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Anouk Chambaz – Sometimes I get goosebumps
Sometimes I get goosebumps è la personale di Anouk Chambaz da Recontemporary (Torino), a cura di Ghëddo per TO.BE IV – Intracore, inaugurazione 9 aprile, 18–21. Tre video esplorano metamorfosi, corpo e natura tra ecologia, memoria e paesaggio.
Comunicato stampa
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SOMETIMES I GET GOOSEBUMPS
Anouk Chambaz
09.04 – 02.05.2026
a cura di Ghëddo
nell’ambito del programma TO.BE lV – Intracore
Sometimes I get goosebumps è la mostra personale dell’artista svizzera Anouk Chambaz, ospitata presso Recontemporary Fondazione ETS a Torino e curata da Ghëddo nell’ambito del programma TO.BE IV – Intracore. La mostra apre al pubblico il 9 aprile dalle 18 alle 21 in via Gaudenzio Ferrari 12b, negli spazi della fondazione.
Il progetto presenta una selezione di tre opere video che indagano il rapporto tra essere umano e natura inteso come forza trasformativa, ambigua e generativa. Attraverso un linguaggio cinematografico e poetico, Chambaz esplora processi di metamorfosi che attraversano il corpo, la memoria e il paesaggio, assumendo la dimensione femminile come chiave di lettura privilegiata. Le opere intrecciano riferimenti a temi di attualità, ricerca scientifica e pratiche performative, proponendo una riflessione ecologica, politica e sensoriale sul vivente.
L’opera Di Notte segue un viaggio crepuscolare tra i paesaggi infestati lungo il confine italo-sloveno. Una figura solitaria, difficile da definire e sospesa tra infanzia ed età adulta, attraversa la foresta cantando una ninna nanna che rievoca memoria, luogo e perdita. Girato in 16mm, il film esplora l’infanzia e la foresta come territori segnati dal conflitto. La ninna nanna, ispirata a una voce minore, materna, notturna, composta da frammenti di testimonianze locali, sovverte le narrazioni dominanti legate a logiche imperiali, fasciste e migratorie, restituendo spazio all’indicibile, al somatico, all’irrisolto. Tra notte e giorno, veglia e sonno, tenerezza e angoscia, il film si muove sulla soglia delle cicatrici del passato e l’incertezza del futuro. In un presente dominato da nuove violenze, interroga lo spettatore sul suo ruolo di testimone.
In Marica si racconta il legame tra Donatella Di Cola e le farfalle che alleva nel suo laboratorio. Il titolo — che richiama la ninfa delle acque e signora degli animali — evoca le tensioni tra artificiale e naturale, cura e bisogno, fragilità e potere, minaccia e opportunità.
Ex apicoltrice, Donatella ha cambiato mestiere dopo che un’invasione di farfalle parassite ha distrutto i suoi alveari. Le farfalle che oggi alleva, pur trattate con rispetto e destinate alla conservazione delle specie, restano sotto il suo controllo: le uova si schiudono, i bruchi si trasformano e le farfalle emergono dai bozzoli solo quando lei lo decide — come in un moderno esperimento di Frankenstein.
Vegetation Walk propone una riflessione performativa sulla separazione tra esseri umani e natura, articolata attraverso un elenco di azioni da compiere durante una camminata: entrare nella vegetazione selvaggia; tracciare un sentiero non intenzionale, ma intenzionalmente non intenzionale; pranzare a metà percorso.
Questa semplice partitura di azioni diventa un modo per riscoprire la presenza corporea e la relazione sensoriale con l’ambiente, suggerendo un ritorno all’esperienza diretta e non mediata della natura.
Durante l’evento sarà inoltre presentata la pubblicazione Sometimes I Get Goosebumps, con testi di Allison Donahue Grimaldi, Marta Federici ed Edoardo Lazzari, pubblicata da 10documents (Roma).
Anouk Chambaz
Anouk Chambaz (Renens, 1993) lavora con le immagini in movimento, esplorando le soglie tra spazi, sogni e individui. È laureata in cinema presso l’ECAL di Losanna e in filosofia presso La Sapienza di Roma. Nel 2022 ha ricevuto il Combat Prize (sezione video); nel 2023 e nel 2024 ha ottenuto menzioni speciali rispettivamente al Francesco Fabbri Prize e al Rio de Janeiro International Film Festival. Nel 2025 è finalista al The Talent Prize. Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni, tra cui MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), Rencontres internationales Paris Berlin (Parigi), Filmmaker Festival (Milano), Halle Nord (Ginevra), MUSE – Museo delle Scienze (Trento), MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli (Termoli), Museo Novecento (Firenze), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Vilnius Film Festival (Lituania) e Newark Museum (Stati Uniti).
Ghëddo
Il collettivo curatoriale Ghëddo è attivo a Torino dal 2021 con l'obiettivo di organizzare progetti culturali per valorizzare e promuovere la giovane arte emergente. Ghëddo mira a creare una rete dinamica tra artistə, gallerie e spazi indipendenti del territorio, favorendo esperienze di cooperazione al fine di costruire un legame solidale e generare delle dinamiche di scambio umano, etico, artistico.
Anouk Chambaz
09.04 – 02.05.2026
a cura di Ghëddo
nell’ambito del programma TO.BE lV – Intracore
Sometimes I get goosebumps è la mostra personale dell’artista svizzera Anouk Chambaz, ospitata presso Recontemporary Fondazione ETS a Torino e curata da Ghëddo nell’ambito del programma TO.BE IV – Intracore. La mostra apre al pubblico il 9 aprile dalle 18 alle 21 in via Gaudenzio Ferrari 12b, negli spazi della fondazione.
Il progetto presenta una selezione di tre opere video che indagano il rapporto tra essere umano e natura inteso come forza trasformativa, ambigua e generativa. Attraverso un linguaggio cinematografico e poetico, Chambaz esplora processi di metamorfosi che attraversano il corpo, la memoria e il paesaggio, assumendo la dimensione femminile come chiave di lettura privilegiata. Le opere intrecciano riferimenti a temi di attualità, ricerca scientifica e pratiche performative, proponendo una riflessione ecologica, politica e sensoriale sul vivente.
L’opera Di Notte segue un viaggio crepuscolare tra i paesaggi infestati lungo il confine italo-sloveno. Una figura solitaria, difficile da definire e sospesa tra infanzia ed età adulta, attraversa la foresta cantando una ninna nanna che rievoca memoria, luogo e perdita. Girato in 16mm, il film esplora l’infanzia e la foresta come territori segnati dal conflitto. La ninna nanna, ispirata a una voce minore, materna, notturna, composta da frammenti di testimonianze locali, sovverte le narrazioni dominanti legate a logiche imperiali, fasciste e migratorie, restituendo spazio all’indicibile, al somatico, all’irrisolto. Tra notte e giorno, veglia e sonno, tenerezza e angoscia, il film si muove sulla soglia delle cicatrici del passato e l’incertezza del futuro. In un presente dominato da nuove violenze, interroga lo spettatore sul suo ruolo di testimone.
In Marica si racconta il legame tra Donatella Di Cola e le farfalle che alleva nel suo laboratorio. Il titolo — che richiama la ninfa delle acque e signora degli animali — evoca le tensioni tra artificiale e naturale, cura e bisogno, fragilità e potere, minaccia e opportunità.
Ex apicoltrice, Donatella ha cambiato mestiere dopo che un’invasione di farfalle parassite ha distrutto i suoi alveari. Le farfalle che oggi alleva, pur trattate con rispetto e destinate alla conservazione delle specie, restano sotto il suo controllo: le uova si schiudono, i bruchi si trasformano e le farfalle emergono dai bozzoli solo quando lei lo decide — come in un moderno esperimento di Frankenstein.
Vegetation Walk propone una riflessione performativa sulla separazione tra esseri umani e natura, articolata attraverso un elenco di azioni da compiere durante una camminata: entrare nella vegetazione selvaggia; tracciare un sentiero non intenzionale, ma intenzionalmente non intenzionale; pranzare a metà percorso.
Questa semplice partitura di azioni diventa un modo per riscoprire la presenza corporea e la relazione sensoriale con l’ambiente, suggerendo un ritorno all’esperienza diretta e non mediata della natura.
Durante l’evento sarà inoltre presentata la pubblicazione Sometimes I Get Goosebumps, con testi di Allison Donahue Grimaldi, Marta Federici ed Edoardo Lazzari, pubblicata da 10documents (Roma).
Anouk Chambaz
Anouk Chambaz (Renens, 1993) lavora con le immagini in movimento, esplorando le soglie tra spazi, sogni e individui. È laureata in cinema presso l’ECAL di Losanna e in filosofia presso La Sapienza di Roma. Nel 2022 ha ricevuto il Combat Prize (sezione video); nel 2023 e nel 2024 ha ottenuto menzioni speciali rispettivamente al Francesco Fabbri Prize e al Rio de Janeiro International Film Festival. Nel 2025 è finalista al The Talent Prize. Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni, tra cui MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), Rencontres internationales Paris Berlin (Parigi), Filmmaker Festival (Milano), Halle Nord (Ginevra), MUSE – Museo delle Scienze (Trento), MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli (Termoli), Museo Novecento (Firenze), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Vilnius Film Festival (Lituania) e Newark Museum (Stati Uniti).
Ghëddo
Il collettivo curatoriale Ghëddo è attivo a Torino dal 2021 con l'obiettivo di organizzare progetti culturali per valorizzare e promuovere la giovane arte emergente. Ghëddo mira a creare una rete dinamica tra artistə, gallerie e spazi indipendenti del territorio, favorendo esperienze di cooperazione al fine di costruire un legame solidale e generare delle dinamiche di scambio umano, etico, artistico.
09
aprile 2026
Anouk Chambaz – Sometimes I get goosebumps
Dal 09 aprile al 02 maggio 2026
arte contemporanea
Location
RECONTEMPORARY
Torino, Via Gaudenzio Ferrari, 12, (TO)
Torino, Via Gaudenzio Ferrari, 12, (TO)
Orario di apertura
OPENING: 9 Apr, ore 18 - 21 / CLOSING: 2 Mag
Orari di visita: Mer → Sab, ore 15 - 19
Sito web
Ufficio stampa
gaa writing press
Autore
Curatore



