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Greg Murr / David Faber – Terra e Acqua
Le opere di Greg e David sono legate dal concetto di trasfigurazione. Una trasfigurazione ben poco connessa, però, a fede e spiritualità: la trasfigurazione indagata dai due artisti è fisica, legata alla Terra, all’Acqua, alla geografia
Comunicato stampa
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Le opere di Greg e David sono legate dal concetto di trasfigurazione. Una trasfigurazione ben poco connessa, però, a fede e spiritualità: la trasfigurazione indagata dai due artisti è fisica, legata alla Terra, all’Acqua, alla geografia.
Greg Murr indaga la laguna di Venezia: servendosi di alcune carte geografiche (tra cui una napoleonica reperita in Germania) riproduce le zone non navigabili di essa, ricavando da tale operazione forme irregolari e frastagliate che poi vengono riutilizzate, riposizionate, dando vita a qualcosa di completamente diverso. L’acqua diventa così un qualcosa di non acquatico, un corpo/immagine impossibile e paradossale che ha molti riferimenti visivi: forme botaniche, geometrie, forme pure come la ruota o la piramide, una torre. Accanto ad ogni immagine, il titolo ed un breve testo, scritti in italiano da Greg, danno un lieve sapore scientifico all’operazione, ma c’è sempre qualche elemento (un riferimento impossibile, una spiegazione immaginaria, il rimando ad una definizione che non c’è) che rende il tutto quasi giocoso. Ogni titolo potrebbe essere un suggerimento per arrivare ad una corretta interpretazione dell’opera, ma in realtà la voce dell’autore non ci dà l’unica soluzione possibile: ce ne sono molte altre, spetta al visitatore trovarle.
E così in “Laguna di Venezia alla ricerca di un archetipo strutturale” le zone non navigabili, di colori e dimensioni e forme diverse, sembrano posizionate come in una piramide che, a matita, è suggerita nella parte alta dell’opera; in realtà, a guardarla bene, l’opera ricorda molto da vicino anche una foglia di ginko. “Laguna di Venezia che crea un arco, ponte, sentiero”, “Laguna di Venezia riconfigurata ed ingrandita, “Laguna di Venezia in forma corporea o di torre squilibrata”, “Laguna di Venezia che finge di essere un bocciolo”, sono alcuni esempi di titoli/interpretazioni di questi acquerelli tenui, delicati, realizzati con colori che vanno dal marrone chiaro, all’ocra, al verde e all’azzurro, fino al grigio più o meno intenso. Quelli che usa Greg sono colori che i veneziani sono abituati a vedere in laguna, a seconda del tipo di luce e di atmosfera che vi si rifrange. Una spruzzata d’argento mescolata ad alcuni colori dà la sensazione del riverbero del sole sull’acqua.
David Faber per le sue opere si serve invece dei suoi ricordi, della sua infanzia: cresciuto nel podere della sua famiglia, utilizza spesso riferimenti agricoli quali attrezzi, prodotti della terra, le terra stessa. Con il suo stile, più grafico ed incisivo rispetto a quello di Greg, David raffigura la terra come se fosse un corpo diviso ed organizzato per la semina, la coltivazione ed il raccolto. Nelle sue opere prepara una superficie, un campo che poi verrà arato, solcato dai segni della sua espressione, per arrivare ad una orchestrazione di tutto ciò che compone il suo background culturale ed emotivo: il tutto diventa, sulla carta, qualcosa di nuovo, fatto di segni visivi collegati ad associazioni personali di significato. Anche David non dà un’unica e rigida interpretazione della sua opera, ma permette al visitatore di scoprire ed esplorare, di riflettere e comprendre.
Nicoletta Consentino
Greg Murr indaga la laguna di Venezia: servendosi di alcune carte geografiche (tra cui una napoleonica reperita in Germania) riproduce le zone non navigabili di essa, ricavando da tale operazione forme irregolari e frastagliate che poi vengono riutilizzate, riposizionate, dando vita a qualcosa di completamente diverso. L’acqua diventa così un qualcosa di non acquatico, un corpo/immagine impossibile e paradossale che ha molti riferimenti visivi: forme botaniche, geometrie, forme pure come la ruota o la piramide, una torre. Accanto ad ogni immagine, il titolo ed un breve testo, scritti in italiano da Greg, danno un lieve sapore scientifico all’operazione, ma c’è sempre qualche elemento (un riferimento impossibile, una spiegazione immaginaria, il rimando ad una definizione che non c’è) che rende il tutto quasi giocoso. Ogni titolo potrebbe essere un suggerimento per arrivare ad una corretta interpretazione dell’opera, ma in realtà la voce dell’autore non ci dà l’unica soluzione possibile: ce ne sono molte altre, spetta al visitatore trovarle.
E così in “Laguna di Venezia alla ricerca di un archetipo strutturale” le zone non navigabili, di colori e dimensioni e forme diverse, sembrano posizionate come in una piramide che, a matita, è suggerita nella parte alta dell’opera; in realtà, a guardarla bene, l’opera ricorda molto da vicino anche una foglia di ginko. “Laguna di Venezia che crea un arco, ponte, sentiero”, “Laguna di Venezia riconfigurata ed ingrandita, “Laguna di Venezia in forma corporea o di torre squilibrata”, “Laguna di Venezia che finge di essere un bocciolo”, sono alcuni esempi di titoli/interpretazioni di questi acquerelli tenui, delicati, realizzati con colori che vanno dal marrone chiaro, all’ocra, al verde e all’azzurro, fino al grigio più o meno intenso. Quelli che usa Greg sono colori che i veneziani sono abituati a vedere in laguna, a seconda del tipo di luce e di atmosfera che vi si rifrange. Una spruzzata d’argento mescolata ad alcuni colori dà la sensazione del riverbero del sole sull’acqua.
David Faber per le sue opere si serve invece dei suoi ricordi, della sua infanzia: cresciuto nel podere della sua famiglia, utilizza spesso riferimenti agricoli quali attrezzi, prodotti della terra, le terra stessa. Con il suo stile, più grafico ed incisivo rispetto a quello di Greg, David raffigura la terra come se fosse un corpo diviso ed organizzato per la semina, la coltivazione ed il raccolto. Nelle sue opere prepara una superficie, un campo che poi verrà arato, solcato dai segni della sua espressione, per arrivare ad una orchestrazione di tutto ciò che compone il suo background culturale ed emotivo: il tutto diventa, sulla carta, qualcosa di nuovo, fatto di segni visivi collegati ad associazioni personali di significato. Anche David non dà un’unica e rigida interpretazione della sua opera, ma permette al visitatore di scoprire ed esplorare, di riflettere e comprendre.
Nicoletta Consentino
27
marzo 2006
Greg Murr / David Faber – Terra e Acqua
Dal 27 marzo al 07 aprile 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA IL SOTOPORTEGO
Venezia, Cannaregio, 1798, (Venezia)
Venezia, Cannaregio, 1798, (Venezia)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì 10-13 e 15-19
Autore



