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Federica Branca – Metalmorfosi
Esposizione delle opere scultoree di ultima produzione dell’artista Federica Branca
Comunicato stampa
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Segni particolari: vulcanica. Federica Branca vive il design come quell'intuizione che sfida a carte scoperte la ricerca plastica, prodromo di una scultura tornata ad essere considerata - senza disprezzo - “prodotto”, ma anche elemento dinamico appartenente alla vita di tutti i giorni. In continuo movimento come una Metalmorfosi, progetto dove design e scultura - per la Branca due evidenti facce della stessa medaglia - si riprendono equamente, idealmente e fattivamente quell'affezione verso un'artigianalità già persa col passaggio in massa verso la produzione di serie. Chiaro, la proprietà intellettuale dell'opera resta fortemente dominante, ma non da meno si rivela fondamentale l'ottenimento per l'opera stessa di una fisicità irripetibile, un'unicità di prodotto creata e definita nei termini dall'artista in persona.
Estetica minimal, reinterpretazione contemporanea di alcune soluzione divise tra l'effimera artisticità e pratica fruibilità di Carl Andre, o più recentemente di Anish Kapoor. Ma le similitudini possono concludersi qui. Se gli anni passati - nei musei in modo particolare - ci hanno insegnato a non rompere/interrompere la predeterminata selezione formale voluta dall'artista, la “scultura allargata” branchiana presenta altre priorità, più impellenti del semplice farsi guardare. È il momento in cui la formazione di architetto-designer forza le esigenze dell'artista, e l'atto plastico è convertito in atto pratico - piuttosto che concettuale - sempre verificabile in relazione alle proprie capacità di adattamento ambientale. È quanto concerne la Metalmorfosi, infinita ricomposizione di un pezzo che nasce preventivamente in fieri e si sviluppa seguendo contingenze perpetue; modificandosi nel tempo, caricandosi dell'energia torsionale di mani estranee a quelle della Branca, secondo una modularità estrinseca praticamente infinita. Rincorrendo un'individualità che non ruota più passiva attorno al pezzo, ma lo coinvolge attivamente, rivedendolo ogni volta nelle sue preordinate potenzialità.
Estetica minimal, reinterpretazione contemporanea di alcune soluzione divise tra l'effimera artisticità e pratica fruibilità di Carl Andre, o più recentemente di Anish Kapoor. Ma le similitudini possono concludersi qui. Se gli anni passati - nei musei in modo particolare - ci hanno insegnato a non rompere/interrompere la predeterminata selezione formale voluta dall'artista, la “scultura allargata” branchiana presenta altre priorità, più impellenti del semplice farsi guardare. È il momento in cui la formazione di architetto-designer forza le esigenze dell'artista, e l'atto plastico è convertito in atto pratico - piuttosto che concettuale - sempre verificabile in relazione alle proprie capacità di adattamento ambientale. È quanto concerne la Metalmorfosi, infinita ricomposizione di un pezzo che nasce preventivamente in fieri e si sviluppa seguendo contingenze perpetue; modificandosi nel tempo, caricandosi dell'energia torsionale di mani estranee a quelle della Branca, secondo una modularità estrinseca praticamente infinita. Rincorrendo un'individualità che non ruota più passiva attorno al pezzo, ma lo coinvolge attivamente, rivedendolo ogni volta nelle sue preordinate potenzialità.
28
maggio 2016
Federica Branca – Metalmorfosi
Dal 28 maggio all'undici giugno 2016
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a sabato 15 - 19
Vernissage
28 Maggio 2016, ore 17.00
Autore
Curatore
