interno quasi intimo per una classica scena tra giovani innamorati, un campo aperto, tra l’ acqua ancora praticabile, la terra che ancora vive e un cielo dove ancora volano gli aquiloni…………
di Paolo Barbaro (CSAC Parma)
……….. Non una ricerca estetica, rimbalzata dalla lettura dei grandi Zavattini, Strand, Brera, Merisio, Bevilacqua, Gallicani, Visconti, Bacchelli ( e qui cito solo quelli a me più cari), né una rilevazione storica e sociale ricalcata su scientifiche conoscenze geologiche o idrografiche, quanto e piuttosto una lettura più importante ovvero la domanda sulla località, che “non è solo una questione tra le altre ma la questione centrale: quella che nell’epoca dello sradicamento e della perdita del luogo, torna ad interrogare il rapporto che unisce gli uomini e la terra, pensata nella molteplicità singolare dei paesaggi che ne costituiscono il volto. Località, in fondo non vuol indicare altro che questo: la qualità locale, e dunque sempre singolare, finita, di quel rapporto che, molto concretamente, definisce la nostra situazione, il nostro essere al e nel mondo”……….
di Pippo Pappalardo (ANAF Sicilia)
Sarà composta da circa 100 immagini a colore e in B/N e sarà allestita negli spazi espositivi della Reggia di Colorno gentilmente concessa dalla Provincia di Parma.
I questa mostra soci del Color’s Light hanno cercato di immortalare chi per diversi motivi ( lavoro, hobby, passione) passa diversi momenti della vita sulle sponde dei fiumi del “Mondo Piccolo”.
Il Po è l’anima e l’arteria principale del “Mondo piccolo” ma tutti i suoi affluenti portano la vita.
Per scelta è stato escluso il paesaggio o la vita animale, siccome con questa mostra si vuole dare una fotografia del rapporto che c’è nel secondo millennio tra l’uomo ed il fiume.
La mostra è composta è seguita da un catalogo pubblicato da TLC.
………….Forse la scrittura più adeguata in questo attuale viaggio sulle rive del Po non è più quella del neorealismo ma quella della fotografia urbana o semiurbana, interstiziale (di viaggio, tra un luogo e l’ altro) che si ricollega a Robert Frank o a Robert Plossu, e le figure in una baracca sono lette più come incontri in un motel che in una casa rurale. Forse è proprio questa la dimensione più nuova, il risultato visivo importante di questa operazione: queste sponde sono sempre più luogo di transito che posto da abitare, posto comunque a cui pertiene una meravigliosa complessità fatta anche di ospitalità (non sempre rispettosa, vediamo negli exploit sportivi di crossisti in erba, di fuoristradisti inarrestabili) e di un paesaggio capace di contenere tutto. La colazione en plein air delle ragazze slave e una truce controfigura fantascientifica (ma, propriamente, quel dj sembra un personaggio di Waterworld), i filari di pioppi che divengono interno quasi intimo per una classica scena tra giovani innamorati, un campo aperto, tra l’ acqua ancora praticabile, la terra che ancora vive e un cielo dove ancora volano gli aquiloni…………
di Paolo Barbaro (CSAC Parma)
……….. Non una ricerca estetica, rimbalzata dalla lettura dei grandi Zavattini, Strand, Brera, Merisio, Bevilacqua, Gallicani, Visconti, Bacchelli ( e qui cito solo quelli a me più cari), né una rilevazione storica e sociale ricalcata su scientifiche conoscenze geologiche o idrografiche, quanto e piuttosto una lettura più importante ovvero la domanda sulla località, che “non è solo una questione tra le altre ma la questione centrale: quella che nell’epoca dello sradicamento e della perdita del luogo, torna ad interrogare il rapporto che unisce gli uomini e la terra, pensata nella molteplicità singolare dei paesaggi che ne costituiscono il volto. Località, in fondo non vuol indicare altro che questo: la qualità locale, e dunque sempre singolare, finita, di quel rapporto che, molto concretamente, definisce la nostra situazione, il nostro essere al e nel mondo”……….
di Pippo Pappalardo (ANAF Sicilia)
02
giugno 2006
Amate sponde
Dal 02 al 25 giugno 2006
fotografia
Location
REGGIA DI COLORNO
Colorno, Piazza Giuseppe Garibaldi, 26, (Parma)
Colorno, Piazza Giuseppe Garibaldi, 26, (Parma)
Orario di apertura
Sabato: dalle ore 15,30 alle ore 19,00
festivi: dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,30 alle ore 19,00
Vernissage
2 Giugno 2006, ore 17,30
Curatore
