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Dario Neira – Semeiotical Skins
Nella sua seconda personale prosegue il tentativo da parte dell’artista di parlare del corpo e quindi dell’uomo, attraverso il binomio pelle/linguaggio
Comunicato stampa
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La vita, nella definizione di Begehrung, è la capacità che un essere ha di agire secondo le leggi della facoltà di desiderare.
L’uomo legge, mangia, passeggia, si innamora, ascolta musica….soprattutto desidera.
Ma il desiderio impone che i nostri sensi funzionino normalmente, rispondano agli stimoli e che quindi il corpo non sia ripiegato su se stesso dalla malattia.
Per poter esperire il mondo, il corpo non deve soffrire.
La paura che il mondo della propria vita si interrompa ci porta in una dimensione temporo-spaziale dove tutto è funzionale a tale minaccia.
Nella sua seconda personale prosegue il tentativo da parte dell’artista di parlare del corpo e quindi dell’uomo, attraverso il binomio pelle/linguaggio.
Il video esposto, DISEASE, dove il contrasto tra il flusso continuo delle immagini in bianco e nero di una Risonanza Magnetica Nucleare è contrapposto alla lentezza del respiro ed al rassicurante colore/calore del corpo umano, tenta di esplorare il tema del rapporto tra uomo e tecnica, fra identità comune, biologica e biografia individuale.
Così, mentre le nuove tecnologie si addentrano nel corpo e permettono – come una saracinesca – di rendere manifeste le sue parti più nascoste, il soggetto si percepisce come un fatto esteriore la cui soggettività scompare dietro la grammatica di segni e sintomi che portano il medico a classificare le malattie come fa il botanico con le piante. Ad esasperare tale esperienza contribuisce l’ossessivo commento sonoro del video, ricavato dai rumori propri della Risonanza Magnetica Nucleare.
Se DISEASE percorre il lato negativo dell’abitare la possibilità, le opere LIFE-OH LIFE, CROSSING SIGNS e BLOODSTAINED indagano retrospettivamente l’esperienza della sofferenza: tutto è già accaduto, ora bisogna procedere, bisogna ricostruire, goes on, recita la rossa insegna intermittente.
Per meglio decodificare l’esperienza umana, ci viene in soccorso la scienza dei segni, la semeiotica, che indaga il corpo e le sue dis-funzioni ma anche il linguaggio ed i suoi messaggi; esplorano questo secondo aspetto le opere WORDS, una spessa lamiera in acciaio che lascia intravedere una pluralità di epidermidi sotto le lettere sbalzate che formano la parola words, e G.C.LICHTEMBERG un lightbox in cui campeggia l’aforisma “parla, affinché io possa vederti” del fisionomista del ’700 che ha coniugato l’utilizzo della parola con la valutazione dei caratteri somatici nella definizione del profilo psicologico dell’individuo.
Il corpo è un carniere di segni, il segno è un corpo disincarnato.
J. BAUDRILLARD
L’uomo legge, mangia, passeggia, si innamora, ascolta musica….soprattutto desidera.
Ma il desiderio impone che i nostri sensi funzionino normalmente, rispondano agli stimoli e che quindi il corpo non sia ripiegato su se stesso dalla malattia.
Per poter esperire il mondo, il corpo non deve soffrire.
La paura che il mondo della propria vita si interrompa ci porta in una dimensione temporo-spaziale dove tutto è funzionale a tale minaccia.
Nella sua seconda personale prosegue il tentativo da parte dell’artista di parlare del corpo e quindi dell’uomo, attraverso il binomio pelle/linguaggio.
Il video esposto, DISEASE, dove il contrasto tra il flusso continuo delle immagini in bianco e nero di una Risonanza Magnetica Nucleare è contrapposto alla lentezza del respiro ed al rassicurante colore/calore del corpo umano, tenta di esplorare il tema del rapporto tra uomo e tecnica, fra identità comune, biologica e biografia individuale.
Così, mentre le nuove tecnologie si addentrano nel corpo e permettono – come una saracinesca – di rendere manifeste le sue parti più nascoste, il soggetto si percepisce come un fatto esteriore la cui soggettività scompare dietro la grammatica di segni e sintomi che portano il medico a classificare le malattie come fa il botanico con le piante. Ad esasperare tale esperienza contribuisce l’ossessivo commento sonoro del video, ricavato dai rumori propri della Risonanza Magnetica Nucleare.
Se DISEASE percorre il lato negativo dell’abitare la possibilità, le opere LIFE-OH LIFE, CROSSING SIGNS e BLOODSTAINED indagano retrospettivamente l’esperienza della sofferenza: tutto è già accaduto, ora bisogna procedere, bisogna ricostruire, goes on, recita la rossa insegna intermittente.
Per meglio decodificare l’esperienza umana, ci viene in soccorso la scienza dei segni, la semeiotica, che indaga il corpo e le sue dis-funzioni ma anche il linguaggio ed i suoi messaggi; esplorano questo secondo aspetto le opere WORDS, una spessa lamiera in acciaio che lascia intravedere una pluralità di epidermidi sotto le lettere sbalzate che formano la parola words, e G.C.LICHTEMBERG un lightbox in cui campeggia l’aforisma “parla, affinché io possa vederti” del fisionomista del ’700 che ha coniugato l’utilizzo della parola con la valutazione dei caratteri somatici nella definizione del profilo psicologico dell’individuo.
Il corpo è un carniere di segni, il segno è un corpo disincarnato.
J. BAUDRILLARD
24
settembre 2005
Dario Neira – Semeiotical Skins
Dal 24 settembre al 19 novembre 2005
arte contemporanea
Location
FABIO PARIS ART GALLERY
Brescia, Via Alessandro Monti, 13, (Brescia)
Brescia, Via Alessandro Monti, 13, (Brescia)
Orario di apertura
dal lunedi al sabato 15-19. Festivi su appuntamento
Vernissage
24 Settembre 2005, ore 18
Autore



