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Giacomo Matteotti
La mostra vuole documentare, nel percorso espositivo composto da trenta pannelli didattici, la vita del militante socialista riformista.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La mostra ?Giacomo Matteotti?, allestita presso il Museo di Roma in Trastevere
per iniziativa dell?Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma
e della Fondazione Pietro Nenni, vuole documentare, nel percorso espositivo
composto da trenta pannelli didattici, la vita del militante socialista riformista.
Questa esposizione ed il convegno che l?accompagna possono essere considerati
il naturale complemento delle due mostre già in corso presso il Museo di
Roma in Trastevere: ?La Roma del Luce? e ?La Battaglia di Roma?.
Nel presentare questa mostra, già brevemente allestita presso l?Archivio
di Stato in occasione della ricorrenza del delitto Matteotti, l?Assessorato
alle Politiche Culturali intende ricostruire nell?ambito dello stesso museo
tre momenti fondamentali della storia del fascismo italiano. Mentre ?La Roma
del Luce? documenta la quotidianità del fascismo, la mostra su ?Giacomo Matteotti?
e la ?Battaglia di Roma? colgono due momenti essenziali della sua evoluzione
storica. Dal delitto Matteotti (10 giugno 1924) al discorso di Mussolini
(3 gennaio 1925), si compie la parabola della trasformazione del fascismo
in regime; la Battaglia di Roma rappresenta l?inizio della Resistenza del
popolo italiano, che porterà alla sua definitiva sconfitta. Il convegno,
che si svolgerà il 13 gennaio alle ore 11.30, analizzerà, grazie al contributo
degli storici, i nodi principali di queste vicende.
La documentazione presentata mette in risalto le condizioni del Polesine,
terra natale di Matteotti, ed il ruolo di Matteotti come organizzatore di
leghe contadine, amministratore comunale e provinciale, antimilitarista,
socialista autenticamente riformista, coraggioso combattente contro gli arbitrii
degli agrari e la violenza fascista. Un Matteotti ?sconosciuto?, inedito,
come in gran parte inediti sono i documenti che sono esposti in mostra, provenienti
dagli archivi di Roma (Centrale e di Stato), da quelli di Rovigo e Ferrara
e dagli archivi degli enti locali di cui è stato amministratore.
Giacomo Matteotti nasce a Fratta Polesine, a pochi chilometri da Rovigo,
da Gerolamo e Isabella Garzarolo il 22 maggio 1885. Giacomo è il sesto di
sette figli e unico sopravvissuto.
All?età di tredici anni si iscrive al Partito socialista. Fonda leghe contadine,
cooperative, circoli socialisti e Camere del Lavoro. Giovanissimo esordisce
come amministratore comunale e diventa poi assessore e sindaco in diversi
comuni della provincia di Rovigo. Nel 1910 viene eletto al consiglio provinciale
della stessa città. Nel 1919 è eletto deputato al Parlamento nel collegio
Ferrara-Rovigo. Viene rieletto nel 1921 nel collegio Padova-Rovigo e nel
1924 nel Veneto e nel Lazio.
Giacomo Matteotti fu un personaggio singolare. Ricco proprietario agricolo
polesano rinunciò ad un?esistenza facile e piacevole e sposò la causa dei
contadini mettendosi contro la sua classe. Fu decisamente contro la prima
guerra mondiale e invocò l?insurrezione per fermarla. Avversario intransigente
del fascismo, ne vide subito lucidamente la natura intrinsecamente illiberale
e totalitaria.
Fu tra i pochi. E fu un predestinato. Mussolini non tollerava la sua opposizione:
fu minacciato di morte e aggredito più volte dalle squadre fasciste, prima
del 10 giugno 1924: quel giorno alcuni sicari del regime lo sequestrarono
all?uscita di casa e gli chiusero la bocca per sempre.
Fu ucciso perché ebbe la temerarietà, all'indomani delle elezioni-farsa del
6 Aprile 1924, di chiedere l'annullamento delle votazioni che avevano regalato
alle camicie nere la guida del Paese con brogli e violenze diffuse. Il 30
Maggio 1924 Matteotti pronunciò alla Camera dei Deputati un discorso denso
di accuse schiaccianti al regime. Suscitò le ire e le minacce dei parlamentari
fascisti che in ogni modo cercarono di impedirgli di parlare. Il discorso
gli valse la condanna a morte. Alla conclusione Mussolini disse al suo capo
ufficio stampa Cesare Rossi: ?Quest?uomo non deve più circolare?. Matteotti
ai compagni che si complimentavano con lui rispose: ?E ora preparate la mia
commemorazione?.
Tra tutte le vittime della violenza fascista Matteotti è assurto a simbolo.
Ma la sua tragica morte ha messo in ombra la sua vita che è invece una pagina
straordinaria, breve e intensa, ricca di grandi idealità tradotte nell?impegno
quotidiano. Tratta dall?ombra essa dà maggiore luce al suo sacrificio.
Mostra a cura di Gianna Granati e Alfonso Isinelli della Fondazione Nenni.
Al convegno di apertura interverranno:
Gianni Borgna, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma
Giuseppe Tamburrano, Storico e Presidente della Fondazione Pietro Nenni
Lucio Villari, Storico
Claudio Fracassi, Giornalista e Storico
Nel corso della mattinata sarà proiettato (proiezione unica) un video-documentario
su Giacomo Matteotti con immagini d?epoca, promosso dalla Fondazione Pietro
Nenni con la regia di Luca Ricciardi, prodotto dall?Archivio Audiovisivo
del Movimento Operaio e Democratico.
per iniziativa dell?Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma
e della Fondazione Pietro Nenni, vuole documentare, nel percorso espositivo
composto da trenta pannelli didattici, la vita del militante socialista riformista.
Questa esposizione ed il convegno che l?accompagna possono essere considerati
il naturale complemento delle due mostre già in corso presso il Museo di
Roma in Trastevere: ?La Roma del Luce? e ?La Battaglia di Roma?.
Nel presentare questa mostra, già brevemente allestita presso l?Archivio
di Stato in occasione della ricorrenza del delitto Matteotti, l?Assessorato
alle Politiche Culturali intende ricostruire nell?ambito dello stesso museo
tre momenti fondamentali della storia del fascismo italiano. Mentre ?La Roma
del Luce? documenta la quotidianità del fascismo, la mostra su ?Giacomo Matteotti?
e la ?Battaglia di Roma? colgono due momenti essenziali della sua evoluzione
storica. Dal delitto Matteotti (10 giugno 1924) al discorso di Mussolini
(3 gennaio 1925), si compie la parabola della trasformazione del fascismo
in regime; la Battaglia di Roma rappresenta l?inizio della Resistenza del
popolo italiano, che porterà alla sua definitiva sconfitta. Il convegno,
che si svolgerà il 13 gennaio alle ore 11.30, analizzerà, grazie al contributo
degli storici, i nodi principali di queste vicende.
La documentazione presentata mette in risalto le condizioni del Polesine,
terra natale di Matteotti, ed il ruolo di Matteotti come organizzatore di
leghe contadine, amministratore comunale e provinciale, antimilitarista,
socialista autenticamente riformista, coraggioso combattente contro gli arbitrii
degli agrari e la violenza fascista. Un Matteotti ?sconosciuto?, inedito,
come in gran parte inediti sono i documenti che sono esposti in mostra, provenienti
dagli archivi di Roma (Centrale e di Stato), da quelli di Rovigo e Ferrara
e dagli archivi degli enti locali di cui è stato amministratore.
Giacomo Matteotti nasce a Fratta Polesine, a pochi chilometri da Rovigo,
da Gerolamo e Isabella Garzarolo il 22 maggio 1885. Giacomo è il sesto di
sette figli e unico sopravvissuto.
All?età di tredici anni si iscrive al Partito socialista. Fonda leghe contadine,
cooperative, circoli socialisti e Camere del Lavoro. Giovanissimo esordisce
come amministratore comunale e diventa poi assessore e sindaco in diversi
comuni della provincia di Rovigo. Nel 1910 viene eletto al consiglio provinciale
della stessa città. Nel 1919 è eletto deputato al Parlamento nel collegio
Ferrara-Rovigo. Viene rieletto nel 1921 nel collegio Padova-Rovigo e nel
1924 nel Veneto e nel Lazio.
Giacomo Matteotti fu un personaggio singolare. Ricco proprietario agricolo
polesano rinunciò ad un?esistenza facile e piacevole e sposò la causa dei
contadini mettendosi contro la sua classe. Fu decisamente contro la prima
guerra mondiale e invocò l?insurrezione per fermarla. Avversario intransigente
del fascismo, ne vide subito lucidamente la natura intrinsecamente illiberale
e totalitaria.
Fu tra i pochi. E fu un predestinato. Mussolini non tollerava la sua opposizione:
fu minacciato di morte e aggredito più volte dalle squadre fasciste, prima
del 10 giugno 1924: quel giorno alcuni sicari del regime lo sequestrarono
all?uscita di casa e gli chiusero la bocca per sempre.
Fu ucciso perché ebbe la temerarietà, all'indomani delle elezioni-farsa del
6 Aprile 1924, di chiedere l'annullamento delle votazioni che avevano regalato
alle camicie nere la guida del Paese con brogli e violenze diffuse. Il 30
Maggio 1924 Matteotti pronunciò alla Camera dei Deputati un discorso denso
di accuse schiaccianti al regime. Suscitò le ire e le minacce dei parlamentari
fascisti che in ogni modo cercarono di impedirgli di parlare. Il discorso
gli valse la condanna a morte. Alla conclusione Mussolini disse al suo capo
ufficio stampa Cesare Rossi: ?Quest?uomo non deve più circolare?. Matteotti
ai compagni che si complimentavano con lui rispose: ?E ora preparate la mia
commemorazione?.
Tra tutte le vittime della violenza fascista Matteotti è assurto a simbolo.
Ma la sua tragica morte ha messo in ombra la sua vita che è invece una pagina
straordinaria, breve e intensa, ricca di grandi idealità tradotte nell?impegno
quotidiano. Tratta dall?ombra essa dà maggiore luce al suo sacrificio.
Mostra a cura di Gianna Granati e Alfonso Isinelli della Fondazione Nenni.
Al convegno di apertura interverranno:
Gianni Borgna, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma
Giuseppe Tamburrano, Storico e Presidente della Fondazione Pietro Nenni
Lucio Villari, Storico
Claudio Fracassi, Giornalista e Storico
Nel corso della mattinata sarà proiettato (proiezione unica) un video-documentario
su Giacomo Matteotti con immagini d?epoca, promosso dalla Fondazione Pietro
Nenni con la regia di Luca Ricciardi, prodotto dall?Archivio Audiovisivo
del Movimento Operaio e Democratico.
14
gennaio 2005
Giacomo Matteotti
Dal 14 gennaio al 13 febbraio 2005
Location
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Biglietti
intero € 2,60; ridotto € 1,60
Orario di apertura
10-20 (ultimo ingresso ore 19.00). Chiuso il lunedì
Vernissage
14 Gennaio 2005, convegno ore 11,30
mostra ore 12
Curatore

