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Dadamaino / Piero Manzoni – Storia di un grado zero. 1956-1963: le opere. I documenti
La mostra affianca due artisti che hanno partecipato contemporaneamente e, spesso, anche fianco a fianco, ad un periodo di incredibile innovazione artistica, respirando la stessa aria d’avanguardia e concretizzandola in opere tanto diverse ma con evidenti denominatori comuni.
Comunicato stampa
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Inaugura a Bologna, il prossimo 23 gennaio, la galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA (p.zza dei Martiri 5/2, bologna, tel.051.4847957, cell.3205635213/ 3292222792, fino al 6 marzo, inaugurazione a partire dalle ore 16) con la mostra “Dadamaino – Piero Manzoni. STORIA DI UN GRADO ZERO. 1956-1963: le opere, i documenti”.
La mostra affianca due artisti che hanno partecipato contemporaneamente e, spesso, anche fianco a fianco, ad un periodo di incredibile innovazione artistica, respirando la stessa aria d’avanguardia e concretizzandola in opere tanto diverse ma con evidenti denominatori comuni.
Come precisa Flaminio Gualdoni nel testo introduttivo al catalogo: «L’achrome manzoniano come i volumi che Dadamaino vuole “in attesa di qualcosa” – e in quell’attesa è l’amore e il patrocinio tutto di Lucio Fontana – sono una sorta di azzeramento della nozione codificata d’opera, anzitutto, sono non retoricamente un grado zero: ciò rende le loro opere, al di là delle vicende biografiche, le protagoniste complici di una faglia decisiva nell’arte del secondo dopoguerra ».
Ed è proprio l’azzeramento della pittura tradizionale in favore di un concetto stesso di arte completamente nuovo l’aspetto che questa mostra vuole mettere in luce. “Una superficie d’illimitate possibilità”, così Piero Manzoni definisce la tela presentando una mostra personale della stessa Dadamaino nel 1961.
I lavori di Dadamaino (Milano, 1935-2004) presentati sono: Volumi, lavori in cui l’artista alla fine degli anni Cinquanta, con un gesto meditato ma perentorio squarcia la tela superando in un istante il vincolo di concepire la tela stessa come luogo della pittura; Volumi a fori regolari, con i quali Dadamaino coniuga la tabula rasa dello squarcio con l’ordine rigoroso e sequenziale di geometrie circolari; Volumi a moduli sfasati, geniali rappresentazioni dell’infinito ottenute fustellando e montando su telai fogli plastici per docce, Rilievi su tela e su carta; oggetti ottico-cinetici e lavori optical, con cui l’artista ha presenziato, fin dal 1962 alle principali esposizioni internazionali aderendo al gruppo di Nuove Tendenze.
“Ho sempre ricercato materiali, forme, situazioni, tutto quello che si poteva.” Così Dadamaino stessa sintetizza, nel 1980, lo spirito innovativo del proprio geniale lavoro.
Di Piero Manzoni (Soncino, 1933-1963) sono esposti alcuni Achrome (tele cucite, batuffoli e pacchi) che rappresentano il grado zero dell'espressione pittorica limitata all'esibizione dei suoi materiali di base, le tavole di accertamento, la merda d’artista e altri lavori tra cui le linee, che “esprimono il concetto di infinito – come affermava lo stesso Manzoni - molto più di qualsiasi altro tipo di pittura. Significative sono, a tal proposito, le parole di Lucio Fontana: “La linea di Manzoni, la fine dell’arte”.
La mostra, e questo è il biglietto da visita della nuova galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA, lascerà ampio spazio alla documentazione arricchendo l’allestimento attraverso l’esposizione di preziosi cataloghi, inviti, dattiloscritti e filmati, in grado di delineare il percorso artistico ed espositivo dei due artisti tra il 1956 ed il 1963, con particolare evidenza delle molte intersezioni.
Ed è proprio il riuscito binomio opere-documenti che permette anche al visitatore meno preparato di inserire le opere in un ben preciso contesto culturale e di poterne apprezzare, quindi, anche il valore storico-artistico.
Il catalogo, con testi critici, testimonianze e la completa catalogazione e pubblicazione, oltre che delle opere, di tutti i documenti dell’attività espositiva dei due artisti è disponibile in galleria.
“Questa mostra ben rappresenta il timbro che vogliamo dare alla galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA – affermano Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani – ovvero una proposta di artisti storicizzati che hanno dato vita alle principali avanguardie del secondo dopoguerra, dall’Informale negli anni Cinquanta per arrivare alle più recenti esperienze degli anni ‘70, attraverso la destrutturazione di Zero e Nul, le innovazioni artistiche e culturali introdotte dall’Arte Concettuale, Processuale, dalla Land Art, Minimal, Narrative, Performance, Arte ottica-cinetica e Programmata, Arte Povera, Fluxus e manifestazioni multimediali, Poesia Visiva e Concreta, Nuova Pittura, ecc. senza mai dimenticare il fondamentale apporto dato agli allestimenti dalla presenza della documentazione originale che delinea l’attività espositiva degli artisti stessi”.
Alessandro Pasotti
Fabrizio Padovani
P420 ARTE CONTEMPORANEA
La mostra affianca due artisti che hanno partecipato contemporaneamente e, spesso, anche fianco a fianco, ad un periodo di incredibile innovazione artistica, respirando la stessa aria d’avanguardia e concretizzandola in opere tanto diverse ma con evidenti denominatori comuni.
Come precisa Flaminio Gualdoni nel testo introduttivo al catalogo: «L’achrome manzoniano come i volumi che Dadamaino vuole “in attesa di qualcosa” – e in quell’attesa è l’amore e il patrocinio tutto di Lucio Fontana – sono una sorta di azzeramento della nozione codificata d’opera, anzitutto, sono non retoricamente un grado zero: ciò rende le loro opere, al di là delle vicende biografiche, le protagoniste complici di una faglia decisiva nell’arte del secondo dopoguerra ».
Ed è proprio l’azzeramento della pittura tradizionale in favore di un concetto stesso di arte completamente nuovo l’aspetto che questa mostra vuole mettere in luce. “Una superficie d’illimitate possibilità”, così Piero Manzoni definisce la tela presentando una mostra personale della stessa Dadamaino nel 1961.
I lavori di Dadamaino (Milano, 1935-2004) presentati sono: Volumi, lavori in cui l’artista alla fine degli anni Cinquanta, con un gesto meditato ma perentorio squarcia la tela superando in un istante il vincolo di concepire la tela stessa come luogo della pittura; Volumi a fori regolari, con i quali Dadamaino coniuga la tabula rasa dello squarcio con l’ordine rigoroso e sequenziale di geometrie circolari; Volumi a moduli sfasati, geniali rappresentazioni dell’infinito ottenute fustellando e montando su telai fogli plastici per docce, Rilievi su tela e su carta; oggetti ottico-cinetici e lavori optical, con cui l’artista ha presenziato, fin dal 1962 alle principali esposizioni internazionali aderendo al gruppo di Nuove Tendenze.
“Ho sempre ricercato materiali, forme, situazioni, tutto quello che si poteva.” Così Dadamaino stessa sintetizza, nel 1980, lo spirito innovativo del proprio geniale lavoro.
Di Piero Manzoni (Soncino, 1933-1963) sono esposti alcuni Achrome (tele cucite, batuffoli e pacchi) che rappresentano il grado zero dell'espressione pittorica limitata all'esibizione dei suoi materiali di base, le tavole di accertamento, la merda d’artista e altri lavori tra cui le linee, che “esprimono il concetto di infinito – come affermava lo stesso Manzoni - molto più di qualsiasi altro tipo di pittura. Significative sono, a tal proposito, le parole di Lucio Fontana: “La linea di Manzoni, la fine dell’arte”.
La mostra, e questo è il biglietto da visita della nuova galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA, lascerà ampio spazio alla documentazione arricchendo l’allestimento attraverso l’esposizione di preziosi cataloghi, inviti, dattiloscritti e filmati, in grado di delineare il percorso artistico ed espositivo dei due artisti tra il 1956 ed il 1963, con particolare evidenza delle molte intersezioni.
Ed è proprio il riuscito binomio opere-documenti che permette anche al visitatore meno preparato di inserire le opere in un ben preciso contesto culturale e di poterne apprezzare, quindi, anche il valore storico-artistico.
Il catalogo, con testi critici, testimonianze e la completa catalogazione e pubblicazione, oltre che delle opere, di tutti i documenti dell’attività espositiva dei due artisti è disponibile in galleria.
“Questa mostra ben rappresenta il timbro che vogliamo dare alla galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA – affermano Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani – ovvero una proposta di artisti storicizzati che hanno dato vita alle principali avanguardie del secondo dopoguerra, dall’Informale negli anni Cinquanta per arrivare alle più recenti esperienze degli anni ‘70, attraverso la destrutturazione di Zero e Nul, le innovazioni artistiche e culturali introdotte dall’Arte Concettuale, Processuale, dalla Land Art, Minimal, Narrative, Performance, Arte ottica-cinetica e Programmata, Arte Povera, Fluxus e manifestazioni multimediali, Poesia Visiva e Concreta, Nuova Pittura, ecc. senza mai dimenticare il fondamentale apporto dato agli allestimenti dalla presenza della documentazione originale che delinea l’attività espositiva degli artisti stessi”.
Alessandro Pasotti
Fabrizio Padovani
P420 ARTE CONTEMPORANEA
23
gennaio 2010
Dadamaino / Piero Manzoni – Storia di un grado zero. 1956-1963: le opere. I documenti
Dal 23 gennaio al 06 marzo 2010
arte contemporanea
Location
P420 ART GALLERY
Bologna, Via Azzo Gardino, 9, (Bologna)
Bologna, Via Azzo Gardino, 9, (Bologna)
Orario di apertura
da Mercoledi a Sabato ore 15-20, gli altri giorni e orari su appuntamento.
Vernissage
23 Gennaio 2010, ore 16
Autore


