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Fabrizio Sacchetti – Xenia
Fabrizio Sacchetti ci offre un’opera palpabile e tangibile, simbolica ed evocatrice di un immaginario al tempo stesso collettivo e poetico quindi aperto alle interpretazioni piú personali, ma anche dinamica e strutturata.
Comunicato stampa
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PRO-VOCAZIONI BAROCCHE
di Pierre Hidalgo
Mentre nel concepire le feste barocche (di cui le incisioni dell'epoca ci hanno tramandato una testimonianza prettamente documentaria) con il loro apparato d'architetture effimere, giochi pirotecnici, cortei scintillanti, gli artisti-artigiani intendevano suscitare la meraviglia, oggi, le installazioni/azioni di Fabrizio Sacchetti stupiscono lo spettatore che diventa, senza aspettarselo, attore coinvolto fisicamente ed intellettualmente. Nel processo creativo, questi momenti elaborati con cura e orchestrati dall'artista assumono un'importanza primordiale: la partecipazione dello spettatore/attore diventa parte integrante dell'opera e la sua presenza, il punto di partenza di un'altra creazione.
La "vita" delle istallazioni, dove gli oggetti dalla natura precaria si trasformano durante il tempo della mostra, non si racconta, si percepisce sul posto. Questi insiemi hanno solo un'apparenza transitoria poiché gli elementi con cui sono costruiti diventeranno individualmente delle opere d'arte e così continueranno in seguito una vita propria, indipendente. Non si tratta più, come all'epoca dei fasti barocchi, di fissare soltanto il ricordo dell'avvenimento: quest’ultimo sarà una fonte d'ispirazione, il materiale che servirà ad altre opere. Opere che a loro volta saranno probabilmente introdotte - come gia avvenne - nella composizione d'altri progetti. Allo stesso modo, un oggetto, una scena, al di fuori d'ogni installazione/azione saranno percepiti d'emblée in quanto opere che magari entreranno nella composizione di altre produzioni. Tutti questi elementi sono spigolati alla stregua dell'essere umano che raccoglie, lungo tutta la sua vita, le esperienze che a loro volta servono alla costruzione della sua esistenza e della sua identità. L'artista ha creato così lungo tutta la sua attività, una rete coerente e complessa d'immagini.
Nel frattempo, queste ultime, raccolte con cura sul cammino della vita, offrono una materia palpabile, pittorica e talvolta sontuosa. Sono fissate e si presentano ai nostri occhi come opere d'arte a pieno titolo. Mostrano la stabilità di una composizione solida. Dietro l'elaborazione di queste immagini riconosciamo l'esperienza delle arti visive, ma le novità sono numerose, nella scelta di certi argomenti, nell'accostamento di determinati oggetti, nelle tecniche utilizzate... In alcune composizioni dall'aspetto strutturato e ben piantato l'artista introduce un elemento contraddittorio che riesce a legare in una simbiosi perfetta: il movimento.
Non è solo ad una storia personale che le opere di Fabrizio Sacchetti si riferiscono, si rivolgono all'esperienza e al bagaglio della nostra cultura dove i simboli formano una rete densa di legami evocatori. Ancora qui il lavoro dell'artista evoca lo spirito barocco: anche se un elemento introdotto in una composizione si può apprezzare per il suo aspetto schiettamente estetico, quest'elemento rimanda ad una sensazione, un sentimento, un'idea.
Diversi sono i livelli di lettura. Oltre il senso estetico ovvio, si passerà dal simbolismo spirituale alla referenza storica, dalla coscienza dell'attualità alla nota sensibile che tocca una corda personale. Il dolore e la tristezza potranno fiancheggiare l’ironia e l'umorismo. Perfino il trompe-l'oeil può essere sviato dal proprio intento e diventare l'evocazione di se stesso con mezzi reali.
Ci si potrà leggere il tempo che passa sui nostri corpi e il nostro quadro di vita. La nozione del tempo, la concentrazione dell'azione in momenti essenziali e il corpo umano assumono un'importanza particolare. L'immagine che l'artista fissa della fisicità testimonia del tempo, del movimento, dell'aspetto scultoreo e sensuale di quest'elemento fondamentale.
Fabrizio Sacchetti ci offre un'opera palpabile e tangibile, simbolica ed evocatrice di un immaginario al tempo stesso collettivo e poetico quindi aperto alle interpretazioni piú personali, ma anche dinamica e strutturata.
di Pierre Hidalgo
Mentre nel concepire le feste barocche (di cui le incisioni dell'epoca ci hanno tramandato una testimonianza prettamente documentaria) con il loro apparato d'architetture effimere, giochi pirotecnici, cortei scintillanti, gli artisti-artigiani intendevano suscitare la meraviglia, oggi, le installazioni/azioni di Fabrizio Sacchetti stupiscono lo spettatore che diventa, senza aspettarselo, attore coinvolto fisicamente ed intellettualmente. Nel processo creativo, questi momenti elaborati con cura e orchestrati dall'artista assumono un'importanza primordiale: la partecipazione dello spettatore/attore diventa parte integrante dell'opera e la sua presenza, il punto di partenza di un'altra creazione.
La "vita" delle istallazioni, dove gli oggetti dalla natura precaria si trasformano durante il tempo della mostra, non si racconta, si percepisce sul posto. Questi insiemi hanno solo un'apparenza transitoria poiché gli elementi con cui sono costruiti diventeranno individualmente delle opere d'arte e così continueranno in seguito una vita propria, indipendente. Non si tratta più, come all'epoca dei fasti barocchi, di fissare soltanto il ricordo dell'avvenimento: quest’ultimo sarà una fonte d'ispirazione, il materiale che servirà ad altre opere. Opere che a loro volta saranno probabilmente introdotte - come gia avvenne - nella composizione d'altri progetti. Allo stesso modo, un oggetto, una scena, al di fuori d'ogni installazione/azione saranno percepiti d'emblée in quanto opere che magari entreranno nella composizione di altre produzioni. Tutti questi elementi sono spigolati alla stregua dell'essere umano che raccoglie, lungo tutta la sua vita, le esperienze che a loro volta servono alla costruzione della sua esistenza e della sua identità. L'artista ha creato così lungo tutta la sua attività, una rete coerente e complessa d'immagini.
Nel frattempo, queste ultime, raccolte con cura sul cammino della vita, offrono una materia palpabile, pittorica e talvolta sontuosa. Sono fissate e si presentano ai nostri occhi come opere d'arte a pieno titolo. Mostrano la stabilità di una composizione solida. Dietro l'elaborazione di queste immagini riconosciamo l'esperienza delle arti visive, ma le novità sono numerose, nella scelta di certi argomenti, nell'accostamento di determinati oggetti, nelle tecniche utilizzate... In alcune composizioni dall'aspetto strutturato e ben piantato l'artista introduce un elemento contraddittorio che riesce a legare in una simbiosi perfetta: il movimento.
Non è solo ad una storia personale che le opere di Fabrizio Sacchetti si riferiscono, si rivolgono all'esperienza e al bagaglio della nostra cultura dove i simboli formano una rete densa di legami evocatori. Ancora qui il lavoro dell'artista evoca lo spirito barocco: anche se un elemento introdotto in una composizione si può apprezzare per il suo aspetto schiettamente estetico, quest'elemento rimanda ad una sensazione, un sentimento, un'idea.
Diversi sono i livelli di lettura. Oltre il senso estetico ovvio, si passerà dal simbolismo spirituale alla referenza storica, dalla coscienza dell'attualità alla nota sensibile che tocca una corda personale. Il dolore e la tristezza potranno fiancheggiare l’ironia e l'umorismo. Perfino il trompe-l'oeil può essere sviato dal proprio intento e diventare l'evocazione di se stesso con mezzi reali.
Ci si potrà leggere il tempo che passa sui nostri corpi e il nostro quadro di vita. La nozione del tempo, la concentrazione dell'azione in momenti essenziali e il corpo umano assumono un'importanza particolare. L'immagine che l'artista fissa della fisicità testimonia del tempo, del movimento, dell'aspetto scultoreo e sensuale di quest'elemento fondamentale.
Fabrizio Sacchetti ci offre un'opera palpabile e tangibile, simbolica ed evocatrice di un immaginario al tempo stesso collettivo e poetico quindi aperto alle interpretazioni piú personali, ma anche dinamica e strutturata.
18
dicembre 2004
Fabrizio Sacchetti – Xenia
18 dicembre 2004
serata - evento
Location
RICUPITO
Pescara, Via Roma, 17, (Pescara)
Pescara, Via Roma, 17, (Pescara)
Vernissage
18 Dicembre 2004, ore 17.30


