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Ennio Finzi – Spazialismo
Gli spazi, la luce, il colore, la musicalità di Ennio Finzi introdotti dal critico Toni Toniato. Il centro Ferrarin unisce l’arte moderna con la tecnologia audio video e le novità editoriali, inventando un modo nuovo di vivere e conoscere l’arte, accessibile a tutti in uno spazio dove arte e tecnologia s’incontrano
Comunicato stampa
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Gli spazi, la luce, il colore, la musicalità di Finzi in mostra da sabato 13 maggio alla Libreria Ferrarin Mondadori di Legnago in provincia di Verona.
Ad inaugurare la rassegna, denominata "Lo spazialismo di Ennio Finzi", sarà lo stesso artista, che verrà introdotto dal critico Toni Toniato. L'esposizione rimarrà aperta sino al 3 giugno ed è a ingresso libero nei normali orari di apertura della "Libreria Ferrarin Mondadori ".
La rassegna, che continua un'esperienza avviata anni fa dal centro Ferrarin che unisce l'arte moderna con il meglio della tecnologia audio video e delle novità editoriali, inventando un modo nuovo di vivere e conoscere l'arte, accessibile a tutti in uno spazio dove arte e tecnologia s'incontrano!
Gli appassionati potranno trovare nel percorso espositivo della libreria una selezione di opere scelte fra le migliori dell'artista Veneziano.
Ennio Finzi, classe 1931, dopo una temporanea frequenza dei corsi dell'Istituto d'Arte di Venezia viene attratto giovanissimo dallo sconvolgimento strutturale del cubismo, che gli permette di trascendere il dato reale della rappresentazione. Con la biennale del 1948 si apre a Venezia l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee e questo fatto gli offre la possibilità di dedicarsi allo studio dei maestri delle avanguardie storiche. L'incontro con Atanasio Soldati, genera uno stimolo che influenzerà le opere successive caratterizzate da accesi cromatismi e rigorosi equilibri formali. Nascono così le prime "invenzioni" il cui ritmo, il colore, la luce, il timbro, assumono il ruolo di elementi portanti e diverranno una costante basilare di tutta la sua ricerca.
Notevole influenza in quegli anni viene esercitata su Finzi da Virgilio Guidi per la forza ideologica del pensiero creativo e da Emilio Vedova per l'impeto del gesto che aggredisce la superficie. La scoperta della musica dodecafonica lo porta ad appropriarsi del principio della "dissonanza". Improvvisamente, in tal modo, la prassi di un colore sciolto da ogni relazione di tono e carico dell'esclusiva funzione di timbro, apre nuovi e vasti orizzonti, tanto che da quel momento e fino al termine degli anni '50 il suo lavoro risulterà una ossessiva ricerca sulla semantica del gesto, della luce, del timbro.
Il rapporto suono-colore, un colore che Finzi, più che "vedere", ama "ascoltare" nelle sue risonanze più intime, gli permette di esprimersi secondo altre regole del tutto aleatorie in svincolata autonomia.
Sul finire degli anni '50, segnati dalle sconvolgenti intuizioni di Lucio Fontana, che Finzi conosce a Milano in occasione di una sua mostra alla galleria Apollinare, la turbolenza gestuale e l'urgenza espressiva si placano e subentra una dimensione più riflessiva nella direzione di un superamento della pittura stessa, con l'avvicinamento alle teorie gestaltiche sulla fenomenologia della percezione.
I principi della optical art informano le sue ricerche sulla suggestione ottica fino al 1978. Nel 1980 la pittura riconquista lo spazio dominante con un successivo alternarsi, di colore e non colore, di luce ed oscuritê che si contendono la superficie dell'opera. Il nero viene posto come la luce del buio, del vuoto, del silenzio e lo costringe a sondare le risonanze piØ segrete dell'inesistente sull'invisibilità della pittura stessa.
13
maggio 2006
Ennio Finzi – Spazialismo
Dal 13 maggio al 03 giugno 2006
arte contemporanea
Location
FERRARINARTE
Legnago, Via De Massari, 10, (Verona)
Legnago, Via De Massari, 10, (Verona)
Vernissage
13 Maggio 2006, ore 18
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