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Francesco Gennari – Perchè mi guardi così?
All’interno dello storico laboratorio di restauro, Gennari realizza un intervento site-specific che mette in dialogo sculture in bronzo e opere su carta, approfondendo i temi dell’autoritratto e dello sguardo.
Comunicato stampa
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Il LabOratorio degli Angeli presenta un progetto speciale di Francesco Gennari (Fano, 1973), a cura di Leonardo Regano, dal titolo Perché mi guardi così?, realizzato in collaborazione con le gallerie Ciaccia Levi, Parigi – Milano e Zero…, Milano, nell’ambito di ART CITY Bologna 2026.
Nello storico laboratorio di restauro l’artista realizzerà un intervento site-specific immaginando un momento conviviale - un “aperitivo” in cui non ci sono persone, non c’è un bar e non ci sono bicchieri - nel tentativo di evocare un gioco di sguardi che vive solo nel titolo della mostra e nella forma geometrica dei liquidi alcolici espressa dalle sculture in bronzo. Accanto a queste sculture sarà esposto un nucleo di opere su carta che amplia la personale riflessione dell’artista sul tema dell’autoritratto, inteso non come raffigurazione fisionomica ma come misura interiore, registrazione di stati, tensioni e minimi slittamenti percettivi, attraverso cui Gennari definisce l’idea del proprio esserci nello spazio.
Tutto l’insieme costituirà un ambiente essenziale, in cui l’idea di identità emergerà per sottrazione, ovvero, come una domanda rivolta a ciò che resta: la stessa che dà titolo alla mostra, perché mi guardi così?
Francesco Gennari (Fano,1973) vive e lavora a Pesaro e a Milano. Tra le mostre personali: MUT/Mutina for Art, Fiorano Modenese (2022); GAMeC – Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo (2019); Galerie Stadtpark, Krems (2016); FRAC Corse, Corte (2015); GAM Galleria d’Arte Moderna, Torino (2015); Museo Marino Marini, Firenze (2014); Museum Dhondt – Dhaenens, Deurle (2009); Musée d’art moderne de Saint Etienne Metropole (2008). Il suo lavoro è stato esposto in importanti mostre collettive, tra cui: Cremona Art Week (2024); CCC OD, Tours (2023); Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia (2023); Kunst Museum Winterthur (2022); MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (2022); Quadriennale d’Arte, Roma (2020); Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2019); Frac Île-de-France / Le Plateau, Parigi (2017); Triennale di Milano (2015-2016); Palazzo Reale, Milano (2012); Kunstmuseum Winterthur (2010); Museum of Contemporary Art of Chicago (2009); Palazzo Grassi, Venezia (2008); Manifesta 7, Trentino Alto Adige (2008). Le opere di Gennari sono presenti in diverse collezioni permanenti, tra cui quelle del Centre Pompidou, Parigi; Ca’ Pesaro, Venezia; CAPC, Bordeaux; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Collezione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; GAM, Torino; GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Kunst Museum Winterthur; Museo del Novecento, Milano; Musée Voorlinden, Wassenaar; Nouveau Musée National de Monaco.
Il LabOratorio degli Angeli nasce dalla volontà di Maricetta Parlatore, che nel 1982 trasferisce l’attività presso la Chiesa sconsacrata di S. M. degli Angeli e l’attiguo Oratorio. Realtà storica conosciuta e apprezzata a livello nazionale, nel 2005 viene rilevato da Camilla Roversi Monaco, formatasi all’OPD di Firenze, ora docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che continua a rivestire il ruolo di direttore tecnico dell’azienda. Dal 2019 entra in società Andrea Del Bianco, chimico e restauratore, responsabile dei settori restauro della carta e del contemporaneo. Il LabOratorio degli Angeli è in possesso di attestazione S.O.A. OS2-A class. II e opera sia nell’ambito del restauro architettonico sia delle opere mobili. L’attività si distingue per interventi su manufatti di grande formato e per il restauro di opere di arte contemporanea. Grande attenzione viene riservata alle metodologie d’intervento, nel rispetto delle peculiarità delle singole opere. Il laboratorio si occupa inoltre di conservazione programmata, di soluzioni espositive, di perizie, di Condition report, di ricerca, anche tramite collaborazioni con istituzioni pubbliche e private.
Nello storico laboratorio di restauro l’artista realizzerà un intervento site-specific immaginando un momento conviviale - un “aperitivo” in cui non ci sono persone, non c’è un bar e non ci sono bicchieri - nel tentativo di evocare un gioco di sguardi che vive solo nel titolo della mostra e nella forma geometrica dei liquidi alcolici espressa dalle sculture in bronzo. Accanto a queste sculture sarà esposto un nucleo di opere su carta che amplia la personale riflessione dell’artista sul tema dell’autoritratto, inteso non come raffigurazione fisionomica ma come misura interiore, registrazione di stati, tensioni e minimi slittamenti percettivi, attraverso cui Gennari definisce l’idea del proprio esserci nello spazio.
Tutto l’insieme costituirà un ambiente essenziale, in cui l’idea di identità emergerà per sottrazione, ovvero, come una domanda rivolta a ciò che resta: la stessa che dà titolo alla mostra, perché mi guardi così?
Francesco Gennari (Fano,1973) vive e lavora a Pesaro e a Milano. Tra le mostre personali: MUT/Mutina for Art, Fiorano Modenese (2022); GAMeC – Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo (2019); Galerie Stadtpark, Krems (2016); FRAC Corse, Corte (2015); GAM Galleria d’Arte Moderna, Torino (2015); Museo Marino Marini, Firenze (2014); Museum Dhondt – Dhaenens, Deurle (2009); Musée d’art moderne de Saint Etienne Metropole (2008). Il suo lavoro è stato esposto in importanti mostre collettive, tra cui: Cremona Art Week (2024); CCC OD, Tours (2023); Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia (2023); Kunst Museum Winterthur (2022); MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (2022); Quadriennale d’Arte, Roma (2020); Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2019); Frac Île-de-France / Le Plateau, Parigi (2017); Triennale di Milano (2015-2016); Palazzo Reale, Milano (2012); Kunstmuseum Winterthur (2010); Museum of Contemporary Art of Chicago (2009); Palazzo Grassi, Venezia (2008); Manifesta 7, Trentino Alto Adige (2008). Le opere di Gennari sono presenti in diverse collezioni permanenti, tra cui quelle del Centre Pompidou, Parigi; Ca’ Pesaro, Venezia; CAPC, Bordeaux; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Collezione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; GAM, Torino; GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Kunst Museum Winterthur; Museo del Novecento, Milano; Musée Voorlinden, Wassenaar; Nouveau Musée National de Monaco.
Il LabOratorio degli Angeli nasce dalla volontà di Maricetta Parlatore, che nel 1982 trasferisce l’attività presso la Chiesa sconsacrata di S. M. degli Angeli e l’attiguo Oratorio. Realtà storica conosciuta e apprezzata a livello nazionale, nel 2005 viene rilevato da Camilla Roversi Monaco, formatasi all’OPD di Firenze, ora docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che continua a rivestire il ruolo di direttore tecnico dell’azienda. Dal 2019 entra in società Andrea Del Bianco, chimico e restauratore, responsabile dei settori restauro della carta e del contemporaneo. Il LabOratorio degli Angeli è in possesso di attestazione S.O.A. OS2-A class. II e opera sia nell’ambito del restauro architettonico sia delle opere mobili. L’attività si distingue per interventi su manufatti di grande formato e per il restauro di opere di arte contemporanea. Grande attenzione viene riservata alle metodologie d’intervento, nel rispetto delle peculiarità delle singole opere. Il laboratorio si occupa inoltre di conservazione programmata, di soluzioni espositive, di perizie, di Condition report, di ricerca, anche tramite collaborazioni con istituzioni pubbliche e private.
02
febbraio 2026
Francesco Gennari – Perchè mi guardi così?
Dal 02 al 14 febbraio 2026
arte contemporanea
Location
LABORATORIO DEGLI ANGELI
Bologna, via degli Angeli, 32, (Bologna)
Bologna, via degli Angeli, 32, (Bologna)
Orario di apertura
lunedì 2 – mercoledì 4 febbraio, h 11-18
Durante le giornate di ART CITY Bologna 2026
giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, h 11-18
sabato 7 febbraio, h 11-24 (ART CITY White Night)
domenica 8 febbraio, h 11-18
lunedì 9 – sabato 14 febbraio, h 11-18
Vernissage
31 Gennaio 2026, ore 18 - 22
Ufficio stampa
Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione
Autore
Curatore


