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Ecce ovo
La mostra-installazione dell’artista Ruggero Maggi sul riscaldamento globale.
Comunicato stampa
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Ecce ovo
Ruggero Maggi è artista poliedrico che si è avvalso nel suo percorso
creativo di molti mezzi espressivi. Il pensiero alla base del suo operare è agire sulla realtà attraverso la manipolazione e le mise-en-scène degli oggetti, per suscitare in chi osserva una riflessione critica e quindi un possibile cambiamento. La quotidianità e la banalità dell’oggetto d’uso sono quindi riscattate da un processo simbolico e metalinguistico che ne fa intuire il significato altro e che colloca l’artista fra i discendenti di Dada,di cui conserva la carica eversiva,ironica e spesso ludica,e i surrealisti. Per Maggi l’arte è soprattutto comunicazione, e non a caso negli anni ’70 è stato uno degli esponenti più rappresentativi della mail art, un formidabile net work del tempo per raggiungere migliaia di persone. Oggi è l’installazione multimediale la forma espressiva che meglio esprime la finalità del suo lavoro che, partendo dalla riflessione sull’arte, è approdato in anni recenti alla teoria del caos. Se la creatività è alla base della vita l’arte nasce dal caos, solo in apparenza ammasso informe e confuso, ma in realtà dotato di leggi proprie. All’origine del tutto c’è la cellula e nella cellula il patrimonio cromosomico che Maggi ha rappresentato con grande efficacia nella riproduzione plastica di un genoma frutto del lavoro corale con altri artisti. All’origine del tutto c’è l’uovo, la cellula più macroscopica. Ed è proprio iniziando dall’uovo che l’artista esprime il suo pensiero sul riscaldamento globale e lo fa lanciando un grido d’allarme. Ma nessun catastrofismo, nessuna fine del mondo. Solo uova nel nido che a causa del gran caldo nascono cotte, anzi fritte. L’autocombustione è l’effetto più devastante e pauroso del global worming, ma l’artista non fa appello al senso di paura, bensì all’ironia e alla razionalità. E ottiene l’effetto di porre l’attenzione sulla gravità del problema con tocco leggero, con la levità di invisibili fili che scendono dall’alto mostrando nidi, autentici nidi, e al posto delle uova che vi si dovrebbero annidare, immagini fotografiche delle stesse cotte al tegamino. Quasi un divertissemant, una commistione fra realtà e finzione, fra oggetto e immagine, che nell’arte convivono senza contraddizione, perché come nel gioco tutto si anima e diventa vero. Con l’installazione Ecce ovo, che contamina lo spazio in ogni punto, lo spettatore partecipa all’azione metaforica, come succede in Camera 312 - pro memoria per Pierre, presentato dall’artista alla 52° Biennale di Venezia, in cui l’effetto totalizzante è ottenuto con la proliferazione coprente oggetti e spazio circostanti, di gialli post-it. L’installazione presentata a Vertigo rimanda anche per alcuni aspetti di rilevanza sociale al lavoro installativo di Maggi sulla fame nel mondo, e dell’Africa in particolare, in cui l’arte era pane e si vendeva a peso. L’espressione ecce ovo, mediante la sua assonanza con ecce homo, d’altra parte, richiama alla mente, al di là dell’aspetto ironico e concettuale dell’operazione, la passione di Cristo, a sottolineare un possibile sacrificio della terra a causa della cecità e dell’avidità dell’uomo. Nonostante il legame con la terra e l’universo sia una costante del lavoro dell’artista, tuttavia la tecnologia compare sempre a fugare il sospetto di un nostalgico ritorno alla natura tout-court, sotto forma di raggi laser o di luce di Wood che al buio rende visibili i disegni graffiti con appositi inchiostri sui muri della Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Gallarate e qui assume l’aspetto, ormai familiare, del video a significare un’arte meticciata, in cui i mezzi espressivi si coniugano mescolandosi fra di loro e dando luogo a nuovi linguaggi. La trasmigrazione, che è l’effetto della diffusione dei mass-media, avviene quindi all’interno dell’arte e all’esterno, mettendo in comunicazione forme espressive di paesi lontani in tempo reale. La virtualità, forma di realtà veicolata dai media, nasconde però, fra le mille opportunità, un pericolo insidioso: la perdita di contatto con il reale, preludio al solipsismo e alla mancanza di relazione. L’aver messo in atto un processo che ridesta la sensorialità assopita attraverso il tatto (i nidi si possono toccare), l’udito (i gusci d’uovo sparsi sul pavimento, calpestati dal pubblico, producono un suono/rumore), la vista (con effetto immersione nell’opera), la razionalizzazione di un evento possibile, significa mettere al centro dell’arte la vita e l’uomo nella sua totalità. E’ quanto fa da anni Ruggero Maggi con risultati artistici di notevole spessore che lo collocano fra i sensori più sensibili del nostro tempo.
Mimma Pasqua
Vertigoarte Istituto di ricerca per la Cultura e le Arti Visive, Cosenza, via Rivocati 63, tel. e fax 0984/75212, e-mail: vertigoarte@libero.it, sito: www.vertigoarte.org -
Note biografiche
L’opera di Maggi si svolge all’insegna della multimedialità con particolare riferimento alla poesia visiva, libri d’artista, mail e copy-art, installazioni e performance. Negli anni ’80 ha curato e organizzato mostre legate al movimento giapponese Gutai, alla Zaum Poetry russa, all’avanguardia latino-americana, cinese, cecoslovacca, romena e di altri paesi europei. Fra le principali mostre: Italian report, mostra d’arte italiana itinerante in Giappone e in Corea; Eco italiana, mostra d’arte contemporanea italiana itinerante in Germania; La linea infinita (1993 - Milano), mostra-installazione dedicata a Piero Manzoni nel trentennale della sua morte.Inoltre: I metanetworker in spirit, Arte Fiera di Bologna 1994/95; Mediale in erba MiArt - Milano e a Riparte –Roma. Dal 1985 ha curato progetti dedicati alla teoria del Caos.
Nel 2007 ha presentato come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.
24
gennaio 2009
Ecce ovo
Dal 24 gennaio al 20 febbraio 2009
arte contemporanea
Location
VERTIGO ARTE
Cosenza, Via Rivocati, 63, (Cosenza)
Cosenza, Via Rivocati, 63, (Cosenza)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 16.30 - 19.30
Vernissage
24 Gennaio 2009, ore 18.00
Autore


