Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Fortunato Depero
In mostra una selezione di olii, acquerelli e disegni preparatori dell’eclettico artista, uno dei più importanti rappresentanti del Futurismo
Comunicato stampa
Segnala l'evento
“FORTUNATO DEPERO”: IN MOSTRA A MODENA IL SUO FUTURISMO
Da sabato 14 ottobre a sabato 11 novembre una selezione di olii, acquerelli, arazzi e disegni preparatori
dell’eclettico artista, uno dei più importanti rappresentanti del Futurismo, sono esposti al pubblico modenese per
la prima volta. Ventisei opere provenienti da importanti collezioni private in una mostra, a ingresso gratuito, a
cura di Marco Bertoli, presso lo studio di consulenza Art Consulting in via Carlo Farini 56 a Modena. A
realizzare il catalogo è lo storico dell’arte e consulente per il Futurismo alla Yale University Maurizio Scudiero,
uno dei massimi esperti di Depero
Acquerelli, collage, tarsie di stoffe colorate e olii, oltre a disegni preparatori e copertine di riviste:
uno scorcio che va dal 1917 al 1947 sulle opere dell’artista futurista, esposto nell’ambito della
mostra “Fortunato Depero”, trent’anni di produzione “eclettica e pirotecnica” come la definisce
lo storico dell’arte Maurizio Scudiero che ne ha curato il catalogo.
Da sabato 14 ottobre a sabato 11 novembre Modena ospita quindi una selezione di 26
opere del grande artista futurista Fortunato Depero (Fondo, 30 marzo 1892 - Rovereto, 29
novembre 1960) provenienti da prestigiose collezioni private, in una mostra a ingresso gratuito,
presso lo studio del curatore modenese Marco Bertoli in via Carlo Farini 56.
Un’occasione unica per ammirare, in una panoramica di trent’anni di attività, pezzi che vanno da
“Costruzione di gobbo” (1917, matita e acquerello su carta) a “Danza di coni” (1947 circa, matita
e inchiostro su carta), dalla serie di collage di carte colorate dedicata ai “Numeri” (del 1926 circa),
alle “Donne del tropico” (1945, olio su tavola).
Tutte opere selezionate da Bertoli - consulente per la casa d’aste Christie’s a New York e Londra
dal 2005 - che, per circa un mese, saranno eccezionalmente visibili al pubblico: dai primi “arazzi”
futuristi, in realtà mosaici di stoffe colorate (da non perdere il progetto esecutivo per arazzo
“Cavalcata fantastica” del 1920), ai numerosi studi per manifesti pubblicitari come quelli per la
Campari, per cui Depero nella sua carriera ha realizzato centinaia di proposte. Tra gli altri in
mostra “Anche il gatto beve il Campari” del 1927 e alcuni studi per il “Numero Uno Futurista
Campari” del 1930-31 (realizzati già a iniziare dall’anno precedente), perchè “L’Arte dell’avvenire
sarà potentemente pubblicitaria” scrive Depero nel suo “Manifesto dell’arte pubblicitaria”, sempre
del 1931, fino alle copertine di prestigiose riviste, realizzate nel periodo newyorkese come
“Vogue” del 1930, o subito dopo come “La Rivista” del 1930-31.
Sia sul versante della grafica pubblicitaria che in quello della realizzazione delle copertine Depero
rimane fedele a una continua rivisitazione iconografica: i personaggi delle sue opere sono
costituiti da forme piatte e stilizzate provenienti dal mondo del teatro. Per conferire dinamicità
alle composizioni ricorre quasi sempre all’espediente di un certo diagonalismo. Figura geometrica
utilizzata per eccellenza è il parallelepipedo: luci e colori sono giocati su forti contrasti, con una
predilezione nell'uso del bianco, del nero e del rosso, con un approccio aggressivo che ha
influenzato una buona parte della grafica pubblicitaria successiva. Così come non si può non
notare l’influenza che opere come “I gondolieri (o coleotteri veneziani)” del 1924-25, esposti in
mostra, hanno avuto sull’arte seriale di Andy Warhol.
“Depero anticipò di cinquant’anni la Pop art - spiega Maurizio Scudiero - Anche se la sua non
era una serialità industriale, bensì artigianale: ogni lavoro era unico pur nella molteplicità delle
sue realizzazioni”.
“Rispetto ai colleghi futuristi Depero si rifugia sempre nella concretezza - aggiunge Marco
Bertoli, curatore della mostra, da 30 anni esperto e mercante d’arte italiana e profondo
conoscitore della pittura e scultura dal XIX secolo alla prima meta del ‘900 - E dopo l’esperienza
newyorkese continua ad attenersi più agli ideali futuristi che non all’evoluzione del movimento,
come dimostra ad esempio “Natura morta accesa” del 1936, che abbiamo scelto come immagine
Modena • New York
via Carlo Farini, 56 - 41121 Modena (Italy)
t. +39 059 222 866 - M. +39 339 8129228 - P.IVA / VAT n. 03674930361
info@marcobertoli.com - www.marcobertoli.com
di mostra. L’intento di questa esposizione è quello di fornire una sintetica panoramica della
carriera di questo eclettico artista, per anni svalutato a causa dei pregiudizi che lo vincolavano al
secondo futurismo. Fortunatamente attualmente il valore della sua opera è stato compreso”.
Marco Bertoli
Esperto d’arte dal 1984, è specializzato in pittura e scultura italiana dell’Ottocento e del primo
Novecento, ma anche in arte contemporanea. Dal 2005 è consulente per la casa d’Aste Christie’s
di Londra e New York, città nella quale nel 2009 ha aperto uno studio. La sua esperienza
trentennale si riflette in una visione dell’arte che lo ha portato negli ultimi anni a organizzare
anche mostre dedicate ad artisti contemporanei. Perito per conto di banche, enti pubblici e
collezionisti privati, ha collaborato con l’Istituto Italiano di Cultura di New York dal 2014 al 2017 e
con Eataly a un progetto che prevedeva l’istallazione di sculture contemporanee nei loro punti
vendita in Italia.
Maurizio Scudiero
Studia estetica con Dino Formaggio e storia dell'arte moderna con Mario De Micheli, laureandosi
in architettura. Contribuisce negli anni ottanta alla rivalutazione dell'opera del pittore
futurista Fortunato Depero e ne è il principale studioso. Sul Futurismo e su temi correlati ha
curato più di duecento mostre in Italia e all'estero, e anche su altri specifici ambiti d’interesse
come la grafica d'avanguardia, la cartellonistica pubblicitaria, il comic americano e l'Aeropittura.
Ha scritto per anni sulle pagine culturali de “Il Giornale” e su “Arte” di Mondadori. Tra cataloghi di
mostre e libri monografici ha all'attivo oltre duecento pubblicazioni.
Da sabato 14 ottobre a sabato 11 novembre una selezione di olii, acquerelli, arazzi e disegni preparatori
dell’eclettico artista, uno dei più importanti rappresentanti del Futurismo, sono esposti al pubblico modenese per
la prima volta. Ventisei opere provenienti da importanti collezioni private in una mostra, a ingresso gratuito, a
cura di Marco Bertoli, presso lo studio di consulenza Art Consulting in via Carlo Farini 56 a Modena. A
realizzare il catalogo è lo storico dell’arte e consulente per il Futurismo alla Yale University Maurizio Scudiero,
uno dei massimi esperti di Depero
Acquerelli, collage, tarsie di stoffe colorate e olii, oltre a disegni preparatori e copertine di riviste:
uno scorcio che va dal 1917 al 1947 sulle opere dell’artista futurista, esposto nell’ambito della
mostra “Fortunato Depero”, trent’anni di produzione “eclettica e pirotecnica” come la definisce
lo storico dell’arte Maurizio Scudiero che ne ha curato il catalogo.
Da sabato 14 ottobre a sabato 11 novembre Modena ospita quindi una selezione di 26
opere del grande artista futurista Fortunato Depero (Fondo, 30 marzo 1892 - Rovereto, 29
novembre 1960) provenienti da prestigiose collezioni private, in una mostra a ingresso gratuito,
presso lo studio del curatore modenese Marco Bertoli in via Carlo Farini 56.
Un’occasione unica per ammirare, in una panoramica di trent’anni di attività, pezzi che vanno da
“Costruzione di gobbo” (1917, matita e acquerello su carta) a “Danza di coni” (1947 circa, matita
e inchiostro su carta), dalla serie di collage di carte colorate dedicata ai “Numeri” (del 1926 circa),
alle “Donne del tropico” (1945, olio su tavola).
Tutte opere selezionate da Bertoli - consulente per la casa d’aste Christie’s a New York e Londra
dal 2005 - che, per circa un mese, saranno eccezionalmente visibili al pubblico: dai primi “arazzi”
futuristi, in realtà mosaici di stoffe colorate (da non perdere il progetto esecutivo per arazzo
“Cavalcata fantastica” del 1920), ai numerosi studi per manifesti pubblicitari come quelli per la
Campari, per cui Depero nella sua carriera ha realizzato centinaia di proposte. Tra gli altri in
mostra “Anche il gatto beve il Campari” del 1927 e alcuni studi per il “Numero Uno Futurista
Campari” del 1930-31 (realizzati già a iniziare dall’anno precedente), perchè “L’Arte dell’avvenire
sarà potentemente pubblicitaria” scrive Depero nel suo “Manifesto dell’arte pubblicitaria”, sempre
del 1931, fino alle copertine di prestigiose riviste, realizzate nel periodo newyorkese come
“Vogue” del 1930, o subito dopo come “La Rivista” del 1930-31.
Sia sul versante della grafica pubblicitaria che in quello della realizzazione delle copertine Depero
rimane fedele a una continua rivisitazione iconografica: i personaggi delle sue opere sono
costituiti da forme piatte e stilizzate provenienti dal mondo del teatro. Per conferire dinamicità
alle composizioni ricorre quasi sempre all’espediente di un certo diagonalismo. Figura geometrica
utilizzata per eccellenza è il parallelepipedo: luci e colori sono giocati su forti contrasti, con una
predilezione nell'uso del bianco, del nero e del rosso, con un approccio aggressivo che ha
influenzato una buona parte della grafica pubblicitaria successiva. Così come non si può non
notare l’influenza che opere come “I gondolieri (o coleotteri veneziani)” del 1924-25, esposti in
mostra, hanno avuto sull’arte seriale di Andy Warhol.
“Depero anticipò di cinquant’anni la Pop art - spiega Maurizio Scudiero - Anche se la sua non
era una serialità industriale, bensì artigianale: ogni lavoro era unico pur nella molteplicità delle
sue realizzazioni”.
“Rispetto ai colleghi futuristi Depero si rifugia sempre nella concretezza - aggiunge Marco
Bertoli, curatore della mostra, da 30 anni esperto e mercante d’arte italiana e profondo
conoscitore della pittura e scultura dal XIX secolo alla prima meta del ‘900 - E dopo l’esperienza
newyorkese continua ad attenersi più agli ideali futuristi che non all’evoluzione del movimento,
come dimostra ad esempio “Natura morta accesa” del 1936, che abbiamo scelto come immagine
Modena • New York
via Carlo Farini, 56 - 41121 Modena (Italy)
t. +39 059 222 866 - M. +39 339 8129228 - P.IVA / VAT n. 03674930361
info@marcobertoli.com - www.marcobertoli.com
di mostra. L’intento di questa esposizione è quello di fornire una sintetica panoramica della
carriera di questo eclettico artista, per anni svalutato a causa dei pregiudizi che lo vincolavano al
secondo futurismo. Fortunatamente attualmente il valore della sua opera è stato compreso”.
Marco Bertoli
Esperto d’arte dal 1984, è specializzato in pittura e scultura italiana dell’Ottocento e del primo
Novecento, ma anche in arte contemporanea. Dal 2005 è consulente per la casa d’Aste Christie’s
di Londra e New York, città nella quale nel 2009 ha aperto uno studio. La sua esperienza
trentennale si riflette in una visione dell’arte che lo ha portato negli ultimi anni a organizzare
anche mostre dedicate ad artisti contemporanei. Perito per conto di banche, enti pubblici e
collezionisti privati, ha collaborato con l’Istituto Italiano di Cultura di New York dal 2014 al 2017 e
con Eataly a un progetto che prevedeva l’istallazione di sculture contemporanee nei loro punti
vendita in Italia.
Maurizio Scudiero
Studia estetica con Dino Formaggio e storia dell'arte moderna con Mario De Micheli, laureandosi
in architettura. Contribuisce negli anni ottanta alla rivalutazione dell'opera del pittore
futurista Fortunato Depero e ne è il principale studioso. Sul Futurismo e su temi correlati ha
curato più di duecento mostre in Italia e all'estero, e anche su altri specifici ambiti d’interesse
come la grafica d'avanguardia, la cartellonistica pubblicitaria, il comic americano e l'Aeropittura.
Ha scritto per anni sulle pagine culturali de “Il Giornale” e su “Arte” di Mondadori. Tra cataloghi di
mostre e libri monografici ha all'attivo oltre duecento pubblicazioni.
14
ottobre 2017
Fortunato Depero
Dal 14 ottobre all'undici novembre 2017
arte moderna
Location
STUDIO MARCO BERTOLI – ART CONSULTING
Modena, Via Luigi Carlo Farini, 56, (Modena)
Modena, Via Luigi Carlo Farini, 56, (Modena)
Orario di apertura
dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Autore


