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Giacomo Costa – Time(e)scape
Venerdì 16 gennaio 2026 Rifugio Digitale ospiterà l’inaugurazione della mostra time(e)scape di Giacomo Costa, un progetto che indaga le tensioni tra essere umano, architettura, progresso e ambiente. Curata da Serena Tabacchi, con la direzione artistica di Laura Andreini.
Comunicato stampa
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Dal 16 gennaio al 1 febbraio 2026, Rifugio Digitale presenta time(e)scape di Giacomo Costa, una mostra che esplora le tensioni tra essere umano, architettura, progresso e ambiente. Curata da Serena Tabacchi, con la direzione artistica di Laura Andreini, la mostra è realizzata in collaborazione con la galleria NM Contemporary e la casa editrice Forma Edizioni. La mostra aprirà al pubblico venerdì 16 gennaio alle ore 18,30 presso Rifugio Digitale.
In time(e)scape la città non si configura mai come semplice sfondo ma come organismo complesso, al tempo stesso corpo simbolico e costruzione mentale. Le opere di Giacomo Costa danno forma a paesaggi post-naturalistici in cui architettura, tecnologia e immaginazione concorrono a generare ambienti sospesi, collocati in una dimensione temporale instabile, al limite tra deriva distopica e ipotesi di futuro.
Da oltre trent’anni la ricerca di Costa si sviluppa in un territorio ibrido, dove fotografia digitale e video sono strumenti di composizione visiva. Attraverso l’uso di tecnologie derivate dalla progettazione architettonica e dal cinema, l’artista realizza città immaginarie generative in cui nulla è reale ma tutto appare verosimile. Metropoli iper-strutturate, spesso disabitate, emergono come fossili del futuro, frutto di una stratificazione di memorie culturali e riferimenti storici che richiamano tanto le vertiginose città in Metropolis di Fritz Lang quanto le visioni radicali di Archigram, Superstudio e delle avanguardie del Novecento.
In queste architetture monumentali la città diventa sinonimo di macchina, organismo autonomo, un’ipotesi che mette in crisi l’idea stessa di abitabilità. L’assenza della figura umana è solo apparente: l’uomo è inscritto nelle scale sovradimensionate, nei vuoti abissali, nelle strutture pensate per una civiltà altra. È proprio questa tensione tra presenza e assenza a rendere il lavoro di Costa profondamente politico e culturale, riflesso delle aspirazioni, delle paure e del desiderio di controllo della società contemporanea.
Parallelamente, il paesaggio viene esplorato come entità metafisica e instabile, soggetta a trasformazioni lente o improvvise, segnata da un uso dissennato delle risorse che ha compromesso gli equilibri biologici e chimici del pianeta. Le immagini iperrealistiche assumono così un carattere paradossale e visionario, evocando scenari catastrofici di un futuro che, in alcune parti del mondo, è già presente.
Nei video questi mondi si articolano in percorsi ciclici e immersivi, in un loop infinito che coinvolge lo spettatore come parte integrante del meccanismo scenico.
In time(e)scape la città non si configura mai come semplice sfondo ma come organismo complesso, al tempo stesso corpo simbolico e costruzione mentale. Le opere di Giacomo Costa danno forma a paesaggi post-naturalistici in cui architettura, tecnologia e immaginazione concorrono a generare ambienti sospesi, collocati in una dimensione temporale instabile, al limite tra deriva distopica e ipotesi di futuro.
Da oltre trent’anni la ricerca di Costa si sviluppa in un territorio ibrido, dove fotografia digitale e video sono strumenti di composizione visiva. Attraverso l’uso di tecnologie derivate dalla progettazione architettonica e dal cinema, l’artista realizza città immaginarie generative in cui nulla è reale ma tutto appare verosimile. Metropoli iper-strutturate, spesso disabitate, emergono come fossili del futuro, frutto di una stratificazione di memorie culturali e riferimenti storici che richiamano tanto le vertiginose città in Metropolis di Fritz Lang quanto le visioni radicali di Archigram, Superstudio e delle avanguardie del Novecento.
In queste architetture monumentali la città diventa sinonimo di macchina, organismo autonomo, un’ipotesi che mette in crisi l’idea stessa di abitabilità. L’assenza della figura umana è solo apparente: l’uomo è inscritto nelle scale sovradimensionate, nei vuoti abissali, nelle strutture pensate per una civiltà altra. È proprio questa tensione tra presenza e assenza a rendere il lavoro di Costa profondamente politico e culturale, riflesso delle aspirazioni, delle paure e del desiderio di controllo della società contemporanea.
Parallelamente, il paesaggio viene esplorato come entità metafisica e instabile, soggetta a trasformazioni lente o improvvise, segnata da un uso dissennato delle risorse che ha compromesso gli equilibri biologici e chimici del pianeta. Le immagini iperrealistiche assumono così un carattere paradossale e visionario, evocando scenari catastrofici di un futuro che, in alcune parti del mondo, è già presente.
Nei video questi mondi si articolano in percorsi ciclici e immersivi, in un loop infinito che coinvolge lo spettatore come parte integrante del meccanismo scenico.
16
gennaio 2026
Giacomo Costa – Time(e)scape
Dal 16 gennaio al 02 febbraio 2026
fotografia
Location
Rifugio Digitale
Firenze, Via della Fornace, 41, (FI)
Firenze, Via della Fornace, 41, (FI)
Orario di apertura
mercoledì a sabato ore 11-19
Vernissage
16 Gennaio 2026, 18.30
Sito web
Autore
Curatore
Media partner
Patrocini
