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Felix Kiessling – Etere
Mostro il cielo. Il cielo come processo, il cielo materializzato e il cielo così come viene percepito ovunque simultaneamente e attraverso i nostri occhi, attraverso la diffusione di Rayleigh e la costellazione solare.
Comunicato stampa
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ETERE di Felix Kiessling è un viaggio nel tempo e nella materia, un tempo inteso come campionamento e interpretazione, e una materia che si manifesta nella dimensione della carica e dell’energia dell’atomo, nelle onde elettromagnetiche della luce e nella dimensione soggettiva e collettiva dell’esperienza temporale. Il percorso espositivo si muove all’interno di una realtà fluida, non oggettiva, che si offre al sistema cognitivo attraverso il fenomeno, dove percezione, spazio e tempo emergono come costruzioni condivise e in continua trasformazione.
La mostra propone esperienze corporee e sensoriali che traducono l’energia e la luce in forme percepibili. La luce stroboscopica attraversa il corpo dello spettatore, coinvolgendolo direttamente e richiamando la dinamica delle high-energy particles. In questo contesto si colloca The Ionogram Butterfly, un punto di luce concentrato e brillante, installato all’altezza degli occhi, che rende visibili in tempo reale i risultati della ricerca Ionosond di SAASST, dialogando con l’ionosfera e ascoltandone i segnali, dove particelle ad alta energia originate da esplosioni sulla superficie solare interagiscono con l’atmosfera terrestre. L’opera, installazione permanente al Planetario di Sharjah / SAASST negli Emirati Arabi Uniti, introduce l’esperienza immersiva della mostra, stabilendo un legame diretto tra il corpo, la luce e l’energia planetaria.
La vibrazione diventa materia solida nei blocchi di alluminio che condensano una sostanza impalpabile in forme pittoriche, trasformando l’energia in oggetti tangibili. Come sottolinea Kiessling: «L’intera mostra non riguarda una visione gerarchica singola, ma collettiva». Questo principio è evidente nella genesi cromatica degli Himmelblock, determinata dalla mescolanza di campionamenti effettuati in luoghi differenti alla stessa ora: Zenit Leicht Grau, il punto di massima intensità luminosa; Before Petrol e Before Ultramarin, il momento di minima luce; e Zenit Atacama, basato sull’occhio interiore dell’artista e sulla memoria di un cielo particolarmente intenso osservato nel deserto Atacama.
L’esplorazione dell’etere si completa con Zenit, che indaga la percezione fenomenica del cielo e dello spazio planetario attraverso il principio della diffusione di Rayleigh. La luce blu, con lunghezza d’onda più corta, viene diffusa più intensamente dalle molecole dell’aria, mentre le frequenze più lunghe emergono nei colori rossi di albe e tramonti. Zenit accelera il tempo e la diffusione di Rayleigh muovendosi a spirale intorno alla Terra, raccogliendo oltre 20.000 fotogrammi della luce del cielo. Attraverso il toccare — fisico e cognitivo — l’opera suggerisce come diamo senso alla realtà e come costruiamo un’interpretazione soggettiva del tempo. Il cielo non è più un corpo celeste distante, ma una presenza luminosa che attraversa lo spazio espositivo, un’emanazione che rimanda all’idea di etere come materia sottile e pura esperienza della luce.
Insieme, le esperienze della mostra trasformano la galleria in un campo percettivo unitario, dove la distinzione tra osservatore, opera e ambiente si dissolve. La luce non è solo un elemento estetico, ma un fenomeno capace di modificare la percezione del tempo, dello spazio, del corpo e dell’ambiente circostante.
Diverse tradizioni, dalla fenomenologia di Merleau-Ponty al movimento Light and Space di Irwin, dagli Skyspace di Turrell a The Weather Project di Eliasson, fino alle teorie enattive di Noë e Varela, hanno descritto la percezione come un campo condiviso. Con la sua pratica, Kiessling si inserisce in questo percorso, introducendo la tecnologia come componente sempre più attiva dell’esperienza e utilizzando concetti scientifici per riflettere sul rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale.
“Abtastung” evolve la serie dei dischi luminosi Coloured Suns, nata dall’opera Anti-Sonne, e si inserisce in una ricerca che attraversa lo spazio (Earth Piercing), il tempo (Zeitzeichnung – Time
Drawing) e fenomeni naturali tangibili, come i fulmini (Schmetterling), o intangibili, come le frequenze di Schumann (Sound of Earth), resi percepibili grazie a tecnologie satellitari in tempo reale. La particolarità di Abtastung risiede nel non utilizzare dati in tempo reale, ma nel basarsi su campionamenti già realizzati.
Parallelamente, Kiessling dialoga con lo spazio della galleria, inteso non solo come supporto architettonico, ma come soggetto attivo, portatore di tracce storiche e significati stratificati.
L’immanenza della percezione e dell’evento dello “spazio planetario” si confronta con l’illusionismo degli antichi soffitti affrescati e con la mostra realizzata da Alberto Garutti alla galleria La Nuova Pesa trent’anni fa, nel 1996, dal titolo Paesaggio domestico. In questa occasione è nuovamente esposta l’opera Specchio forato, grande superficie specchiante con fori che delineano il profilo di oggetti d’arredo riflessi nella stanza del soggiorno dell’artista. L’installazione, composta da due specchi che si fronteggiavano all’infinito, instaura un parallelo virtuale con l’opera di Kiessling “The Ionogram Butterfly” esposta nello stesso spazio.
Accanto a queste stratificazioni storiche e percettive, la mostra introduce un immaginario radicato nella dimensione simbolica del blu, inteso come soglia e promessa di spazio e possibilità. È all’interno di questa simbologia del blu che Abtastung accoglie tutti gli altri colori dello spettro, non come elementi separati, ma come stati e densità che emergono da un unico campo percettivo. In Abtastung, il campo condiviso è composto dagli stessi elementi che formano il cielo evocato dall’opera — aria, acqua, fuoco, terra ed etere, inteso come medium che li contiene e li rende percepibili come esperienza luminosa.
Mostra realizzata con la collaborazione di Galleria Mario Iannelli
La mostra propone esperienze corporee e sensoriali che traducono l’energia e la luce in forme percepibili. La luce stroboscopica attraversa il corpo dello spettatore, coinvolgendolo direttamente e richiamando la dinamica delle high-energy particles. In questo contesto si colloca The Ionogram Butterfly, un punto di luce concentrato e brillante, installato all’altezza degli occhi, che rende visibili in tempo reale i risultati della ricerca Ionosond di SAASST, dialogando con l’ionosfera e ascoltandone i segnali, dove particelle ad alta energia originate da esplosioni sulla superficie solare interagiscono con l’atmosfera terrestre. L’opera, installazione permanente al Planetario di Sharjah / SAASST negli Emirati Arabi Uniti, introduce l’esperienza immersiva della mostra, stabilendo un legame diretto tra il corpo, la luce e l’energia planetaria.
La vibrazione diventa materia solida nei blocchi di alluminio che condensano una sostanza impalpabile in forme pittoriche, trasformando l’energia in oggetti tangibili. Come sottolinea Kiessling: «L’intera mostra non riguarda una visione gerarchica singola, ma collettiva». Questo principio è evidente nella genesi cromatica degli Himmelblock, determinata dalla mescolanza di campionamenti effettuati in luoghi differenti alla stessa ora: Zenit Leicht Grau, il punto di massima intensità luminosa; Before Petrol e Before Ultramarin, il momento di minima luce; e Zenit Atacama, basato sull’occhio interiore dell’artista e sulla memoria di un cielo particolarmente intenso osservato nel deserto Atacama.
L’esplorazione dell’etere si completa con Zenit, che indaga la percezione fenomenica del cielo e dello spazio planetario attraverso il principio della diffusione di Rayleigh. La luce blu, con lunghezza d’onda più corta, viene diffusa più intensamente dalle molecole dell’aria, mentre le frequenze più lunghe emergono nei colori rossi di albe e tramonti. Zenit accelera il tempo e la diffusione di Rayleigh muovendosi a spirale intorno alla Terra, raccogliendo oltre 20.000 fotogrammi della luce del cielo. Attraverso il toccare — fisico e cognitivo — l’opera suggerisce come diamo senso alla realtà e come costruiamo un’interpretazione soggettiva del tempo. Il cielo non è più un corpo celeste distante, ma una presenza luminosa che attraversa lo spazio espositivo, un’emanazione che rimanda all’idea di etere come materia sottile e pura esperienza della luce.
Insieme, le esperienze della mostra trasformano la galleria in un campo percettivo unitario, dove la distinzione tra osservatore, opera e ambiente si dissolve. La luce non è solo un elemento estetico, ma un fenomeno capace di modificare la percezione del tempo, dello spazio, del corpo e dell’ambiente circostante.
Diverse tradizioni, dalla fenomenologia di Merleau-Ponty al movimento Light and Space di Irwin, dagli Skyspace di Turrell a The Weather Project di Eliasson, fino alle teorie enattive di Noë e Varela, hanno descritto la percezione come un campo condiviso. Con la sua pratica, Kiessling si inserisce in questo percorso, introducendo la tecnologia come componente sempre più attiva dell’esperienza e utilizzando concetti scientifici per riflettere sul rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale.
“Abtastung” evolve la serie dei dischi luminosi Coloured Suns, nata dall’opera Anti-Sonne, e si inserisce in una ricerca che attraversa lo spazio (Earth Piercing), il tempo (Zeitzeichnung – Time
Drawing) e fenomeni naturali tangibili, come i fulmini (Schmetterling), o intangibili, come le frequenze di Schumann (Sound of Earth), resi percepibili grazie a tecnologie satellitari in tempo reale. La particolarità di Abtastung risiede nel non utilizzare dati in tempo reale, ma nel basarsi su campionamenti già realizzati.
Parallelamente, Kiessling dialoga con lo spazio della galleria, inteso non solo come supporto architettonico, ma come soggetto attivo, portatore di tracce storiche e significati stratificati.
L’immanenza della percezione e dell’evento dello “spazio planetario” si confronta con l’illusionismo degli antichi soffitti affrescati e con la mostra realizzata da Alberto Garutti alla galleria La Nuova Pesa trent’anni fa, nel 1996, dal titolo Paesaggio domestico. In questa occasione è nuovamente esposta l’opera Specchio forato, grande superficie specchiante con fori che delineano il profilo di oggetti d’arredo riflessi nella stanza del soggiorno dell’artista. L’installazione, composta da due specchi che si fronteggiavano all’infinito, instaura un parallelo virtuale con l’opera di Kiessling “The Ionogram Butterfly” esposta nello stesso spazio.
Accanto a queste stratificazioni storiche e percettive, la mostra introduce un immaginario radicato nella dimensione simbolica del blu, inteso come soglia e promessa di spazio e possibilità. È all’interno di questa simbologia del blu che Abtastung accoglie tutti gli altri colori dello spettro, non come elementi separati, ma come stati e densità che emergono da un unico campo percettivo. In Abtastung, il campo condiviso è composto dagli stessi elementi che formano il cielo evocato dall’opera — aria, acqua, fuoco, terra ed etere, inteso come medium che li contiene e li rende percepibili come esperienza luminosa.
Mostra realizzata con la collaborazione di Galleria Mario Iannelli
29
gennaio 2026
Felix Kiessling – Etere
Dal 29 gennaio al 20 marzo 2026
arte contemporanea
Location
LA NUOVA PESA CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Via Del Corso, 530, (Roma)
Roma, Via Del Corso, 530, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì ore 10-13:30 e 16-19:30
Vernissage
29 Gennaio 2026, 18:00
Autore
Curatore


