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Claudio Capotondi – Al Verso e al Contro
70 disegni a tecnica mista, 10 gigantografie di alcune delle maggiori opere pubbliche che l’Artista ha realizzato in Italia ed all’estero e 30 sculture in pietre diverse (marmo, travertino, porfido, granito,basalto) prodotte dal 1980 al 2005
Comunicato stampa
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Dal 18 giugno, a Palazzo Mediceo di Seravezza (Lu) una grande mostra personale dello scultore Claudio Capotondi dal titolo "Al Verso e al contro".
Organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza, la mostra raccoglie 70 disegni a tecnica mista, 10 gigantografie di alcune delle maggiori opere pubbliche che l'Artista ha realizzato in Italia ed all'estero e 30 sculture in pietre diverse (marmo, travertino, porfido, granito,basalto) prodotte dal 1980 al 2005.
"Il marmo è come la vita, morbido al verso e duro al contro", scrive Capotondi. Per lui vivere la scultura è "dare un senso al mistero della vita", è "trovare un'armonia contro la disarmonia del mondo".
Per questo Capotondi sperimenta direttamente le infinite direttrici nello spazio ed estrae la forma "dal blocco informe della pietra"con le sue mani. Delle novanta sculture fino ad oggi realizzate, quasi sessanta sono state 'sbozzate' e terminate da lui personalmente perché non riesce "a separare il "concetto" dalla sua incarnazione materica affidandola ad altri".
Nelle sue opere interagiscono "lo stupore fermo della metafisica italiana 400sca con la lezione più audace delle avanguardie plastiche del '900"(Mario Lunetta). "La lezione di Brancusi con quella del futurismo". Egli attinge alla virtù evocativa degli archetipi una parte importante del suo corredo espressivo per poi coniugare l'immanenza della radice culturale arcaica con la trascendenza dello spirito che anela all'assoluto della forma.
Ne conseguono forme geometriche sinteticamente elaborate. "… Ma dove Capotondi esprime al meglio la tensione della sua ricerca, è nell'indagine sulla sfera. Una sfera al cui interno egli cerca di penetrare, sezionandola, frantumandola fino a risolverla in quella pacata dialettica fra sistema geometrico e mistero naturale". (Vito Apuleo)
Vi sono, inoltre, opere che "esplicitamente visualizzano una sorta di cartografia celeste, un planetario di pietra attraverso la potente apparecchiatura di nuclei, calotte, ellissi, giunti, pistoni ed altri marchingegni".. (Nicola Micieli) risultato di intuizioni prospettiche e di ricerca spaziale.
Claudio Capotondi è nato a Tarquinia nel 1937, ha vissuto a Roma (1962-1999) e New York (1984-1989) e dal 1973 vive e lavora a Pietrasanta.
Le sue monumentali sculture in marmo, granito e bronzo sono in collezioni pubbliche e private in Italia, Austria, Svizzera, Finlandia, Libia, Giappone, USA e altri paesi. Tra le opere pubbliche: Portaroma 2000 Op 66 marmo-travertino ml 15 x 2.2 x 7h Autostrada A1 RomaNord - Fiano Romano; Fontanasfera 1992 Opera 35 - granito-peperino ml 20 x 20 x 4h Piazzale Murialdo Viterbo – Italy
Organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza, la mostra raccoglie 70 disegni a tecnica mista, 10 gigantografie di alcune delle maggiori opere pubbliche che l'Artista ha realizzato in Italia ed all'estero e 30 sculture in pietre diverse (marmo, travertino, porfido, granito,basalto) prodotte dal 1980 al 2005.
"Il marmo è come la vita, morbido al verso e duro al contro", scrive Capotondi. Per lui vivere la scultura è "dare un senso al mistero della vita", è "trovare un'armonia contro la disarmonia del mondo".
Per questo Capotondi sperimenta direttamente le infinite direttrici nello spazio ed estrae la forma "dal blocco informe della pietra"con le sue mani. Delle novanta sculture fino ad oggi realizzate, quasi sessanta sono state 'sbozzate' e terminate da lui personalmente perché non riesce "a separare il "concetto" dalla sua incarnazione materica affidandola ad altri".
Nelle sue opere interagiscono "lo stupore fermo della metafisica italiana 400sca con la lezione più audace delle avanguardie plastiche del '900"(Mario Lunetta). "La lezione di Brancusi con quella del futurismo". Egli attinge alla virtù evocativa degli archetipi una parte importante del suo corredo espressivo per poi coniugare l'immanenza della radice culturale arcaica con la trascendenza dello spirito che anela all'assoluto della forma.
Ne conseguono forme geometriche sinteticamente elaborate. "… Ma dove Capotondi esprime al meglio la tensione della sua ricerca, è nell'indagine sulla sfera. Una sfera al cui interno egli cerca di penetrare, sezionandola, frantumandola fino a risolverla in quella pacata dialettica fra sistema geometrico e mistero naturale". (Vito Apuleo)
Vi sono, inoltre, opere che "esplicitamente visualizzano una sorta di cartografia celeste, un planetario di pietra attraverso la potente apparecchiatura di nuclei, calotte, ellissi, giunti, pistoni ed altri marchingegni".. (Nicola Micieli) risultato di intuizioni prospettiche e di ricerca spaziale.
Claudio Capotondi è nato a Tarquinia nel 1937, ha vissuto a Roma (1962-1999) e New York (1984-1989) e dal 1973 vive e lavora a Pietrasanta.
Le sue monumentali sculture in marmo, granito e bronzo sono in collezioni pubbliche e private in Italia, Austria, Svizzera, Finlandia, Libia, Giappone, USA e altri paesi. Tra le opere pubbliche: Portaroma 2000 Op 66 marmo-travertino ml 15 x 2.2 x 7h Autostrada A1 RomaNord - Fiano Romano; Fontanasfera 1992 Opera 35 - granito-peperino ml 20 x 20 x 4h Piazzale Murialdo Viterbo – Italy
18
giugno 2005
Claudio Capotondi – Al Verso e al Contro
Dal 18 giugno al 24 luglio 2005
arte contemporanea
Location
PALAZZO MEDICEO
Seravezza, viale A. Amadei, (Lucca)
Seravezza, viale A. Amadei, (Lucca)
Biglietti
€ 5,00 (ridotto € 3,00) include la visita al Museo Lavoro e Tradizioni Popolari della Versilia storica
Orario di apertura
16:00 – 23:00 Chiusa lunedì
Vernissage
18 Giugno 2005, ore 18
Autore


