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Gaetano Orazio – Mountain’s Soul
mostra di dipinti
Comunicato stampa
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La galleria Agheiro di Lavagna inaugura sabato 25 giugno (e terrà in cartellone fino al 20 luglio, dal mercoledì al sabato 10-12 e 18-22, o su appuntamento) una mostra di dipinti di Gaetano Orazio, Mountain’s Soul. Di origine salernitana, classe 1954, Orazio inquadra la propria esperienza pittorica all’interno di una visione nella quale i dati della vita e lo slancio lirico – posto in evidenza da una costante milizia di poeta – si vanno intrecciando, fin dalle sue tele degli anni Ottanta, che documentano i luoghi esistenziali dell’artista, dalla fabbrica – la Falk di Sesto San Giovanni – alle periferie disadorne, con la loro dimensione di solitudine.
Negli anni Novanta, la scoperta di un piccolo torrente nei pressi dell’abbazia di San Pietro al Monte in Civate (Lecco) stimola una svolta nella sua operatività artistica, nella quale si affaccia, a partire dall’immagine di quello scenario, una carica di vibrante naturalità originaria, alla quale si sarebbe riconnessa una lunga stagione del suo lavoro. Un grande poeta, Maurizio Cucchi, rievoca l’atmosfera dell’esperienza di quello “spirito della montagna”, vissuta con l’amico: «I sassi e l’acqua che attraversavamo, o le scivolate nei luoghi di Gaetano, ci davano un po’ di gioia passeggera e euforica, un po’ di gioiosa salute così rara. Finché non si manifesta inquietante il giallo delle squame, e un tratto rosso, d’improvviso, nella roccia e sull’acqua, che sprizza sull’intrico e le libellule e ancora le minuzie germinanti, i campi sul declivio, per me, che la campagna angoscia».
C’è anche sgomento in queste opere, una percezione di miracolosi trapassi geologici, un sentimento del panico e del divino; ma anche queste presenze paiono riprendere la ricerca di un nucleo umano più profondo, più radicale, forse quella “gioiosa salute” evocata da Cucchi. Momenti di particolare suggestione vengono offerti dall’emergere della fugura umana nell’intrico di segni che formano il paesaggio: e l’uomo stesso si perde nella pietra e nella vegetazione, quasi condividendone l’anima.
Non è forse un caso se, accanto a questa vertiginosa ricognizione nella natura, Orazio ha affrontato negli ultimi anni il motivo della Crocifissione. Ancora una volta, questo maestro cerca un limite, o un “oltre”, ove collocare l’uomo, gli spazi della sua sofferenza, della sua gioia.
Negli anni Novanta, la scoperta di un piccolo torrente nei pressi dell’abbazia di San Pietro al Monte in Civate (Lecco) stimola una svolta nella sua operatività artistica, nella quale si affaccia, a partire dall’immagine di quello scenario, una carica di vibrante naturalità originaria, alla quale si sarebbe riconnessa una lunga stagione del suo lavoro. Un grande poeta, Maurizio Cucchi, rievoca l’atmosfera dell’esperienza di quello “spirito della montagna”, vissuta con l’amico: «I sassi e l’acqua che attraversavamo, o le scivolate nei luoghi di Gaetano, ci davano un po’ di gioia passeggera e euforica, un po’ di gioiosa salute così rara. Finché non si manifesta inquietante il giallo delle squame, e un tratto rosso, d’improvviso, nella roccia e sull’acqua, che sprizza sull’intrico e le libellule e ancora le minuzie germinanti, i campi sul declivio, per me, che la campagna angoscia».
C’è anche sgomento in queste opere, una percezione di miracolosi trapassi geologici, un sentimento del panico e del divino; ma anche queste presenze paiono riprendere la ricerca di un nucleo umano più profondo, più radicale, forse quella “gioiosa salute” evocata da Cucchi. Momenti di particolare suggestione vengono offerti dall’emergere della fugura umana nell’intrico di segni che formano il paesaggio: e l’uomo stesso si perde nella pietra e nella vegetazione, quasi condividendone l’anima.
Non è forse un caso se, accanto a questa vertiginosa ricognizione nella natura, Orazio ha affrontato negli ultimi anni il motivo della Crocifissione. Ancora una volta, questo maestro cerca un limite, o un “oltre”, ove collocare l’uomo, gli spazi della sua sofferenza, della sua gioia.
25
giugno 2005
Gaetano Orazio – Mountain’s Soul
Dal 25 giugno al 20 luglio 2005
arte contemporanea
Location
GALLERIA AGHEIRO
Lavagna, Corso Buenos Ayres, 60, (Genova)
Lavagna, Corso Buenos Ayres, 60, (Genova)
Orario di apertura
dal mercoledì al sabato 10-12 e 18-22, o su appuntamento
Vernissage
25 Giugno 2005, ore 18
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