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Barry Flanagan – Sculpture speaks louder than words
Il progetto propone una selezione di opere che raccontano la ricerca dell’artista britannico, dai primi esperimenti con materiali eterogenei – sabbia, corde, tessuti, gesso, argilla e metalli, caratterizzate da un uso innovativo di forma, suono e luce – fino alle sculture figurative in bronzo.
Comunicato stampa
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"Sculpture speaks louder than words di Barry Flanagan" è il titolo della mostra personale di Barry Flanagan a cura di Jo Melvin allestita al secondo piano di Palazzo Collicola. Il progetto, realizzato grazie al sostegno e alla collaborazione con The Estate of Barry Flanagan and Plubronze, propone una selezione di opere che raccontano la ricerca dell’artista britannico, dai primi esperimenti con materiali eterogenei – sabbia, corde, tessuti, gesso, argilla e metalli, caratterizzate da un uso innovativo della forma, del suono e della luce – fino alle sculture figurative in bronzo. Formatosi alla St. Martins School of Art di Londra negli anni Sessanta, Flanagan esplorò fin dall’inizio le interazioni tra scultura, suono e silenzio, concependo la materia artistica come un’esperienza multisensoriale. La sua pratica, vicina al Minimalismo e all’Arte Povera italiana, unisce rigore tecnico, sperimentazione dei materiali e sensibilità poetica, incorporando elementi naturali, riferimenti al mito e forme simboliche.
Il percorso espositivo mette in luce come, per Flanagan, la scultura fosse uno strumento per mettere in comunicazione arte e società, con opere che dialogano – o “parlano”, come suggerisce il titolo – con lo spazio e con il visitatore attraverso leggerezza, movimento e suggestioni sensoriali.
Barry Flanagan (Prestatyn, Gran Bretagna, 1941 – Santa Eulalia del Río, Spagna, 2009) è stato un artista britannico-irlandese di fama internazionale. Nato a Prestatyn, nel Galles del Nord, inizialmente studiò architettura prima di dedicarsi alla scultura alla Saint Martin’s School of Art di Londra. Le sue opere giovanili, dagli anni Sessanta, impiegavano spesso materiali non convenzionali come sabbia, corde e tessuti. Costruzioni effimere, esse lo collocavano all’interno dei movimenti concettuali dell’epoca e ne segnarono il ruolo di figura chiave nell’evoluzione della scultura britannica.
Alla fine degli anni Settanta, Flanagan iniziò a lavorare la pietra e il bronzo, riconsiderando al contempo la funzione della scultura pubblica. Questo cambiamento portò alla creazione del suo corpus di opere più iconico, costituito da rappresentazioni figurative di lepri e altri animali, prevalentemente in bronzo. Spesso antropomorfe, le sculture trasmettono una vivacità distintiva e l’ironia tipica del senso dell’umorismo di Flanagan.
L’opera di Flanagan continua a essere ampiamente esposta a livello internazionale. Ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 1982 ed è stato oggetto di importanti retrospettive presso istituzioni come il Tate Britain e l’Ikon Gallery. Le sue sculture sono conservate in numerose collezioni pubbliche, tra cui il Museum of Modern Art di New York, la National Gallery of Art di Washington D.C., il Tate di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi e lo Stedelijk Museum di Gand. I suoi bronzi monumentali continuano ad animare spazi all’aperto in tutta Europa e negli Stati Uniti.
Il percorso espositivo mette in luce come, per Flanagan, la scultura fosse uno strumento per mettere in comunicazione arte e società, con opere che dialogano – o “parlano”, come suggerisce il titolo – con lo spazio e con il visitatore attraverso leggerezza, movimento e suggestioni sensoriali.
Barry Flanagan (Prestatyn, Gran Bretagna, 1941 – Santa Eulalia del Río, Spagna, 2009) è stato un artista britannico-irlandese di fama internazionale. Nato a Prestatyn, nel Galles del Nord, inizialmente studiò architettura prima di dedicarsi alla scultura alla Saint Martin’s School of Art di Londra. Le sue opere giovanili, dagli anni Sessanta, impiegavano spesso materiali non convenzionali come sabbia, corde e tessuti. Costruzioni effimere, esse lo collocavano all’interno dei movimenti concettuali dell’epoca e ne segnarono il ruolo di figura chiave nell’evoluzione della scultura britannica.
Alla fine degli anni Settanta, Flanagan iniziò a lavorare la pietra e il bronzo, riconsiderando al contempo la funzione della scultura pubblica. Questo cambiamento portò alla creazione del suo corpus di opere più iconico, costituito da rappresentazioni figurative di lepri e altri animali, prevalentemente in bronzo. Spesso antropomorfe, le sculture trasmettono una vivacità distintiva e l’ironia tipica del senso dell’umorismo di Flanagan.
L’opera di Flanagan continua a essere ampiamente esposta a livello internazionale. Ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 1982 ed è stato oggetto di importanti retrospettive presso istituzioni come il Tate Britain e l’Ikon Gallery. Le sue sculture sono conservate in numerose collezioni pubbliche, tra cui il Museum of Modern Art di New York, la National Gallery of Art di Washington D.C., il Tate di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi e lo Stedelijk Museum di Gand. I suoi bronzi monumentali continuano ad animare spazi all’aperto in tutta Europa e negli Stati Uniti.
21
febbraio 2026
Barry Flanagan – Sculpture speaks louder than words
Dal 21 febbraio al 24 maggio 2026
arte contemporanea
Location
PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE – MUSEO CARANDENTE
Spoleto, Via Loreto Vittori, 11, (Perugia)
Spoleto, Via Loreto Vittori, 11, (Perugia)
Biglietti
Intero € 7,50
Ridotto € 5,00 - dai 18 ai 25 anni
Ingresso Gratuito bambini e ragazzi minori di 18 anni | Studenti Accademie di Belle Arti e discipline legate all’arte/spettacolo | portatori di handicap con estensione del beneficio ad un accompagnatore | ICOM | tesserati Associazione Amici di Palazzo Collicola | giornalisti | guide turistiche
Orario di apertura
dal giovedì alla domenica
10:30-13:00/14:30-17:00
(ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura)
chiuso da lunedì a mercoledì
Vernissage
21 Febbraio 2026, ore 11
Sito web
Autore
Curatore

