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Claudio Diatto – A Fondo Perduto
GART Arte Contemporanea è lieta di annunciare l’inizio della stagione espositiva con la mostra personale “A Fondo Perduto” dell’artista Claudio Diatto, curata da Sara Vassallo e Francesca Carbone, che inaugurerà sabato 7 febbraio alle ore 17:00 presso la sede di Neive, in Via Rocca 31.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La mostra "A fondo perduto" nasce come un attraversamento della dimensione naturale, corporea e spirituale dell’artista che si manifesta attraverso i luoghi dell’anima, della tecnica e del pensiero.
Prendendo il titolo in prestito dalla poesia di Marguerite Yourcenar, la mostra ci guida in un percorso visivo e sensoriale che parla di immersione, di fiducia, di perdita e di orientamento in nuovi orizzonti.
L’amore a fondo perduto, descritto da Yourcenar, diventa il fulcro di questa esposizione, offrendo un momento intenso di riflessione sul senso del fare arte per l’artista. La risposta alle domande fondamentali che l’autore si pone nel lavoro quotidiano — perché, cosa e come — trova una ragione ulteriore nel riconoscere che questo sentimento assoluto per l’arte si manifesta a fondo perduto, senza pretese o egoismi narcisisti, dettato esclusivamente dalla passione e vocazione che lo accompagna dall’intera vita.
La mostra presenta gli ultimi cicli dell'autore: dalle riflessioni filosofiche di Textus, dove il bosco si fa metafora, all'indagine tra figurativo e astratto in Divenire_become. Chiude il percorso Alfabeta, progetto nato dalla sinergia con Sara Vassallo: l’opera celebra la "rivoluzione del cogliere", trasformando il frammento recuperato in valore e annullando, nell'arte come nella vita, il concetto di scarto. Nella prima sala, il bosco diventa protagonista non solo come soggetto naturalistico ma come simbolo dell’inconscio, della ricerca e della trasformazione. Ogni ramo e ogni radice rappresenta un passaggio poetico che invita a esplorare il concetto di “A fondo perduto” in se stessi e negli altri.
La tecnica dei lavori esposti si sviluppa attraverso l’utilizzo di grandi fogli di carta cotone ad alto spessore, preparati a gesso, intagliati manualmente o con tecnica laser, e dipinti con numerosi strati di colore fino a raggiungere la saturazione desiderata. Queste opere, assemblate su più livelli, creano composizioni dove la luce e l’ombra si intrecciano, arricchendo il fascino del racconto visivo. Questa tecnica complessa, ragionata e maturata in molti anni di ricerca, dimostra come l’autore ritenga che i citati "cosa" e "come" richiedano altrettanta attenzione quanto il "perché".
"A fondo perduto”: è in questa espressione che si compie la promessa di una fiducia cieca nel gesto creativo. Un cammino intrapreso da chi sceglie di restare fedele alla propria visione, alimentando a occhi aperti la nobile follia dell’amore e della passione.
Prendendo il titolo in prestito dalla poesia di Marguerite Yourcenar, la mostra ci guida in un percorso visivo e sensoriale che parla di immersione, di fiducia, di perdita e di orientamento in nuovi orizzonti.
L’amore a fondo perduto, descritto da Yourcenar, diventa il fulcro di questa esposizione, offrendo un momento intenso di riflessione sul senso del fare arte per l’artista. La risposta alle domande fondamentali che l’autore si pone nel lavoro quotidiano — perché, cosa e come — trova una ragione ulteriore nel riconoscere che questo sentimento assoluto per l’arte si manifesta a fondo perduto, senza pretese o egoismi narcisisti, dettato esclusivamente dalla passione e vocazione che lo accompagna dall’intera vita.
La mostra presenta gli ultimi cicli dell'autore: dalle riflessioni filosofiche di Textus, dove il bosco si fa metafora, all'indagine tra figurativo e astratto in Divenire_become. Chiude il percorso Alfabeta, progetto nato dalla sinergia con Sara Vassallo: l’opera celebra la "rivoluzione del cogliere", trasformando il frammento recuperato in valore e annullando, nell'arte come nella vita, il concetto di scarto. Nella prima sala, il bosco diventa protagonista non solo come soggetto naturalistico ma come simbolo dell’inconscio, della ricerca e della trasformazione. Ogni ramo e ogni radice rappresenta un passaggio poetico che invita a esplorare il concetto di “A fondo perduto” in se stessi e negli altri.
La tecnica dei lavori esposti si sviluppa attraverso l’utilizzo di grandi fogli di carta cotone ad alto spessore, preparati a gesso, intagliati manualmente o con tecnica laser, e dipinti con numerosi strati di colore fino a raggiungere la saturazione desiderata. Queste opere, assemblate su più livelli, creano composizioni dove la luce e l’ombra si intrecciano, arricchendo il fascino del racconto visivo. Questa tecnica complessa, ragionata e maturata in molti anni di ricerca, dimostra come l’autore ritenga che i citati "cosa" e "come" richiedano altrettanta attenzione quanto il "perché".
"A fondo perduto”: è in questa espressione che si compie la promessa di una fiducia cieca nel gesto creativo. Un cammino intrapreso da chi sceglie di restare fedele alla propria visione, alimentando a occhi aperti la nobile follia dell’amore e della passione.
07
febbraio 2026
Claudio Diatto – A Fondo Perduto
Dal 07 febbraio al primo marzo 2026
arte contemporanea
Location
GART Arte Contemporanea
Borgonovo, Via Rocca, 31, (CN)
Borgonovo, Via Rocca, 31, (CN)
Orario di apertura
venerdì, sabato e domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00
Vernissage
7 Febbraio 2026, ore 17:00
Sito web
Autore
Curatore


