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Giuseppe Chiari – Non c’è musica più bella
In esposizione due rarità degli anni Settanta dal titolo “Musica macchina” e “Musica Mano”, alcuni strumenti musicali e una trentina di opere dell’ultimo ventennio. Si tratta di lavori dove la musica è la vera protagonista
Comunicato stampa
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Dal I ottobre al 14 novembre a Reggio Emilia, lo Spazio Bonioni Arte ospita la mostra “ Non c’è musica più bella , dedicata a Giuseppe Chiari, uno dei più importanti artisti italiani, l’unico accreditato esponente nazionale di Fluxus. Performer d’eccezione ed esploratore di una nuova dimensione, visiva e minimale d’esperienza musicale: Chiari unisce pratiche “artistiche” quali il collage, la pittura, la contaminazione di esperienza gestuale e di espressione verbale, la pratica della mail art art.
In esposizione due rarità degli anni Settanta dal titolo “Musica macchina” e “Musica Mano”, alcuni strumenti musicali e una trentina di opere dell’ultimo ventennio. Si tratta di lavori dove la musica è la vera protagonista. La partitura musicale per l’artista si impone non solo come base per eseguire un brano sonoro, ma anche come raffigurazione visiva, immagine, gesto. In queste opere, di medie dimensioni, quasi tutte su carta, lo spartito è reso illeggibile da un segno che sostituisce l’armonia in quanto è l’atto artistico stesso che diviene musicale. E anche gli strumenti musicali presenti in mostra sono aggrediti dal segno del performer, quasi imbavagliati e legati per non produrre più la musica ai quali sono generalmente deputati.
La mostra costituisce una importante occasione per comprendere l’opera di questo artista che tanto ha influenzato le giovani generazioni del post-concettuale italiano, dalla musica del post-fluxus ai linguaggi delle ultime tendenze.
Giuseppe Chiari è presente sulla scena artistica italiana dagli anni Settanta, con un’operatività critica nei confronti dei consueti modelli di fruizione culturale.
Chiari nasca a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a comporre.
Nel 1961 con Pietro Grossi, fonda la “Associazione Vita Musicale Contemporanea” a Firenze; nello stesso anno organizza la mostra “Musica e Segno”, realizzata dalla Galleria Numero di Roma ed al Creative and Center di Bufalo negli U.S.A.
Sin dai primi anni Sessanta procede attraverso il campo di ciò che convenzionalmente, viene denominata “arte”, mosso dall’urgenza di saggiare ipotesi di volta in volta diverse ( gesti, eventi) portando a far coincidere i momenti dell’ideazione e della pratica.
Nel 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA su iniziativa di Gorge Maciunas e impostato su comportamenti alternativi per l’epoca e continui sconfinamenti della specificità dei linguaggi. Partecipa attivamente alle varie edizioni dei Festival che si sono tenuti a Parigi, Wiesbaden, New York.
Dal 1964 fa parte del fiorentino “Gruppo 70” di poesia concreta.
Nel 1971 smette di comporre ed inizia una intensa attività di concerti (suona utilizzando acqua, capelli, pianoforti, sassi, violoncelli, e la carta), performances, mostre, conferenze che lo portano nei più importanti musei e gallerie private del mondo.
Ad oggi, l’artista, con la sua trentennale attività, lo si vede ancora protagonista di importanti manifestazioni in ambito nazionale ed internazionale, nel suo sempre rinnovato interesse per i Fluxus.
In esposizione due rarità degli anni Settanta dal titolo “Musica macchina” e “Musica Mano”, alcuni strumenti musicali e una trentina di opere dell’ultimo ventennio. Si tratta di lavori dove la musica è la vera protagonista. La partitura musicale per l’artista si impone non solo come base per eseguire un brano sonoro, ma anche come raffigurazione visiva, immagine, gesto. In queste opere, di medie dimensioni, quasi tutte su carta, lo spartito è reso illeggibile da un segno che sostituisce l’armonia in quanto è l’atto artistico stesso che diviene musicale. E anche gli strumenti musicali presenti in mostra sono aggrediti dal segno del performer, quasi imbavagliati e legati per non produrre più la musica ai quali sono generalmente deputati.
La mostra costituisce una importante occasione per comprendere l’opera di questo artista che tanto ha influenzato le giovani generazioni del post-concettuale italiano, dalla musica del post-fluxus ai linguaggi delle ultime tendenze.
Giuseppe Chiari è presente sulla scena artistica italiana dagli anni Settanta, con un’operatività critica nei confronti dei consueti modelli di fruizione culturale.
Chiari nasca a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a comporre.
Nel 1961 con Pietro Grossi, fonda la “Associazione Vita Musicale Contemporanea” a Firenze; nello stesso anno organizza la mostra “Musica e Segno”, realizzata dalla Galleria Numero di Roma ed al Creative and Center di Bufalo negli U.S.A.
Sin dai primi anni Sessanta procede attraverso il campo di ciò che convenzionalmente, viene denominata “arte”, mosso dall’urgenza di saggiare ipotesi di volta in volta diverse ( gesti, eventi) portando a far coincidere i momenti dell’ideazione e della pratica.
Nel 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA su iniziativa di Gorge Maciunas e impostato su comportamenti alternativi per l’epoca e continui sconfinamenti della specificità dei linguaggi. Partecipa attivamente alle varie edizioni dei Festival che si sono tenuti a Parigi, Wiesbaden, New York.
Dal 1964 fa parte del fiorentino “Gruppo 70” di poesia concreta.
Nel 1971 smette di comporre ed inizia una intensa attività di concerti (suona utilizzando acqua, capelli, pianoforti, sassi, violoncelli, e la carta), performances, mostre, conferenze che lo portano nei più importanti musei e gallerie private del mondo.
Ad oggi, l’artista, con la sua trentennale attività, lo si vede ancora protagonista di importanti manifestazioni in ambito nazionale ed internazionale, nel suo sempre rinnovato interesse per i Fluxus.
01
ottobre 2005
Giuseppe Chiari – Non c’è musica più bella
Dal primo ottobre al 14 novembre 2005
arte contemporanea
Location
BONIONI ARTE
Reggio Nell'emilia, Corso Giuseppe Garibaldi, 43, (Reggio Nell'emilia)
Reggio Nell'emilia, Corso Giuseppe Garibaldi, 43, (Reggio Nell'emilia)
Orario di apertura
tutti i giorni 10-13 e 16-20, chiuso lunedì
Vernissage
1 Ottobre 2005, ore 17,30
Autore


