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Bruno Munari – WunderKasa. Libri mai visti e autografi inediti
Tra i circa 30.000 volumi della collezione il padrone di Kasa Andrea Kerbaker ne ha selezionati alcuni rari e rarissimi di un grande nome della cultura contemporanea: Bruno Munari, tutti sfogliabili comodamente seduti in salotto circondati dai libri della collezione della Kasa.
Comunicato stampa
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Suonano al campanello della Kasa dei Libri. È un distinto signore che afferma di avere con sé un carico di 150 volumi da consegnare. Niente di meglio, li accogliamo tutti con piacere. Tra scatole, scatoloni e buste ecco comparire tra gli altri due libri dedicati rispettivamente da Italo Calvino e da Indro Montanelli, una copia degli Ossi di seppia firmata da Eugenio Montale e ancora una prima edizione de Il Castello di Udine di Carlo Emilio Gadda. Tutto donato alla collezione: una giornata come le altre qui alla Kasa dei Libri.
È così che ogni giorno si rinnova lo stupore per questi pezzi di storia della letteratura che affollano gli scaffali, i ripiani, i cassetti e perfino i bagni della Kasa.
Abbiamo deciso di condividere con il pubblico questo stupore attraverso tre mostre, dall’8 giugno al 7 luglio. Tra i circa 30.000 volumi della collezione il padrone di Kasa Andrea Kerbaker ne ha selezionati alcuni rari e rarissimi di grandi nomi della cultura contemporanea: Bruno Munari, Salvatore Quasimodo e Jean-Michel Folon.
Comodamente seduti sulla poltrona del quarto piano o passeggiando per la stanza dei libri antichi si potranno osservare da vicino le fantasiose e imprevedibili variazioni dell’Alfabeto Lucini realizzato da Munari in una edizione fuori commercio; toccare con mano fogli manoscritti di Salvatore Quasimodo, con annotazioni e correzioni autografe del poeta e leggere la corrispondenza tra l’artista Jean-Michel Folon e il poeta Giorgio Soavi, arrivata alla Kasa a seguito di un fortuito ritrovamento in un cestino della carta straccia.
Ovviamente la Kasa non è l’unica a possedere materiale di questo tipo. Ma di sicuro è il solo posto dove manoscritti autografi, copie uniche e quant’altro vengono messi a disposizione, toccabili a piacimento, senza spocchia, senza polvere, in linea con l’atmosfera familiare che contraddistingue questo luogo.
Le mostre saranno inaugurate da Andrea Kerbaker, che guiderà i visitatori alla scoperta delle storie che si celano dentro a queste pagine. Nei giorni successivi il personale della Kasa farà altrettanto.
BRUNO MUNARI
Bruno Munari, un nome un mito, soprattutto se si possono vedere e sfogliare le tavole stampate in silk screen di Los Àlamos, stampate in 200 copie nel 1958 e mai viste così da vicino; oppure uno dei 999 esemplari del giallissimo Occhio alla luce, o lo spiritoso Alfabeto Lucini nella copia fuori commercio che il tipografo ha dedicato a Andrea Kerbaker.
E poi Munari80 pubblicato nella raffinata edizione Scheiwiller nel 1987 con schizzi e aforismi scritti distrattamente al telefono. Qualche esempio? “Rubando il pennello a Raffaello non si diventa grandi pittori” e ancora “ALBERO l’esplosione lentissima di un seme”.
È così che ogni giorno si rinnova lo stupore per questi pezzi di storia della letteratura che affollano gli scaffali, i ripiani, i cassetti e perfino i bagni della Kasa.
Abbiamo deciso di condividere con il pubblico questo stupore attraverso tre mostre, dall’8 giugno al 7 luglio. Tra i circa 30.000 volumi della collezione il padrone di Kasa Andrea Kerbaker ne ha selezionati alcuni rari e rarissimi di grandi nomi della cultura contemporanea: Bruno Munari, Salvatore Quasimodo e Jean-Michel Folon.
Comodamente seduti sulla poltrona del quarto piano o passeggiando per la stanza dei libri antichi si potranno osservare da vicino le fantasiose e imprevedibili variazioni dell’Alfabeto Lucini realizzato da Munari in una edizione fuori commercio; toccare con mano fogli manoscritti di Salvatore Quasimodo, con annotazioni e correzioni autografe del poeta e leggere la corrispondenza tra l’artista Jean-Michel Folon e il poeta Giorgio Soavi, arrivata alla Kasa a seguito di un fortuito ritrovamento in un cestino della carta straccia.
Ovviamente la Kasa non è l’unica a possedere materiale di questo tipo. Ma di sicuro è il solo posto dove manoscritti autografi, copie uniche e quant’altro vengono messi a disposizione, toccabili a piacimento, senza spocchia, senza polvere, in linea con l’atmosfera familiare che contraddistingue questo luogo.
Le mostre saranno inaugurate da Andrea Kerbaker, che guiderà i visitatori alla scoperta delle storie che si celano dentro a queste pagine. Nei giorni successivi il personale della Kasa farà altrettanto.
BRUNO MUNARI
Bruno Munari, un nome un mito, soprattutto se si possono vedere e sfogliare le tavole stampate in silk screen di Los Àlamos, stampate in 200 copie nel 1958 e mai viste così da vicino; oppure uno dei 999 esemplari del giallissimo Occhio alla luce, o lo spiritoso Alfabeto Lucini nella copia fuori commercio che il tipografo ha dedicato a Andrea Kerbaker.
E poi Munari80 pubblicato nella raffinata edizione Scheiwiller nel 1987 con schizzi e aforismi scritti distrattamente al telefono. Qualche esempio? “Rubando il pennello a Raffaello non si diventa grandi pittori” e ancora “ALBERO l’esplosione lentissima di un seme”.
07
giugno 2017
Bruno Munari – WunderKasa. Libri mai visti e autografi inediti
Dal 07 al 19 giugno 2017
Location
KASA DEI LIBRI
Milano, Largo Aldo De Benedetti, 4, (Milano)
Milano, Largo Aldo De Benedetti, 4, (Milano)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì ore 15-19
Vernissage
7 Giugno 2017, ore 18
Autore
Curatore


