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Giuseppe De Bartolo – Nel segno della luce
personale
Comunicato stampa
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Ecco cosa scrive Emma Proto di Rivoli:
L’ARTE CHE ESALTA LA BELLEZZA DEL CREATO
Davanti ad un’opera di De Bartolo l’osservatore si inebria seguendo il tocco, a volte delicato e sobrio a volte impetuoso e determinato, della mano dell’artista tecnicamente esperta e professionale; pare di viaggiare nell’infinito e man mano che si entra nel dipinto la mente opera il distacco tra il corpo e l’anima che si spinge verso l’alto quasi a toccare una felicità suprema e infinita.
L’evasione dalla realtà è realizzata in modo coordinato con la materia che viene trasfigurata, con una sintonia pittorica innovativa, esaltata da tratti cromatici e armoniosi, espressione dell’esperienza di un trentennio dell’artista le cui opere mettono in evidenza una creatività che esalta la bellezza del Creato.
Ecco cosa scrive Franco Crimì SdB di Alcamo:
l’Artista De Bartolo “Sacerdote” dell’Arte e “Profeta”
Guardo e sono sospinto a entrare nella storia di un uomo, Giuseppe De Bartolo, che esprime nell’Arte l’inesprimibile: la vita, il mondo, Dio…la intrinseca relazione fra di loro e scopro l’Artista non solo “Sacerdote” ma anche Profeta in un tempo decisamente bisognoso di testimoni di Dio.
E’ un mondo che mi viene comunicato, questo mondo coi suoi contrasti e le sue speranze.
Luci ed ombre. Vicende vitali di storie che ledono una vita mai imprigionata da esse.
La luna, calante o levante comunque il tuo occhio la veda, c’è e sempre ci sarà per rischiarare, riflettendo la luce del sole, la tenebra della notte. Una “notte” che tende a sconfinare imperando in pieno giorno.
Ma Dio come sole che sorge veglia sulla storia del mondo e le tenebre giammai prevarranno.
Come la luna riflette una luce non propria così l’artista De Bartolo si dispone a darci un messaggio di speranza che viene dall’Alto e come il Profeta proferisce parole non proprie ed è spinto ad ascoltare e poi gridare, anche nel deserto, che Dio è fedele alle sue promesse, cosi l’artista fa da collegamento, ponte tra Dio e noi: “sacerdote” che “proferisce” messaggi divini nei deserti aridi del cuore.
L’uso originale di materiale plasmabile e tangibile con i suoi rilievi aspri, dolci… dà al messaggio un’idea di concretezza. La luce stessa diviene tangibile. Solo chi è assuefatto alle tenebre la potrà negare.
Ecco cosa scrive l’editore Guido Folco di Torino:
Quando l’arte ha l’anima
Giuseppe De Bartolo possiede il dono francescano dell’umiltà che rende possibile uno sguardo distaccato dal mondo, per addentrarsi con maggiore profondità nello spirito delle cose e delle persone. E’per questo che i suoi lavori vivono di luce divenendo metafora dell’interiorità, interpretazione dell’anima. L’artista plasma i materiali, terre, sabbie, pigmenti, acrilici, vernici, smalti, tempere, oli, lasciando fluire dal gesto e dalla mente sensazioni e sentimenti, come fossero preghiere elevate al creatore. Indubbiamente, la fede assume un valore salvifico che si trasfonde nell’atto stesso del dipingere, inteso come grazia e carisma concessogli da Dio. Non importa quale sia il risultato finale, poco conta il giudizio critico e del pubblico: De Bartolo dipinge per sentire vivo il suo amore, per emozionare se stesso e, di riflesso, anche noi.
La pittura diventa così simbolo di fiducia e speranza, gratitudine e fatica, gioia e malinconia, sole interiore che brilla e riluce fulgente in un giallo abbacinante scavato nella luce, nell’ombra dorata di un “presepe” astratto, fatto di materia e colore, nei rossi carmini, dolore e morte, amore e passione: pittura dell’anima che dialoga con Dio.
L’ARTE CHE ESALTA LA BELLEZZA DEL CREATO
Davanti ad un’opera di De Bartolo l’osservatore si inebria seguendo il tocco, a volte delicato e sobrio a volte impetuoso e determinato, della mano dell’artista tecnicamente esperta e professionale; pare di viaggiare nell’infinito e man mano che si entra nel dipinto la mente opera il distacco tra il corpo e l’anima che si spinge verso l’alto quasi a toccare una felicità suprema e infinita.
L’evasione dalla realtà è realizzata in modo coordinato con la materia che viene trasfigurata, con una sintonia pittorica innovativa, esaltata da tratti cromatici e armoniosi, espressione dell’esperienza di un trentennio dell’artista le cui opere mettono in evidenza una creatività che esalta la bellezza del Creato.
Ecco cosa scrive Franco Crimì SdB di Alcamo:
l’Artista De Bartolo “Sacerdote” dell’Arte e “Profeta”
Guardo e sono sospinto a entrare nella storia di un uomo, Giuseppe De Bartolo, che esprime nell’Arte l’inesprimibile: la vita, il mondo, Dio…la intrinseca relazione fra di loro e scopro l’Artista non solo “Sacerdote” ma anche Profeta in un tempo decisamente bisognoso di testimoni di Dio.
E’ un mondo che mi viene comunicato, questo mondo coi suoi contrasti e le sue speranze.
Luci ed ombre. Vicende vitali di storie che ledono una vita mai imprigionata da esse.
La luna, calante o levante comunque il tuo occhio la veda, c’è e sempre ci sarà per rischiarare, riflettendo la luce del sole, la tenebra della notte. Una “notte” che tende a sconfinare imperando in pieno giorno.
Ma Dio come sole che sorge veglia sulla storia del mondo e le tenebre giammai prevarranno.
Come la luna riflette una luce non propria così l’artista De Bartolo si dispone a darci un messaggio di speranza che viene dall’Alto e come il Profeta proferisce parole non proprie ed è spinto ad ascoltare e poi gridare, anche nel deserto, che Dio è fedele alle sue promesse, cosi l’artista fa da collegamento, ponte tra Dio e noi: “sacerdote” che “proferisce” messaggi divini nei deserti aridi del cuore.
L’uso originale di materiale plasmabile e tangibile con i suoi rilievi aspri, dolci… dà al messaggio un’idea di concretezza. La luce stessa diviene tangibile. Solo chi è assuefatto alle tenebre la potrà negare.
Ecco cosa scrive l’editore Guido Folco di Torino:
Quando l’arte ha l’anima
Giuseppe De Bartolo possiede il dono francescano dell’umiltà che rende possibile uno sguardo distaccato dal mondo, per addentrarsi con maggiore profondità nello spirito delle cose e delle persone. E’per questo che i suoi lavori vivono di luce divenendo metafora dell’interiorità, interpretazione dell’anima. L’artista plasma i materiali, terre, sabbie, pigmenti, acrilici, vernici, smalti, tempere, oli, lasciando fluire dal gesto e dalla mente sensazioni e sentimenti, come fossero preghiere elevate al creatore. Indubbiamente, la fede assume un valore salvifico che si trasfonde nell’atto stesso del dipingere, inteso come grazia e carisma concessogli da Dio. Non importa quale sia il risultato finale, poco conta il giudizio critico e del pubblico: De Bartolo dipinge per sentire vivo il suo amore, per emozionare se stesso e, di riflesso, anche noi.
La pittura diventa così simbolo di fiducia e speranza, gratitudine e fatica, gioia e malinconia, sole interiore che brilla e riluce fulgente in un giallo abbacinante scavato nella luce, nell’ombra dorata di un “presepe” astratto, fatto di materia e colore, nei rossi carmini, dolore e morte, amore e passione: pittura dell’anima che dialoga con Dio.
13
settembre 2007
Giuseppe De Bartolo – Nel segno della luce
Dal 13 settembre al 03 ottobre 2007
arte contemporanea
Location
BIBLIOTECA CIVICA – VILLA AMORETTI
Torino, Corso Orbassano, 200, (Torino)
Torino, Corso Orbassano, 200, (Torino)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 10.30 -12.30 / 16.30 - 18.00; sabato: 10.30 - 18.00
Vernissage
13 Settembre 2007, ore 18
Autore


