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Eugenio Gumirato
Il denominatore comune della sua opera è l’evidenziazione delle architetture nascoste nelle tessiture della materia pittorica
Comunicato stampa
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Eugenio Gumirato, anche se attratto dal genio estremo di Duchamp, si è sempre in parte riconosciuto in quel tipo di pittura che parte da Ernst e le sue intricate ossessioni e sfocia poi nel Post-Surrealismo, con rarefazioni di Baziotes, rappresentando ciò che è manifestazione dell’immaginario di quello che allora era definito inconscio. L’autore vive il proprio io come sintomo (Lacan).
Egli scopre la pittura quando conosce il movimento Surrealista e l’antesignano fiammingo Bosh. Studia molti degli artisti racchiusi nella grande sfera dell’Espressionismo Astratto e pur essendo architetto resta legato alla tela come “luogo della rappresentazione”.
Trova nelle sue manipolazioni della materia, emergenti come architetture criptiche, rappresentazioni archetipe e divine: la Regina di Saba, che emerge come sagoma indefinita dalle rocce del deserto, le divinità lunari, e l’albero che sente come simbolo da sempre appartenente all’umanità. Alterna a queste forme che appartengono alla contemporaneità profili di volti, racchiusi da segni, che se non decontestualizzati potrebbero essere inquietanti, arrivando perfino a rappresentare nelle vesti di “povero caporale” uno dei peggiori incubi della storia.
Il denominatore comune della sua opera è l’evidenziazione delle architetture nascoste nelle tessiture della materia pittorica.
Egli scopre la pittura quando conosce il movimento Surrealista e l’antesignano fiammingo Bosh. Studia molti degli artisti racchiusi nella grande sfera dell’Espressionismo Astratto e pur essendo architetto resta legato alla tela come “luogo della rappresentazione”.
Trova nelle sue manipolazioni della materia, emergenti come architetture criptiche, rappresentazioni archetipe e divine: la Regina di Saba, che emerge come sagoma indefinita dalle rocce del deserto, le divinità lunari, e l’albero che sente come simbolo da sempre appartenente all’umanità. Alterna a queste forme che appartengono alla contemporaneità profili di volti, racchiusi da segni, che se non decontestualizzati potrebbero essere inquietanti, arrivando perfino a rappresentare nelle vesti di “povero caporale” uno dei peggiori incubi della storia.
Il denominatore comune della sua opera è l’evidenziazione delle architetture nascoste nelle tessiture della materia pittorica.
16
giugno 2006
Eugenio Gumirato
Dal 16 giugno al 16 settembre 2006
arte contemporanea
Location
SPAZIO LAZZARI
Treviso, Via Paris Bordone, 14, (Treviso)
Treviso, Via Paris Bordone, 14, (Treviso)
Orario di apertura
Lunedì 15:30 – 19:30
Martedì_Sabato 11:00 – 19:30
Vernissage
16 Giugno 2006, ore 18
Autore

