Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Franco Guerzoni – Nero
Per la mostra l’artista ha realizzato opere di grande formato ed un ciclo di dipinti su scagliola pensati per gli spazi della galleria
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La galleria Radium Artis è lieta di presentare la mostra dell’artista modenese Franco Guerzoni, di cui aveva già esposto alcuni lavori ad Arte Fiera a Bologna nel gennaio 2005. L’ inizio del suo lavoro risale alla fine degli anni ’60, in un clima culturale ricco d’incontri e di scambi con artisti e letterati che privilegiano la sperimentazione di nuovi linguaggi. Vicino a Luigi Ghirri, Claudio Parmiggiani e Franco Vaccari, solo per citarne alcuni, dà inizio ad una ricerca sui temi della profondità dell’immagine utilizzando il mezzo fotografico e il testo.
Per la mostra l’artista ha realizzato opere di grande formato ed un ciclo di dipinti su scagliola pensati per gli spazi della galleria. Piccole tavolette che inneggiano ad un passato di rovina, guardano ai papiri egizi, alle tavolette di Ebla, alle cromie bilanciate degli affreschi di Pompei, si offrono ad una lettura che usa la fragilità, l’incanto del restauro, le crepe e le volontarie rotture. Quella di Guerzoni è una pittura dotata di profondità all’interno della quale si possono trovare corrispondenze ad un passato che si svela progressivamente. L’opera rimane, così, sospesa, frammento di un divenire che non procede in linea retta, ma per continui rimandi.
Le superfici delle opere diventano simili a bassorilievi, percorse da segni e graffi che raccontano storie diverse, utilizzando un linguaggio sintetico fatto di colore e materia. Si tratta di un procedere lento che lascia intravedere le stesure date in momenti diversi e tutto ciò testimonia un’attenzione sempre costante al passare del tempo. Si può parlare di “archeologia dei ricordi”, è una pittura che non vuole svelare ma piuttosto velare l’apparenza per permettere allo sguardo di andare in profondità, muovendosi in modo indefinito e circolare tra colore e spazio.
Afferma l’artista: “L’immagine finale è sempre la risultanza di un infinito numero di altre immagini. Un processo dello sguardo verso l’interno, e quindi verso il ventre della pittura”.
I lavori in mostra possono essere letti come mappe di una memoria, viaggi mentali attraverso il tempo e nella storia, basati su un processo, lento ed inarrestabile, di corrosione e disgregazione. Così come nelle pareti consumate e negli intonaci strappati dei muri si può leggere la storia dell’uomo, nelle opere di Guerzoni troviamo profondità che appartengono ad un tempo indefinito, un passato che diventa presente reale e futuro possibile. Esiste in questo senso un legame di reciprocità tra le forme e i colori, i materiali utilizzati e le superfici.
Ed è proprio per questi motivi che il nero di alcune opere non deve essere letto come assenza di luce, quanto piuttosto come il desiderio di dare spazio al misterioso, permettendo allo spettatore di concedersi pause riflessive e contemplative del tutto personali.
E’ una pittura che non vuole essere narrativa, esplicitamente conclusa, ma preferisce concedersi tempo fatto di silenziose sedimentazioni e di segni che affiorano e sprofondano nella superficie.
Per la mostra l’artista ha realizzato opere di grande formato ed un ciclo di dipinti su scagliola pensati per gli spazi della galleria. Piccole tavolette che inneggiano ad un passato di rovina, guardano ai papiri egizi, alle tavolette di Ebla, alle cromie bilanciate degli affreschi di Pompei, si offrono ad una lettura che usa la fragilità, l’incanto del restauro, le crepe e le volontarie rotture. Quella di Guerzoni è una pittura dotata di profondità all’interno della quale si possono trovare corrispondenze ad un passato che si svela progressivamente. L’opera rimane, così, sospesa, frammento di un divenire che non procede in linea retta, ma per continui rimandi.
Le superfici delle opere diventano simili a bassorilievi, percorse da segni e graffi che raccontano storie diverse, utilizzando un linguaggio sintetico fatto di colore e materia. Si tratta di un procedere lento che lascia intravedere le stesure date in momenti diversi e tutto ciò testimonia un’attenzione sempre costante al passare del tempo. Si può parlare di “archeologia dei ricordi”, è una pittura che non vuole svelare ma piuttosto velare l’apparenza per permettere allo sguardo di andare in profondità, muovendosi in modo indefinito e circolare tra colore e spazio.
Afferma l’artista: “L’immagine finale è sempre la risultanza di un infinito numero di altre immagini. Un processo dello sguardo verso l’interno, e quindi verso il ventre della pittura”.
I lavori in mostra possono essere letti come mappe di una memoria, viaggi mentali attraverso il tempo e nella storia, basati su un processo, lento ed inarrestabile, di corrosione e disgregazione. Così come nelle pareti consumate e negli intonaci strappati dei muri si può leggere la storia dell’uomo, nelle opere di Guerzoni troviamo profondità che appartengono ad un tempo indefinito, un passato che diventa presente reale e futuro possibile. Esiste in questo senso un legame di reciprocità tra le forme e i colori, i materiali utilizzati e le superfici.
Ed è proprio per questi motivi che il nero di alcune opere non deve essere letto come assenza di luce, quanto piuttosto come il desiderio di dare spazio al misterioso, permettendo allo spettatore di concedersi pause riflessive e contemplative del tutto personali.
E’ una pittura che non vuole essere narrativa, esplicitamente conclusa, ma preferisce concedersi tempo fatto di silenziose sedimentazioni e di segni che affiorano e sprofondano nella superficie.
04
marzo 2006
Franco Guerzoni – Nero
Dal 04 marzo al 30 aprile 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA RADIUM ARTIS
San Martino In Rio, Via Don P. Borghi, 1/a, (Reggio Nell'emilia)
San Martino In Rio, Via Don P. Borghi, 1/a, (Reggio Nell'emilia)
Orario di apertura
dal martedì alla domenica 16-19,30,
e sabato e domenica anche 10-12,30
Vernissage
4 Marzo 2006, ore 18
Autore


