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Giuseppe Novello – I disegni umoristici
La Galleria Ponte Rosso presenta in questa mostra venti disegni umoristici e una selezione di dipinti di Giuseppe Novello, un artista straordinario e certamente un protagonista della cultura italiana del Novecento.
Comunicato stampa
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Giuseppe Novello nasce a Codogno nel 1897. Dopo aver effettuato studi classici a Milano, partecipa al primo conflitto mondiale nel corpo degli Alpini.
Consegue la laurea in giurisprudenza ma, in seguito, fra il 1919 e il 1924, frequenta l’Accademia di Brera sotto la guida di Ambrogio Alciati assieme a Contardo Barbieri, De Rocchi, De Amicis e Montini. Diplomatosi, esordisce alla Biennale di Brera nel 1924 ricevendo il premio Fumagalli. Dal 1925 espone periodicamente alla Permanente di Milano ed alla Biennale di Venezia.
A Milano è tra i promotori del “cenacolo” di Bagutta, protagonista assieme agli amici Bacchelli, Monelli, Orio Vergani, Bucci, Vellani Marchi, Palazzi, Steffenini. Dai primi anni trenta, assieme ad alcuni amici baguttiani fre-quenta l’isola di Burano dove è ospite di Anna Moggioli e di Romano Barbaro “Trattoria Tre Stelle”.
Dal sodalizio con Paolo Monelli, iniziato dopo la fine della prima guerra, nasce La guerra è bella ma scomoda.
Negli anni fra i due conflitti collabora a Fuorisacco, supplemento satirico della Gazzetta del Popolo; da una sele-zione di vignette umoristiche Mondadori pubblica Il signore di buona famiglia e Cosa dirà la gente?
Durante il secondo conflitto Novello partecipa alla campagna di Russia e nel 1943 è deportato in Germania.
Ripresa l’attività di disegnatore umoristico, collabora con La Stampa quindi pubblica altre raccolte per Mondadori e, nel 1978, Coda al loggione, Edizioni d’Arte Ponte Rosso. Nel 1984 riceve la medaglia d’oro di benemerenza del Comune di Milano. Muore a Codogno nel 1988.
Ha scritto di lui Emilio Giannelli:
(…) Giuseppe Novello ha raccontato e sbeffeggiato in modo incomparabile la famiglia piccolo-borghese italiana, ne ha illustrato i tanti piccoli vizi e le poche piccole virtù ed è veramente stupefacente che a distanza di tanti anni, nonostante il grande cambiamento della società italiana, il suo impietoso graffio sia ancora così attuale…
Anche l’inconfondibile stile di Giuseppe Novello non accusa gli anni: un segno preciso, nitido, una eccezionale sintesi con raffinate costruzioni grafiche dove non esiste mai un particolare superfluo, caricature essenziali con le espressioni dei volti rese perfettamente in funzione delle situazioni rappresentate. Non manca l’autoironia, e molte volte il protagonista della scenetta è lo stesso Novello che mette in mutande una società non già atteggiandosi a estraneo moralista, ma come e disilluso compartecipe della vicenda. (…)
Consegue la laurea in giurisprudenza ma, in seguito, fra il 1919 e il 1924, frequenta l’Accademia di Brera sotto la guida di Ambrogio Alciati assieme a Contardo Barbieri, De Rocchi, De Amicis e Montini. Diplomatosi, esordisce alla Biennale di Brera nel 1924 ricevendo il premio Fumagalli. Dal 1925 espone periodicamente alla Permanente di Milano ed alla Biennale di Venezia.
A Milano è tra i promotori del “cenacolo” di Bagutta, protagonista assieme agli amici Bacchelli, Monelli, Orio Vergani, Bucci, Vellani Marchi, Palazzi, Steffenini. Dai primi anni trenta, assieme ad alcuni amici baguttiani fre-quenta l’isola di Burano dove è ospite di Anna Moggioli e di Romano Barbaro “Trattoria Tre Stelle”.
Dal sodalizio con Paolo Monelli, iniziato dopo la fine della prima guerra, nasce La guerra è bella ma scomoda.
Negli anni fra i due conflitti collabora a Fuorisacco, supplemento satirico della Gazzetta del Popolo; da una sele-zione di vignette umoristiche Mondadori pubblica Il signore di buona famiglia e Cosa dirà la gente?
Durante il secondo conflitto Novello partecipa alla campagna di Russia e nel 1943 è deportato in Germania.
Ripresa l’attività di disegnatore umoristico, collabora con La Stampa quindi pubblica altre raccolte per Mondadori e, nel 1978, Coda al loggione, Edizioni d’Arte Ponte Rosso. Nel 1984 riceve la medaglia d’oro di benemerenza del Comune di Milano. Muore a Codogno nel 1988.
Ha scritto di lui Emilio Giannelli:
(…) Giuseppe Novello ha raccontato e sbeffeggiato in modo incomparabile la famiglia piccolo-borghese italiana, ne ha illustrato i tanti piccoli vizi e le poche piccole virtù ed è veramente stupefacente che a distanza di tanti anni, nonostante il grande cambiamento della società italiana, il suo impietoso graffio sia ancora così attuale…
Anche l’inconfondibile stile di Giuseppe Novello non accusa gli anni: un segno preciso, nitido, una eccezionale sintesi con raffinate costruzioni grafiche dove non esiste mai un particolare superfluo, caricature essenziali con le espressioni dei volti rese perfettamente in funzione delle situazioni rappresentate. Non manca l’autoironia, e molte volte il protagonista della scenetta è lo stesso Novello che mette in mutande una società non già atteggiandosi a estraneo moralista, ma come e disilluso compartecipe della vicenda. (…)
18
novembre 2010
Giuseppe Novello – I disegni umoristici
Dal 18 novembre 2010 al 09 gennaio 2011
disegno e grafica
Location
GALLERIA PONTE ROSSO
Milano, Via Brera, 2, (Milano)
Milano, Via Brera, 2, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato 10-12.30 e 15.30-19
chiuso domenica e lunedì
Nel mese di dicembre aperto anche domenica e festivi. Chiusura di fine anno dal 25.12.2010 al 3.1.2011
Vernissage
18 Novembre 2010, ore 18.00
Autore


