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Gaetano Tranchino – L’isola non lasciata
Leonardo Sciascia, grande amico ed estimatore di Gaetano Tranchino, ha definito la pittura dell’artista siciliano “una favola elementare”…
Comunicato stampa
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Leonardo Sciascia, grande amico ed estimatore di Gaetano Tranchino, ha definito la pittura dell’artista siciliano “una favola elementare” “(di elementi primi e vitali cui si sovrappone, con deliziosa incongruenza una favola temporale fatta cioè di personaggi e di cose di un tempo)”
Tranchino racconta con forme e colori irreali, storie di un tempo possibile ed insieme fantastico, che affonda le sue radici nella memoria di un infanzia felice. Ed ecco apparire sulle tele stanze dense di colore e di luce, atmosfere intense di attesa, giardini di palme, automobili lanciate verso un viaggio infinito, navi possenti, immote in un porto che racchiude un mare mosso da onde che si rincorrono, uomini che leggono, che scrivono, che sognano, figurine di fanciulle che appaiono leggiadre in fondo ad un viale: un mondo magico di sconfinata bellezza, governato dall’immaginazione e dalla incessante metamorfosi della memoria. La pittura di Tranchino, come la favola, gioca con la verità, quella verità individuale che ogni uomo porta dentro di sé e che pone a progetto della propria vita.
Gaetano Tranchino è nato nel 1938 a Siracusa, dove tuttora vive. Tranne che per la presentazione delle sue mostre in Italia e all’estero, raramente si allontana dalla sua città, dove, immerso nelle vestigia ancora vive e pulsanti della cultura greca che tanto lo influenzano, lavora impegnato nella continua ricerca di approfondimento della sua arte.
Nel 1964 espone la sua prima personale a Milano. Dal 1974 partecipa a svariate collettive e importanti fiere. Di lui hanno scritto e scrivono prestigiosi critici d’arte.
Questa mostra che è già stata presentata ad agosto presso le prestigiose sale del Museo di Lovere (Bs), a marzo p.v. sarà esposta presso la Galleria Rotta di Genova.
Tranchino racconta con forme e colori irreali, storie di un tempo possibile ed insieme fantastico, che affonda le sue radici nella memoria di un infanzia felice. Ed ecco apparire sulle tele stanze dense di colore e di luce, atmosfere intense di attesa, giardini di palme, automobili lanciate verso un viaggio infinito, navi possenti, immote in un porto che racchiude un mare mosso da onde che si rincorrono, uomini che leggono, che scrivono, che sognano, figurine di fanciulle che appaiono leggiadre in fondo ad un viale: un mondo magico di sconfinata bellezza, governato dall’immaginazione e dalla incessante metamorfosi della memoria. La pittura di Tranchino, come la favola, gioca con la verità, quella verità individuale che ogni uomo porta dentro di sé e che pone a progetto della propria vita.
Gaetano Tranchino è nato nel 1938 a Siracusa, dove tuttora vive. Tranne che per la presentazione delle sue mostre in Italia e all’estero, raramente si allontana dalla sua città, dove, immerso nelle vestigia ancora vive e pulsanti della cultura greca che tanto lo influenzano, lavora impegnato nella continua ricerca di approfondimento della sua arte.
Nel 1964 espone la sua prima personale a Milano. Dal 1974 partecipa a svariate collettive e importanti fiere. Di lui hanno scritto e scrivono prestigiosi critici d’arte.
Questa mostra che è già stata presentata ad agosto presso le prestigiose sale del Museo di Lovere (Bs), a marzo p.v. sarà esposta presso la Galleria Rotta di Genova.
20
gennaio 2005
Gaetano Tranchino – L’isola non lasciata
Dal 20 gennaio al 22 febbraio 2005
arte contemporanea
Location
GALLERIA D’ARTE SAN CARLO
Milano, Via Sant'Agnese, 18, (Milano)
Milano, Via Sant'Agnese, 18, (Milano)
Orario di apertura
dal martedì al venerdì 10-13 e 14,30-19. Sabato 10-13 e 15,30-19
Vernissage
20 Gennaio 2005, ore 18,30
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