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Francesco Balsamo – Il poeta, l’artista e l’entomologo
Balsamo pittore e poeta catanese espone nelle sale “del carbone” venti opere realizzate ad olio e tempera che hanno per soggetti ricorrenti stanze con mobili, interni borghesi di un tempo passato – a suggerire continuamente lo scorrere della vita ed il riferimento alla scrittura non è casuale perchè il nostro artista è prima di tutto un poeta raffinato che si rafforza nel contatto con la natura
Comunicato stampa
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Il poeta, l'artista e l'entomologo
di Laura Gavioli
Quando penso a Francesco Balsamo, al lavoro sulle sue tavole dalla complessa figurazione, non posso cancellare il ricordo che mi sorge spontaneo di Virginia Woolf, quella di Una stanza tutta per sé. Il riferimento alla scrittura non è casuale perchè il nostro artista è prima di tutto un poeta raffinato che si rafforza nel contatto con la natura, come la Woolf che si sedeva sulla sponda di un corso d'acqua a cercare le ragioni da portare alla conferenza sulla condizione sociale e la creatività delle donne...
La composizione Francesco dal libro Discorso dell'albero alle sue foglie, che è stato nel 2002 Premio Nazionale di Poesia "Sandro Penna", esprime perfettamente questo rapporto con la natura e con la stanza, con il fuori e con il dentro, dalla condizione fisica allo stato di grazia spirituale che trasforma il pensiero e le sensazioni nella creazione artistica: volevi un poco di verde/ e ti sei coperto di foglie/ tutte così cresciute/ a bocca aperta l'aria/ nessuno sbaglio capita/ è il verde risultato del tempo/ sentivi tramare/ c'erano contrazioni formicolii/ assalti di venti/ all'improvviso hai ritrovato/ la dolce fissità della pianta/ sospiri rabbrividisci/ accordi sillabe con fruscii delle mani/ non sarà poi così diversa la tua vita/ cerca un posto fra i mobili/ e ascolta
Non so se questa poesia sia autobiografica ma ritrae l'artista nel suo spazio con i suoi utensili bene ordinati. La stanza con i mobili, interni borghesi di un tempo passato a suggerire continuamente lo scorrere della vita, talvolta non priva di straordinari accadimenti, come sono descritti nella serie Quattro giorni in un interno del 2006: lo spazio silenzioso e ordinato sconvolto dall'irrompere di forze improvvise, capaci si attrarre il servizio da caffè, e presenze bestiali, grandi e sporche, che creano disordine e precarietà.
Fino a qualche tempo fa Balsamo ascoltava i suoi mobili (vedi l'opera Monologo, 2006), ma poi usciva nella natura per arricchirla delle sue fantasie còlte come nella splendida serie del Palombaro e delle Ofelie: queste ultime mostrano le scarpette allineate sulla riva dell'acqua e rimandano al famoso dipinto esposto alla Tate Gallery di Londra del preraffaellita John Everett Millais, Ophelia, 1852, dove il personaggio shakespeariano galleggia dolcemente sul corso d'acqua, stagnante ma tutto fiorito, come sopra un degno letto di morte.
Gli interni di Balsamo sono affascinanti, inquietanti, nella azzardata fusione tra una resa fortemente realistica delle stanze, sempre prive di una umana presenza, e la sfida-piacere irrefrenabile per un accadimento sovversivo. La serie Bestiario per interni, 2007, è una estrema fantasia (surreale) dove un magma di animali esotici, coriacei e viscidi, avvolge le nitide ossature di due poltroncine innocenti. Una composizione ordinata e rigorosa è alla base dell' Erbario per interni, 2007, quattro tavole per classificare ramoscelli con tracce scarse e rare di umanità (la tazzina del caffè).
Il gioco del teatro, tanto presente nella ricerca di Balsamo, trova una giusta misura fantastica nella Commediola per Angeli: la governante, l'angelo bambino, l'appassionato , tre tavole recenti di notevole forza e qualità, che ripropongono l'eterno dilemma del vero e della sua imitazione, del pensiero e della sua allegoria. Il manichino della governante, i costumi dell'appassionato sono pronti sulla scena per la piccola rappresentazione, ma l'angelo bambino cosa reciterà? Dall'estrema profondità dell'enigma, camuffato dentro le forme sintetiche di diversi animali, Balsamo ci porta oltre le invenzioni dei più raffinati amici di André Breton e bene al di là delle pacifiche pose delle creature di Savinio: questo angelo bambino cosa avrà da raccontare a noi che tanto abbiamo visto...? forse ci condurrà all'inizio della storia, alla bellezza dei primitivi, oppure nella favola bella emettendo un semplice vagito o belato, come la posa suggerisce.
Certo è che questa tavola dà la misura del rapido procedere del lavoro di ricerca di Balsamo nel tempo breve di due anni.
Adesso sono arrivate anche le farfalle e tutto ricomincia: la contaminazione degli spazi sontuosi con i saloni lustrati a cera, le specchiere, le tende... Le ali invadono gli ambienti, si posano ovunque, sembrano voler soffocare l'aria con una misteriosa invasione: sarà solo una messinscena un po' barocca oppure una schiusa straordinaria di insetti micidiali? Nel Recital I° e II°, 2007, l'artista crea la farfalla-sipario come un emblema misterioso della natura: vera la farfalla, ingrandita e posta in alto come un'idola di Pascal, nel contesto finto del teatro.
Il poeta è affascinato dall'entomologo, l'artista scruta la scena e si misura con i suoi mezzi, la scienza è capace di rimandare la disintegrazione dei lepidotteri e consentire il sogno dell'arte: un pensiero poetico dentro un circuito visionario in continua evoluzione.
note biografiche
Francesco Balsamo è nato nel 1969 a Catania, dove vive e lavora. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e di Catania, e alla facoltà di Lettere dell'Università di Catania. Svolge l'attività di disegnatore e scrive versi. E' tra i vincitori del premio Eugenio Montale nel 2001 - sezione inediti - con Appendere l'ombra a un chiodo: poesie pubblicate nell'antologia dei premiati, edita da Crocetti nel 2002.
Nel 2002 riceve il premio Sandro Penna, per l'inedito, con Discorso dell'albero alle sue foglie, edito da Stamperia dell'Arancio nel 2003. Alcune sue poesie sono state pubblicate su riviste: Hortus (Grottammare 2004), I racconti di Luvi (Palermo 2004), Poeti e poesia (Roma 2004); e su antologie: Ci sono ancora le lucciole (Milano 2004), Centro Montale, Vent'anni di poesia (Firenze 2001). Una sua raccolta è stata tradotta in finlandese, e pubblicata a Helsinki nel 2004.
Impegnato in una costante ricerca formale, sperimentata e precisa una tecnica pittorica adeguata ad una persionale misura espressiva. Partecipa, nel 2003, alla mostra collettiva Per Disegno, presso la Galleria Lo Magno di Modica.
Nel 2004 espone alcuni disegni alla libreria Bibli di Roma e alla Galleria Andrea Cefaly di Catania prende parte ad una mostra collettiva, in cui sono presenti molti degli artisti del Gruppo di Scicli.
Nel 2005 è tra i selezionati per la Biennale Giovani Talenti Artistici Catanesi, nell'ambito di Etnafest. A giugno dello stesso anno, la prima personale a Catania, presso l'Accademia di Belle Arti e Restauro Abadir; a luglio, espone due opere al Castello di Donnafugata di Ragusa, nella collettiva dedicata alla cinematografia dei fratelli Taviani, Kaos: La magnifica visione.
E nello stesso anno, un'altra personale, il bosco, allestita nel chiosco della Pieve di San Leonino a Panzano in Chianti.
E' poi presente alla collettiva Visionari, primitivi, eccentrici - da Alberto Martini a Licini, Ligabue, Ontani, il '900 fantastico (della pittura e della scultura), presso la Galleria Civica di Palazzo Loffredo di Potenza a cura di Laura Gavioli.
di Laura Gavioli
Quando penso a Francesco Balsamo, al lavoro sulle sue tavole dalla complessa figurazione, non posso cancellare il ricordo che mi sorge spontaneo di Virginia Woolf, quella di Una stanza tutta per sé. Il riferimento alla scrittura non è casuale perchè il nostro artista è prima di tutto un poeta raffinato che si rafforza nel contatto con la natura, come la Woolf che si sedeva sulla sponda di un corso d'acqua a cercare le ragioni da portare alla conferenza sulla condizione sociale e la creatività delle donne...
La composizione Francesco dal libro Discorso dell'albero alle sue foglie, che è stato nel 2002 Premio Nazionale di Poesia "Sandro Penna", esprime perfettamente questo rapporto con la natura e con la stanza, con il fuori e con il dentro, dalla condizione fisica allo stato di grazia spirituale che trasforma il pensiero e le sensazioni nella creazione artistica: volevi un poco di verde/ e ti sei coperto di foglie/ tutte così cresciute/ a bocca aperta l'aria/ nessuno sbaglio capita/ è il verde risultato del tempo/ sentivi tramare/ c'erano contrazioni formicolii/ assalti di venti/ all'improvviso hai ritrovato/ la dolce fissità della pianta/ sospiri rabbrividisci/ accordi sillabe con fruscii delle mani/ non sarà poi così diversa la tua vita/ cerca un posto fra i mobili/ e ascolta
Non so se questa poesia sia autobiografica ma ritrae l'artista nel suo spazio con i suoi utensili bene ordinati. La stanza con i mobili, interni borghesi di un tempo passato a suggerire continuamente lo scorrere della vita, talvolta non priva di straordinari accadimenti, come sono descritti nella serie Quattro giorni in un interno del 2006: lo spazio silenzioso e ordinato sconvolto dall'irrompere di forze improvvise, capaci si attrarre il servizio da caffè, e presenze bestiali, grandi e sporche, che creano disordine e precarietà.
Fino a qualche tempo fa Balsamo ascoltava i suoi mobili (vedi l'opera Monologo, 2006), ma poi usciva nella natura per arricchirla delle sue fantasie còlte come nella splendida serie del Palombaro e delle Ofelie: queste ultime mostrano le scarpette allineate sulla riva dell'acqua e rimandano al famoso dipinto esposto alla Tate Gallery di Londra del preraffaellita John Everett Millais, Ophelia, 1852, dove il personaggio shakespeariano galleggia dolcemente sul corso d'acqua, stagnante ma tutto fiorito, come sopra un degno letto di morte.
Gli interni di Balsamo sono affascinanti, inquietanti, nella azzardata fusione tra una resa fortemente realistica delle stanze, sempre prive di una umana presenza, e la sfida-piacere irrefrenabile per un accadimento sovversivo. La serie Bestiario per interni, 2007, è una estrema fantasia (surreale) dove un magma di animali esotici, coriacei e viscidi, avvolge le nitide ossature di due poltroncine innocenti. Una composizione ordinata e rigorosa è alla base dell' Erbario per interni, 2007, quattro tavole per classificare ramoscelli con tracce scarse e rare di umanità (la tazzina del caffè).
Il gioco del teatro, tanto presente nella ricerca di Balsamo, trova una giusta misura fantastica nella Commediola per Angeli: la governante, l'angelo bambino, l'appassionato , tre tavole recenti di notevole forza e qualità, che ripropongono l'eterno dilemma del vero e della sua imitazione, del pensiero e della sua allegoria. Il manichino della governante, i costumi dell'appassionato sono pronti sulla scena per la piccola rappresentazione, ma l'angelo bambino cosa reciterà? Dall'estrema profondità dell'enigma, camuffato dentro le forme sintetiche di diversi animali, Balsamo ci porta oltre le invenzioni dei più raffinati amici di André Breton e bene al di là delle pacifiche pose delle creature di Savinio: questo angelo bambino cosa avrà da raccontare a noi che tanto abbiamo visto...? forse ci condurrà all'inizio della storia, alla bellezza dei primitivi, oppure nella favola bella emettendo un semplice vagito o belato, come la posa suggerisce.
Certo è che questa tavola dà la misura del rapido procedere del lavoro di ricerca di Balsamo nel tempo breve di due anni.
Adesso sono arrivate anche le farfalle e tutto ricomincia: la contaminazione degli spazi sontuosi con i saloni lustrati a cera, le specchiere, le tende... Le ali invadono gli ambienti, si posano ovunque, sembrano voler soffocare l'aria con una misteriosa invasione: sarà solo una messinscena un po' barocca oppure una schiusa straordinaria di insetti micidiali? Nel Recital I° e II°, 2007, l'artista crea la farfalla-sipario come un emblema misterioso della natura: vera la farfalla, ingrandita e posta in alto come un'idola di Pascal, nel contesto finto del teatro.
Il poeta è affascinato dall'entomologo, l'artista scruta la scena e si misura con i suoi mezzi, la scienza è capace di rimandare la disintegrazione dei lepidotteri e consentire il sogno dell'arte: un pensiero poetico dentro un circuito visionario in continua evoluzione.
note biografiche
Francesco Balsamo è nato nel 1969 a Catania, dove vive e lavora. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e di Catania, e alla facoltà di Lettere dell'Università di Catania. Svolge l'attività di disegnatore e scrive versi. E' tra i vincitori del premio Eugenio Montale nel 2001 - sezione inediti - con Appendere l'ombra a un chiodo: poesie pubblicate nell'antologia dei premiati, edita da Crocetti nel 2002.
Nel 2002 riceve il premio Sandro Penna, per l'inedito, con Discorso dell'albero alle sue foglie, edito da Stamperia dell'Arancio nel 2003. Alcune sue poesie sono state pubblicate su riviste: Hortus (Grottammare 2004), I racconti di Luvi (Palermo 2004), Poeti e poesia (Roma 2004); e su antologie: Ci sono ancora le lucciole (Milano 2004), Centro Montale, Vent'anni di poesia (Firenze 2001). Una sua raccolta è stata tradotta in finlandese, e pubblicata a Helsinki nel 2004.
Impegnato in una costante ricerca formale, sperimentata e precisa una tecnica pittorica adeguata ad una persionale misura espressiva. Partecipa, nel 2003, alla mostra collettiva Per Disegno, presso la Galleria Lo Magno di Modica.
Nel 2004 espone alcuni disegni alla libreria Bibli di Roma e alla Galleria Andrea Cefaly di Catania prende parte ad una mostra collettiva, in cui sono presenti molti degli artisti del Gruppo di Scicli.
Nel 2005 è tra i selezionati per la Biennale Giovani Talenti Artistici Catanesi, nell'ambito di Etnafest. A giugno dello stesso anno, la prima personale a Catania, presso l'Accademia di Belle Arti e Restauro Abadir; a luglio, espone due opere al Castello di Donnafugata di Ragusa, nella collettiva dedicata alla cinematografia dei fratelli Taviani, Kaos: La magnifica visione.
E nello stesso anno, un'altra personale, il bosco, allestita nel chiosco della Pieve di San Leonino a Panzano in Chianti.
E' poi presente alla collettiva Visionari, primitivi, eccentrici - da Alberto Martini a Licini, Ligabue, Ontani, il '900 fantastico (della pittura e della scultura), presso la Galleria Civica di Palazzo Loffredo di Potenza a cura di Laura Gavioli.
08
ottobre 2007
Francesco Balsamo – Il poeta, l’artista e l’entomologo
Dall'otto al 28 ottobre 2007
arte contemporanea
Location
GALLERIA DEL CARBONE
Ferrara, Via Del Carbone, 18, (Ferrara)
Ferrara, Via Del Carbone, 18, (Ferrara)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 10.30-12.30 17.00-20.00. martedì chiuso
Vernissage
8 Ottobre 2007, ore 18
Autore
Curatore


