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Archivio Industriale Bitossi. Strumenti di ricerca e conservazione di una storia italiana
In occasione dell’undicesima edizione della Settimana della Cultura d’Impresa, la Fondazione Vittoriano Bitossi presenta il proprio museo ed archivio industriale (MAIB) associato a MUSEIMPRESA, alla conclusione della prima fase di sistemazione, catalogazione ed inventario di ceramiche, disegni, progetti, documenti cartacei e fotografici nonché della creazione di spazi espositivi.
Comunicato stampa
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In occasione dell'undicesima edizione della settimana della cultura d’impresa la Fondazione Vittoriano Bitossi presenta il proprio museo ed archivio industriale (MAIB), associato a MUSEIMPRESA, che ha concluso la prima fase della sistemazione, catalogazione ed inventario di ceramiche, disegni, progetti, documenti cartacei e fotografici e della creazione di spazi espositivi (Sala I e II). Intervengono :
Cinzia Bitossi / Presidente Fondazione Vittoriano Bitossi
Giancarlo Gonizzi / Consigliere Associazione Musei Impresa
Marina Vignozzi / Curatrice Archivio Industriale Bitossi
Paolo Pinelli / Segretario Fondazione Vittoriano Bitossi
Questa impresa ha fatto i suoi primi passi nel 2000 grazie ad un meticoloso lavoro di archeologia industriale. Quando ancora non esisteva un nome, ma solo centinaia e centinaia di manufatti e documenti da recuperare nei polverosi magazzini della fabbrica.
Data la complessità, varietà e unicità di questo patrimonio archivistico sono state utilizzate strategie di lavoro diverse fra loro, che hanno portato alla realizzazione di un ARCHIVIO delle ceramiche (dove sono state riordinate, inventariate e catalogate 5480 ceramiche, mentre un altro cospicuo lotto è in attesa di catalogazione); di un ARCHIVIO dei documenti cartacei, fotografie, cataloghi e materiale pubblicitario (riordinati, ma non catalogati), quaderni e schedari d’ordine dei clienti (ordinati, schedati e in parte catalogati), disegni, “spolveri” e progetti (inventariati) e vari materiali di supporto. Ha seguito poi la creazione di spazi espositivi dove di volta in volta vengono allestite mostre tematiche tratte da quasi un secolo di storia, da una esperienza straordinaria nel campo della ceramica e del design. Le tematiche affrontate pongono attenzione ai valori culturali, industriali e stilistici, ai saperi, alle passioni e alle dinamiche economiche che si nascondono dietro al lavoro quotidiano e che magistralmente hanno saputo esprimere la forza e il gusto del Made in Italy.
La Fondazione Vittoriano Bitossi si è fatta promotrice della salvaguardia di un'altra importante manifattura toscana la Italica Ars con l’acquisizione di 900 ceramiche (già inventariate e catalogate).
Le finalità del MAIB sono molteplici: dalla tutela alla valorizzazione di un patrimonio storico e artistico, dalla preservazione delle opere di celebri artisti e designer alla disponibilità di divenire fonte d’ispirazione per ideatori e addetti alla creazione di nuovi prodotti, dalla volontà di tutelare e tramandare espressioni tecniche e materiali all’individuazione e qualificazione di strategie di marketing e di comunicazione.
Un patrimonio fruibile da tutti coloro (specialisti o semplici cultori) che desiderano conoscere e approfondire tematiche legate alla conservazione, catalogazione e utilizzo di un archivio storico d’impresa, ma anche per quelli che desiderano intraprendere solo suggestivi viaggi alla scoperta di prodotti che hanno accompagnato generazioni nel loro quotidiano, proposti nelle sale del museo.
Il MAIB trova forza e spinta su una salda storia di imprenditori italiani: i Bitossi.
L’attività della famiglia Bitossi si innesta in una tradizione produttiva della ceramica esistente a Montelupo Fiorentino sin dal XIII secolo. Nel 1921 Guido Bitossi costituisce la Manifattura Ceramiche Artistiche Guido Bitossi. Nel corso di pochi decenni dalla gestione familiare e dalla lavorazione artigianale tipiche del luogo passerà ad una organizzazione produttiva strutturata ed innovativa, che porta ad un incessante ricerca formale e stilistica da parte di maestri ceramisti, creatori e designer. Primo fra tutti Aldo Londi (direttore artistico dal 1946 al 1975 e poi instancabile collaboratore) fautore del cambiamento dell’indirizzo produttivo negli anni Cinquanta, propugnatore della sperimentazione e promozione di una ceramica che esalta ed evoca percezioni sensitive e culturali, proposta e ampiamente indagata da Ettore Sottsass.
Su queste esperienze si salda una costante collaborazione tra l’azienda e i designer sino a nostri giorni.
MAIB - Museo Artistico Industriale Bitossi.
Strumenti di ricerca e conservazione di una storia italiana.
22 novembre 2012
L'esposizione.
SALA I
Ceramiche e documenti: percorsi di una ricerca.
Nella sala I è allestita una selezione di manufatti e riferimenti documentari (quali disegni, buoni d'ordine, lettere, cataloghi e pubblicità) che mettono in relazione indirizzi stilistici e culturali, prodotti e clienti internazionali nel periodo 1960 - 1975.
Il percorso espositivo non ha un intento tematico ma vuole esemplificare alcuni percorsi di ricerca che si possono seguire utilizzando i fondi archivistici Bitossi. Episodi di storia italiana esportata in tutto il mondo. Conoscenze che ci aiutano a comprendere meglio il passato, interpretare l’economia e migliorare gli aspetti produttivi attuali.
SALA II
Itinerari del design in ceramica
Nella sala II sono esposte alcune opere dei principali designer e artisti, prodotte presso la Manifattura Bitossi dal 1958 ad oggi.
Questo schematico percorso espositivo inizia con un tributo ai creatori della storia del design in Bitossi, Aldo Londi e l'architetto Ettore Sottsass, per poi proseguire con l’esperienza del gruppo Memphis, qui rappresentata dall’opera di Matteo Thun. Da qui prende avvio la consuetudine di collaborazione tra azienda e designer che caratterizza parte della produzione Bitossi degli anni Ottanta e Novanta (qui rappresentati con opere di Cibic, Du Pasquer, Marco Zanini e ancora quest'ultimo con Massimo Giacon). Per giungere ai creatori dei giorni nostri, tra i quali figurano Ginevra Bocini, Arik Levy, Karim Rashid, Fabio Novembre, Mario Ferrarini e i fratelli Bouroullec.
Per informazioni
La mostra è visitabile su prenotazione fino al 30 giungno 2013.
email : info@fondazionevittorianobitossi.it / dainie@colorobbia.it
sito internet : www.fondazionevittorianobitossi.it
Tel +39.0571.51033
Cinzia Bitossi / Presidente Fondazione Vittoriano Bitossi
Giancarlo Gonizzi / Consigliere Associazione Musei Impresa
Marina Vignozzi / Curatrice Archivio Industriale Bitossi
Paolo Pinelli / Segretario Fondazione Vittoriano Bitossi
Questa impresa ha fatto i suoi primi passi nel 2000 grazie ad un meticoloso lavoro di archeologia industriale. Quando ancora non esisteva un nome, ma solo centinaia e centinaia di manufatti e documenti da recuperare nei polverosi magazzini della fabbrica.
Data la complessità, varietà e unicità di questo patrimonio archivistico sono state utilizzate strategie di lavoro diverse fra loro, che hanno portato alla realizzazione di un ARCHIVIO delle ceramiche (dove sono state riordinate, inventariate e catalogate 5480 ceramiche, mentre un altro cospicuo lotto è in attesa di catalogazione); di un ARCHIVIO dei documenti cartacei, fotografie, cataloghi e materiale pubblicitario (riordinati, ma non catalogati), quaderni e schedari d’ordine dei clienti (ordinati, schedati e in parte catalogati), disegni, “spolveri” e progetti (inventariati) e vari materiali di supporto. Ha seguito poi la creazione di spazi espositivi dove di volta in volta vengono allestite mostre tematiche tratte da quasi un secolo di storia, da una esperienza straordinaria nel campo della ceramica e del design. Le tematiche affrontate pongono attenzione ai valori culturali, industriali e stilistici, ai saperi, alle passioni e alle dinamiche economiche che si nascondono dietro al lavoro quotidiano e che magistralmente hanno saputo esprimere la forza e il gusto del Made in Italy.
La Fondazione Vittoriano Bitossi si è fatta promotrice della salvaguardia di un'altra importante manifattura toscana la Italica Ars con l’acquisizione di 900 ceramiche (già inventariate e catalogate).
Le finalità del MAIB sono molteplici: dalla tutela alla valorizzazione di un patrimonio storico e artistico, dalla preservazione delle opere di celebri artisti e designer alla disponibilità di divenire fonte d’ispirazione per ideatori e addetti alla creazione di nuovi prodotti, dalla volontà di tutelare e tramandare espressioni tecniche e materiali all’individuazione e qualificazione di strategie di marketing e di comunicazione.
Un patrimonio fruibile da tutti coloro (specialisti o semplici cultori) che desiderano conoscere e approfondire tematiche legate alla conservazione, catalogazione e utilizzo di un archivio storico d’impresa, ma anche per quelli che desiderano intraprendere solo suggestivi viaggi alla scoperta di prodotti che hanno accompagnato generazioni nel loro quotidiano, proposti nelle sale del museo.
Il MAIB trova forza e spinta su una salda storia di imprenditori italiani: i Bitossi.
L’attività della famiglia Bitossi si innesta in una tradizione produttiva della ceramica esistente a Montelupo Fiorentino sin dal XIII secolo. Nel 1921 Guido Bitossi costituisce la Manifattura Ceramiche Artistiche Guido Bitossi. Nel corso di pochi decenni dalla gestione familiare e dalla lavorazione artigianale tipiche del luogo passerà ad una organizzazione produttiva strutturata ed innovativa, che porta ad un incessante ricerca formale e stilistica da parte di maestri ceramisti, creatori e designer. Primo fra tutti Aldo Londi (direttore artistico dal 1946 al 1975 e poi instancabile collaboratore) fautore del cambiamento dell’indirizzo produttivo negli anni Cinquanta, propugnatore della sperimentazione e promozione di una ceramica che esalta ed evoca percezioni sensitive e culturali, proposta e ampiamente indagata da Ettore Sottsass.
Su queste esperienze si salda una costante collaborazione tra l’azienda e i designer sino a nostri giorni.
MAIB - Museo Artistico Industriale Bitossi.
Strumenti di ricerca e conservazione di una storia italiana.
22 novembre 2012
L'esposizione.
SALA I
Ceramiche e documenti: percorsi di una ricerca.
Nella sala I è allestita una selezione di manufatti e riferimenti documentari (quali disegni, buoni d'ordine, lettere, cataloghi e pubblicità) che mettono in relazione indirizzi stilistici e culturali, prodotti e clienti internazionali nel periodo 1960 - 1975.
Il percorso espositivo non ha un intento tematico ma vuole esemplificare alcuni percorsi di ricerca che si possono seguire utilizzando i fondi archivistici Bitossi. Episodi di storia italiana esportata in tutto il mondo. Conoscenze che ci aiutano a comprendere meglio il passato, interpretare l’economia e migliorare gli aspetti produttivi attuali.
SALA II
Itinerari del design in ceramica
Nella sala II sono esposte alcune opere dei principali designer e artisti, prodotte presso la Manifattura Bitossi dal 1958 ad oggi.
Questo schematico percorso espositivo inizia con un tributo ai creatori della storia del design in Bitossi, Aldo Londi e l'architetto Ettore Sottsass, per poi proseguire con l’esperienza del gruppo Memphis, qui rappresentata dall’opera di Matteo Thun. Da qui prende avvio la consuetudine di collaborazione tra azienda e designer che caratterizza parte della produzione Bitossi degli anni Ottanta e Novanta (qui rappresentati con opere di Cibic, Du Pasquer, Marco Zanini e ancora quest'ultimo con Massimo Giacon). Per giungere ai creatori dei giorni nostri, tra i quali figurano Ginevra Bocini, Arik Levy, Karim Rashid, Fabio Novembre, Mario Ferrarini e i fratelli Bouroullec.
Per informazioni
La mostra è visitabile su prenotazione fino al 30 giungno 2013.
email : info@fondazionevittorianobitossi.it / dainie@colorobbia.it
sito internet : www.fondazionevittorianobitossi.it
Tel +39.0571.51033
22
novembre 2012
Archivio Industriale Bitossi. Strumenti di ricerca e conservazione di una storia italiana
Dal 22 novembre 2012 al 30 giugno 2013
design
Location
MAIB – MUSEO ARTISTICO INDUSTRIALE BITOSSI
Montelupo Fiorentino, Via Antonio Gramsci, 14, (Firenze)
Montelupo Fiorentino, Via Antonio Gramsci, 14, (Firenze)
Orario di apertura
su prenotazione
Vernissage
22 Novembre 2012, h 18
Curatore




