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Grace Weir – Dust defying gravity
Attraverso i suoi film Grace Weir interroga il modo in cui noi costruiamo, razionalizziamo e facciamo esperienza del tempo. E cosi spesso i suoi lavori sono il risultato di ricerche sulle nozioni di tempo e luce: riflessioni su stelle e corpi celesti o sulla fenomenologia dei cosiddetti ‘buchi neri’
Comunicato stampa
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Con Dust defying gravity di Grace Weir si avvia il programma di screening che la galleria Furini Arte contemporanea ospiterà a intervalli regolari durante la stagione espositiva 2007/2008.
Attraverso i suoi film Grace Weir interroga il modo in cui noi costruiamo, razionalizziamo e facciamo esperienza del tempo. E cosi spesso i suoi lavori sono il risultato di ricerche sulle nozioni di tempo e luce: riflessioni su stelle e corpi celesti o sulla fenomenologia dei cosiddetti ‘buchi neri’.
È alla teoria sulla relatività di Einstein che l’artista pensa, ai movimenti della luna visti dalla terra, alle teorie riguardanti i principi fisici relativi all’ora locale - oggi misurata attraverso gli atomi - e al tempo solare basato sui movimenti del nostro pianeta e, ancora, agli anelli di Saturno, alla struttura degli occhi delle mosche o alle macchie presenti sulla superficie del sole.
Le azioni riprese nei film di Grace Weir sono inspirate dal concetto caro allo scienziato tedesco di procedere attraverso l’esperimento, di interrogare la natura delle cose servendosi del puro ragionamento anziché dell’uso di oggetti da laboratorio.
L’intento dell’artista irlandese è quello di esplorare le pause e gli intervalli tra ciò che è conosciuto e dato in sé e ciò che deve ancora essere scoperto. I suoi film utilizzano spesso immagini di fenomeni naturali come le nuvole, l’acqua o il vento e ci coinvolgono in un viaggio di ricerca in cui lo stato delle cose si pone in una condizione di movimento e transito.
Ma ciò che informa i lavori di Grace Weir è soprattutto l’eco del pensiero di Henri Bergson come dei filosofi Deleuze e Guattari per i quali la nozione di moto e di divenire costituisce la norma, mentre la condizione di stasi è considerata pura illusione.
I suoi film sono spesso il risultato di collaborazioni con fisici, astronomi e matematici chiamati anche a diventare attori; si veda ad esempio la collaborazione con Ian Elliot per The Darkness and the light (2002), realizzato negli interni dell’osservatorio Dunsink di Dublino.
Girato in 16 mm, Dust defying gravity riprende invece il silenzioso inventario degli strumenti che nel passato hanno amplificato le potenzialità dei sensi umani aumentando così la consapevolezza di un mondo precedentemente invisibile.
Dust defying gravity fa parte della collezione dell’IMMA, Irish Museum of Modern Art di Dublino.
BIOGRAFIA
Grace Weir (Dublino, 1962) ha studiato al National College of Art di Dublino e nel 1997 ha ottenuto il suo M.sc in Multimedia presso il Trinity College della medesima città. Nel 1997 è stata selezionata per una residenza del PS1 presso l’Institute for Art and Urban Resources di New York. Nel 2000 è stata invitata per una personale alla Royal Hibernian Academy di Dublino e nel 2001 ha rappresentato l’Irlanda alla 49° Biennale di Venezia.
Grace Weir ha esposto estensivamente sia in Irlanda che in Europa e negli USA. Nel 2002 le è stato commissionato dal Nordic Institute of Contemporary Art di Helsinki il lavoro interattivo Little Bang.
Tra le altre sue mostre personali ricordiamo Around Now (2001) alla John Curtin Gallery di Perth (Australia); FineLine (2003) alla Cornerhouse di Manchester; Meanwhile Elsewhere (2004) presso la londinese Percy Miller Gallery. Di prossima apertura In My Own Time, al Museo della Scienza di Londra.
Attraverso i suoi film Grace Weir interroga il modo in cui noi costruiamo, razionalizziamo e facciamo esperienza del tempo. E cosi spesso i suoi lavori sono il risultato di ricerche sulle nozioni di tempo e luce: riflessioni su stelle e corpi celesti o sulla fenomenologia dei cosiddetti ‘buchi neri’.
È alla teoria sulla relatività di Einstein che l’artista pensa, ai movimenti della luna visti dalla terra, alle teorie riguardanti i principi fisici relativi all’ora locale - oggi misurata attraverso gli atomi - e al tempo solare basato sui movimenti del nostro pianeta e, ancora, agli anelli di Saturno, alla struttura degli occhi delle mosche o alle macchie presenti sulla superficie del sole.
Le azioni riprese nei film di Grace Weir sono inspirate dal concetto caro allo scienziato tedesco di procedere attraverso l’esperimento, di interrogare la natura delle cose servendosi del puro ragionamento anziché dell’uso di oggetti da laboratorio.
L’intento dell’artista irlandese è quello di esplorare le pause e gli intervalli tra ciò che è conosciuto e dato in sé e ciò che deve ancora essere scoperto. I suoi film utilizzano spesso immagini di fenomeni naturali come le nuvole, l’acqua o il vento e ci coinvolgono in un viaggio di ricerca in cui lo stato delle cose si pone in una condizione di movimento e transito.
Ma ciò che informa i lavori di Grace Weir è soprattutto l’eco del pensiero di Henri Bergson come dei filosofi Deleuze e Guattari per i quali la nozione di moto e di divenire costituisce la norma, mentre la condizione di stasi è considerata pura illusione.
I suoi film sono spesso il risultato di collaborazioni con fisici, astronomi e matematici chiamati anche a diventare attori; si veda ad esempio la collaborazione con Ian Elliot per The Darkness and the light (2002), realizzato negli interni dell’osservatorio Dunsink di Dublino.
Girato in 16 mm, Dust defying gravity riprende invece il silenzioso inventario degli strumenti che nel passato hanno amplificato le potenzialità dei sensi umani aumentando così la consapevolezza di un mondo precedentemente invisibile.
Dust defying gravity fa parte della collezione dell’IMMA, Irish Museum of Modern Art di Dublino.
BIOGRAFIA
Grace Weir (Dublino, 1962) ha studiato al National College of Art di Dublino e nel 1997 ha ottenuto il suo M.sc in Multimedia presso il Trinity College della medesima città. Nel 1997 è stata selezionata per una residenza del PS1 presso l’Institute for Art and Urban Resources di New York. Nel 2000 è stata invitata per una personale alla Royal Hibernian Academy di Dublino e nel 2001 ha rappresentato l’Irlanda alla 49° Biennale di Venezia.
Grace Weir ha esposto estensivamente sia in Irlanda che in Europa e negli USA. Nel 2002 le è stato commissionato dal Nordic Institute of Contemporary Art di Helsinki il lavoro interattivo Little Bang.
Tra le altre sue mostre personali ricordiamo Around Now (2001) alla John Curtin Gallery di Perth (Australia); FineLine (2003) alla Cornerhouse di Manchester; Meanwhile Elsewhere (2004) presso la londinese Percy Miller Gallery. Di prossima apertura In My Own Time, al Museo della Scienza di Londra.
29
settembre 2007
Grace Weir – Dust defying gravity
Dal 29 settembre al 21 ottobre 2007
arte contemporanea
Location
FURINI ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Via Giulia, 8, (Roma)
Roma, Via Giulia, 8, (Roma)
Orario di apertura
lunedì-sabato 10,30-12,30 e 15,30-19,30
Vernissage
29 Settembre 2007, ore 18,30
Autore
Curatore


