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Anna Orlowska – Otherworlds
Nell’ambito di Metamorphosis, progetto espositivo internazionale promosso da FUTURES Photography, Quartz Studio, in occasione di EXPOSED Torino Photo Festival, è lieto di presentare Otherworlds, la prima personale in Italia dell’artista Anna Orłowska (Opole, Polonia, 1986).
Comunicato stampa
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Sabato 11 aprile 2026, alle ore 15:00, nell’ambito di Metamorphosis, progetto espositivo internazionale promosso da FUTURES Photography, Quartz Studio, in occasione di EXPOSED Torino Photo Festival, è lieto di presentare Otherworlds, la prima personale in Italia dell’artista Anna Orłowska (Opole, Polonia, 1986).
Otherworlds (2023 - ad oggi) è un’indagine sulla storia personale dell’artista e della sua famiglia, nonché un resoconto sul campo di un viaggio immaginario, sospeso tra realtà e finzione, tra ordinario ed onirico. I mondi del passato e del presente coesistono in parallelo, al di là delle strutture del tempo, e si intrecciano nel luogo che li collega, l’antico villaggio slesiano di Sandowitz, l’odierna Zedowice, in Polonia, attorno al quale gravitano diverse generazioni della famiglia dell’artista. Al centro di questa microgalassia c’è un mulino del XIX secolo, un tempo alimentato dalle acque del fiume Mala Panew e la comunità ormai scomparsa del villaggio. Orlowska evoca l’ambientazione mitica dell’infanzia del mulino, che è stato di proprietà della famiglia per 120 anni. L’artista ha ascoltato molte storie raccontate sulla vita passata del luogo. In questo regno, una persona poteva plasmare la propria realtà, impiegando la propria forza e ingegnosità mentre attingeva alle tecnologie analogiche disponibili, adattandole alle proprie necessità. I ritmi della vita erano regolati sia dai cicli della natura che dal funzionamento interno del mulino ad acqua.
Molte delle opere sono caratterizzate da una tipica sfumatura rossastra. Questo rosso è dovuto ai depositi di ferro che permeano l’area circostante la casa di famiglia dell’artista, compreso un ruscello che sgorga da una sorgente nella foresta vicina. Già nell’età del ferro, il territorio che comprende Zedowice era una zona metallurgica, ricca di minerale di ferro palustre da cui si ricavava il metallo, e costellata di foreste che fornivano la materia prima per la produzione di carbone. Il ferro non è solo il componente principale dell'acciaio, con cui Orlowska ha realizzato alcune delle sue ultime opere, ma anche un componente fondamentale dell'emoglobina che trasporta l'ossigeno nel sangue, conferendogli un ruolo determinante nello sviluppo della vita sulla terra. Orlowska stampa fotografie su tessuto e poi tinge il materiale immergendolo in una sospensione ferruginosa che trasforma il suddetto flusso in un rosso ruggine, 'sviluppando' così nuove proprietà visive. Man mano che il materiale viene tagliato, strappato, combinato, cucito, intrecciato e drappeggiato, il mezzo fotografico si trasforma nuovamente nella sua pratica artistica.
Anna Orłowska (Opole, Polonia, 1986) ha studiato fotografia presso la Scuola Nazionale di Cinema, Televisione e Teatro di Lódz e l’Istituto di Fotografia Creativa dell’Università della Slesia a Opava, ed ha ottenuto la borsa di studio Photo Global presso la School of Visual Arts di New York (2013). L’artista utilizza la fotografia per rivelare strati nascosti della storia e il suo condizionamento ideologico, spesso assenti dalle narrazioni ufficiali. Fondendo il documentario e la messa in scena, porta alla luce miti e leggende nascosti, decostruendo le fantasie sul passato e creando nuove costellazioni di significato. I suoi oggetti basati sulla fotografia mettono alla prova i confini del mezzo. Orlowska considera la fotografia come uno strumento per esplorare la conoscenza stessa e come un mezzo per lavorare con la memoria, che per sua natura è frammentaria. La sua pratica si confronta con gli spazi storici e la memoria dei luoghi, cercando modi inediti per rivitalizzarli e riattivarli.
Quartz Studio ringrazia l’artista, EXPOSED Torino Photo Festival, il curatore Giangavino Pazzola e la galleria Gunia Nowik di Varsavia. La mostra resterà aperta dal 9 aprile al 2 giugno 2026, su appuntamento.
Otherworlds (2023 - ad oggi) è un’indagine sulla storia personale dell’artista e della sua famiglia, nonché un resoconto sul campo di un viaggio immaginario, sospeso tra realtà e finzione, tra ordinario ed onirico. I mondi del passato e del presente coesistono in parallelo, al di là delle strutture del tempo, e si intrecciano nel luogo che li collega, l’antico villaggio slesiano di Sandowitz, l’odierna Zedowice, in Polonia, attorno al quale gravitano diverse generazioni della famiglia dell’artista. Al centro di questa microgalassia c’è un mulino del XIX secolo, un tempo alimentato dalle acque del fiume Mala Panew e la comunità ormai scomparsa del villaggio. Orlowska evoca l’ambientazione mitica dell’infanzia del mulino, che è stato di proprietà della famiglia per 120 anni. L’artista ha ascoltato molte storie raccontate sulla vita passata del luogo. In questo regno, una persona poteva plasmare la propria realtà, impiegando la propria forza e ingegnosità mentre attingeva alle tecnologie analogiche disponibili, adattandole alle proprie necessità. I ritmi della vita erano regolati sia dai cicli della natura che dal funzionamento interno del mulino ad acqua.
Molte delle opere sono caratterizzate da una tipica sfumatura rossastra. Questo rosso è dovuto ai depositi di ferro che permeano l’area circostante la casa di famiglia dell’artista, compreso un ruscello che sgorga da una sorgente nella foresta vicina. Già nell’età del ferro, il territorio che comprende Zedowice era una zona metallurgica, ricca di minerale di ferro palustre da cui si ricavava il metallo, e costellata di foreste che fornivano la materia prima per la produzione di carbone. Il ferro non è solo il componente principale dell'acciaio, con cui Orlowska ha realizzato alcune delle sue ultime opere, ma anche un componente fondamentale dell'emoglobina che trasporta l'ossigeno nel sangue, conferendogli un ruolo determinante nello sviluppo della vita sulla terra. Orlowska stampa fotografie su tessuto e poi tinge il materiale immergendolo in una sospensione ferruginosa che trasforma il suddetto flusso in un rosso ruggine, 'sviluppando' così nuove proprietà visive. Man mano che il materiale viene tagliato, strappato, combinato, cucito, intrecciato e drappeggiato, il mezzo fotografico si trasforma nuovamente nella sua pratica artistica.
Anna Orłowska (Opole, Polonia, 1986) ha studiato fotografia presso la Scuola Nazionale di Cinema, Televisione e Teatro di Lódz e l’Istituto di Fotografia Creativa dell’Università della Slesia a Opava, ed ha ottenuto la borsa di studio Photo Global presso la School of Visual Arts di New York (2013). L’artista utilizza la fotografia per rivelare strati nascosti della storia e il suo condizionamento ideologico, spesso assenti dalle narrazioni ufficiali. Fondendo il documentario e la messa in scena, porta alla luce miti e leggende nascosti, decostruendo le fantasie sul passato e creando nuove costellazioni di significato. I suoi oggetti basati sulla fotografia mettono alla prova i confini del mezzo. Orlowska considera la fotografia come uno strumento per esplorare la conoscenza stessa e come un mezzo per lavorare con la memoria, che per sua natura è frammentaria. La sua pratica si confronta con gli spazi storici e la memoria dei luoghi, cercando modi inediti per rivitalizzarli e riattivarli.
Quartz Studio ringrazia l’artista, EXPOSED Torino Photo Festival, il curatore Giangavino Pazzola e la galleria Gunia Nowik di Varsavia. La mostra resterà aperta dal 9 aprile al 2 giugno 2026, su appuntamento.
11
aprile 2026
Anna Orlowska – Otherworlds
Dall'undici aprile al 02 giugno 2026
arte contemporanea
Location
QUARTZ STUDIO
Torino, Via Giulia Di Barolo, 18d, (Torino)
Torino, Via Giulia Di Barolo, 18d, (Torino)
Orario di apertura
su appuntamento
Sito web
Autore
Curatore
