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do ut do 2026 – Identità
Tra gennaio e febbraio, in occasione di ART CITY Bologna 2026, un ricco palinsesto di mostre ed eventi diffusi in prestigiose sedi istituzionali pubbliche e private della città coinvolgerà numerosi artisti contemporanei in un grande racconto corale.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
L’edizione 2026 di do ut do, iniziativa fondata da Alessandra D’Innocenzo nel 2012 per sostenere le attività della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli di Bologna, si concentra sul tema dell’Identità, promuovendo una serie di mostre ed eventi che avranno luogo, tra gennaio e febbraio, in alcune delle principali e più prestigiose sedi istituzionali e museali della città: l’Archiginnasio di Bologna, con l’artista catalano Joan Crous; l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con la mostra “I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità; il Teatro Arena del Sole con Oliver D’Auria; l’Opificio Golinelli (sede di Fondazione Golinelli) e la sede di PwC Italia in via Farini con le opere di Lorenzo Puglisi; lo spazio di do ut do ad Arte Fiera, in collaborazione con Spazio C21 di Reggio Emilia, che presenterà un progetto del fotografo Paolo Pellegrin con EGS; Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna con la collettiva di opere di Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi, in collaborazione con le gallerie P420 e BoA Spazio Arte. Con questo progetto, ideato da Alessandra D’Innocenzo, do ut do assume l’identità non come affermazione individuale ma come io plurale, condizione che esiste solo nella relazione e nell’attraversamento dell’altro. Non un’identità da dichiarare, quindi, ma da abitare. Il tema era stato esplicitamente discusso con Dario Fo, nell’edizione realizzata insieme, come pratica concreta: l’identità non come forma stabile, ma come processo che prende senso nel passaggio tra voci, corpi e linguaggi. La scelta di Palazzo Pepoli per la mostra collettiva sopra citata risponde a questa visione: come luogo di stratificazione storica capace di sostenere pratiche fondate sulla responsabilità e non sulla rappresentazione. Osservava Alessandro Mendini, che do ut do mantiene uno stampo dadaista nella selezione degli artisti: non gerarchico, non competitivo, non illustrativo. A Palazzo Pepoli, do ut do costruirà un campo di identità plurali, in cui le differenze restano integre e, proprio per questo, producono senso comune.
Come in ogni edizione, anche quest’anno vengono coinvolti numerosi artisti contemporanei che daranno vita al progetto diffuso. Tra questi, un posto d’onore ha Nino Migliori, storico amico di do ut do, che nel 2026 festeggerà i 100 anni. In occasione di questa celebrazione, l’artista viene omaggiato con una mostra speciale nell’aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, a cura di Enrico Fornaroli, Direttore dell’istituzione, ideata da Alessandra D’Innocenzo. La mostra presenta una serie inedita di fotografie a colori realizzate nel 1972: I Manichini, che esplora il tema proposto attraverso lo sguardo e la sensibilità artistica maturata dal maestro della fotografia in quasi un secolo di ricerca nei territori dell’immagine. Inoltre, sempre in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, do ut do promuove un concorso fotografico rivolto agli studenti dal tema “Identità”. L’iniziativa intende creare un ponte generazionale tra la ricerca visionaria di Nino Migliori e le nuove generazioni di fotografi, offrendo ai giovani talenti l’opportunità di confrontarsi con lo stesso tema indagato dal maestro, offrendo loro la possibilità di esporre nel contesto di un progetto di rilevanza nazionale.
Nel panorama contemporaneo, pochi temi risultano così universali e al tempo stesso così intimi come quello dell’identità. In un’epoca di trasformazioni continue, dove i confini tra fisico e digitale, locale e globale, individuale e collettivo si fanno sempre più labili, interrogarsi sulla propria identità diventa un atto di resistenza culturale e di ricerca di senso. L’edizione 2026 di do ut do sceglie di esplorare questa dimensione attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea insieme ad artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti, in una riflessione corale che promette di toccare corde profonde nel pubblico coinvolto.
I PROGETTI DIFFUSI
“I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità | Accademia di Belle Arti di Bologna – Aula Magna
La mostra si compone di una serie inedita di fotografie a colori che raffigurano dei manichini di legno e stoffa. Come scrive Ascanio Kurkumelis, “nel 1972 Nino Migliori realizza una serie di fotografie a colori a dei manichini di legno abbandonati. L’autore è attratto dalle stratificazioni della materia, dai ritagli di tessuto di diverse cromie e tipologie, che, come lembi di pelle, tracciano una successione nel tempo, di differenti abiti, storie e identità. Questo lavoro inedito si concentra sul tema della trasformazione e del corpo, inteso come territorio in divenire, aperto al cambiamento”.
Ideazione: Alessandra D’Innocenzo
A cura di: Enrico Fornaroli, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna
In collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Bologna, Fondazione Nino Migliori
Sede espositiva: Accademia di Belle Arti di Bologna – Aula Magna, via delle Belle Arti, 54
Periodo mostra: da giovedì 22 gennaio a sabato 21 febbraio 2026
Conferenza stampa: mercoledì 21 gennaio 2026, ore 10:30
Inaugurazione: mercoledì 21 gennaio 2026, ore 11:30
Date e orari di apertura: lunedì – venerdì, ore 09:00 – 19:00; sabato, ore 09:00-13:00
Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio: ore 09:00 – 19:00; venerdì 6 febbraio: ore 09:00 – 19:00; sabato 7 febbraio: ore 09:00 – 19:00 e 21:00 – 24:00 (ART CITY White Night); domenica 8 febbraio: ore 09:00 – 14:00.
Nino Migliori (Bologna, 1926) inizia a fotografare nel 1948. La sua fotografia svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Da una parte, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell’epoca, il cosiddetto neorealismo. Sull’altro versante Migliori produce fotografie offcamera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se lette all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. La ricerca continuerà nel corso degli anni coinvolgendo altri materiali e tecniche: polaroid, bleaching. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere. Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
Sue opere sono conservate presso MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, GNAM - Galleria d’Arte Moderna di Roma, Istituto Centrale per la Grafica di Roma, MNAC - The Museu Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona, MOMA - The Museum of Modern Art di New York, The Museum of Fine Arts di Houston, Texas, Bibliothèque National de France di Parigi, Museum of Fine Arts di Boston, Musée Reattu di Arles, SFMOMA - The San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco, MET - The Metropolitan Museum of Art di New York ed altre importanti collezioni pubbliche e private.
www.fondazioneninomigliori.it
Joan Crous, Identità di riflesso | Archiginnasio di Bologna – Cortile
In occasione di ART CITY Bologna 2026, all’interno del cortile dell’Archiginnasio, do ut do presenterà l’opera Identità di riflesso dell’artista catalano Joan Crous. L’artista, che da oltre 25 anni vive e lavora tra Barcellona e Bologna, ha una formazione pluridisciplinare: laureato in storia, frequenta contemporaneamente l’Accademia d’Arte Massana a Barcellona, specializzandosi nel campo della lavorazione del vetro. Dal 1999 fonda, insieme alla moglie una cooperativa sociale che lavora in collaborazione con l’AUSL e si occupa di interventi socio riabilitativi attraverso l’arte e l’artigianato. Il momento fondamentale della sua traiettoria artistica si ha nel 1994 quando mette a punto una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale. L’innovazione tecnica si sposa perfettamente ad un concetto di fragilità dell’operare umano e di fugacità temporale. Realizza quindi diversi progetti, esposti in varie parti del mondo, esplorando le potenzialità espressive di questo mezzo.
A cura di: do ut do
In collaborazione con: Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna
Sede espositiva: Cortile dell’Archiginnasio di Bologna, piazza Galvani 1, Bologna
Periodo mostra: da giovedì 29 gennaio a sabato 21 febbraio 2026
Date e orari di apertura: lunedì – sabato, ore 9:00 – 19:00
Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio, ore 09:00 – 19:00; venerdì 6 febbraio, ore 09:00 – 19:00; sabato 7 febbraio: ore 09:00 – 22:00 (ART CITY White Night).
Ingresso libero
Identità, l’io plurale | Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna
Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi
La mostra presenta il lavoro di sei artisti che indagano il tema dell’identità in modi diversi e da differenti prospettive. Victor Fotso Nyie lavora con la scultura realizzando spesso ritratti figurativi, in cui l’iconografia classica della statuaria africana si fonde con immagini che evocano personaggi di fantascienza. Geraldina Khatchikian realizza dipinti in cui è solita esplorare il tema del ritorno al passato e della memoria. Nelle opere di Fiorenza Pancino, l’identità invece, non è mai qualcosa di fisso o definito: è un processo in trasformazione, fatto di ricordi, emozioni, fragilità e scoperte. I lavori di Stefano W. Pasquini costituiscono un insieme di suggestioni pittoriche, fotografiche, scritti e disegni che comprendono riflessioni, attivismo politico, grafica pubblicitaria e azioni. Lorenzo Puglisi attinge agli schemi compositivi dell’immaginario pittorico collettivo, li destruttura per restituirli con una lettura nuova e originale. Le sue immagini non sono statiche ma forme in divenire, che chiedono un completamento percettivo e mentale dal visitatore. Giorgia Severi è un’artista multimediale che si occupa principalmente di ecologia e tematiche ambientali, riflettendo sulle conseguenze dell’antropizzazione. Lavora con scultura, installazioni, frottage, disegno e pittura, video e sound field recordings.
A cura di: do ut do
In collaborazione con: Fondazione Bologna Welcome, P420, Galleria BoA Spazio Arte
Sede espositiva: Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna, via Castiglione, 10, Bologna
Periodo: da mercoledì 4 febbraio a domenica 8 marzo 2026
Date e orari di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 19:00. Martedì chiuso.
Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio e venerdì 6 febbraio: ore 10:00 – 19:00; sabato 7 febbraio: ore 10:00 – 24:00 (ART CITY White Night); domenica 8 febbraio: ore 10:00 – 18:00.
Ingresso gratuito
Oliver D’Auria, L’identità invisibile | Teatro Arena del Sole
Cosa ci accomuna come soggetti, al di là della razza, dell’estrazione sociale o di un credo religioso? La sensibilità che ci guida sulle strade impervie della vita, è un qualcosa di invisibile agli occhi. Ci rende speciali ed inimitabili nel comprendere chi siamo realmente – una forma e un pensiero. Nelle diversità troviamo noi stessi nella versione più pura ed ineccepibile. Semplici, complessissime differenze, che identificano la nostra unicità.
Oliver D’Auria è un artista visivo che avvia il proprio percorso nella urban art utilizzando l’intervento urbano come pratica di affermazione temporanea e anonima del soggetto. Da questa esperienza l’artista ricava una riflessione sull’identità come maschera, ruolo e presenza instabile, che continua a informare il suo lavoro in pittura, disegno e installazioni concettuali di rilievo, spesso sviluppate come interventi site-specific in relazione allo spazio e al contesto.
Nel lavoro che D’Auria presenterà al Teatro Arena del Sole, l’artista ha immaginato un “Body Scan emozionale” in grado di identificare - attraverso i segni e il disegno, valorizzati dalla luce - la reale conformazione dell’essere umano in base alle sue esperienze, vissuto, sensibilità, traumi (solo per citare alcuni degli aspetti che ci definiscono per quello che siamo). Ne deriva un soggetto molto contorto e labirintico, un “altro” spigoloso e razionale. E ancora, un corpo che racconta una storia a se stesso e agli altri, intriso di una cultura tecnologica contemporanea, tra robotica e intelligenza artificiale. La tela di D’Auria è realizzata in tecnica Quadruslight, primo progetto al mondo dedicato esclusivamente alla realizzazione di opere d’arte retroilluminate.
Sempre nel contesto del Teatro Arena del Sole, verrà esposto anche un dipinto della serie Fragile Empire di Fabio La Fauci, artista che indaga il corpo e l’identità come sistemi mutevoli, soggetti a tensioni culturali e strutturali. L’opera esplora l’identità come condizione instabile, costruita e costantemente messa in discussione. In essa il corpo appare frammentato e in tensione, sospeso tra visibilità e perdita di definizione.
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Sede espositiva: Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna
Periodo: da mercoledì 21 gennaio a domenica 8 marzo 2026
Date e orari di apertura: da martedì al sabato ore 11:00 – 14:00 e 16:30 – 19:00 e a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. In occasione di ART CITY White Night 2026 sabato 7 febbraio: apertura straordinaria fino alle ore 23
Ingresso gratuito
Lorenzo Puglisi, La forma nell’oscurità | Opificio Golinelli e PwC Italia sede di Bologna
Nell’ambito di do ut do 2026, Lorenzo Puglisi (Biella, 1971), tra le voci più originali della pittura italiana contemporanea, è presente con un progetto espositivo, dal titolo “La forma nell’oscurità”, a cura di Alberto Mazzacchera, che si articola in più luoghi: Opificio Golinelli (sede di Fondazione Golinelli), la sede di PwC Italia a Bologna e all’interno della mostra collettiva in programma a Palazzo Pepoli.
Negli spazi di Opificio Golinelli, inaugurato nel 2015 come Cittadella della conoscenza, dell’innovazione e della cultura, l’opera di Puglisi, “Il grande sacrificio”, dialoga con la Collezione Marino Golinelli, caratterizzata dall’interesse per il rapporto tra arte e scienza, tema particolarmente caro a Marino Golinelli, dando vita a un incontro tra mondi, tempi e visioni, dove il gesto pittorico diventa parola e la materia pittorica si fa concetto.
La proposta espositiva in PwC Italia dal titolo “La forma nell’oscurità”, si inserisce in questo percorso come luogo di incontro tra impresa, cultura e contemporaneità, offrendo al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un artista capace di dar vita ad opere di vibrante spiritualità, dove la pittura si tramuta in esperienza percettiva.
La ricerca di Puglisi si concentra sulla figura umana, ridotta all’essenziale, dove volti e mani emergono dall’oscurità come apparizioni di luce, come pura energia. La materia pittorica, che osservata da vicino è declinata in linguaggio astratto, a distanza si ricompone in immagini potenti e intime. Il suo lavoro dialoga con i grandi maestri del passato, reinterpretandone i gesti e gli schemi compositivi senza alcun approccio nostalgico. Una sua opera è stata accolta nella collezione permanente delle Gallerie degli Uffizi mentre al Palazzo Ducale di Mantova nel 2025 i suoi dipinti sono entrati in dialogo con i capolavori del passato, grazie ad una mostra personale innovativa. Ha esposto in sedi internazionali europee e americane, nonché alla Biennale d’Arte di Venezia riscuotendo grande successo mediatico e di critica.
Opificio Golinelli
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: Fondazione Golinelli
A cura di: Alberto Mazzacchera
Sede espositiva: via Paolo Nanni Costa 14, 40133 Bologna
Periodo: da venerdì 6 gennaio a domenica 1° marzo 2026
Date e orari di apertura: 6 febbraio, 18:00 – 19:30; 7 febbraio, 15:00 –18:00 e 21:00 – 22:30; 8 febbraio, 15:00 – 18:00; 14 febbraio, 15:00 – 18:00; 15 febbraio, 15:00 – 18:00; 21 febbraio, 15:00 – 18:00; 22 febbraio, 15:00 – 18:00; 28 febbraio, 15:00 – 18:00; 1° marzo, 15:00 – 18:00; 7 marzo, 15.00 - 18.00; 8 marzo, 15.00 - 18.00.
Ingresso gratuito
Sede PwC di Bologna
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: PwC Italia
A cura di: Alberto Mazzacchera
Sede espositiva: via Carlo Farini 12, 40124 Bologna
Periodo: da giovedì 5 febbraio a domenica 8 marzo 2026
Paolo Pellegrin e EGS, Visible & Invisible Identity | Arte Fiera, Spazio C21, Padiglione 26, stand B90
Per do ut do 2026, che ha per tema l’identità, Spazio C21 presenta un dialogo tra due artisti: Paolo Pellegrin e EGS. Pellegrin esplora la produzione di sculture in vetro soffiato realizzate da EGS e dai maestri vetrai nella vetreria Seguso Vetri d’Arte a Murano. L’obiettivo del fotografo cattura l’identità dello spazio e dell’azione, il silenzio della fornace, nature morte impregnate di una storia in cui il tempo sembra essersi fermato, e spazi dominati da un’alchimia di materia, fuoco e mani; secondi in cui accade qualcosa di magico, eventi che sembrano quasi accidentali, lontani dall’epitome della perfezione, anzi, ancora più incantevoli proprio perché imperfetti. L’arte dei vetri di EGS - esposti nello stand - si racconta nelle fotografie di Pellegrin ed assume un’identità mistica, sospesa nel tempo. C’è qualcosa di straordinario nella relazione tra il tempo in cui silice, soda, calcare e fuoco diventano vetro e la pellicola su cui è impresso l’attimo in cui la materia diventa forma. C’è un’identità invisibile nei vetri di EGS: le sculture tracciano spazi tra ciò che può essere visto e ciò che rimane nascosto, come un fluido plasmato dal viaggio, dalla luce e da una cartografia di emozioni, memoria e luce. In questa collaborazione artistica pensata per il progetto do ut do 2026, l’identità è sintesi e ricerca di unicità: mutazione, dettagli, atmosfere e spazio raccolti dall’occhio di Paolo Pellegrin, mentre la mano di EGS plasma e istiga fragilità e debolezza nel linguaggio della bellezza.
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: Spazio C21
A cura di: Spazio C21
Sede espositiva: Arte Fiera, Padiglione 26 Stand B90
Periodo: da giovedì 5 febbraio a domenica 8 febbraio 2026
Date e orari di apertura: giovedì 5 febbraio, ore 17:00 – 21:00 Vernissage; venerdì 6 febbraio, ore 12:00 – 19:00; sabato 7 e domenica 8 febbraio: ore 11:00 – 19:00
Ingresso con biglietto Arte Fiera
do ut do
Do ut do propone e organizza mostre ed eventi dedicati all’arte, all’architettura, al design e alle eccellenze nell’ambito della cultura per riflettere su un tema di elevato valore etico-sociale, coinvolgendo artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti con lo scopo ultimo di sostenere la Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli: un “dare per dare” che si oppone, o quanto meno si discosta, a un utilitaristico o egoistico “dare per ricevere”. Ormai da più di dieci anni, grazie a do ut do ci impegniamo affinché vengano gettate le basi per una cultura del dono, orientata al sostegno di una causa importante per il nostro territorio.
È possibile sostenere do ut do in vari modi. Le aziende possono offrire una sponsorizzazione tecnica, un sostegno economico o procedere con una donazione liberale usufruendo delle relative agevolazioni fiscali.
I privati possono invece aderire al Comitato Sostenitori con una donazione liberale, a sostegno del progetto do ut do Per informazioni sulle modalità di adesione contattare la segreteria al numero: 051 271060.
www.doutdo.it
I partner di do ut do
L’edizione do ut do 2026 sul tema Identità è stata resa possibile grazie a: Alfasigma, Banca di Bologna, Confindustria Emilia, PwC Italia; in collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, Fondazione Emilia Romagna Teatro, Fondazione Bologna Welcome, Fondazione Golinelli, Fondazione Nino Migliori; con il supporto di: Cooperativa Eta Beta, Cotabo, Dusk, Galleria P420, Galleria BoA Spazio Arte, Galleria Spazio C21, Gioielleria Giulio Veronesi, Innovo Architettura Tessile, Laurent Perrier, Quadrus Light, Salvatore Castiglione, SAM Sampling moods,
Nel pieno spirito solidale che caratterizza il progetto do ut do fin dal suo nascere, tutte le collaborazioni a seguire sono prestate a titolo gratuito.
Comitato organizzatore: Alessandra D’Innocenzo (Presidente), Vera Negri Zamagni (Vice-Presidente), Maurizio Marinelli, Nicola Bedogni, Nicola Martelli.
Comitato scientifico: Vera Negri Zamagni (Coordinatrice), Nino Migliori, Marina Truant (Direttrice Fondazione Nino Migliori), Lorenzo Balbi (Direttore MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna), Roberto Grandi (Professore Ordinario di Comunicazione), Pier Paolo Forte (Professore Ordinario di Diritto Amministrativo), Sebastiano Maffettone (Docente di Filosofia politica), Carlo Casti (Gastronomo), Mario Cucinella (Architetto), Annapaola Tonelli (Avvocato), Lavinia Savini (Avvocato esperta di proprietà intellettuale), Ascanio Kurkumelis (Storico e Critico d’Arte).
Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli
La Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli è un’organizzazione non profit che opera con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e alleviare la sofferenza dei pazienti con malattie inguaribili fornendo assistenza in cure palliative presso strutture sanitarie dedicate: Hospice Bentivoglio, Hospice Bellaria, Hospice Casalecchio e l’Hospice Pediatrico “L’Arca sull’Albero”.
La Fondazione integra i servizi sanitari con programmi di formazione e ricerca promossi dall’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa.
Le aree di intervento riguardano l’assistenza, residenziale e ambulatoriale, la formazione dei professionisti, la ricerca e la divulgazione delle cure palliative.
I servizi offerti sono completamente gratuiti grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e alle donazioni dei sostenitori.
www.hospiceseragnoli.org – www.fondhs.org
Come in ogni edizione, anche quest’anno vengono coinvolti numerosi artisti contemporanei che daranno vita al progetto diffuso. Tra questi, un posto d’onore ha Nino Migliori, storico amico di do ut do, che nel 2026 festeggerà i 100 anni. In occasione di questa celebrazione, l’artista viene omaggiato con una mostra speciale nell’aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, a cura di Enrico Fornaroli, Direttore dell’istituzione, ideata da Alessandra D’Innocenzo. La mostra presenta una serie inedita di fotografie a colori realizzate nel 1972: I Manichini, che esplora il tema proposto attraverso lo sguardo e la sensibilità artistica maturata dal maestro della fotografia in quasi un secolo di ricerca nei territori dell’immagine. Inoltre, sempre in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, do ut do promuove un concorso fotografico rivolto agli studenti dal tema “Identità”. L’iniziativa intende creare un ponte generazionale tra la ricerca visionaria di Nino Migliori e le nuove generazioni di fotografi, offrendo ai giovani talenti l’opportunità di confrontarsi con lo stesso tema indagato dal maestro, offrendo loro la possibilità di esporre nel contesto di un progetto di rilevanza nazionale.
Nel panorama contemporaneo, pochi temi risultano così universali e al tempo stesso così intimi come quello dell’identità. In un’epoca di trasformazioni continue, dove i confini tra fisico e digitale, locale e globale, individuale e collettivo si fanno sempre più labili, interrogarsi sulla propria identità diventa un atto di resistenza culturale e di ricerca di senso. L’edizione 2026 di do ut do sceglie di esplorare questa dimensione attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea insieme ad artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti, in una riflessione corale che promette di toccare corde profonde nel pubblico coinvolto.
I PROGETTI DIFFUSI
“I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità | Accademia di Belle Arti di Bologna – Aula Magna
La mostra si compone di una serie inedita di fotografie a colori che raffigurano dei manichini di legno e stoffa. Come scrive Ascanio Kurkumelis, “nel 1972 Nino Migliori realizza una serie di fotografie a colori a dei manichini di legno abbandonati. L’autore è attratto dalle stratificazioni della materia, dai ritagli di tessuto di diverse cromie e tipologie, che, come lembi di pelle, tracciano una successione nel tempo, di differenti abiti, storie e identità. Questo lavoro inedito si concentra sul tema della trasformazione e del corpo, inteso come territorio in divenire, aperto al cambiamento”.
Ideazione: Alessandra D’Innocenzo
A cura di: Enrico Fornaroli, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna
In collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Bologna, Fondazione Nino Migliori
Sede espositiva: Accademia di Belle Arti di Bologna – Aula Magna, via delle Belle Arti, 54
Periodo mostra: da giovedì 22 gennaio a sabato 21 febbraio 2026
Conferenza stampa: mercoledì 21 gennaio 2026, ore 10:30
Inaugurazione: mercoledì 21 gennaio 2026, ore 11:30
Date e orari di apertura: lunedì – venerdì, ore 09:00 – 19:00; sabato, ore 09:00-13:00
Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio: ore 09:00 – 19:00; venerdì 6 febbraio: ore 09:00 – 19:00; sabato 7 febbraio: ore 09:00 – 19:00 e 21:00 – 24:00 (ART CITY White Night); domenica 8 febbraio: ore 09:00 – 14:00.
Nino Migliori (Bologna, 1926) inizia a fotografare nel 1948. La sua fotografia svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Da una parte, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell’epoca, il cosiddetto neorealismo. Sull’altro versante Migliori produce fotografie offcamera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se lette all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. La ricerca continuerà nel corso degli anni coinvolgendo altri materiali e tecniche: polaroid, bleaching. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere. Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
Sue opere sono conservate presso MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, GNAM - Galleria d’Arte Moderna di Roma, Istituto Centrale per la Grafica di Roma, MNAC - The Museu Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona, MOMA - The Museum of Modern Art di New York, The Museum of Fine Arts di Houston, Texas, Bibliothèque National de France di Parigi, Museum of Fine Arts di Boston, Musée Reattu di Arles, SFMOMA - The San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco, MET - The Metropolitan Museum of Art di New York ed altre importanti collezioni pubbliche e private.
www.fondazioneninomigliori.it
Joan Crous, Identità di riflesso | Archiginnasio di Bologna – Cortile
In occasione di ART CITY Bologna 2026, all’interno del cortile dell’Archiginnasio, do ut do presenterà l’opera Identità di riflesso dell’artista catalano Joan Crous. L’artista, che da oltre 25 anni vive e lavora tra Barcellona e Bologna, ha una formazione pluridisciplinare: laureato in storia, frequenta contemporaneamente l’Accademia d’Arte Massana a Barcellona, specializzandosi nel campo della lavorazione del vetro. Dal 1999 fonda, insieme alla moglie una cooperativa sociale che lavora in collaborazione con l’AUSL e si occupa di interventi socio riabilitativi attraverso l’arte e l’artigianato. Il momento fondamentale della sua traiettoria artistica si ha nel 1994 quando mette a punto una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale. L’innovazione tecnica si sposa perfettamente ad un concetto di fragilità dell’operare umano e di fugacità temporale. Realizza quindi diversi progetti, esposti in varie parti del mondo, esplorando le potenzialità espressive di questo mezzo.
A cura di: do ut do
In collaborazione con: Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna
Sede espositiva: Cortile dell’Archiginnasio di Bologna, piazza Galvani 1, Bologna
Periodo mostra: da giovedì 29 gennaio a sabato 21 febbraio 2026
Date e orari di apertura: lunedì – sabato, ore 9:00 – 19:00
Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio, ore 09:00 – 19:00; venerdì 6 febbraio, ore 09:00 – 19:00; sabato 7 febbraio: ore 09:00 – 22:00 (ART CITY White Night).
Ingresso libero
Identità, l’io plurale | Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna
Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi
La mostra presenta il lavoro di sei artisti che indagano il tema dell’identità in modi diversi e da differenti prospettive. Victor Fotso Nyie lavora con la scultura realizzando spesso ritratti figurativi, in cui l’iconografia classica della statuaria africana si fonde con immagini che evocano personaggi di fantascienza. Geraldina Khatchikian realizza dipinti in cui è solita esplorare il tema del ritorno al passato e della memoria. Nelle opere di Fiorenza Pancino, l’identità invece, non è mai qualcosa di fisso o definito: è un processo in trasformazione, fatto di ricordi, emozioni, fragilità e scoperte. I lavori di Stefano W. Pasquini costituiscono un insieme di suggestioni pittoriche, fotografiche, scritti e disegni che comprendono riflessioni, attivismo politico, grafica pubblicitaria e azioni. Lorenzo Puglisi attinge agli schemi compositivi dell’immaginario pittorico collettivo, li destruttura per restituirli con una lettura nuova e originale. Le sue immagini non sono statiche ma forme in divenire, che chiedono un completamento percettivo e mentale dal visitatore. Giorgia Severi è un’artista multimediale che si occupa principalmente di ecologia e tematiche ambientali, riflettendo sulle conseguenze dell’antropizzazione. Lavora con scultura, installazioni, frottage, disegno e pittura, video e sound field recordings.
A cura di: do ut do
In collaborazione con: Fondazione Bologna Welcome, P420, Galleria BoA Spazio Arte
Sede espositiva: Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna, via Castiglione, 10, Bologna
Periodo: da mercoledì 4 febbraio a domenica 8 marzo 2026
Date e orari di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 19:00. Martedì chiuso.
Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio e venerdì 6 febbraio: ore 10:00 – 19:00; sabato 7 febbraio: ore 10:00 – 24:00 (ART CITY White Night); domenica 8 febbraio: ore 10:00 – 18:00.
Ingresso gratuito
Oliver D’Auria, L’identità invisibile | Teatro Arena del Sole
Cosa ci accomuna come soggetti, al di là della razza, dell’estrazione sociale o di un credo religioso? La sensibilità che ci guida sulle strade impervie della vita, è un qualcosa di invisibile agli occhi. Ci rende speciali ed inimitabili nel comprendere chi siamo realmente – una forma e un pensiero. Nelle diversità troviamo noi stessi nella versione più pura ed ineccepibile. Semplici, complessissime differenze, che identificano la nostra unicità.
Oliver D’Auria è un artista visivo che avvia il proprio percorso nella urban art utilizzando l’intervento urbano come pratica di affermazione temporanea e anonima del soggetto. Da questa esperienza l’artista ricava una riflessione sull’identità come maschera, ruolo e presenza instabile, che continua a informare il suo lavoro in pittura, disegno e installazioni concettuali di rilievo, spesso sviluppate come interventi site-specific in relazione allo spazio e al contesto.
Nel lavoro che D’Auria presenterà al Teatro Arena del Sole, l’artista ha immaginato un “Body Scan emozionale” in grado di identificare - attraverso i segni e il disegno, valorizzati dalla luce - la reale conformazione dell’essere umano in base alle sue esperienze, vissuto, sensibilità, traumi (solo per citare alcuni degli aspetti che ci definiscono per quello che siamo). Ne deriva un soggetto molto contorto e labirintico, un “altro” spigoloso e razionale. E ancora, un corpo che racconta una storia a se stesso e agli altri, intriso di una cultura tecnologica contemporanea, tra robotica e intelligenza artificiale. La tela di D’Auria è realizzata in tecnica Quadruslight, primo progetto al mondo dedicato esclusivamente alla realizzazione di opere d’arte retroilluminate.
Sempre nel contesto del Teatro Arena del Sole, verrà esposto anche un dipinto della serie Fragile Empire di Fabio La Fauci, artista che indaga il corpo e l’identità come sistemi mutevoli, soggetti a tensioni culturali e strutturali. L’opera esplora l’identità come condizione instabile, costruita e costantemente messa in discussione. In essa il corpo appare frammentato e in tensione, sospeso tra visibilità e perdita di definizione.
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Sede espositiva: Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna
Periodo: da mercoledì 21 gennaio a domenica 8 marzo 2026
Date e orari di apertura: da martedì al sabato ore 11:00 – 14:00 e 16:30 – 19:00 e a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. In occasione di ART CITY White Night 2026 sabato 7 febbraio: apertura straordinaria fino alle ore 23
Ingresso gratuito
Lorenzo Puglisi, La forma nell’oscurità | Opificio Golinelli e PwC Italia sede di Bologna
Nell’ambito di do ut do 2026, Lorenzo Puglisi (Biella, 1971), tra le voci più originali della pittura italiana contemporanea, è presente con un progetto espositivo, dal titolo “La forma nell’oscurità”, a cura di Alberto Mazzacchera, che si articola in più luoghi: Opificio Golinelli (sede di Fondazione Golinelli), la sede di PwC Italia a Bologna e all’interno della mostra collettiva in programma a Palazzo Pepoli.
Negli spazi di Opificio Golinelli, inaugurato nel 2015 come Cittadella della conoscenza, dell’innovazione e della cultura, l’opera di Puglisi, “Il grande sacrificio”, dialoga con la Collezione Marino Golinelli, caratterizzata dall’interesse per il rapporto tra arte e scienza, tema particolarmente caro a Marino Golinelli, dando vita a un incontro tra mondi, tempi e visioni, dove il gesto pittorico diventa parola e la materia pittorica si fa concetto.
La proposta espositiva in PwC Italia dal titolo “La forma nell’oscurità”, si inserisce in questo percorso come luogo di incontro tra impresa, cultura e contemporaneità, offrendo al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un artista capace di dar vita ad opere di vibrante spiritualità, dove la pittura si tramuta in esperienza percettiva.
La ricerca di Puglisi si concentra sulla figura umana, ridotta all’essenziale, dove volti e mani emergono dall’oscurità come apparizioni di luce, come pura energia. La materia pittorica, che osservata da vicino è declinata in linguaggio astratto, a distanza si ricompone in immagini potenti e intime. Il suo lavoro dialoga con i grandi maestri del passato, reinterpretandone i gesti e gli schemi compositivi senza alcun approccio nostalgico. Una sua opera è stata accolta nella collezione permanente delle Gallerie degli Uffizi mentre al Palazzo Ducale di Mantova nel 2025 i suoi dipinti sono entrati in dialogo con i capolavori del passato, grazie ad una mostra personale innovativa. Ha esposto in sedi internazionali europee e americane, nonché alla Biennale d’Arte di Venezia riscuotendo grande successo mediatico e di critica.
Opificio Golinelli
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: Fondazione Golinelli
A cura di: Alberto Mazzacchera
Sede espositiva: via Paolo Nanni Costa 14, 40133 Bologna
Periodo: da venerdì 6 gennaio a domenica 1° marzo 2026
Date e orari di apertura: 6 febbraio, 18:00 – 19:30; 7 febbraio, 15:00 –18:00 e 21:00 – 22:30; 8 febbraio, 15:00 – 18:00; 14 febbraio, 15:00 – 18:00; 15 febbraio, 15:00 – 18:00; 21 febbraio, 15:00 – 18:00; 22 febbraio, 15:00 – 18:00; 28 febbraio, 15:00 – 18:00; 1° marzo, 15:00 – 18:00; 7 marzo, 15.00 - 18.00; 8 marzo, 15.00 - 18.00.
Ingresso gratuito
Sede PwC di Bologna
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: PwC Italia
A cura di: Alberto Mazzacchera
Sede espositiva: via Carlo Farini 12, 40124 Bologna
Periodo: da giovedì 5 febbraio a domenica 8 marzo 2026
Paolo Pellegrin e EGS, Visible & Invisible Identity | Arte Fiera, Spazio C21, Padiglione 26, stand B90
Per do ut do 2026, che ha per tema l’identità, Spazio C21 presenta un dialogo tra due artisti: Paolo Pellegrin e EGS. Pellegrin esplora la produzione di sculture in vetro soffiato realizzate da EGS e dai maestri vetrai nella vetreria Seguso Vetri d’Arte a Murano. L’obiettivo del fotografo cattura l’identità dello spazio e dell’azione, il silenzio della fornace, nature morte impregnate di una storia in cui il tempo sembra essersi fermato, e spazi dominati da un’alchimia di materia, fuoco e mani; secondi in cui accade qualcosa di magico, eventi che sembrano quasi accidentali, lontani dall’epitome della perfezione, anzi, ancora più incantevoli proprio perché imperfetti. L’arte dei vetri di EGS - esposti nello stand - si racconta nelle fotografie di Pellegrin ed assume un’identità mistica, sospesa nel tempo. C’è qualcosa di straordinario nella relazione tra il tempo in cui silice, soda, calcare e fuoco diventano vetro e la pellicola su cui è impresso l’attimo in cui la materia diventa forma. C’è un’identità invisibile nei vetri di EGS: le sculture tracciano spazi tra ciò che può essere visto e ciò che rimane nascosto, come un fluido plasmato dal viaggio, dalla luce e da una cartografia di emozioni, memoria e luce. In questa collaborazione artistica pensata per il progetto do ut do 2026, l’identità è sintesi e ricerca di unicità: mutazione, dettagli, atmosfere e spazio raccolti dall’occhio di Paolo Pellegrin, mentre la mano di EGS plasma e istiga fragilità e debolezza nel linguaggio della bellezza.
Mostra promossa da: do ut do
In collaborazione con: Spazio C21
A cura di: Spazio C21
Sede espositiva: Arte Fiera, Padiglione 26 Stand B90
Periodo: da giovedì 5 febbraio a domenica 8 febbraio 2026
Date e orari di apertura: giovedì 5 febbraio, ore 17:00 – 21:00 Vernissage; venerdì 6 febbraio, ore 12:00 – 19:00; sabato 7 e domenica 8 febbraio: ore 11:00 – 19:00
Ingresso con biglietto Arte Fiera
do ut do
Do ut do propone e organizza mostre ed eventi dedicati all’arte, all’architettura, al design e alle eccellenze nell’ambito della cultura per riflettere su un tema di elevato valore etico-sociale, coinvolgendo artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti con lo scopo ultimo di sostenere la Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli: un “dare per dare” che si oppone, o quanto meno si discosta, a un utilitaristico o egoistico “dare per ricevere”. Ormai da più di dieci anni, grazie a do ut do ci impegniamo affinché vengano gettate le basi per una cultura del dono, orientata al sostegno di una causa importante per il nostro territorio.
È possibile sostenere do ut do in vari modi. Le aziende possono offrire una sponsorizzazione tecnica, un sostegno economico o procedere con una donazione liberale usufruendo delle relative agevolazioni fiscali.
I privati possono invece aderire al Comitato Sostenitori con una donazione liberale, a sostegno del progetto do ut do Per informazioni sulle modalità di adesione contattare la segreteria al numero: 051 271060.
www.doutdo.it
I partner di do ut do
L’edizione do ut do 2026 sul tema Identità è stata resa possibile grazie a: Alfasigma, Banca di Bologna, Confindustria Emilia, PwC Italia; in collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, Fondazione Emilia Romagna Teatro, Fondazione Bologna Welcome, Fondazione Golinelli, Fondazione Nino Migliori; con il supporto di: Cooperativa Eta Beta, Cotabo, Dusk, Galleria P420, Galleria BoA Spazio Arte, Galleria Spazio C21, Gioielleria Giulio Veronesi, Innovo Architettura Tessile, Laurent Perrier, Quadrus Light, Salvatore Castiglione, SAM Sampling moods,
Nel pieno spirito solidale che caratterizza il progetto do ut do fin dal suo nascere, tutte le collaborazioni a seguire sono prestate a titolo gratuito.
Comitato organizzatore: Alessandra D’Innocenzo (Presidente), Vera Negri Zamagni (Vice-Presidente), Maurizio Marinelli, Nicola Bedogni, Nicola Martelli.
Comitato scientifico: Vera Negri Zamagni (Coordinatrice), Nino Migliori, Marina Truant (Direttrice Fondazione Nino Migliori), Lorenzo Balbi (Direttore MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna), Roberto Grandi (Professore Ordinario di Comunicazione), Pier Paolo Forte (Professore Ordinario di Diritto Amministrativo), Sebastiano Maffettone (Docente di Filosofia politica), Carlo Casti (Gastronomo), Mario Cucinella (Architetto), Annapaola Tonelli (Avvocato), Lavinia Savini (Avvocato esperta di proprietà intellettuale), Ascanio Kurkumelis (Storico e Critico d’Arte).
Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli
La Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli è un’organizzazione non profit che opera con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e alleviare la sofferenza dei pazienti con malattie inguaribili fornendo assistenza in cure palliative presso strutture sanitarie dedicate: Hospice Bentivoglio, Hospice Bellaria, Hospice Casalecchio e l’Hospice Pediatrico “L’Arca sull’Albero”.
La Fondazione integra i servizi sanitari con programmi di formazione e ricerca promossi dall’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa.
Le aree di intervento riguardano l’assistenza, residenziale e ambulatoriale, la formazione dei professionisti, la ricerca e la divulgazione delle cure palliative.
I servizi offerti sono completamente gratuiti grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e alle donazioni dei sostenitori.
www.hospiceseragnoli.org – www.fondhs.org
21
gennaio 2026
do ut do 2026 – Identità
Dal 21 gennaio all'otto marzo 2026
arte contemporanea
Location
SEDI VARIE – Bologna
Bologna, (Bologna)
Bologna, (Bologna)
Orario di apertura
vari
Ufficio stampa
Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione
Autore




