Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Elena Candeo – De virile natura
Esposizione personale di arte contemporanea
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Introduzione alla Mostra
di Eva Besazza
De Virile Natura è il titolo che Elena Candeo (Cologna Veneta, 28/06/1979) ha scelto per la mostra personale che si terrà presso la sala comunale “Delmo Veronese” del Castello Marchionale di Este dal 17 Settembre.
Alla conturbante scelta del tema della mostra fa eco un allestimento in cui non una suddivisione cronologica o tematica guida il visitatore, ma una serie di pannelli posti in modo circolare che lo rendono parte viva e centrale del percorso. Il turbine di opere lo avvolge quasi come si trovasse al centro di un caleidoscopio, il susseguirsi di ritratti realistici e visionari non ammette rigidità, va lasciato fluire come una catena di pensieri che si incrociano in un susseguirsi di aspirazioni e delusioni.
Tali pensieri si dipanano tra ritratti di uomini dormienti, colti in istanti in cui l’immobilità li rende inoffensivi, colti nell’aspetto innocente e primordiale in cui l’istinto riposa cullato da quel temporaneo stato di perdita di coscienza che è il sonno. In queste opere il tratto sottile del disegno delinea simbolicamente solo alcune parti del volto che sono di volta in volta una bocca ed un occhio, una nuca, un braccio, un corpo in torsione fino alla visionaria immagine onirica di una bocca che contempla una donna sul palmo della mano.
L’interpretazione della virilità proposta da Elena non viene resa in modo volgare, ma al contrario ricorre a disegni che interpretano metaforicamente la realtà: le forme erotiche che si trovano naturalmente in natura concorrono a dare al tema della virilità un sfaccettatura quasi bucolica.
Accanto a queste due prime tipologie di disegni (uomini dormienti ed immagini metaforiche) dai segni delicati e leggeri si trovano opere ad olio e acrilico dalle forme forti e dai colori accesi. Un’enorme bocca, dei muscolosi corpi michelangioleschi potrebbero nelle forme far pensare a uomini vigorosi e violenti, ma i colori chiari e vivaci smorzano questo vigore rendendoli ancora una volta fragili ed inermi al cospetto di se stessi. La fragilità, spesso associata all’idea di femminilità, diventa palese nelle bellissime Tre Grazie al maschile in cui la tecnica pittorica si mescola alla tradizionalmente femminile
tecnica tessile con un effetto visivo che ricorda degli antichi affreschi parzialmente recuperati. Questi tre uomini/grazia ci ripropongono uno dei temi più in voga nel periodo Neoclassico in cui le tre figure femminili di Aglalia, Eufrosine e Talia che proteggevano gli artisti facendo sì che essi esaltassero la bellezza del mondo umano e naturale. Bellezza che diventa ossessione negativa nella figura di un moderno Narciso disneyano che completa l’incursione nel mondo classico.
Nel gioco di contrasti che caratterizza la mostra, a questa mitologia maschile si oppongono alcune opere finali in cui l’eterno conflitto dell’uomo con se stesso riemerge in modo devastante a lacerare corpo ed anima. E’ quanto succede nell’immagine esemplare di un uomo che solleva la propria pelle come fosse una veste che nasconde qualcosa di estraneo a lui stesso.
C’è spazio, in questa carrellata di singoli, anche per un confronto a due, nell’opera: si tratta di un accostamento inerme, stanco, non un duello vitale ma una vicinanza silenziosa in cui la mancanza di coraggio da parte di entrambi non ammette neppure un confronto di sguardi.
Nella sua totalità espressiva la mostra propone un almanacco della virilità, una sorta di atlante visionario del corpo maschile, di geografia del corpo umano in cui la ricerca tecnica sperimentale accompagna e conferma l’eterogeneità del tema trattato.
di Eva Besazza
De Virile Natura è il titolo che Elena Candeo (Cologna Veneta, 28/06/1979) ha scelto per la mostra personale che si terrà presso la sala comunale “Delmo Veronese” del Castello Marchionale di Este dal 17 Settembre.
Alla conturbante scelta del tema della mostra fa eco un allestimento in cui non una suddivisione cronologica o tematica guida il visitatore, ma una serie di pannelli posti in modo circolare che lo rendono parte viva e centrale del percorso. Il turbine di opere lo avvolge quasi come si trovasse al centro di un caleidoscopio, il susseguirsi di ritratti realistici e visionari non ammette rigidità, va lasciato fluire come una catena di pensieri che si incrociano in un susseguirsi di aspirazioni e delusioni.
Tali pensieri si dipanano tra ritratti di uomini dormienti, colti in istanti in cui l’immobilità li rende inoffensivi, colti nell’aspetto innocente e primordiale in cui l’istinto riposa cullato da quel temporaneo stato di perdita di coscienza che è il sonno. In queste opere il tratto sottile del disegno delinea simbolicamente solo alcune parti del volto che sono di volta in volta una bocca ed un occhio, una nuca, un braccio, un corpo in torsione fino alla visionaria immagine onirica di una bocca che contempla una donna sul palmo della mano.
L’interpretazione della virilità proposta da Elena non viene resa in modo volgare, ma al contrario ricorre a disegni che interpretano metaforicamente la realtà: le forme erotiche che si trovano naturalmente in natura concorrono a dare al tema della virilità un sfaccettatura quasi bucolica.
Accanto a queste due prime tipologie di disegni (uomini dormienti ed immagini metaforiche) dai segni delicati e leggeri si trovano opere ad olio e acrilico dalle forme forti e dai colori accesi. Un’enorme bocca, dei muscolosi corpi michelangioleschi potrebbero nelle forme far pensare a uomini vigorosi e violenti, ma i colori chiari e vivaci smorzano questo vigore rendendoli ancora una volta fragili ed inermi al cospetto di se stessi. La fragilità, spesso associata all’idea di femminilità, diventa palese nelle bellissime Tre Grazie al maschile in cui la tecnica pittorica si mescola alla tradizionalmente femminile
tecnica tessile con un effetto visivo che ricorda degli antichi affreschi parzialmente recuperati. Questi tre uomini/grazia ci ripropongono uno dei temi più in voga nel periodo Neoclassico in cui le tre figure femminili di Aglalia, Eufrosine e Talia che proteggevano gli artisti facendo sì che essi esaltassero la bellezza del mondo umano e naturale. Bellezza che diventa ossessione negativa nella figura di un moderno Narciso disneyano che completa l’incursione nel mondo classico.
Nel gioco di contrasti che caratterizza la mostra, a questa mitologia maschile si oppongono alcune opere finali in cui l’eterno conflitto dell’uomo con se stesso riemerge in modo devastante a lacerare corpo ed anima. E’ quanto succede nell’immagine esemplare di un uomo che solleva la propria pelle come fosse una veste che nasconde qualcosa di estraneo a lui stesso.
C’è spazio, in questa carrellata di singoli, anche per un confronto a due, nell’opera: si tratta di un accostamento inerme, stanco, non un duello vitale ma una vicinanza silenziosa in cui la mancanza di coraggio da parte di entrambi non ammette neppure un confronto di sguardi.
Nella sua totalità espressiva la mostra propone un almanacco della virilità, una sorta di atlante visionario del corpo maschile, di geografia del corpo umano in cui la ricerca tecnica sperimentale accompagna e conferma l’eterogeneità del tema trattato.
17
settembre 2005
Elena Candeo – De virile natura
Dal 17 al 25 settembre 2005
arte contemporanea
Location
CASTELLO MARCHIONALE
Este, Via Guido Negri, 9A, (Padova)
Este, Via Guido Negri, 9A, (Padova)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì 15-20; sabato e domenica 10-13 e 16-21
Vernissage
17 Settembre 2005, ore 18.30 presso la Sala Delmo Veronese
Autore
