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Guido D’Apuzzo – LocalEcho
COMUNICATO STAMPA
LocalEcho — Archivio diffuso di memorie anonime
LocalEcho è un progetto artistico e culturale che nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e rendere accessibili memorie individuali anonime attraverso una rete di dispositivi fisici distribuiti sul territorio.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
LocalEcho — Archivio diffuso di memorie anonime
Lancio: 21 gennaio 2026
LocalEcho è un progetto artistico e culturale che nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e rendere accessibili memorie individuali anonime attraverso una rete di dispositivi fisici distribuiti sul territorio italiano.
Il progetto prenderà avvio ufficialmente il 21 gennaio 2026, una data simbolica scelta perché coincide con un giorno del silenzio mai riconosciuto ufficialmente: un giorno che non celebra, non commemora e non è stato istituzionalizzato.
Un silenzio non codificato, non ritualizzato, che diventa il punto di partenza ideale per un progetto che si occupa di ciò che solitamente resta ai margini della memoria collettiva.
Il progetto
LocalEcho non è un archivio tradizionale, ma un sistema di ascolto distribuito.
Al centro del progetto ci sono le memorie minime: frammenti di vissuto, pensieri, ricordi, confessioni o testi irrisolti lasciati spontaneamente da persone comuni.
Le memorie non vengono ordinate, interpretate o corrette.
Non esiste una narrazione unitaria né un intento documentaristico classico.
LocalEcho accoglie l’incompleto, il contraddittorio, il fragile.
Il progetto si configura come un anti-archivio affettivo, dove il valore non è dato dalla completezza o dalla verifica, ma dalla semplice presenza di una traccia umana.
I nodi LocalEcho
La raccolta delle memorie avviene attraverso una rete di nodi fisici, dispositivi elettronici autonomi distribuiti gratuitamente.
Ogni nodo genera una rete Wi-Fi locale, non collegata a Internet.
Chi si trova nelle vicinanze può connettersi con il proprio smartphone, senza installare applicazioni, senza registrazione, senza fornire dati personali.
Una volta connesso, l’utente accede a un’interfaccia minimale che consente una sola azione:
scrivere e lasciare una memoria testuale.
Il nodo non guida l’utente e non suggerisce cosa scrivere.
È una presenza silenziosa, pensata per favorire un gesto spontaneo e non performativo.
I nodi possono essere:
statici, ospitati in luoghi fisici (spazi culturali, studi, luoghi di passaggio, contesti non necessariamente istituzionali);
mobili, affidati a singole persone che li utilizzano nel tempo, in modo personale e itinerante, nel rispetto del senso del progetto.
Il sito e la diffusione
Tutte le memorie raccolte confluiscono su LocalEcho.org, il sito ufficiale del progetto.
Il sito funziona come spazio di sedimentazione: ogni memoria è pubblicata come unità autonoma, senza gerarchie o percorsi obbligati.
Accanto al sito esiste una pagina Instagram, che svolge una funzione complementare:
documenta quotidianamente l’attività dei nodi;
rende visibile il progetto a un pubblico più ampio;
raccoglie e rilancia contenuti generati spontaneamente dagli utenti.
Instagram è il luogo del flusso e della relazione, il sito è il luogo del deposito.
Continuità e sopravvivenza del progetto
LocalEcho è pensato come un progetto a lungo termine, non legato a un singolo evento o a una durata prestabilita.
La sua sopravvivenza si fonda su:
una struttura tecnica leggera, replicabile e a basso costo;
la distribuzione gratuita dei nodi, che favorisce una crescita organica;
la possibilità di essere ospitato da luoghi e persone diverse, senza vincoli istituzionali;
un archivio digitale che cresce per accumulo, senza necessità di aggiornamenti invasivi.
Il progetto rimane volutamente aperto a collaborazioni con spazi culturali, archivi, ricercatori, artisti e contesti che lavorano sul tema della memoria, del territorio e della relazione tra tecnologia e umanità.
Contatti:
Guido D'Apuzzo
3935295172
LocalEcho.org
LocalEcho — Archivio diffuso di memorie anonime
Lancio: 21 gennaio 2026
LocalEcho è un progetto artistico e culturale che nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e rendere accessibili memorie individuali anonime attraverso una rete di dispositivi fisici distribuiti sul territorio italiano.
Il progetto prenderà avvio ufficialmente il 21 gennaio 2026, una data simbolica scelta perché coincide con un giorno del silenzio mai riconosciuto ufficialmente: un giorno che non celebra, non commemora e non è stato istituzionalizzato.
Un silenzio non codificato, non ritualizzato, che diventa il punto di partenza ideale per un progetto che si occupa di ciò che solitamente resta ai margini della memoria collettiva.
Il progetto
LocalEcho non è un archivio tradizionale, ma un sistema di ascolto distribuito.
Al centro del progetto ci sono le memorie minime: frammenti di vissuto, pensieri, ricordi, confessioni o testi irrisolti lasciati spontaneamente da persone comuni.
Le memorie non vengono ordinate, interpretate o corrette.
Non esiste una narrazione unitaria né un intento documentaristico classico.
LocalEcho accoglie l’incompleto, il contraddittorio, il fragile.
Il progetto si configura come un anti-archivio affettivo, dove il valore non è dato dalla completezza o dalla verifica, ma dalla semplice presenza di una traccia umana.
I nodi LocalEcho
La raccolta delle memorie avviene attraverso una rete di nodi fisici, dispositivi elettronici autonomi distribuiti gratuitamente.
Ogni nodo genera una rete Wi-Fi locale, non collegata a Internet.
Chi si trova nelle vicinanze può connettersi con il proprio smartphone, senza installare applicazioni, senza registrazione, senza fornire dati personali.
Una volta connesso, l’utente accede a un’interfaccia minimale che consente una sola azione:
scrivere e lasciare una memoria testuale.
Il nodo non guida l’utente e non suggerisce cosa scrivere.
È una presenza silenziosa, pensata per favorire un gesto spontaneo e non performativo.
I nodi possono essere:
statici, ospitati in luoghi fisici (spazi culturali, studi, luoghi di passaggio, contesti non necessariamente istituzionali);
mobili, affidati a singole persone che li utilizzano nel tempo, in modo personale e itinerante, nel rispetto del senso del progetto.
Il sito e la diffusione
Tutte le memorie raccolte confluiscono su LocalEcho.org, il sito ufficiale del progetto.
Il sito funziona come spazio di sedimentazione: ogni memoria è pubblicata come unità autonoma, senza gerarchie o percorsi obbligati.
Accanto al sito esiste una pagina Instagram, che svolge una funzione complementare:
documenta quotidianamente l’attività dei nodi;
rende visibile il progetto a un pubblico più ampio;
raccoglie e rilancia contenuti generati spontaneamente dagli utenti.
Instagram è il luogo del flusso e della relazione, il sito è il luogo del deposito.
Continuità e sopravvivenza del progetto
LocalEcho è pensato come un progetto a lungo termine, non legato a un singolo evento o a una durata prestabilita.
La sua sopravvivenza si fonda su:
una struttura tecnica leggera, replicabile e a basso costo;
la distribuzione gratuita dei nodi, che favorisce una crescita organica;
la possibilità di essere ospitato da luoghi e persone diverse, senza vincoli istituzionali;
un archivio digitale che cresce per accumulo, senza necessità di aggiornamenti invasivi.
Il progetto rimane volutamente aperto a collaborazioni con spazi culturali, archivi, ricercatori, artisti e contesti che lavorano sul tema della memoria, del territorio e della relazione tra tecnologia e umanità.
Contatti:
Guido D'Apuzzo
3935295172
LocalEcho.org
21
gennaio 2026
Guido D’Apuzzo – LocalEcho
Dal 21 gennaio al 21 febbraio 2026
arte contemporanea
Evento online
Link di partecipazione
Orario di apertura
Tutti i giorni, a qualsiasi orario presso il sito localecho.org e presso i nodi fisici presenti in Italia resi pubblici su IG presso localecho.project dal momento del lancio del progetto
Sito web
Autore
Patrocini


