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Contemporary bodies: between image and imagination
Inaugura l’8 aprile, all’interno del calendario ufficiale della Milano Art Week 2026, la mostra “Contemporary Bodies: Between Image and Imagination”, a cura di Greta Zuccali, e riunisce le opere della sud coreana Hyun Cho e dell’italo-venezuelano Manuel Castillo.
Comunicato stampa
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Inaugura mercoledì 8 aprile, nell’ambito della 10ª edizione di Milano Art Week 2026, dedicata al dialogo interculturale come motore di confronto e trasformazione, presso la Galleria Corals la mostra “Corpi contemporanei: tra immagine e immaginazione” a cura di Greta Zuccali, con gli artisti Hyun Cho e Manuel Castillo.
Due mondi, due visioni, due linguaggi formalmente distinti che si incontrano e si intrecciano in una ricerca comune. Hyun Cho, artista sudcoreana con base a Milano, e Manuel Castillo, italo-venezuelano, provengono da contesti culturali e geografici differenti, ma condividono una matrice underground che rende il loro dialogo artistico naturale. La mostra si configura così come uno spazio di relazione tra identità, linguaggi e sensibilità che si contaminano, offrendo uno sguardo plurale sulla percezione del corpo nel mondo contemporaneo.
Il progetto nasce dall’osservazione di una tensione diffusa: da un lato il progressivo svanire del corpo come presenza tangibile nelle relazioni quotidiane, dall’altro la sua crescente centralità come oggetto estetico, mediatico e come luogo di somatizzazioni e disagi. In questo scenario, il corpo diventa territorio simbolico e condiviso, capace di attraversare confini culturali e generare nuove narrazioni.
È proprio in questo progressivo appannarsi del corpo come soma che si inseriscono i gesti istintivi e non premeditati di Manuel Castillo. L’artista evoca, nella costruzione delle immagini, la genuinità di un disegno tanto inconscio quanto necessario. Attraverso un vocabolario visivo personale, genera forme ed espressioni quasi primitive che richiamano un’origine comune, un’umanità essenziale che attraversa culture e geografie. Le sue figure, spontanee e archetipiche, parlano un linguaggio universale capace di riconnettere l’individuo alla propria dimensione più autentica.
All’opposto, ma in dialogo complementare, Hyun Cho sviluppa un proprio linguaggio, da lei definito un «nuovo genere artistico», che riflette sul processo di virtualizzazione delle relazioni e sulla sospensione tattile dispersa nelle vite online. L’artista intreccia l’energia lirica della musica punk con una sensibilità pop, creando brevi frasi, parole e modi di dire che restituiscono l’intimità dell’esperienza personale. Le sue opere, tra scultura e testo, nascono da iconografie urbane e attraversano immaginari globali, assumendo la responsabilità di trasformare una realtà individuale in una possibilità collettiva.
È in questa tensione tra radice e trasformazione, tra gesto primordiale e linguaggio contemporaneo, che i due artisti trovano il loro punto di incontro. Non tanto nei temi o nelle forme, quanto nella spinta estetica che anima la loro ricerca: il rapporto simbiotico e misterioso tra immagine e immaginazione. Un dialogo che supera le differenze per costruire uno spazio condiviso, dove identità e corpi si riconoscono e si ridefiniscono.
La mostra si configura così come un atto di riconoscimento reciproco: dei corpi, dei loro bisogni e delle loro fragilità, con l’intento di restituire uno spazio da abitare in un’esistenza sempre più frammentata tra fisico e virtuale. In linea con lo spirito della 10ª edizione di Milano Art Week, il progetto invita a riflettere su come l’arte possa farsi terreno di incontro interculturale, generando nuove possibilità di relazione e immaginazione comune.
Artisti
Hyun Cho
Hyun Cho è un’artista con una formazione e una pratica sviluppate in contesti internazionali. Dopo aver conseguito il BVA in Painting con Honours presso la The University of Sydney e l’MFA alla Parsons The New School for Design di New York, ha costruito un percorso espositivo tra Australia, Stati Uniti ed Europa, stabilendo infine un forte legame con l’Italia.
La sua ricerca è stata presentata in fiere e sedi espositive rilevanti del panorama contemporaneo, tra cui Arte Fiera Bologna (2025) con Traffic Gallery. Tra le principali mostre personali recenti: Electric Supermoon presso Blue Gallery, Venezia (2024); Crucial Babe a LINEA, Milano (2024); Hurricane Billy e Does Fluxus Still Exist? presso Galleria Ramo, Como (2023, 2019).
In precedenza ha esposto con mostre personali presso Edicola Radetzky, Milano; DISPLAY, Parma; e Open Space Baltimore, Stati Uniti, consolidando una pratica che attraversa iconografie urbane, cultura pop e linguaggi visivi globali.
Manuel Castillo
Manuel Castillo, artista di 34 anni, è nato in Venezuela e cresciuto in Italia. Fin da giovane ha nutrito una profonda passione per la street art, trasformando nel tempo questo interesse in una vera e propria vocazione artistica.
Dopo aver sperimentato e partecipato a diverse esibizioni, ha deciso di dedicarsi completamente all’arte. Si è diplomato al Liceo Artistico, dove ha approfondito le arti figurative e scultoree, per poi avvicinarsi al linguaggio dell’arte moderna seguendo le tracce dei suoi maestri d’ispirazione: Basquiat, Miró, Nava, Buffet e Picasso.
Le opere di Castillo si distinguono per un linguaggio visivo graffiante, vivace e istintivo, caratterizzato da un tratto deciso e carico di energia. Nei suoi lavori ricorrono creature mitologiche, figure infantili e maschere arcaiche, elementi che raccontano un immaginario poetico e simbolico.
Nel suo percorso artistico continua la ricerca di uno stile personale via via più riconoscibile e definito. Nel 2025 ha partecipato a una mostra collettiva presso la galleria Hub/Art di Barcellona, aprendosi al panorama dell’arte contemporanea internazionale.
Corals Gallery
Via Evangelista Torricelli 21
20136 - Milano
Due mondi, due visioni, due linguaggi formalmente distinti che si incontrano e si intrecciano in una ricerca comune. Hyun Cho, artista sudcoreana con base a Milano, e Manuel Castillo, italo-venezuelano, provengono da contesti culturali e geografici differenti, ma condividono una matrice underground che rende il loro dialogo artistico naturale. La mostra si configura così come uno spazio di relazione tra identità, linguaggi e sensibilità che si contaminano, offrendo uno sguardo plurale sulla percezione del corpo nel mondo contemporaneo.
Il progetto nasce dall’osservazione di una tensione diffusa: da un lato il progressivo svanire del corpo come presenza tangibile nelle relazioni quotidiane, dall’altro la sua crescente centralità come oggetto estetico, mediatico e come luogo di somatizzazioni e disagi. In questo scenario, il corpo diventa territorio simbolico e condiviso, capace di attraversare confini culturali e generare nuove narrazioni.
È proprio in questo progressivo appannarsi del corpo come soma che si inseriscono i gesti istintivi e non premeditati di Manuel Castillo. L’artista evoca, nella costruzione delle immagini, la genuinità di un disegno tanto inconscio quanto necessario. Attraverso un vocabolario visivo personale, genera forme ed espressioni quasi primitive che richiamano un’origine comune, un’umanità essenziale che attraversa culture e geografie. Le sue figure, spontanee e archetipiche, parlano un linguaggio universale capace di riconnettere l’individuo alla propria dimensione più autentica.
All’opposto, ma in dialogo complementare, Hyun Cho sviluppa un proprio linguaggio, da lei definito un «nuovo genere artistico», che riflette sul processo di virtualizzazione delle relazioni e sulla sospensione tattile dispersa nelle vite online. L’artista intreccia l’energia lirica della musica punk con una sensibilità pop, creando brevi frasi, parole e modi di dire che restituiscono l’intimità dell’esperienza personale. Le sue opere, tra scultura e testo, nascono da iconografie urbane e attraversano immaginari globali, assumendo la responsabilità di trasformare una realtà individuale in una possibilità collettiva.
È in questa tensione tra radice e trasformazione, tra gesto primordiale e linguaggio contemporaneo, che i due artisti trovano il loro punto di incontro. Non tanto nei temi o nelle forme, quanto nella spinta estetica che anima la loro ricerca: il rapporto simbiotico e misterioso tra immagine e immaginazione. Un dialogo che supera le differenze per costruire uno spazio condiviso, dove identità e corpi si riconoscono e si ridefiniscono.
La mostra si configura così come un atto di riconoscimento reciproco: dei corpi, dei loro bisogni e delle loro fragilità, con l’intento di restituire uno spazio da abitare in un’esistenza sempre più frammentata tra fisico e virtuale. In linea con lo spirito della 10ª edizione di Milano Art Week, il progetto invita a riflettere su come l’arte possa farsi terreno di incontro interculturale, generando nuove possibilità di relazione e immaginazione comune.
Artisti
Hyun Cho
Hyun Cho è un’artista con una formazione e una pratica sviluppate in contesti internazionali. Dopo aver conseguito il BVA in Painting con Honours presso la The University of Sydney e l’MFA alla Parsons The New School for Design di New York, ha costruito un percorso espositivo tra Australia, Stati Uniti ed Europa, stabilendo infine un forte legame con l’Italia.
La sua ricerca è stata presentata in fiere e sedi espositive rilevanti del panorama contemporaneo, tra cui Arte Fiera Bologna (2025) con Traffic Gallery. Tra le principali mostre personali recenti: Electric Supermoon presso Blue Gallery, Venezia (2024); Crucial Babe a LINEA, Milano (2024); Hurricane Billy e Does Fluxus Still Exist? presso Galleria Ramo, Como (2023, 2019).
In precedenza ha esposto con mostre personali presso Edicola Radetzky, Milano; DISPLAY, Parma; e Open Space Baltimore, Stati Uniti, consolidando una pratica che attraversa iconografie urbane, cultura pop e linguaggi visivi globali.
Manuel Castillo
Manuel Castillo, artista di 34 anni, è nato in Venezuela e cresciuto in Italia. Fin da giovane ha nutrito una profonda passione per la street art, trasformando nel tempo questo interesse in una vera e propria vocazione artistica.
Dopo aver sperimentato e partecipato a diverse esibizioni, ha deciso di dedicarsi completamente all’arte. Si è diplomato al Liceo Artistico, dove ha approfondito le arti figurative e scultoree, per poi avvicinarsi al linguaggio dell’arte moderna seguendo le tracce dei suoi maestri d’ispirazione: Basquiat, Miró, Nava, Buffet e Picasso.
Le opere di Castillo si distinguono per un linguaggio visivo graffiante, vivace e istintivo, caratterizzato da un tratto deciso e carico di energia. Nei suoi lavori ricorrono creature mitologiche, figure infantili e maschere arcaiche, elementi che raccontano un immaginario poetico e simbolico.
Nel suo percorso artistico continua la ricerca di uno stile personale via via più riconoscibile e definito. Nel 2025 ha partecipato a una mostra collettiva presso la galleria Hub/Art di Barcellona, aprendosi al panorama dell’arte contemporanea internazionale.
Corals Gallery
Via Evangelista Torricelli 21
20136 - Milano
08
aprile 2026
Contemporary bodies: between image and imagination
Dall'otto al 30 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Corals Exhibition
Milano, Via Evangelista Torricelli, 21, (MI)
Milano, Via Evangelista Torricelli, 21, (MI)
Orario di apertura
da lunedi a venerdi ore 15:00-19:00
Vernissage
8 Aprile 2026, 18:30-21:00
Sito web
Autore
Curatore
Progetto grafico


