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Edgardo Mannucci
personale
Comunicato stampa
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In prossimità del ventennale della sua scomparsa (2006), la “Galleria Arte e Pensieri” di Roma, città nella quale Mannucci ha trascorso gran parte della sua vita, sia umana che artistica, vuole ricordare la sua figura straordinaria, a cui gli storici, in verità, devono ancora il giusto riconoscimento, attraverso un piccolo ma prezioso e significativo omaggio costituito di sculture, disegni e dipinti.
Ultimamente si è tornato a parlare di Edgardo Mannucci in occasione del centenario della nascita (2004), circostanza coronata da due grandi mostre antologiche. La prima, dal titolo “Edgardo Mannucci. Protagonista e precursore nell’arte del XX secolo”, si è tenuta proprio nel 2004, ad Ancona, ed è stata curata da Armando Ginesi e Mariano Apa; la seconda, dal titolo “Mannucci e il Novecento. L’immaginario atomico e cosmico”, si è tenuta nell’estate di quest’anno a Fabriano, sua città natale, ed è stata curata da Enrico Crispolti, che è il maggiore studioso dell’operato del maestro marchigiano, il quale ha messo sì insieme un consistente numero di suoi lavori, ma affrontando la sua opera, come ha scritto nel relativo catalogo, «riconfigurata anche entro un’opportuna contestualizzazione del suo percorso creativo, relativamente almeno a rapporti e riferimenti entro la scena artistica italiana, ambito naturalmente del confronto più immediato».
Mannucci a Manuela Crescentini, in un’intervista del 1977 ha dichiarato:
«Dopo Hiroshima è avvenuto un cambiamento radicale della nostra sensibilità… prima si pensava alla natura morta, oggi c’è tanta energia da far sparire l’Italia dalla carta geografica», motivando sostanzialmente la sua scelta di abbandonare nei secondi anni Quaranta la figurazione, d’impronta novecentista. E proprio da tale consapevolezza delle sorprendenti potenzialità energetiche della materia, nascono le sue opere informali (realizzate aggregando più metalli lavorandoli con la tecnica della saldatura diretta, perlopiù trattati in modo da evidenziarne il carattere grumoso), nel tempo sempre più intenzionate ad espandersi nello spazio. La mostra è corredata di un pieghevole con la presentazione di Antonello Rubini.
Ultimamente si è tornato a parlare di Edgardo Mannucci in occasione del centenario della nascita (2004), circostanza coronata da due grandi mostre antologiche. La prima, dal titolo “Edgardo Mannucci. Protagonista e precursore nell’arte del XX secolo”, si è tenuta proprio nel 2004, ad Ancona, ed è stata curata da Armando Ginesi e Mariano Apa; la seconda, dal titolo “Mannucci e il Novecento. L’immaginario atomico e cosmico”, si è tenuta nell’estate di quest’anno a Fabriano, sua città natale, ed è stata curata da Enrico Crispolti, che è il maggiore studioso dell’operato del maestro marchigiano, il quale ha messo sì insieme un consistente numero di suoi lavori, ma affrontando la sua opera, come ha scritto nel relativo catalogo, «riconfigurata anche entro un’opportuna contestualizzazione del suo percorso creativo, relativamente almeno a rapporti e riferimenti entro la scena artistica italiana, ambito naturalmente del confronto più immediato».
Mannucci a Manuela Crescentini, in un’intervista del 1977 ha dichiarato:
«Dopo Hiroshima è avvenuto un cambiamento radicale della nostra sensibilità… prima si pensava alla natura morta, oggi c’è tanta energia da far sparire l’Italia dalla carta geografica», motivando sostanzialmente la sua scelta di abbandonare nei secondi anni Quaranta la figurazione, d’impronta novecentista. E proprio da tale consapevolezza delle sorprendenti potenzialità energetiche della materia, nascono le sue opere informali (realizzate aggregando più metalli lavorandoli con la tecnica della saldatura diretta, perlopiù trattati in modo da evidenziarne il carattere grumoso), nel tempo sempre più intenzionate ad espandersi nello spazio. La mostra è corredata di un pieghevole con la presentazione di Antonello Rubini.
09
dicembre 2005
Edgardo Mannucci
Dal 09 dicembre 2005 al 05 gennaio 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA ARTE E PENSIERI
Roma, Via Ostilia, 3A, (Roma)
Roma, Via Ostilia, 3A, (Roma)
Orario di apertura
dal mercoledì al sabato 16-20
Vernissage
9 Dicembre 2005, ore 18
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