Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Donatella Izzo – Not here to be seen
Donatella Izzo presenta per la prima volta alla Black Light Gallery la serie “No Portraits”, che celebra 10 anni di ricerca sull’anti-ritratto e sull’imperfezione come valore identitario.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Tutto ha inizio dalla serie “No-portraits”, che negli ultimi 10 anni ha caratterizzato il suo percorso artistico; un gesto di rottura, un rifiuto consapevole del ritratto come somiglianza e dell’immagine levigata e standardizzata imposta dalla cultura visiva dei social. Nei lavori il volto non serve a riconoscere, ma a sentire. È uno spazio di attraversamento, una soglia fragile dove emergono tensioni interiori, imperfezioni, tracce di vissuto.
L’artista parla infatti di “anti-ritratto”, che non cerca la perfezione ma la verità, anche quando è instabile, incompleta, vulnerabile. Il processo è parte essenziale dell’opera. Ogni lavoro nasce da una fotografia che viene stampata e poi trasformata attraverso interventi fisici e materici: abrasioni, tagli, stratificazioni di colore, polveri, gesso e inchiostri alterano la superficie dell’immagine. Quando questo equilibrio precario raggiunge una forma di rivelazione, l’opera viene nuovamente fotografata, fissando per sempre ciò che per sua natura sarebbe effimero. Il risultato è la traccia di un passaggio più che la rappresentazione di un volto: un’immagine che conserva memoria del gesto, dell’errore, dell’accadimento.
Al centro della serie c’è una riflessione sulla bellezza come esperienza soggettiva e non standardizzabile. L’imperfezione diventa valore identitario e atto di resistenza culturale contro l’omologazione estetica. Come spiega il curatore Fabio Consentino “La sua pratica si sottrae tanto all’idealizzazione quanto alla spettacolarizzazione. Il volto è un evento relazionale che interpella, un’immagine che non serve a possedere l’altro, ma a renderne percepibile l’inafferrabilità”
La mostra alla Black Light Gallery segna una tappa importante: non solo celebrazione del decennio di ricerca, ma momento di sintesi e di rilancio di un progetto che mette in discussione il concetto stesso di ritratto fotografico.
La mostra è anche un'occasione per l’artista di presentare al pubblico il nuovo progetto “PostEden“ nella quale le fotografie della Izzo concepiscono e delineano l’opera come un territorio di riconciliazione in cui la NATURA “vince” ma non eliminando l’uomo, piuttosto inglobando in sé il frutto dell’artificio che l’uomo ha creato. Il progetto si situa sulla soglia di un mondo trasformato, dove la purezza della Natura è mutata per lasciare il posto a una nuova, complessa forma di esistenza. Non siamo più di fronte a un paradiso perduto, ma a un paradiso riscritto: un ecosistema cui l’elemento organico e l’artificio convivono indissolubilmente, un “dopo” dove la Natura evolve metabolizzando la tecnologia.
Note biografiche
Donatella Izzo (1979) vive e lavora a Milano. Dopo essersi formata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha intrapreso un percorso di ricerca artistica che fonde i linguaggi della fotografia e della pittura. All’inizio della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Morlotti (2007) e il Premio Parati (2009), debuttando nello stesso anno con la sua prima mostra personale presso la Galleria Obraz di Milano.Nel corso degli anni, la sua tecnica si è evoluta verso una sperimentazione materica che vede l’integrazione di pittura, tagli, abrasioni e collage direttamente sullo scatto fotografico. Questa ricerca ha dato vita nel 2016 al celebre progetto No-Portrait. Parallelamente, l'artista ha sviluppato il ciclo fotografico The Dreamers, progetto esposto a livello internazionale e selezionato nel 2020 dalla Fondazione Cariplo per una personale alla Fabbrica del Vapore di Milano.
Protagonista nel 2024 di un’importante antologica presso il DAV di Soresina (CR), Donatella Izzo è regolarmente presente nelle principali fiere di settore, come il MIA Photo Fair di Milano e The Phair di Torino
Black Light Gallery è una galleria d’arte interamente dedicata alla fotografia contemporanea, nata con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al mondo della fotografia come opera d’arte, lavora sia con artisti italiani che internazionali. La scelta artistica rispecchia l’idea di proporre allo spettatore una pluralità di visioni, suscitando la ricerca di nuove chiavi di lettura e nuovi significati della realtà, creando legami con le realtà culturali del territorio che già operano in ambito fotografico.
L’artista parla infatti di “anti-ritratto”, che non cerca la perfezione ma la verità, anche quando è instabile, incompleta, vulnerabile. Il processo è parte essenziale dell’opera. Ogni lavoro nasce da una fotografia che viene stampata e poi trasformata attraverso interventi fisici e materici: abrasioni, tagli, stratificazioni di colore, polveri, gesso e inchiostri alterano la superficie dell’immagine. Quando questo equilibrio precario raggiunge una forma di rivelazione, l’opera viene nuovamente fotografata, fissando per sempre ciò che per sua natura sarebbe effimero. Il risultato è la traccia di un passaggio più che la rappresentazione di un volto: un’immagine che conserva memoria del gesto, dell’errore, dell’accadimento.
Al centro della serie c’è una riflessione sulla bellezza come esperienza soggettiva e non standardizzabile. L’imperfezione diventa valore identitario e atto di resistenza culturale contro l’omologazione estetica. Come spiega il curatore Fabio Consentino “La sua pratica si sottrae tanto all’idealizzazione quanto alla spettacolarizzazione. Il volto è un evento relazionale che interpella, un’immagine che non serve a possedere l’altro, ma a renderne percepibile l’inafferrabilità”
La mostra alla Black Light Gallery segna una tappa importante: non solo celebrazione del decennio di ricerca, ma momento di sintesi e di rilancio di un progetto che mette in discussione il concetto stesso di ritratto fotografico.
La mostra è anche un'occasione per l’artista di presentare al pubblico il nuovo progetto “PostEden“ nella quale le fotografie della Izzo concepiscono e delineano l’opera come un territorio di riconciliazione in cui la NATURA “vince” ma non eliminando l’uomo, piuttosto inglobando in sé il frutto dell’artificio che l’uomo ha creato. Il progetto si situa sulla soglia di un mondo trasformato, dove la purezza della Natura è mutata per lasciare il posto a una nuova, complessa forma di esistenza. Non siamo più di fronte a un paradiso perduto, ma a un paradiso riscritto: un ecosistema cui l’elemento organico e l’artificio convivono indissolubilmente, un “dopo” dove la Natura evolve metabolizzando la tecnologia.
Note biografiche
Donatella Izzo (1979) vive e lavora a Milano. Dopo essersi formata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha intrapreso un percorso di ricerca artistica che fonde i linguaggi della fotografia e della pittura. All’inizio della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Morlotti (2007) e il Premio Parati (2009), debuttando nello stesso anno con la sua prima mostra personale presso la Galleria Obraz di Milano.Nel corso degli anni, la sua tecnica si è evoluta verso una sperimentazione materica che vede l’integrazione di pittura, tagli, abrasioni e collage direttamente sullo scatto fotografico. Questa ricerca ha dato vita nel 2016 al celebre progetto No-Portrait. Parallelamente, l'artista ha sviluppato il ciclo fotografico The Dreamers, progetto esposto a livello internazionale e selezionato nel 2020 dalla Fondazione Cariplo per una personale alla Fabbrica del Vapore di Milano.
Protagonista nel 2024 di un’importante antologica presso il DAV di Soresina (CR), Donatella Izzo è regolarmente presente nelle principali fiere di settore, come il MIA Photo Fair di Milano e The Phair di Torino
Black Light Gallery è una galleria d’arte interamente dedicata alla fotografia contemporanea, nata con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al mondo della fotografia come opera d’arte, lavora sia con artisti italiani che internazionali. La scelta artistica rispecchia l’idea di proporre allo spettatore una pluralità di visioni, suscitando la ricerca di nuove chiavi di lettura e nuovi significati della realtà, creando legami con le realtà culturali del territorio che già operano in ambito fotografico.
28
febbraio 2026
Donatella Izzo – Not here to be seen
Dal 28 febbraio al 05 aprile 2026
fotografia
Location
black light gallery
Padova, Via Dante Alighieri, 87, (PD)
Padova, Via Dante Alighieri, 87, (PD)
Orario di apertura
da martedì a sabato: ore 10:00 –13:00 / 15:30 –19:30
Domenica e Lunedì: chiuso
Vernissage
28 Febbraio 2026, Dalle 18:00 alle 21:00
Ufficio stampa
Oracle Creative Studio
Autore
Curatore


