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H.H. Lim – Per l’amore del cielo
Eros e Thanatos, come pulsioni di vita e di morte. In questo duplice aspetto e nel tentativo di sintesi si inserisce tutto il lavoro di H.H. Lim che, nella sua lunga esperienza nell’arte, ha ricercato una via, o meglio, “la Via”, come indica il Tao, per conciliare gli opposti naturali che appartengono alla dialettica della vita
Comunicato stampa
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Nell'erotismo del quotidiano, quanto muove la cronaca si distingue in un doppio versante che rimalza tra la tragedia e la commedia. La differenza tra i due poli opposti è la stessa che Freud indica come Eros e Thanatos, come pulsioni di vita e di morte. In questo duplice aspetto e nel tentativo di sintesi si inserisce tutto il lavoro di H.H. Lim che, nella sua lunga esperienza nell'arte, ha ricercato una via, o meglio, "la Via", come indica il Tao, per conciliare gli opposti naturali che appartengono alla dialettica della vita.La parola e l'immagine quindi hanno distinto il mondo in mondo del senso e mondo della rappresentazione, mondo della legge e mondo della forma, ideologia verbale e ideologica iconodula: è la distinzione che scinde la cultura romana e la cultura greca.Nel caso di H.H. Lim, artista malese di nascita, cinese di origine e romano d'adozione, la PAROLA si estrinseca in più livelli espressivi che toccano sfere estetiche, culturali e sociali diverse.La manipolazione dello spazio, la sua articolazione secondo dimensioni e proporzioni fisiche, percezioni e visioni soggettive, è uno degli elementi primari dell'arte di quest'epoca caratterizzata dalla iperiproducibilità tecnologica e dalla ridefinizione continua del concetto di identità. L'artista non misura il suo lavoro sulla ricerca di contenuti o contenitori, ma considera lo spazio fisico come un contesto multiforme attraversabile dai media, nel quale raffinare le condizioni di "persistenza" e di "durata" necessarie perché l'opera penetri la barriera rigida della Storia. Questo è l'orizzonte in cui si collocano le tendenze artistiche che vanno "oltre la cornice", ovvero quelle forme d'arte che hanno considerato il vuoto della galleria d'arte o di luoghi esterni meno convenzionali, come materia per l'esercizio delle idee.Le opere di H.H. Lim risalgono da sempre il percorso storico che ha portato a questa evanescenza del soggetto tradizionale dell'arte - la rappresentazione ‑ a partire dalla performance art che egli ha praticato proprio agli inizi della sua carriera d'artista. Le prime opere di Lim hanno segnato il territorio con oggetti che sono solo un segnale di presenza. I suoi piccoli oggetti, quali aerei di gesso, raccoglimmondizia, bottiglie, ampolle e totem ricavati da elenchi del telefono, sono stati i segnali di un percorso che ha conciliato l'oggetto con il pensiero, e quest'ultimo radicandosi nell'effimero si esercita liberamente in quel perfetto vuoto ontologico qual'è lo spazio espositivo.Nel titolo delle sue opere spesso è contenuta una prima chiave di lettura, che non classifica o definisce chiaramente i confini dell'opera, anzi ne accentua la mobilità transeunte: "Per l'amor del cielo", ad esempio, è un'espressione che può esprimere amore per il volo, amore divino, o paura o disperazione: poli opposti che conciliano, cosi come nelle opere di Lim capitano accostamenti di divinità buddiste o indù con armi o macchine da corsa. "Un ombra di dubbio", "70 chili circa di saggezza", "La via" sono titoli applicabili, come teoremi filosofici, a più opere. In "70 chili di saggezza" è l'artista stesso a trovarsi in bilico su una palla da basket, in "Due chili circa di saggezza" invece sono statuine del Buddha poste su una pesa. Il riferimento al Tao è sempre evidente, è attraverso questa disciplina filosofica che dello spazio operativo di Lim mantiene un'apertura inalterabile verso La Via.Così è per i materiali: nell'ultima serie di opere il paesaggio specchiante, e poi bianco delle opere precedenti si è trasformato in un orizzonte nero, in una grande pietra filosofale nera dove lo zero dei colori invece che essere il viatico per una lettura concettuale si attesta come autoevidenza del nero, espressione autonoma che chiama in causa la vista e non la visione, perché la prima è necessaria ed indispensabile per ogni personale interpretazione, e quindi per ogni visione più assoluta: "Ora puoi vedere con i tuoi occhi", ci dice Lim, dopo aver già affermato che "avere gli occhi nella mente porta alla cecità" in un altro ciclo di opere.L'aspetto performativo del suo lavoro quindi ha un valore sostanziale proprio quando sfida il senso e diviene gioco sul significante stesso. Lo strumento che muove l'aria e la trasforma in suono e parola è la lingua. La lingua è l'oggetto desiderante e l'oggetto del desiderio allo stesso tempo. Secondo Ferdinande de Saussurre, Langue / Parole è l'opposizione centrale di ogni questione relativa al linguaggio: la prima è una lingua collettiva, la seconda un suo affinamento, una declinazione personale.In una delle performance più importanti di H.H. Lim, l'artista si fa inchiodare la lingua pubblicamente proprio a dimostrare questo livello di giudizio pubblico che partecipa ad ogni forma di degrado o miglioramento della parola. Tra la banalità del quotidiano e la poesia.L'elemento primo del lavoro di Lim è quindi fatto d'aria e di senso: è la parola. Giocata tra Significato e significante, la parola nel lavoro di Lim si slabbra in una duplice accezione grafica e di significato, lasciando all'immagine il ruolo di sintetizzarne la divaricazione. Ovvero, le parole e le frasi che scorrono su tutti i suoi lavori pittorici – che potremmo distinguere in cicli: il ciclo bianco, il nero e il rosso – sono degli elementi grafici che rimandano ad una tradizione grafica Orientale, riconvertita nel mondo Occidentale in segni senza senso: in contenitori del vuoto, appunto.La parola quindi è il tema centrale attorno a cui si articolano tutte le riflessioni visive di Lim ed anche lo strumento principe attraverso cui queste si realizzano.Cos' è la Parola? E' uno spazio tra due intervalli riempito di senso espresso dal suono. Ogni parola è un suono. Ogni vocalità può avere un senso, al di là di quanto esprime secondo il linguaggio accettato.Ma la Parola è anche il modo con cui direzioniamo il nostro pensiero e lo caliamo nello spazio del senso. Ogni parola si ricerca automaticamente nella mente e diviene segno definitivo di un'idea che intende essere precisa e delimitata nel suo significato.Nel ciclo di opere di Lim, il linguaggio dei sordi entra pienamente nel lavoro e si trasforma in oggetto per la rappresentazione simbolica. L'azione iscritta in ogni rituale dei segni, nel caso di Lim, prende forma nell'azione. La parola, di per sé, è azione che si declina nello spazio del senso. Ogni sua azione, infatti, nasce da una parola codificata: dal titolo che ne sintetizza il principio fondante, sempre giocato attorno alla strategia del tempo: l'attesa, l'attimo, la riflessione.Questi tre elementi sono tutti legati al tempo. La parola li esprime in termini di futuro, presente, passato, tra il senso del quotidiano e l'eterno, tra la vita e la morte, tra l'amore e la guerra, quindi tra Eros e Thanatos.Nei nuovi lavori di Lim Eros e Thanatos si fondono in modo del tutto singolare. Le opere di Lim recuperano la violenza della perfezione tecnologia, e la sua sfida del tempo per proporre una nuova idea della tecnologia. In particolare, con "between the heaven and earth" e il suo specchio anomalo "deals to worldwile destinations" la perfezione dell'immagine è messa in contrapposizione con il messaggio ascetico della mostra, contenuto nel titolo delle opere. Si tratta di un viaggio a mezz'aria, o meglio secondo una Via intermedia che pone lo sguardo sotto scacco alla ricerca di una verità definitiva, totale. La verità, come la parola, però non è mai finale. Essere a mezz'aria significa rimanere in bilico tra significato e significante, tra immagine e parola, tra tempo e spazio, secondo una lunga attesa, che il sorriso o il ridere stesso accentuano in quanto parentesi sul senso.
Angelo Capasso
Angelo Capasso
16
luglio 2008
H.H. Lim – Per l’amore del cielo
Dal 16 luglio al 10 agosto 2008
arte contemporanea
Location
NUMEROUNO ARTE CONTEMPORANEA
Trento, Via Fratelli Perini, 62, (Trento)
Trento, Via Fratelli Perini, 62, (Trento)
Autore
Curatore


