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Francesco Lucania – Lungo i sentieri di Angkor
Percorso fotografico alla ricerca dell9 antica arte Khmer
Comunicato stampa
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“Tra chi viaggia per fotografare e chi fotografa per viaggiare, io credo che Francesco Lucania appartenga ad una terza specie: alla specie di chi viaggia per viaggiare e fotografa per fotografare. La fotografia in lui è meno di un esercizio di bravura e più di un diario di appunti visivi. E' già la traccia di un ricordo da inseguire, meta che si traduce in memoria. Angkor è tra tutti il sito dei passi commossi, l'intima regione del silenzio più gremito. Concrezioni di pietra, la foresta che fascia e che affascina, il cupo delle porte che invitano nel loro nero di nero, le figure che paiono dormire in un sonno vigile, le creature che hanno varcato le soglie del mistero, la carnosa beatitudine di un universo di visioni. In mezzo a tanta grazia accogliente e petrosa il mite fotografo - senza presunzione alcuna - fa la sua parte di cronista. Perché catturare la bellezza è un segreto incoercibile. E' come appassionarsi all'ineluttabile. Come andare in cerca del destino”. (G. Tesio – “La Stampa”)
La mostra propone un percorso, che si snoda nei sentieri della foresta di pietra, alla ricerca dell'arte Khmer del passato, sono immagini che evocano la suggestiva spiritualità dei luoghi.
L'area di Angkor è uno dei centri mondiali della storia spirituale dell'umanità: 300 templi costruiti nell'arco di oltre 500 anni.
Un affascinante universo di pietra sparso in una grandissima millenaria vegetazione tropicale, in un'area vastissima di oltre 250 kmq.
Non esiste un altro luogo sulla terra come questo, con una grande concentrazione di architettura sacra.
Vi sono ancora templi sepolti, costruiti migliaia di anni fa nella giungla, che attendono di venire riportati alla luce.
Ogni anno, i lavori di pulizia e di restauro, riscoprono nuovi templi che si aggiungono ai tanti capolavori d'arte Khmer.
La città di Angkor, un tempo la più grande del mondo (nel 1200 contava oltre un milione di abitanti), domina il passato dell'arte Khmer
Anche dopo numerose visite, non si riesce a cogliere appieno la grandiosità: è come se tutti i tesori della valle del Nilo fossero riuniti in un unico posto.
Angkor, il nome evoca suggestioni che hanno il profumo delle strade d'Oriente: dove il vento accarezza le piante, regalando aromi incantevoli capaci di estasiare, e i colori morbidi di un orizzonte avvolto dal sottile fumo degli incensi, formano evanescenti scale da offrire agli dei per scivolare fino in terra, un esile fumo che lega questo mondo al cielo, che trasporta la mente con la fervida fantasia lontano nel tempo a vivere le suggestive sensazioni del passato, a scoprire un vecchio mondo lontano, a noi sconosciuto.
L'orizzonte sembra muoversi come le tremule e lievi fiammelle di ramati raggi di sole che avvolgono il tramonto.
Una indescrivibile e straordinaria sensazione si prova immergendosi nella giungla che ha divorato i templi, muraglioni e torri, e ha imposto radici come gigantesche colonne sulle sculture dell'uomo.
Nella battaglia tra la natura e gli esseri umani, alcuni templi sono stati trasformati dalla violenza della giungla, con le radici che sembrano enormi dita tese a trattenere ciò che l'uomo aveva abbandonato e ora rivorrebbe indietro.
Ta Prohm è il sito archeologico più suggestivo dell'area di Angkor: il tempio è immerso da una fitta vegetazione, le sue torri e le sue mura in rovina sono strette nel lento ed inesorabile abbraccio di un vasto intreccio di radici.
Lungo i viali di Angkor, si incontra un sorriso che non si dimentica, quello della quiete dell'animo, della pace interiore, della vita che sembra aver appagato ogni fantasia, e placato l'ansia dei desideri.
Quel sorriso di Angkor non si dimentica, chi l’ha visto lo porta con sé come un segreto da custodire, una strada da seguire.
Sulle torri del Bayon (forse il più affascinante tempio di Angkor Thon) vi sono 172 volti di Bodhisattva, una delle meraviglie architettoniche del mondo: al terzo livello quel volto è visibile da ogni parte, in qualsiasi punto ci si trovi si vedono almeno una dozzina di facce, di profilo o di fronte.
Percorrere i sentieri dei templi di Angkor è immergersi in una profonda calma interiore, il silenzio di questi luoghi riporta la mente lontano nel tempo, a vivere un'atmosfera ovattata proiettata nel passato.
Giganteschi visi, che inquietano e nello stesso tempo calmano, agitano e rassicurano, poiché nello sguardo d'amore di quei volti c'è il grande cuore della piccola Cambogia.
La mostra propone un percorso, che si snoda nei sentieri della foresta di pietra, alla ricerca dell'arte Khmer del passato, sono immagini che evocano la suggestiva spiritualità dei luoghi.
L'area di Angkor è uno dei centri mondiali della storia spirituale dell'umanità: 300 templi costruiti nell'arco di oltre 500 anni.
Un affascinante universo di pietra sparso in una grandissima millenaria vegetazione tropicale, in un'area vastissima di oltre 250 kmq.
Non esiste un altro luogo sulla terra come questo, con una grande concentrazione di architettura sacra.
Vi sono ancora templi sepolti, costruiti migliaia di anni fa nella giungla, che attendono di venire riportati alla luce.
Ogni anno, i lavori di pulizia e di restauro, riscoprono nuovi templi che si aggiungono ai tanti capolavori d'arte Khmer.
La città di Angkor, un tempo la più grande del mondo (nel 1200 contava oltre un milione di abitanti), domina il passato dell'arte Khmer
Anche dopo numerose visite, non si riesce a cogliere appieno la grandiosità: è come se tutti i tesori della valle del Nilo fossero riuniti in un unico posto.
Angkor, il nome evoca suggestioni che hanno il profumo delle strade d'Oriente: dove il vento accarezza le piante, regalando aromi incantevoli capaci di estasiare, e i colori morbidi di un orizzonte avvolto dal sottile fumo degli incensi, formano evanescenti scale da offrire agli dei per scivolare fino in terra, un esile fumo che lega questo mondo al cielo, che trasporta la mente con la fervida fantasia lontano nel tempo a vivere le suggestive sensazioni del passato, a scoprire un vecchio mondo lontano, a noi sconosciuto.
L'orizzonte sembra muoversi come le tremule e lievi fiammelle di ramati raggi di sole che avvolgono il tramonto.
Una indescrivibile e straordinaria sensazione si prova immergendosi nella giungla che ha divorato i templi, muraglioni e torri, e ha imposto radici come gigantesche colonne sulle sculture dell'uomo.
Nella battaglia tra la natura e gli esseri umani, alcuni templi sono stati trasformati dalla violenza della giungla, con le radici che sembrano enormi dita tese a trattenere ciò che l'uomo aveva abbandonato e ora rivorrebbe indietro.
Ta Prohm è il sito archeologico più suggestivo dell'area di Angkor: il tempio è immerso da una fitta vegetazione, le sue torri e le sue mura in rovina sono strette nel lento ed inesorabile abbraccio di un vasto intreccio di radici.
Lungo i viali di Angkor, si incontra un sorriso che non si dimentica, quello della quiete dell'animo, della pace interiore, della vita che sembra aver appagato ogni fantasia, e placato l'ansia dei desideri.
Quel sorriso di Angkor non si dimentica, chi l’ha visto lo porta con sé come un segreto da custodire, una strada da seguire.
Sulle torri del Bayon (forse il più affascinante tempio di Angkor Thon) vi sono 172 volti di Bodhisattva, una delle meraviglie architettoniche del mondo: al terzo livello quel volto è visibile da ogni parte, in qualsiasi punto ci si trovi si vedono almeno una dozzina di facce, di profilo o di fronte.
Percorrere i sentieri dei templi di Angkor è immergersi in una profonda calma interiore, il silenzio di questi luoghi riporta la mente lontano nel tempo, a vivere un'atmosfera ovattata proiettata nel passato.
Giganteschi visi, che inquietano e nello stesso tempo calmano, agitano e rassicurano, poiché nello sguardo d'amore di quei volti c'è il grande cuore della piccola Cambogia.
02
luglio 2005
Francesco Lucania – Lungo i sentieri di Angkor
Dal 02 al 16 luglio 2005
fotografia
Location
BIBLIOTECA COMUNALE – MUSEO GIULIANO GHELLI
San Casciano In Val Di Pesa, Via Roma, 37, (Firenze)
San Casciano In Val Di Pesa, Via Roma, 37, (Firenze)
Orario di apertura
lunedì e giovedì 9 - 13; 15 - 19 martedì 9-13 - mercoledì e venerdì 15-19
Vernissage
2 Luglio 2005, ore 19
Sito web
www.artforartist.org
Autore



