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Corpo a Corpo
La Galleria Aperta Liceo Artistico ospita “Corpo a corpo”, mostra di artisti milanesi, che esplora la figura umana attraverso pittura e figurazione, indagando corpo, materia, tensione estetica e identità contemporanea. Espongono 12 artisti, membri della Società Belle Arti “La Permanente” di Milano.
Comunicato stampa
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“CORPO A CORPO”
Artisti milanesi in mostra
a cura di Valentina Motta
Inaugurazione: venerdì 20 marzo 2026, ore 11:00
Periodo: lunedì 2 marzo – sabato 28 marzo 2026
Galleria Aperta Liceo Artistico, via Delle Coste 6, Verona
a cura del prof. Massimo Girelli
La Galleria Aperta del Liceo Artistico Statale di Verona ospita la mostra "Corpo a corpo", che riunisce artisti milanesi, per lo più membri della Società Belle Arti "La Permanente" di Milano, legati al Liceo Artistico e all'Accademia di Brera.
La rassegna esplora la figura umana come dispositivo simbolico, politico ed esistenziale: privato di divisioni concettuali tra anima e fisicità, il corpo si pone come forza autonoma, attraversata da contraddizioni e ambivalenze, diventando campo di riflessione estetica.
Tra tensione psicologica, materia e rarefazione dell'immagine, il percorso offre una riflessione corale sulla condizione umana, confermando la figurazione come terreno vitale e in continua ridefinizione.
Valentina Motta
Si ringrazia il Maestro Achille Guzzardella per la preziosa collaborazione e per il significativo contributo offerto, che ha reso possibile la partecipazione di diversi artisti affermati, attivi nel panorama milanese e con consolidate esperienze espositive anche a livello internazionale.
“Corpo a corpo - Artisti milanesi in mostra” nasce come riflessione condivisa sul corpo umano, inteso non solo come soggetto della rappresentazione ma come dispositivo simbolico, politico ed esistenziale attraverso cui leggere la complessità del presente. Il progetto riunisce dodici artisti milanesi legati all’Accademia di Brera, accomunati da una solida padronanza dei linguaggi pittorici e plastici e da una consapevolezza critica del fare artistico. Nel contesto dell’estetica contemporanea, la figurazione vive una rinnovata centralità: non più ritorno nostalgico, ma campo di sperimentazione aperto a ibridazioni tra espressionismo, simbolismo e pensiero concettuale. Il corpo diventa così luogo di confine tra visibile e invisibile, identità e alterità, presenza e dissoluzione, attraversato da temi quali memoria, vulnerabilità, trauma e trasformazione, mettendo in luce la complessa stratificazione del corpo come unità di realtà e immaginazione nonché come entità mitica. Il percorso espositivo evidenzia una progressiva metamorfosi della figura: dai ritratti psicologici e culturalmente connotati alle deformazioni esistenziali, fino a esiti lirici, rarefatti o smaterializzati.
La pittura si fa gesto, traccia, stratificazione; la materia diventa racconto; l’immagine oscilla tra testimonianza civile e introspezione. In alcuni casi il corpo dialoga con natura e crisi ambientale, in altri si riduce a impronta, abito, reliquia, simulacro della presenza.
Ne emerge un’indagine corale sulla condizione umana, in cui il corpo si conferma uno dei principali territori critici dell’arte: spazio di identità in transito, archivio emotivo e campo di tensioni culturali. “Corpo a corpo” si propone così come piattaforma aperta di confronto, capace di rendere la vitalità e la continua ridefinizione della figurazione.
Valentina Motta
Artisti e opere in mostra
Nino Attinà (Reggio Calabria, 1953) sviluppa una pittura dinamica e cromaticamente potente, dove scene quotidiane si trasformano in composizioni animate da segni nervosi e fremiti di colore. Opere come In Transito (2025, olio su tela di lino) e Figura con interno e gatto nero (2025, olio su tela di lino) evidenziano il corpo in movimento, sospeso tra presenza e instabilità emotiva, instaurando un vero e proprio “corpo a corpo” tra figura e spazio.
Sergio Colleoni (Rho, 1951) porta alla luce la fisicità del corpo con un segno grafico che fonde plasticità scultorea e precisione pittorica. Le sue opere, da Figure (1981, grafite su carta) a Figura (1991, china su carta), esplorano la corporeità come esperienza estetica autonoma, eliminando narrazione e identità individuale per restituire il corpo nella sua essenza materiale e percettiva.
Antonio Devincenzi (Casalmaggiore, 1952) unisce tensione materica e crudezza espressiva, con figure lacerate che denunciano alienazione e violenza contemporanea. Opere come Danza (2019) e Non ci sono parole (2019) trasformano il corpo in linguaggio universale, dove il gesto pittorico comunica emozione e disperazione con intensità drammatica, senza ricorrere a narrazione testuale.
Renato Galbusera (Milano, 1950) lavora sul rapporto tra corpo, architettura e memoria storica. Attraverso segni espressionisti e contrasti chiaroscurali, opere come Il tempo della memoria (2024) e Il tempo presente (2024) rendono il corpo simbolo di resistenza e testimonianza civile, intrecciando sensibilità estetica e riflessione sociale.
Achille Guzzardella (Milano, 1955) combina pittura, scultura e architettura con un linguaggio lirico e rarefatto. Nei lavori Il Papa e la figliola (2025) e Il santone dal suo oracolo (2026), la figura si dissolve in tracce leggere, sospese tra autorità e fragilità, trasformando il corpo in simbolo, memoria e riflessione sugli archetipi.
Maria Jannelli (Milano, 1951) lavora su introspezione ed etica del corpo femminile. Opere come Ognuno faccia la sua parte – Pace (2024) e Ognuno faccia la sua parte – Guerra (2025) trasformano il corpo in luogo di coscienza collettiva, oscillando tra vulnerabilità individuale e responsabilità morale.
Alfredo Mazzotta (Ionadi, 1951) sperimenta con linea, colore e materia, indagando il corpo femminile come presenza sospesa. In Donna di Luna (2025) e Figura in contorsione con reperto (2018), la pittura diventa strumento di introspezione poetica, dove la cromatologia conferisce alla figura umana valore emotivo e simbolico.
Antonio Miano (Roccafiorita, 1949) approfondisce il confronto psicologico con i ritratti di figure note, come Chaplin (2007) e García Lorca (2006), trasformando il volto in “campo di tensione emotiva”, dove il corpo diventa veicolo di riflessione culturale, storica e identitaria.
Sara Montani (Milano, 1951) evoca la presenza del corpo attraverso abiti e sottovesti, trasformando memoria e tracce di vita in immagini sospese tra visibile e invisibile. Opere come Riserbo (2019) e Segreta-mente (2019) interrogano l’assenza come forma estetica e etica.
Barbara Pietrasanta (Milano, 1961) rappresenta corpi fragili immersi in paesaggi sospesi e agenti atmosferici, simboli di vulnerabilità e interazione con la natura. Opere come Sea Watch 1 e Sea Watch 2 riflettono sul rapporto tra donna e ambiente, in un dialogo poetico tra memoria e attualità.
Bruno Pellegrini (Milano, 1948) esprime il Realismo Esistenziale attraverso figure deformate, isolate e sospese, come in Lokdown 2020–1 e Lokdown 2020–2. La pittura gestuale restituisce tensione emotiva, alienazione e fragilità del corpo contemporaneo, trasformando vulnerabilità in simbolo universale.
Carmelo Violi (Reggio Calabria, 1979) esplora la figurazione contemporanea e la dimensione psichica del corpo. Nel dittico Corpi nell’ombra (2026), la figura emerge come traccia sospesa tra presenza e assenza, abbracciando vulnerabilità, fragilità e introspezione emotiva.
“Corpo a corpo” si configura dunque come una piattaforma aperta di confronto e riflessione estetica, capace di mettere in luce la vitalità e la continua ridefinizione della figurazione nel contesto dell’arte contemporanea. Il corpo, in tutte le sue declinazioni, diventa terreno di ricerca, spazio di tensione e veicolo di pensiero critico, invitando lo spettatore a un’esperienza immersiva e consapevole.
Artisti milanesi in mostra
a cura di Valentina Motta
Inaugurazione: venerdì 20 marzo 2026, ore 11:00
Periodo: lunedì 2 marzo – sabato 28 marzo 2026
Galleria Aperta Liceo Artistico, via Delle Coste 6, Verona
a cura del prof. Massimo Girelli
La Galleria Aperta del Liceo Artistico Statale di Verona ospita la mostra "Corpo a corpo", che riunisce artisti milanesi, per lo più membri della Società Belle Arti "La Permanente" di Milano, legati al Liceo Artistico e all'Accademia di Brera.
La rassegna esplora la figura umana come dispositivo simbolico, politico ed esistenziale: privato di divisioni concettuali tra anima e fisicità, il corpo si pone come forza autonoma, attraversata da contraddizioni e ambivalenze, diventando campo di riflessione estetica.
Tra tensione psicologica, materia e rarefazione dell'immagine, il percorso offre una riflessione corale sulla condizione umana, confermando la figurazione come terreno vitale e in continua ridefinizione.
Valentina Motta
Si ringrazia il Maestro Achille Guzzardella per la preziosa collaborazione e per il significativo contributo offerto, che ha reso possibile la partecipazione di diversi artisti affermati, attivi nel panorama milanese e con consolidate esperienze espositive anche a livello internazionale.
“Corpo a corpo - Artisti milanesi in mostra” nasce come riflessione condivisa sul corpo umano, inteso non solo come soggetto della rappresentazione ma come dispositivo simbolico, politico ed esistenziale attraverso cui leggere la complessità del presente. Il progetto riunisce dodici artisti milanesi legati all’Accademia di Brera, accomunati da una solida padronanza dei linguaggi pittorici e plastici e da una consapevolezza critica del fare artistico. Nel contesto dell’estetica contemporanea, la figurazione vive una rinnovata centralità: non più ritorno nostalgico, ma campo di sperimentazione aperto a ibridazioni tra espressionismo, simbolismo e pensiero concettuale. Il corpo diventa così luogo di confine tra visibile e invisibile, identità e alterità, presenza e dissoluzione, attraversato da temi quali memoria, vulnerabilità, trauma e trasformazione, mettendo in luce la complessa stratificazione del corpo come unità di realtà e immaginazione nonché come entità mitica. Il percorso espositivo evidenzia una progressiva metamorfosi della figura: dai ritratti psicologici e culturalmente connotati alle deformazioni esistenziali, fino a esiti lirici, rarefatti o smaterializzati.
La pittura si fa gesto, traccia, stratificazione; la materia diventa racconto; l’immagine oscilla tra testimonianza civile e introspezione. In alcuni casi il corpo dialoga con natura e crisi ambientale, in altri si riduce a impronta, abito, reliquia, simulacro della presenza.
Ne emerge un’indagine corale sulla condizione umana, in cui il corpo si conferma uno dei principali territori critici dell’arte: spazio di identità in transito, archivio emotivo e campo di tensioni culturali. “Corpo a corpo” si propone così come piattaforma aperta di confronto, capace di rendere la vitalità e la continua ridefinizione della figurazione.
Valentina Motta
Artisti e opere in mostra
Nino Attinà (Reggio Calabria, 1953) sviluppa una pittura dinamica e cromaticamente potente, dove scene quotidiane si trasformano in composizioni animate da segni nervosi e fremiti di colore. Opere come In Transito (2025, olio su tela di lino) e Figura con interno e gatto nero (2025, olio su tela di lino) evidenziano il corpo in movimento, sospeso tra presenza e instabilità emotiva, instaurando un vero e proprio “corpo a corpo” tra figura e spazio.
Sergio Colleoni (Rho, 1951) porta alla luce la fisicità del corpo con un segno grafico che fonde plasticità scultorea e precisione pittorica. Le sue opere, da Figure (1981, grafite su carta) a Figura (1991, china su carta), esplorano la corporeità come esperienza estetica autonoma, eliminando narrazione e identità individuale per restituire il corpo nella sua essenza materiale e percettiva.
Antonio Devincenzi (Casalmaggiore, 1952) unisce tensione materica e crudezza espressiva, con figure lacerate che denunciano alienazione e violenza contemporanea. Opere come Danza (2019) e Non ci sono parole (2019) trasformano il corpo in linguaggio universale, dove il gesto pittorico comunica emozione e disperazione con intensità drammatica, senza ricorrere a narrazione testuale.
Renato Galbusera (Milano, 1950) lavora sul rapporto tra corpo, architettura e memoria storica. Attraverso segni espressionisti e contrasti chiaroscurali, opere come Il tempo della memoria (2024) e Il tempo presente (2024) rendono il corpo simbolo di resistenza e testimonianza civile, intrecciando sensibilità estetica e riflessione sociale.
Achille Guzzardella (Milano, 1955) combina pittura, scultura e architettura con un linguaggio lirico e rarefatto. Nei lavori Il Papa e la figliola (2025) e Il santone dal suo oracolo (2026), la figura si dissolve in tracce leggere, sospese tra autorità e fragilità, trasformando il corpo in simbolo, memoria e riflessione sugli archetipi.
Maria Jannelli (Milano, 1951) lavora su introspezione ed etica del corpo femminile. Opere come Ognuno faccia la sua parte – Pace (2024) e Ognuno faccia la sua parte – Guerra (2025) trasformano il corpo in luogo di coscienza collettiva, oscillando tra vulnerabilità individuale e responsabilità morale.
Alfredo Mazzotta (Ionadi, 1951) sperimenta con linea, colore e materia, indagando il corpo femminile come presenza sospesa. In Donna di Luna (2025) e Figura in contorsione con reperto (2018), la pittura diventa strumento di introspezione poetica, dove la cromatologia conferisce alla figura umana valore emotivo e simbolico.
Antonio Miano (Roccafiorita, 1949) approfondisce il confronto psicologico con i ritratti di figure note, come Chaplin (2007) e García Lorca (2006), trasformando il volto in “campo di tensione emotiva”, dove il corpo diventa veicolo di riflessione culturale, storica e identitaria.
Sara Montani (Milano, 1951) evoca la presenza del corpo attraverso abiti e sottovesti, trasformando memoria e tracce di vita in immagini sospese tra visibile e invisibile. Opere come Riserbo (2019) e Segreta-mente (2019) interrogano l’assenza come forma estetica e etica.
Barbara Pietrasanta (Milano, 1961) rappresenta corpi fragili immersi in paesaggi sospesi e agenti atmosferici, simboli di vulnerabilità e interazione con la natura. Opere come Sea Watch 1 e Sea Watch 2 riflettono sul rapporto tra donna e ambiente, in un dialogo poetico tra memoria e attualità.
Bruno Pellegrini (Milano, 1948) esprime il Realismo Esistenziale attraverso figure deformate, isolate e sospese, come in Lokdown 2020–1 e Lokdown 2020–2. La pittura gestuale restituisce tensione emotiva, alienazione e fragilità del corpo contemporaneo, trasformando vulnerabilità in simbolo universale.
Carmelo Violi (Reggio Calabria, 1979) esplora la figurazione contemporanea e la dimensione psichica del corpo. Nel dittico Corpi nell’ombra (2026), la figura emerge come traccia sospesa tra presenza e assenza, abbracciando vulnerabilità, fragilità e introspezione emotiva.
“Corpo a corpo” si configura dunque come una piattaforma aperta di confronto e riflessione estetica, capace di mettere in luce la vitalità e la continua ridefinizione della figurazione nel contesto dell’arte contemporanea. Il corpo, in tutte le sue declinazioni, diventa terreno di ricerca, spazio di tensione e veicolo di pensiero critico, invitando lo spettatore a un’esperienza immersiva e consapevole.
20
marzo 2026
Corpo a Corpo
Dal 20 al 28 marzo 2026
arte contemporanea
Location
Galleria Aperta Liceo Artistico
Verona, Via delle Coste, 6, (VR)
Verona, Via delle Coste, 6, (VR)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì ore 8-18, sabato ore 8-13
Vernissage
20 Marzo 2026, ore 11:00
Periodo della mostra: dal 2 al 28 marzo 2026
Galleria Aperta Liceo Artistico Statale di Verona
Sito web
Editore
Liceo Artistico Statale di Verona
Ufficio stampa
Liceo Artistico Statale di Verona – Dipartimento di Grafica e Storia dell’Arte
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