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Fukami Sueharu
Per festeggiare i numerosi riconoscimenti artistici in vari continenti – Europa, Stati Uniti, Giappone – il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza ha voluto dedicare all’artista giapponese Sueharu Fukami questa esposizione che testimonia dei suoi ultimi venti anni di attività
Comunicato stampa
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Per festeggiare i numerosi riconoscimenti artistici in vari continenti – Europa, Stati Uniti, Giappone – il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza ha voluto dedicare all’artista giapponese Sueharu Fukami questa esposizione che testimonia dei suoi ultimi venti anni di attività.
Proprio nel 1985, infatti, Fukami con l’opera “La distesa del mare in lontananza” vinse il Premio Faenza, inaugurando la sua stagione maggiormente ricca di produzioni artistiche e di riconoscimenti a livello mondiale.
Le sue opere sono caratterizzate per 2 aspetti specifici: il volume e i cromatismi.
Le sue sculture in porcellana sono per lo più realizzate con dimensioni al limite delle possibilità di cottura nei forni e sono fra le più grandi mai prodotte. Attualmente Fukami è l’unico artista al mondo a produrre opere di dimensioni così notevoli realizzate in un unico pezzo.
I cromatismi, poi, si sviluppano fra l’azzurro chiaro e il verde , secondo la tradizione, ormai estinta, di un’antica tradizione cinese (come meglio approfondito oltre), che le rende ancora più suggestive, quasi monoliti di un’era fantastica cristallizzata fra medioevo e contemporaneo.
Sono oltre venti le opere in mostra, fra cui le 3 presentate al 43° Premio Faenza (una di proprietà del MIC) e l’opera che lo stesso Fukami regalò al MIC in occasione della retrospettiva d”Artisti dal Mondo” del 1999.
Note biografiche
Nato nel 1947 da famiglia di tradizione ceramica, Sueharu Fukami inizia a lavorare la ceramica verso la metà degli anni Sessanta.
Nella sua produzione, ricca di vasi, ciotole e altri oggetti di piccole dimensioni, vi sono anche oggetti plastici e sculture di grandi dimensioni, tanto da avvicinarsi al limite di contenimento del forno di cottura. Verso gli anni ’70 lascia l’oggettistica per dedicarsi alla scultura pura. Da questo momento la sua produzione aumenta considerevolmente. Dall’inizio si distingue per il suo “Seihakuji”, o bianco e azzurro chiaro, riprendendo una tradizione secolare giapponese e che ha dato la possibilità a Fukami di evidenziare la sua sensibilità nel modellare e la sua abilità come ceramista.
Man mano che Fukami si emancipa dalle restrizioni legate alla tradizione, emerge la sua abilità nel modellare la ceramica.
In particolare si distingue l’eccezionale bellezza della porcellana celadon bianca, soggetta a determinate limitazioni nell’oggettistica funzionale, ma che nelle sculture di Fukami si esprime nel modo più puro e più libero. La produzione della porcellana celadon bianca, “Yin ch’ing”, prospera in Cina tra l’11° e il 13° secolo nelle fornaci di Jingdezhen, e si ottiene con l’applicazione di cenere di legno, contenente una piccola parte di ferro, ad una base di argilla grezza bianca, sottoponendo il tutto a riduzione. Lo smalto verde chiaro che rimane nelle superifici convesse sfuma fino a divenire quasi bianco nei bordi esterni.
Fukami è un perfezionista, “la porcellana mostra ogni segno della mano del vasaio, e voglio lasciare la minima impronta possibile delle mie mani sull’argilla. (…) Preferisco lasciare il tratto sottile del mio cuore o della mia spiritualità”.
La scultura ceramica di Fukami comprende sia opere modellate che opere “a colaggio”, tecnica che consiste nel versare il composto terroso lentamente attraverso un piccolo foro in uno stampo di gesso e la pressione occorrente viene esercitata meccanicamente. Il procedimento è lungo e delicato – dura più di tre ore – e richiede la massima attenzione perché, se la colata non riempie bene lo stampo, il lavoro può rompersi o alterarsi durante la cottura. I lavori realizzati dall’artista giapponese spiccano per la loro linearità e per le loro forme razionali. In particolare prevalgono le forme affilate o a colonna e, siano esse verticali od orizzontali, sono sempre caratterizzate da forme molto pulite, senza ornamenti superflui. Le opere, dalla semplicità solo apparente, sono in realtà sono il risultato di procedimenti tecnici estremamente complessi, che creano un movimento dolce e sinuoso il cui rimando è ad un’armonia classica.
Ma da dove trae l’ispirazione per le sue opere? Gli oggetti richiamano “le forme dei tetti dei templi, che svettano verso il cielo, e l’oceano che ho attraversato diverse volte” afferma l’autore, specificando che “il panorama o le esperienze che ho atteso non erano lì: ogni volta che vi andavo, il posto mi appariva differente da come era stato la volta precedente. Si mischiavano ricordi di infanzia, ma più dei ricordi visivi nella sua arte riporta le sensazioni tattili di quel periodo. Aveva 21-23 anni quando frequentava quei posti. Superati i trent’anni, riporta nelle sue opere i ricordi delle sensazioni provate durante quegli anni. Sensazioni, queste, che non avrebbe provato altrove.
Principali premi
Ma i suoi riconoscimenti iniziano nel 1969, con il premio assegnatogli dalla Kansai Art Exibition di Osaka. L’impegno di Fukami di “portare il cielo e il mare nella ceramica” ha inizio verso i 27-28 anni, quando ha cominciato a proporre i suoi lavori a diverse giurie internazionali, vincendo 28 premi, incluso 6 gran premi, tra i quali il Chunichi International Ceramics Exibition nel 1982 e nel 1985, e il premio internazionale Faenza, nello stesso anno.
Proprio nel 1985, infatti, Fukami con l’opera “La distesa del mare in lontananza” vinse il Premio Faenza, inaugurando la sua stagione maggiormente ricca di produzioni artistiche e di riconoscimenti a livello mondiale.
Le sue opere sono caratterizzate per 2 aspetti specifici: il volume e i cromatismi.
Le sue sculture in porcellana sono per lo più realizzate con dimensioni al limite delle possibilità di cottura nei forni e sono fra le più grandi mai prodotte. Attualmente Fukami è l’unico artista al mondo a produrre opere di dimensioni così notevoli realizzate in un unico pezzo.
I cromatismi, poi, si sviluppano fra l’azzurro chiaro e il verde , secondo la tradizione, ormai estinta, di un’antica tradizione cinese (come meglio approfondito oltre), che le rende ancora più suggestive, quasi monoliti di un’era fantastica cristallizzata fra medioevo e contemporaneo.
Sono oltre venti le opere in mostra, fra cui le 3 presentate al 43° Premio Faenza (una di proprietà del MIC) e l’opera che lo stesso Fukami regalò al MIC in occasione della retrospettiva d”Artisti dal Mondo” del 1999.
Note biografiche
Nato nel 1947 da famiglia di tradizione ceramica, Sueharu Fukami inizia a lavorare la ceramica verso la metà degli anni Sessanta.
Nella sua produzione, ricca di vasi, ciotole e altri oggetti di piccole dimensioni, vi sono anche oggetti plastici e sculture di grandi dimensioni, tanto da avvicinarsi al limite di contenimento del forno di cottura. Verso gli anni ’70 lascia l’oggettistica per dedicarsi alla scultura pura. Da questo momento la sua produzione aumenta considerevolmente. Dall’inizio si distingue per il suo “Seihakuji”, o bianco e azzurro chiaro, riprendendo una tradizione secolare giapponese e che ha dato la possibilità a Fukami di evidenziare la sua sensibilità nel modellare e la sua abilità come ceramista.
Man mano che Fukami si emancipa dalle restrizioni legate alla tradizione, emerge la sua abilità nel modellare la ceramica.
In particolare si distingue l’eccezionale bellezza della porcellana celadon bianca, soggetta a determinate limitazioni nell’oggettistica funzionale, ma che nelle sculture di Fukami si esprime nel modo più puro e più libero. La produzione della porcellana celadon bianca, “Yin ch’ing”, prospera in Cina tra l’11° e il 13° secolo nelle fornaci di Jingdezhen, e si ottiene con l’applicazione di cenere di legno, contenente una piccola parte di ferro, ad una base di argilla grezza bianca, sottoponendo il tutto a riduzione. Lo smalto verde chiaro che rimane nelle superifici convesse sfuma fino a divenire quasi bianco nei bordi esterni.
Fukami è un perfezionista, “la porcellana mostra ogni segno della mano del vasaio, e voglio lasciare la minima impronta possibile delle mie mani sull’argilla. (…) Preferisco lasciare il tratto sottile del mio cuore o della mia spiritualità”.
La scultura ceramica di Fukami comprende sia opere modellate che opere “a colaggio”, tecnica che consiste nel versare il composto terroso lentamente attraverso un piccolo foro in uno stampo di gesso e la pressione occorrente viene esercitata meccanicamente. Il procedimento è lungo e delicato – dura più di tre ore – e richiede la massima attenzione perché, se la colata non riempie bene lo stampo, il lavoro può rompersi o alterarsi durante la cottura. I lavori realizzati dall’artista giapponese spiccano per la loro linearità e per le loro forme razionali. In particolare prevalgono le forme affilate o a colonna e, siano esse verticali od orizzontali, sono sempre caratterizzate da forme molto pulite, senza ornamenti superflui. Le opere, dalla semplicità solo apparente, sono in realtà sono il risultato di procedimenti tecnici estremamente complessi, che creano un movimento dolce e sinuoso il cui rimando è ad un’armonia classica.
Ma da dove trae l’ispirazione per le sue opere? Gli oggetti richiamano “le forme dei tetti dei templi, che svettano verso il cielo, e l’oceano che ho attraversato diverse volte” afferma l’autore, specificando che “il panorama o le esperienze che ho atteso non erano lì: ogni volta che vi andavo, il posto mi appariva differente da come era stato la volta precedente. Si mischiavano ricordi di infanzia, ma più dei ricordi visivi nella sua arte riporta le sensazioni tattili di quel periodo. Aveva 21-23 anni quando frequentava quei posti. Superati i trent’anni, riporta nelle sue opere i ricordi delle sensazioni provate durante quegli anni. Sensazioni, queste, che non avrebbe provato altrove.
Principali premi
Ma i suoi riconoscimenti iniziano nel 1969, con il premio assegnatogli dalla Kansai Art Exibition di Osaka. L’impegno di Fukami di “portare il cielo e il mare nella ceramica” ha inizio verso i 27-28 anni, quando ha cominciato a proporre i suoi lavori a diverse giurie internazionali, vincendo 28 premi, incluso 6 gran premi, tra i quali il Chunichi International Ceramics Exibition nel 1982 e nel 1985, e il premio internazionale Faenza, nello stesso anno.
10
giugno 2005
Fukami Sueharu
Dal 10 giugno al 10 luglio 2005
arte contemporanea
Location
MIC – MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE
Faenza, Viale Alfredo Baccarini, 19, (Ravenna)
Faenza, Viale Alfredo Baccarini, 19, (Ravenna)
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