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Eva Frapiccini – Muri di piombo
Questo progetto parla delle morti avvenute dalla metà degli anni 70 fino all’inizio degli anni 80, legate al terrorismo di sinistra (Brigate Rosse, Gruppi Armati Proletari, Prima Linea…) nelle città di Torino, Roma, Milano, Genova
Comunicato stampa
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Questo progetto parla delle morti avvenute dalla metà degli anni 70 fino all’inizio degli anni 80, legate al terrorismo di sinistra (Brigate Rosse, Gruppi Armati Proletari, Prima Linea...) nelle città di Torino,Roma, Milano, Genova. All’epoca io non ero ancora nata e persino i miei genitori, che vivevano in provincia, l’hanno vissuta solo di riflesso. Le fotografie sono state realizzate nell’ora, cercando la stessa condizione di luce, e nei luoghi dove sono morte sia le vittime del terrorismo, che i suoi componenti morti in azione. Non ho differenziato i morti perché il mio lavoro si concentra sulla ricerca di una memoria del luogo, dell’eco di un atto così drammatico, più che sulle persone coinvolte. Ho cercato delle tracce anche in chi vive nel quartiere, nella via dove sono avvenuti questi fatti, più di 20 anni fa, ma trovando solo reticenza, ho lasciato che i muri parlassero per sé stessi.
All'inizio mi interessava soprattutto la relazione tra i luoghi e il passaggio storico, il loro cambiamento attraverso le vite. Credo che il nostro passaggio, i nostri sentimenti più intensi, felicità, paura, disperazione, speranza, lascino un' eco nei luoghi, tanto più una morte violenta. Tuttavia, mentre mi documentavo dai giornali, dai libri, le vicende umane hanno preso il sopravvento, hanno segnato il mio lavoro ancora di più. Non potevo restare indifferente.
Ho l'impressione che la conoscenza di questa vicenda sia stata "murata", nascosta. Quindi, essa rimane un mistero per la mia generazione che non solo non l'ha vissuta, ma nemmeno studiata, né sentita raccontare. Mi hanno stupito degli elementi che segnano la differenza tra il presente ed il passato. Molte vittime sono state uccise davanti alla gente, per strada, alle 8 del mattino. Alcuni brigatisti morti in azione avevano 19, 20 anni. Io che ne ho 27, non riesco a capire come potessero decidere da un giorno all'altro di rischiare di morire, o chiudere coi loro cari, come avveniva con l'entrata in clandestinità. Così giovani, senza uno stato di emergenza, come un'occupazione militare, e in qualche caso arrivare ad uccidere... E' difficile, se non impossibile, per qualsiasi persona della mia generazione e cultura, capire le motivazioni che i militanti dei gruppi armati anteponevano alle loro vite private.
Eva Frapiccini
Eva Frapiccini ha 27 anni, è nata a Recanati (Mc).Ha frequentato il Dams e l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2000 ha usufruito della borsa Erasmus per l’Università di Barcellona, dove ha frequentato anche i corsi di fotografia dell’Accademia di Belle Arti e dove ha esposto i suoi primi lavori. Nel 2001 raccoglie una serie di interviste sugli scontri al G8 di Genova nel mediometraggio Onde lunghe, che viene proiettato nel 2004 alla Mediateca di Stato per la Conferenza Internazionale dello Iowa sulla memoria orale. Dopo la laurea al Dams ha frequentato il corso di Fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino, grazie alla borsa di studio per merito. Come fotografa di scena, ha ritratto vari protagonisti del teatro italiano, tra cui Ascanio Celestini e Davide Enia. Nel 2004 ha assistito il fotografo Sandro Santioli (Grazia Neri), per il Toscana Photographic Workshop e tuttora collabora con la fotografa Laura Rizzi. Scrive per alcuni mensili di fotografia occupandosi di giovani autori. Da gennaio 2006 sta seguendo uno stage di tre mesi all' Agence France Presse di Strasburgo come fotografa. A febbraio 2005 è stata premiata per il Miglior Portfolio digitale al Premio Canon 2004, con uno studio di autoritratto allo specchio dal titolo "Alice racconta lo specchio". A settembre 2005 ha pubblicato il progetto "Muri di Piombo" grazie al Premio Crediamo ai tuoi occhi del Centro della Fotografia d'autore di Bibbiena (Ar). Per lo stesso lavoro, ha ricevuto il premio Marco Pesaresi al Festival Portfolio in Piazza di Savignano. A dicembre 2005 le è stato assegnato il Premio Passaporto con un artist residence a Londra dalla commissione scientifica del Progetto UniCredit & l'Arte del Gruppo UniCredit, tra i sette giovani selezionati per la mostra Nuovi arrivi 2005.
All'inizio mi interessava soprattutto la relazione tra i luoghi e il passaggio storico, il loro cambiamento attraverso le vite. Credo che il nostro passaggio, i nostri sentimenti più intensi, felicità, paura, disperazione, speranza, lascino un' eco nei luoghi, tanto più una morte violenta. Tuttavia, mentre mi documentavo dai giornali, dai libri, le vicende umane hanno preso il sopravvento, hanno segnato il mio lavoro ancora di più. Non potevo restare indifferente.
Ho l'impressione che la conoscenza di questa vicenda sia stata "murata", nascosta. Quindi, essa rimane un mistero per la mia generazione che non solo non l'ha vissuta, ma nemmeno studiata, né sentita raccontare. Mi hanno stupito degli elementi che segnano la differenza tra il presente ed il passato. Molte vittime sono state uccise davanti alla gente, per strada, alle 8 del mattino. Alcuni brigatisti morti in azione avevano 19, 20 anni. Io che ne ho 27, non riesco a capire come potessero decidere da un giorno all'altro di rischiare di morire, o chiudere coi loro cari, come avveniva con l'entrata in clandestinità. Così giovani, senza uno stato di emergenza, come un'occupazione militare, e in qualche caso arrivare ad uccidere... E' difficile, se non impossibile, per qualsiasi persona della mia generazione e cultura, capire le motivazioni che i militanti dei gruppi armati anteponevano alle loro vite private.
Eva Frapiccini
Eva Frapiccini ha 27 anni, è nata a Recanati (Mc).Ha frequentato il Dams e l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2000 ha usufruito della borsa Erasmus per l’Università di Barcellona, dove ha frequentato anche i corsi di fotografia dell’Accademia di Belle Arti e dove ha esposto i suoi primi lavori. Nel 2001 raccoglie una serie di interviste sugli scontri al G8 di Genova nel mediometraggio Onde lunghe, che viene proiettato nel 2004 alla Mediateca di Stato per la Conferenza Internazionale dello Iowa sulla memoria orale. Dopo la laurea al Dams ha frequentato il corso di Fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino, grazie alla borsa di studio per merito. Come fotografa di scena, ha ritratto vari protagonisti del teatro italiano, tra cui Ascanio Celestini e Davide Enia. Nel 2004 ha assistito il fotografo Sandro Santioli (Grazia Neri), per il Toscana Photographic Workshop e tuttora collabora con la fotografa Laura Rizzi. Scrive per alcuni mensili di fotografia occupandosi di giovani autori. Da gennaio 2006 sta seguendo uno stage di tre mesi all' Agence France Presse di Strasburgo come fotografa. A febbraio 2005 è stata premiata per il Miglior Portfolio digitale al Premio Canon 2004, con uno studio di autoritratto allo specchio dal titolo "Alice racconta lo specchio". A settembre 2005 ha pubblicato il progetto "Muri di Piombo" grazie al Premio Crediamo ai tuoi occhi del Centro della Fotografia d'autore di Bibbiena (Ar). Per lo stesso lavoro, ha ricevuto il premio Marco Pesaresi al Festival Portfolio in Piazza di Savignano. A dicembre 2005 le è stato assegnato il Premio Passaporto con un artist residence a Londra dalla commissione scientifica del Progetto UniCredit & l'Arte del Gruppo UniCredit, tra i sette giovani selezionati per la mostra Nuovi arrivi 2005.
06
aprile 2006
Eva Frapiccini – Muri di piombo
Dal 06 al 30 aprile 2006
fotografia
Location
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Biglietti
Mostre + Museo:Intero: € 5,50 -Ridotto: € 4.00
Orario di apertura
martedì – domenica 10.00 – 20.00 (la biglietteria chiude un'ora prima).Chiuso il lunedì
Vernissage
6 Aprile 2006, ore 18
Autore

