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Gonçalo Mabunda – Dare voce
con un’installazione sonora di Ivan Barlafante
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La mostra è dedicata alle sculture del giovane artista proveniente
dal Mozambico, attivo sulla scena internazionale dal 1995, con esposizioni
personali e collettive realizzate in tutto il mondo.
Alcune delle sue sculture sono state acquistate dal Museum Kunst
Palast
di Düsseldorf, dal Centre Georges Pompidou di Parigi e dai musei di Tokio
e di Londra.
L'esposizione, che raccoglie e presenta al pubblico circa trenta
sculture,
si propone come momento di riflessione e analisi sull'uso che l'artista
fa
dei residui di guerra provenienti dal suo paese natio.
Mabunda crea opere ricavate dalle armi del Mozambico, col fine di
sdrammatizzare
il loro significato tragicamente distruttivo e di dare origine ad opere
che
rivelano un inatteso e splendido messaggio di pace.
Giocando continuamente sul contrasto, nel tentativo di riscattare
la
funzione omicida delle armi belliche, intese come fonti di creazione e
non
di distruzione, Mabunda realizza sedie che significano riposo fatte di
mitragliette
e bombe a mano, allegri strumenti musicali, divertenti suonatori e ballerini
ispirati a Michael Jackson, composti da parti di fucili e da mine anti-uomo.
Le sculture di Gonçalo Mabunda sono dei ready made in quanto egli
elabora
le armi per poi presentarle come opere d'arte, separando l'oggetto dal
contesto
che gli è abituale e in cui adempie ad una funzione pratica: uccidere.
Da
macchine di sterminio Mabunda crea quindi opere che parlano della vita
spingendo
il pubblico a guardare con occhi diversi le armi, viste come strumento
indispensabile
per consolidare l'unione tra le popolazioni.
Le sue sculture giocano sul contrasto guerra/morte e arte/vita, nel
tentativo di far dimenticare le sofferenze dei bambini del Mozambico, costretti
a vivere in un clima perpetuo di guerra.
Al centro della sala espositiva sarà presentata l'installazione sonora
di Ivan Barlafante, giovane artista italiano attivo dal 1988. Barlafante
ha realizzato mostre personali e collettive in molti musei ed istituzioni
espositive, sia nazionali che internazionali. Ha esposto al Museo Civico
di Gibellina, al Museo d'Arte Contemporanea dell'Aquila e alla Galleria
Civica
di Modena. Sulla scena internazionale è stato il vincitore dell'VIII Biennale
d'Arte Contemporanea, Città del Cairo, 2001. Ha inoltre realizzato mostre
a Parigi, Praga e Istanbul.
L'installazione sonora dal titolo I love you, già esposta nel gennaio
del 2005 nel Tempietto del Carmelo sito nell'ex-ghetto di Roma, è composta
dal suono del respiro e da un cuore che pulsa nel tentativo di esprimere
la forza più grande in assoluto: l'amore. La sabbia, mossa dal suono che
esce dagli altoparlanti, diventa così materia viva, in continuo movimento.
In occasione della mostra verrà pubblicato il catalogo.
dal Mozambico, attivo sulla scena internazionale dal 1995, con esposizioni
personali e collettive realizzate in tutto il mondo.
Alcune delle sue sculture sono state acquistate dal Museum Kunst
Palast
di Düsseldorf, dal Centre Georges Pompidou di Parigi e dai musei di Tokio
e di Londra.
L'esposizione, che raccoglie e presenta al pubblico circa trenta
sculture,
si propone come momento di riflessione e analisi sull'uso che l'artista
fa
dei residui di guerra provenienti dal suo paese natio.
Mabunda crea opere ricavate dalle armi del Mozambico, col fine di
sdrammatizzare
il loro significato tragicamente distruttivo e di dare origine ad opere
che
rivelano un inatteso e splendido messaggio di pace.
Giocando continuamente sul contrasto, nel tentativo di riscattare
la
funzione omicida delle armi belliche, intese come fonti di creazione e
non
di distruzione, Mabunda realizza sedie che significano riposo fatte di
mitragliette
e bombe a mano, allegri strumenti musicali, divertenti suonatori e ballerini
ispirati a Michael Jackson, composti da parti di fucili e da mine anti-uomo.
Le sculture di Gonçalo Mabunda sono dei ready made in quanto egli
elabora
le armi per poi presentarle come opere d'arte, separando l'oggetto dal
contesto
che gli è abituale e in cui adempie ad una funzione pratica: uccidere.
Da
macchine di sterminio Mabunda crea quindi opere che parlano della vita
spingendo
il pubblico a guardare con occhi diversi le armi, viste come strumento
indispensabile
per consolidare l'unione tra le popolazioni.
Le sue sculture giocano sul contrasto guerra/morte e arte/vita, nel
tentativo di far dimenticare le sofferenze dei bambini del Mozambico, costretti
a vivere in un clima perpetuo di guerra.
Al centro della sala espositiva sarà presentata l'installazione sonora
di Ivan Barlafante, giovane artista italiano attivo dal 1988. Barlafante
ha realizzato mostre personali e collettive in molti musei ed istituzioni
espositive, sia nazionali che internazionali. Ha esposto al Museo Civico
di Gibellina, al Museo d'Arte Contemporanea dell'Aquila e alla Galleria
Civica
di Modena. Sulla scena internazionale è stato il vincitore dell'VIII Biennale
d'Arte Contemporanea, Città del Cairo, 2001. Ha inoltre realizzato mostre
a Parigi, Praga e Istanbul.
L'installazione sonora dal titolo I love you, già esposta nel gennaio
del 2005 nel Tempietto del Carmelo sito nell'ex-ghetto di Roma, è composta
dal suono del respiro e da un cuore che pulsa nel tentativo di esprimere
la forza più grande in assoluto: l'amore. La sabbia, mossa dal suono che
esce dagli altoparlanti, diventa così materia viva, in continuo movimento.
In occasione della mostra verrà pubblicato il catalogo.
08
giugno 2005
Gonçalo Mabunda – Dare voce
Dall'otto al 29 giugno 2005
arte contemporanea
Location
GALLERIA LA NUVOLA 1
Roma, Via Margutta, 51a, (Roma)
Roma, Via Margutta, 51a, (Roma)
Orario di apertura
lun-sab 10-19
Vernissage
8 Giugno 2005, ore 18:30
Autore
Curatore


