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Emilio Alberti – D’acqua e terra
La ricerca e la sperimentazione di Emilio Alberti attraversano gli ambiti di pittura, scultura, installazione per una visione globale del “fare” artistico. Nelle sue opere i linguaggi di pittura e scultura si fondono e si completano a vicenda creando luoghi percettivi ed emotivi “altri”, densi di suggestioni e di sollecitazioni metaforiche, di rimandi giocati intorno ai temi della Memoria, del Racconto, del Tempo.
Comunicato stampa
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Organizzata dal Centro Culturale Il Cubo e dall'Associazione per la Protezione del Patrimonio Artistico e Culturale Valle Intelvi (APPACUVI), con il contributo della Provincia di Como - Assessorato alla Cultura
La ricerca e la sperimentazione di Emilio Alberti attraversano gli ambiti di pittura, scultura, installazione per una visione globale del "fare" artistico. Nelle sue opere i linguaggi di pittura e scultura si fondono e si completano a vicenda creando luoghi percettivi ed emotivi "altri", densi di suggestioni e di sollecitazioni metaforiche, di rimandi giocati intorno ai temi della Memoria, del Racconto, del Tempo.
La mostra D'ACQUA E TERRA è concepita come un insieme, in modo da creare una sorta di percorso di senso, ricco di associazioni e di nessi. E' pensata come una vera e propria installazione, nella quale ogni lavoro dialoga con gli altri, come seguendo il filo logico di un pensiero che si è andato sviluppando attraverso un decennio, nell'arco del quale sono stati realizzati i lavori esposti. E' una sorta di cammino suggerito iconograficamente da improvvise traiettorie luminose che squarciano la tela, intricati labirinti in cui perdersi, impronte ingigantite anch’esse trasfigurate in dedali tortuosi, o da vorticose spirali allusive di cadute vertiginose, specchi d'acqua dai riflessi
di lucido metallo, gocce di piombo fuso che tramutano i cerchi nell'acqua nella loro medesima sostanza metallica, mentre piogge trasfigurate in dardi d'acciaio increspano torbide pozzanghere conficcandosi a terra. E' un viaggio disseminato di segnali, di messaggi e tracce, di rappresentazioni evocative e riferimenti simbolici. Sono dipinti dalla forte valenza scultorea. Racconti affidati a tele dal denso impasto materico con inglobati oggetti e frammenti sui quali interviene il colore amalgamandoli.
L' accento espressivo di Alberti si muove a tutto campo senza limitazioni di generi, con grande libertà di ricerca e di soluzioni formali. Le sue opere sono "luoghi" non ascrivibili ad alcuna categoria concreta, ma piuttosto ad una entità di pensiero. Mentre in ultima analisi, è il concetto di Tempo a costituire il tema strutturale dei suoi lavori, ben evidenziato da reiterate allusioni al movimento oscillatorio del pendolo, del quale coglie attimi di immobilità, frazioni impercettibili di stasi che nel loro susseguirsi danno vita al moto perpetuo esemplificando così il concetto aristotelico di tempo inteso come movimento da un prima verso un poi.
Calendari solari, spazi deserti dove lo sguardo si perde, labirinti in cui cercare la via d’uscita. Luoghi solcati da scie d'ombra o trafitti da effimeri raggi di luce che transitano e veloci svaniscono. Si fanno illustrazione ed efficace metafora della finitezza umana contaminata da una intrinseca tendenza a perdersi e a cadere. Il perpetuo dinamismo del mondo non si sviluppa, per Alberti in direzioni storicamente definibili, ma è, secondo la definizione di Nietzsche, un "eterno ritorno" in cui la fase finale del mondo si sovrappone al momento della sua creazione. Di qui il tono arcano e insieme "conclusivo" delle raffigurazioni, che recuperano una rarefatta e inquietante spazialità.
EMILIO ALBERTI
- Cenni biografici
Nato nel 1952, vive a Como.
Esordisce all' Internationale Kunstmesse ART 7 '76 di Basilea nel 1976 e partecipa alle successive edizioni del '77, '78 e '82.
Nel 1979 espone a "Scultura" alla Rotonda di via Besana a Milano. Nel 1984/85 espone a Bonn, Francoforte, Stoccarda, Bruxelles, Anversa.
Nel 1987/88 collabora con lo scultore Francesco Somaini alla realizzazione di un'opera monumentale e realizza alcune scenografie.
Nel 1988 espone alla galleria Schubert di Milano il ciclo "Finestre" accompagnato da un testo poetico-letterario di Gérard G. Lemaire.
Nel 1989 è invitato alla mostra "Italian Contemporary Art" a Kyoto e viene allestita una sua personale al castello di Carpi (Modena) dal Centro Documentazione Arte Contemporanea.
Nel 1991 espone ancora alla galleria Schubert e contemporaneamente alla Galleria Il Salotto di Como, pubblicando per l'occasione un volumetto-catalogo di racconti brevi ispirati al ciclo di opere "Incoerente Eternità" presentato da Pierre Restany. Nello stesso anno viene invitato alla mostra celebrativa di Piero della Francesca a New York, Buenos Aires, Firenze, Roma, Urbino.
Nel 1992 realizza un' installazione alla galleria Marconi di Milano e sue opere vengono riprodotte su una serie di copertine delle riviste "Psychologos" e "Flare Architectural Design".
Nel 1993 il comune di Como allestisce la rassegna "Emilio Alberti - Tempo reale", curata da Alberto Longatti e Giorgio Seveso, con opere appositamente create per reinventare gli spazi della ex chiesa di S.Pietro in Atrio e gli chiede un intervento per piazza Cavour, realizza così la monumentale scultura-pendolo "Perpetuum mobile" che caratterizzò la piazza per diversi mesi durante l'esondazione del lago (ora collocata nel parco dell'Istituto Ca' d'Industria di Como). Sempre a Como realizza l'installazione "Il Grifone e l'Arcobaleno" sul Tempio Voltiano.
Nel 1994 è invitato ad Artexpo di New York e dà vita con altri artisti alla rassegna d'arte ambientale "A filo d'acqua", sculture galleggianti nelle acque del lago, nel porto di Sant'Agostino a Como. Allestisce la mostra "Racconti del solstizio" alla Galleria Schubert di Milano. Nel 1995 e '96 realizza diverse installazioni in spazi pubblici.
Nel 1997 tiene la personale "Tracce" alla Galleria Il Salotto di Como. Nel 1998 inizia una ricerca sull'interazione tra musica, arte visiva e ambiente, dando vita all'allestimento sonoro-visivo "Luoghi segreti". Nel 2000 espone alla Galleria La Fenice di Lugano e partecipa alla mostra "Spaventapasseri" al Museo Archeologico di Como. Dà vita ad "ARTEMI art project", un progetto interdisciplinare che unisce esperienze e competenze diverse nella sperimentazione, la ricerca, la promozione
artistica oltre che nella realizzazione di multipli, oggetti d'arte applicata e di design. Nel 2001 partecipa a "Simboli e simbolismiI", mostra dell'Autunno Musicale nello Spazio Shed Ticosa, a Como. Nel 2004 partecipa a "No war Concept", a Salerno. Nel 2005 è invitato alla Biennale di Ankara, Turchia. Nel 2006 presenta gli esiti della sua ricerca intorno al tema dell' acqua nella mostra "Giochi d'acqua" a Villa Imbonati, Cavallasca, Como. Continua poi a sviluppare la tecnica elaborata per questa serie, basata su stucchi, velature di colore, rilievi in metallo e inserti su tela.
BIBLIOGRAFIA
- Emilio Alberti "Finestre",
catalogo della mostra personale alla Galleria Schubert, Milano, testo di Gérard Georges Lamaire (Il prisma spezzato), ed. Galleria Schubert, 1988.
- Emilio Alberti "Ombre sideree e cosmici bagliori",
catalogo della mostra personale al Castello di Carpi (Modena), a cura di Vittorio Erlindo, testi di Luisa Somaini e Emilio Alberti, ed. Centro di Documentazione Arti Contemporanee, Carpi, 1989.
- Emilio Alberti
, catalogo della mostra personala alla Galleria del Popolo, Mirandola (Modena). a cura di Vittorio Erlindo, testi di Luisa Somaini e Emilio Alberti, ed. Assessorato alla Cultura Città della Mirandola, 1989.
- Emilio Alberti "Incoerente Eternità",
catalogo in occasione delle mostre personali alla Galleria Schubert, Milano e alla Galleria Il Salotto, Como, testi di Pierre Restany e Emilio Alberti, ed. New Press, Como,1991.
- Emilio Alberti "Tempo reale",
catalogo in occasione della mostra personale nella ex Chiesa di S.Pietro in Atrio, Como, 1993, a cura dell'Assessorato alla Cultura, testi di Alberto Longatti, Giorgio Seveso e AA.VV. ed. Nodo, Como, 1993.
- AA.VV. Storia di Como, ed. Nodolibri, Como, 1994.
- Elena di Raddo, "Materia e materiali". Scultori, sculture, luoghi nella provincia di Como, ed. Meta, Firenze, 1998.
- AA.VV. Arte contemporanea italiana. Pittori e scultori 1946-1998, ed. De Agostini, Novara, 1998.
- Giuseppe Guin (a cura di), AA.VV. "Artisti Poeti Ristoratori". 150 comaschi, ed. La Provincia,Como, 2003.
Una rassegna di opere dell’artista e ulteriori informazioni sul sito : www.emilioalberti.it
La ricerca e la sperimentazione di Emilio Alberti attraversano gli ambiti di pittura, scultura, installazione per una visione globale del "fare" artistico. Nelle sue opere i linguaggi di pittura e scultura si fondono e si completano a vicenda creando luoghi percettivi ed emotivi "altri", densi di suggestioni e di sollecitazioni metaforiche, di rimandi giocati intorno ai temi della Memoria, del Racconto, del Tempo.
La mostra D'ACQUA E TERRA è concepita come un insieme, in modo da creare una sorta di percorso di senso, ricco di associazioni e di nessi. E' pensata come una vera e propria installazione, nella quale ogni lavoro dialoga con gli altri, come seguendo il filo logico di un pensiero che si è andato sviluppando attraverso un decennio, nell'arco del quale sono stati realizzati i lavori esposti. E' una sorta di cammino suggerito iconograficamente da improvvise traiettorie luminose che squarciano la tela, intricati labirinti in cui perdersi, impronte ingigantite anch’esse trasfigurate in dedali tortuosi, o da vorticose spirali allusive di cadute vertiginose, specchi d'acqua dai riflessi
di lucido metallo, gocce di piombo fuso che tramutano i cerchi nell'acqua nella loro medesima sostanza metallica, mentre piogge trasfigurate in dardi d'acciaio increspano torbide pozzanghere conficcandosi a terra. E' un viaggio disseminato di segnali, di messaggi e tracce, di rappresentazioni evocative e riferimenti simbolici. Sono dipinti dalla forte valenza scultorea. Racconti affidati a tele dal denso impasto materico con inglobati oggetti e frammenti sui quali interviene il colore amalgamandoli.
L' accento espressivo di Alberti si muove a tutto campo senza limitazioni di generi, con grande libertà di ricerca e di soluzioni formali. Le sue opere sono "luoghi" non ascrivibili ad alcuna categoria concreta, ma piuttosto ad una entità di pensiero. Mentre in ultima analisi, è il concetto di Tempo a costituire il tema strutturale dei suoi lavori, ben evidenziato da reiterate allusioni al movimento oscillatorio del pendolo, del quale coglie attimi di immobilità, frazioni impercettibili di stasi che nel loro susseguirsi danno vita al moto perpetuo esemplificando così il concetto aristotelico di tempo inteso come movimento da un prima verso un poi.
Calendari solari, spazi deserti dove lo sguardo si perde, labirinti in cui cercare la via d’uscita. Luoghi solcati da scie d'ombra o trafitti da effimeri raggi di luce che transitano e veloci svaniscono. Si fanno illustrazione ed efficace metafora della finitezza umana contaminata da una intrinseca tendenza a perdersi e a cadere. Il perpetuo dinamismo del mondo non si sviluppa, per Alberti in direzioni storicamente definibili, ma è, secondo la definizione di Nietzsche, un "eterno ritorno" in cui la fase finale del mondo si sovrappone al momento della sua creazione. Di qui il tono arcano e insieme "conclusivo" delle raffigurazioni, che recuperano una rarefatta e inquietante spazialità.
EMILIO ALBERTI
- Cenni biografici
Nato nel 1952, vive a Como.
Esordisce all' Internationale Kunstmesse ART 7 '76 di Basilea nel 1976 e partecipa alle successive edizioni del '77, '78 e '82.
Nel 1979 espone a "Scultura" alla Rotonda di via Besana a Milano. Nel 1984/85 espone a Bonn, Francoforte, Stoccarda, Bruxelles, Anversa.
Nel 1987/88 collabora con lo scultore Francesco Somaini alla realizzazione di un'opera monumentale e realizza alcune scenografie.
Nel 1988 espone alla galleria Schubert di Milano il ciclo "Finestre" accompagnato da un testo poetico-letterario di Gérard G. Lemaire.
Nel 1989 è invitato alla mostra "Italian Contemporary Art" a Kyoto e viene allestita una sua personale al castello di Carpi (Modena) dal Centro Documentazione Arte Contemporanea.
Nel 1991 espone ancora alla galleria Schubert e contemporaneamente alla Galleria Il Salotto di Como, pubblicando per l'occasione un volumetto-catalogo di racconti brevi ispirati al ciclo di opere "Incoerente Eternità" presentato da Pierre Restany. Nello stesso anno viene invitato alla mostra celebrativa di Piero della Francesca a New York, Buenos Aires, Firenze, Roma, Urbino.
Nel 1992 realizza un' installazione alla galleria Marconi di Milano e sue opere vengono riprodotte su una serie di copertine delle riviste "Psychologos" e "Flare Architectural Design".
Nel 1993 il comune di Como allestisce la rassegna "Emilio Alberti - Tempo reale", curata da Alberto Longatti e Giorgio Seveso, con opere appositamente create per reinventare gli spazi della ex chiesa di S.Pietro in Atrio e gli chiede un intervento per piazza Cavour, realizza così la monumentale scultura-pendolo "Perpetuum mobile" che caratterizzò la piazza per diversi mesi durante l'esondazione del lago (ora collocata nel parco dell'Istituto Ca' d'Industria di Como). Sempre a Como realizza l'installazione "Il Grifone e l'Arcobaleno" sul Tempio Voltiano.
Nel 1994 è invitato ad Artexpo di New York e dà vita con altri artisti alla rassegna d'arte ambientale "A filo d'acqua", sculture galleggianti nelle acque del lago, nel porto di Sant'Agostino a Como. Allestisce la mostra "Racconti del solstizio" alla Galleria Schubert di Milano. Nel 1995 e '96 realizza diverse installazioni in spazi pubblici.
Nel 1997 tiene la personale "Tracce" alla Galleria Il Salotto di Como. Nel 1998 inizia una ricerca sull'interazione tra musica, arte visiva e ambiente, dando vita all'allestimento sonoro-visivo "Luoghi segreti". Nel 2000 espone alla Galleria La Fenice di Lugano e partecipa alla mostra "Spaventapasseri" al Museo Archeologico di Como. Dà vita ad "ARTEMI art project", un progetto interdisciplinare che unisce esperienze e competenze diverse nella sperimentazione, la ricerca, la promozione
artistica oltre che nella realizzazione di multipli, oggetti d'arte applicata e di design. Nel 2001 partecipa a "Simboli e simbolismiI", mostra dell'Autunno Musicale nello Spazio Shed Ticosa, a Como. Nel 2004 partecipa a "No war Concept", a Salerno. Nel 2005 è invitato alla Biennale di Ankara, Turchia. Nel 2006 presenta gli esiti della sua ricerca intorno al tema dell' acqua nella mostra "Giochi d'acqua" a Villa Imbonati, Cavallasca, Como. Continua poi a sviluppare la tecnica elaborata per questa serie, basata su stucchi, velature di colore, rilievi in metallo e inserti su tela.
BIBLIOGRAFIA
- Emilio Alberti "Finestre",
catalogo della mostra personale alla Galleria Schubert, Milano, testo di Gérard Georges Lamaire (Il prisma spezzato), ed. Galleria Schubert, 1988.
- Emilio Alberti "Ombre sideree e cosmici bagliori",
catalogo della mostra personale al Castello di Carpi (Modena), a cura di Vittorio Erlindo, testi di Luisa Somaini e Emilio Alberti, ed. Centro di Documentazione Arti Contemporanee, Carpi, 1989.
- Emilio Alberti
, catalogo della mostra personala alla Galleria del Popolo, Mirandola (Modena). a cura di Vittorio Erlindo, testi di Luisa Somaini e Emilio Alberti, ed. Assessorato alla Cultura Città della Mirandola, 1989.
- Emilio Alberti "Incoerente Eternità",
catalogo in occasione delle mostre personali alla Galleria Schubert, Milano e alla Galleria Il Salotto, Como, testi di Pierre Restany e Emilio Alberti, ed. New Press, Como,1991.
- Emilio Alberti "Tempo reale",
catalogo in occasione della mostra personale nella ex Chiesa di S.Pietro in Atrio, Como, 1993, a cura dell'Assessorato alla Cultura, testi di Alberto Longatti, Giorgio Seveso e AA.VV. ed. Nodo, Como, 1993.
- AA.VV. Storia di Como, ed. Nodolibri, Como, 1994.
- Elena di Raddo, "Materia e materiali". Scultori, sculture, luoghi nella provincia di Como, ed. Meta, Firenze, 1998.
- AA.VV. Arte contemporanea italiana. Pittori e scultori 1946-1998, ed. De Agostini, Novara, 1998.
- Giuseppe Guin (a cura di), AA.VV. "Artisti Poeti Ristoratori". 150 comaschi, ed. La Provincia,Como, 2003.
Una rassegna di opere dell’artista e ulteriori informazioni sul sito : www.emilioalberti.it
22
giugno 2008
Emilio Alberti – D’acqua e terra
Dal 22 giugno al 13 luglio 2008
arte contemporanea
Location
CENTRO CULTURALE IL CUBO
San Fedele Intelvi, Via Mons. Ulderico Belli, 1, (Como)
San Fedele Intelvi, Via Mons. Ulderico Belli, 1, (Como)
Orario di apertura
sabato e domenica 16,00 - 19,30
Vernissage
22 Giugno 2008, ore 18
Sito web
www.emilioalberti.it
Autore
Curatore


