Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Giordano Cipriani – L’alba della vita
personale fotografica
Comunicato stampa
Segnala l'evento
L’ALBA della VITA - PAPUA NUOVA GUINEA
di Giordano Cipriani
“SING SING”
Festa nazionale creata nel 1961, aveva lo scopo di far incontrare pacificamente tutte le tribù delle Highlands per stemperare odi, ostilità e guerre intestine che caratterizzavano fino ad allora i rapporti tra loro. Un grande raduno interetnico per rompere scontri e vendette di ogni tipo e far incontrare in un clima solenne e gioviale tribù e tradizioni diverse.
Il termine Singsing significa “festa”, “festival-sfida”, “cantacanta” ed è la possibilità e in un certo senso l’orgoglio da parte di ogni gruppo di dimostrare che è il migliore e di ognuno di mettersi in mostra, di far vedere la propri bellezza, bravura e capacità nel danzare, suonare, resistere. Un’arte raffinata e che proviene da gruppi aborigeni che sono tra gli ultimi a rappresentare il passato sulla terra.
Un crogiuolo di tribù che con le loro oltre 900 lingue rappresentano un quarto del patrimonio linguistico della Terra. Le condizioni ambientali di quasi impossibile mobilità li hanno costretti all’isolamento che è stata la base per svilupparsi in identità completamente diverse tra loro nonostante abbiano vissuto in spazi geografici decisamente contenuti. Vegetazione fitta e incombente, fiumi impetuosi e profonde cataratte erano gli ostacoli naturali per spostarsi; tutto ciò ha determinato l’idea dei limiti del proprio territorio; chiuso a se stessi e agli altri.
Alcuni gruppi hanno praticato fino agli inizi degli anni 60 il cannibalismo sia per mancanza di reperimento della carne che per due diverse ragioni rituali; massimo disprezzo del nemico in caso di rivalità tra tribù e trasferimento dei poteri da un anziano o da una personalità defunta dello stesso clan. In quest’ultimo caso le parti del corpo mangiate si limitavano al cervello, al fegato, agli occhi e ai genitali.
Al Singsing, “The Big Show” come viene comunemente chiamato a Mount Hagen, tutto si stempera ed ogni gruppo etnico è parte della festa e cosi i rapporti tra loro sono cordiali ed ognuno si concentra nel dimostrare la propria raffinatezza, la perfezione dei gesti e nei movimenti; una vera sfida di “moda aborigena”.
Giordano Cipriani
Nel ritrarre i colori del vero, Giordano Cipriani valica sorprendentemente i confini della mera fotografia di tipo documentaristico, fino a raggiungere un grado di osservazione che ne conferma lo status di prima e assoluta fonte d’ispirazione per l’artista in tutte le sue declinazioni. La serie di fotografie scattate in Papa Nuova Guinea, sono prova enfatica dell’avida sete di osservazione dell’artista. E prova è lo spropositato uso del grandangolo, la cui particolarità deformante e sgranante sembra permettere un’ allargarsi degli orizzonti dell’immagine stessa, come a inglobare ciò che è attorno ad essa, donandole una carica infinita. Questo giovane fotografo romano, privo di una qualsivoglia formazione accademica, è riuscito, sondando da subito il campo pratico, ad appropriasi di un linguaggio fotografico che parla attraverso le sue immagini. Negli ultimi tempi sta sviluppando un suo personal project che lo vede lavorare, in chiave del tutto sperimentale, con l’elemento acqueo.
Si ringrazia per le stampe U.S.A. Urban Scale Advertaising S.r.L.
di Giordano Cipriani
“SING SING”
Festa nazionale creata nel 1961, aveva lo scopo di far incontrare pacificamente tutte le tribù delle Highlands per stemperare odi, ostilità e guerre intestine che caratterizzavano fino ad allora i rapporti tra loro. Un grande raduno interetnico per rompere scontri e vendette di ogni tipo e far incontrare in un clima solenne e gioviale tribù e tradizioni diverse.
Il termine Singsing significa “festa”, “festival-sfida”, “cantacanta” ed è la possibilità e in un certo senso l’orgoglio da parte di ogni gruppo di dimostrare che è il migliore e di ognuno di mettersi in mostra, di far vedere la propri bellezza, bravura e capacità nel danzare, suonare, resistere. Un’arte raffinata e che proviene da gruppi aborigeni che sono tra gli ultimi a rappresentare il passato sulla terra.
Un crogiuolo di tribù che con le loro oltre 900 lingue rappresentano un quarto del patrimonio linguistico della Terra. Le condizioni ambientali di quasi impossibile mobilità li hanno costretti all’isolamento che è stata la base per svilupparsi in identità completamente diverse tra loro nonostante abbiano vissuto in spazi geografici decisamente contenuti. Vegetazione fitta e incombente, fiumi impetuosi e profonde cataratte erano gli ostacoli naturali per spostarsi; tutto ciò ha determinato l’idea dei limiti del proprio territorio; chiuso a se stessi e agli altri.
Alcuni gruppi hanno praticato fino agli inizi degli anni 60 il cannibalismo sia per mancanza di reperimento della carne che per due diverse ragioni rituali; massimo disprezzo del nemico in caso di rivalità tra tribù e trasferimento dei poteri da un anziano o da una personalità defunta dello stesso clan. In quest’ultimo caso le parti del corpo mangiate si limitavano al cervello, al fegato, agli occhi e ai genitali.
Al Singsing, “The Big Show” come viene comunemente chiamato a Mount Hagen, tutto si stempera ed ogni gruppo etnico è parte della festa e cosi i rapporti tra loro sono cordiali ed ognuno si concentra nel dimostrare la propria raffinatezza, la perfezione dei gesti e nei movimenti; una vera sfida di “moda aborigena”.
Giordano Cipriani
Nel ritrarre i colori del vero, Giordano Cipriani valica sorprendentemente i confini della mera fotografia di tipo documentaristico, fino a raggiungere un grado di osservazione che ne conferma lo status di prima e assoluta fonte d’ispirazione per l’artista in tutte le sue declinazioni. La serie di fotografie scattate in Papa Nuova Guinea, sono prova enfatica dell’avida sete di osservazione dell’artista. E prova è lo spropositato uso del grandangolo, la cui particolarità deformante e sgranante sembra permettere un’ allargarsi degli orizzonti dell’immagine stessa, come a inglobare ciò che è attorno ad essa, donandole una carica infinita. Questo giovane fotografo romano, privo di una qualsivoglia formazione accademica, è riuscito, sondando da subito il campo pratico, ad appropriasi di un linguaggio fotografico che parla attraverso le sue immagini. Negli ultimi tempi sta sviluppando un suo personal project che lo vede lavorare, in chiave del tutto sperimentale, con l’elemento acqueo.
Si ringrazia per le stampe U.S.A. Urban Scale Advertaising S.r.L.
02
novembre 2005
Giordano Cipriani – L’alba della vita
Dal 02 al 13 novembre 2005
fotografia
Location
SUPPERCLUB
Roma, Via De' Nari, 19, (Roma)
Roma, Via De' Nari, 19, (Roma)
Vernissage
2 Novembre 2005, ore 19
Sito web
www.giordanocipriani.com
Autore


