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Giuseppe Ciccia
L’esposizione consta di trenta opere realizzate ad hoc per l’occasione
Comunicato stampa
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Il Consiglio regionale della Toscana, ospita dal 9 al 19 dicembre 2005 la mostra d’Arte Contemporanea di Giuseppe Ciccia, dal titolo “Il segno dell’utopia”.
L’esposizione consta di trenta opere realizzate ad hoc per l’occasione. L’autore ha lavorato su una grammatica di segni, mostrando, ancora una volta, una tensione gestuale dell’azione come “utopia di pensiero”. Un segno grafico potente espresso nella sua essenza da linee curve e rette in continua apertura, riconducibile alla dimensione e al significato dell’opera aperta. I colori primari sono usati da Ciccia quasi fossero i protagonisti di un racconto emozionante, carico di attese e complessità: il blu, il rosso, il giallo e il nero, reinventati con le tecniche più congeniali all’artista. La materia colore si anima con la luce che l’autore cerca di catturare per conferire ai suoi dipinti la forza e l’espressività proprie della musica, della poesia.
Il suo è un segno dirompente, autonomo, libero, che non ama definire le forme. Quest’ultime come fiamme occupano lo spazio costretto del quadro per avvicinarsi a un dialogo con altre forme provenienti direttamente dalla stessa materia cromatica.
Il segno dell’utopia è il motore dell’immaginazione dell’artista. Un segno di uguaglianza e di libertà, per suggerire un mondo migliore, privo delle problematiche che affliggono la nostra epoca storica. Nell’opera di Ciccia vi sono, inoltre, suggestioni provenienti da Pollock e Vedova, stemperate in uno stile singolarissimo che è attimo di tensione armonica quasi fosse l’esercitazione di un maestro calligrafo d’Oriente. La sua pittura è, infatti, dinamica e luminosa, talvolta pare un groviglio di galassie, sempre capace di esercitare un senso di fascinazione e una tensione continua tra armonia e disarmonia, tra realtà e idealità.
Per Ciccia quello che conta in pittura è l’attimo di tensione veloce. Egli si distingue dagli artisti dell’action painting perché ricerca costantemente la chiave per quell’armonica partecipazione al vivere che ci pare, talvolta, negata.
L’esposizione consta di trenta opere realizzate ad hoc per l’occasione. L’autore ha lavorato su una grammatica di segni, mostrando, ancora una volta, una tensione gestuale dell’azione come “utopia di pensiero”. Un segno grafico potente espresso nella sua essenza da linee curve e rette in continua apertura, riconducibile alla dimensione e al significato dell’opera aperta. I colori primari sono usati da Ciccia quasi fossero i protagonisti di un racconto emozionante, carico di attese e complessità: il blu, il rosso, il giallo e il nero, reinventati con le tecniche più congeniali all’artista. La materia colore si anima con la luce che l’autore cerca di catturare per conferire ai suoi dipinti la forza e l’espressività proprie della musica, della poesia.
Il suo è un segno dirompente, autonomo, libero, che non ama definire le forme. Quest’ultime come fiamme occupano lo spazio costretto del quadro per avvicinarsi a un dialogo con altre forme provenienti direttamente dalla stessa materia cromatica.
Il segno dell’utopia è il motore dell’immaginazione dell’artista. Un segno di uguaglianza e di libertà, per suggerire un mondo migliore, privo delle problematiche che affliggono la nostra epoca storica. Nell’opera di Ciccia vi sono, inoltre, suggestioni provenienti da Pollock e Vedova, stemperate in uno stile singolarissimo che è attimo di tensione armonica quasi fosse l’esercitazione di un maestro calligrafo d’Oriente. La sua pittura è, infatti, dinamica e luminosa, talvolta pare un groviglio di galassie, sempre capace di esercitare un senso di fascinazione e una tensione continua tra armonia e disarmonia, tra realtà e idealità.
Per Ciccia quello che conta in pittura è l’attimo di tensione veloce. Egli si distingue dagli artisti dell’action painting perché ricerca costantemente la chiave per quell’armonica partecipazione al vivere che ci pare, talvolta, negata.
05
dicembre 2005
Giuseppe Ciccia
Dal 05 al 12 dicembre 2005
arte contemporanea
Location
PALAZZO PANCIATICHI
Firenze, Via Camillo Benso Conte Di Cavour, 2, (Firenze)
Firenze, Via Camillo Benso Conte Di Cavour, 2, (Firenze)
Orario di apertura
giorni feriali dalle ore 9.00 alle ore 18.00; sabato dalle ore 9.00 alle ore 21.00; chiuso la domenica
Vernissage
5 Dicembre 2005, ore 16
Autore
Curatore


