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I resti del mondo | fase 4
La proposta di Sergio Angeli rientra in un progetto itinerante che trova in Spazio URANO una soluzione estetica inedita, presentandosi più come intervento installativo site-specific che come mostra tout court.
Comunicato stampa
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Il primo appuntamento della sezione exhibition di START again, dispositivo di co-gestione pensato per Spazio URANO da Ivan D’Alberto e Francesco Campese, vedrà come protagonista l’artista Sergio Angeli con la mostra I resti del mondo | fase 4.
Il vernissage è previsto per venerdì 24 aprile, dalle 18.30 in poi, mentre l’esposizione sarà visibile fino al 10 maggio, solo su appuntamento.
La curatela della mostra è stata affidata a Michela Becchis, giornalista e storico dell’arte, la quale si è occupata anche del testo critico.
La proposta rientra in un progetto itinerante che trova in Spazio URANO una soluzione estetica inedita, presentandosi più come intervento installativo site-specific che come mostra tout court.
Lo stesso artista ha dichiarato che ogni tappa va ripensata in base al luogo in cui deve essere ospitato il progetto e per Spazio URANO le pareti della galleria sono diventate parte integrante del suo intervento.
Il cuore del lavoro di Angeli consiste nel raccogliere oggetti, materiali abbandonati, “resti” del quotidiano che la società getta via o disprezza. L’artista con quanto recuperato non si limita a comporre nuovi oggetti, ma spesso li utilizza come stencil, come tracce, come elementi per costruire figure o organismi che sembrano emergere da un futuro distopico o postumano. Mondi incespicanti, creazioni dove residui e rovine diventano materia viva. Il progetto appare come una meditazione sul declino: una civiltà che si avvia verso il collasso, che produce rifiuti, che consuma il suo stesso futuro, ma nello stesso tempo l’arte si fa gesto di speranza, testimonianza, possibilità di rinascita. Attraverso l’archeologia del presente, Angeli tenta, infatti, di trovare una via tra ciò che resta e ciò che può essere, tra la fine e un nuovo inizio.
A Spazio URANO, così come scrive Michela Becchis, «Angeli indaga quella terribile attitudine ad abbandonare e non a recuperare che il consumismo insegna ormai da generazioni con la capacità – invece – di metamorfosi che quell’abbandono involontariamente crea».
Biografia
Sergio Angeli (Roma, 13 gennaio 1972) è un artista che si occupa di pittura, di installazioni e videoarte. Nel 1999 espone a Palazzo Barberini di Roma con una personale a cura di Nanni Latini. A Ottobre 2011 espone al Museo di Villa Vecchia di Villa Dora Phamphilj a Roma con la cura di Cecilia Paolini. Nel 2013 pubblica il libro di tavole e testi Questo è il mio martirio, (edizioni Lulu.com). Lo stesso anno partecipa alla mostra Incendium artisti per città della scienza, presso il PAN di Napoli. A luglio 2014 espone a Foca Izmir in Turchia presso N.1 Art Gallery, personale a cura di Berrin Vardar. Lavora nel 2015 al progetto La materia dell’assenza curato da Lorenzo Canova e che consiste in una serie di mostre itineranti in diversi musei italiani, il Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino, e l'Aratro di Campobasso. Per lo stesso progetto viene pubblicato un catalogo edito da Rubbettino editore con testo di Lorenzo Canova. Espone inoltre a Dijon con una personale in occasione di Italianart festival. Nel 2016 espone alla mostra collettiva Tattoo Forever Vanitas vanitatum al Macro Testaccio di Roma, a cura di Ilaria Bandini. Dal 2017 lavora al progetto Lastlife presentato al MAAM e nel marzo 2018; in quell'occasione ha installato un’opera pittorica. Il progetto prevede diverse tappe espositive tra cui Officinenove e il Macro di Roma. Nel 2020, durante la pandemia per il Covid, concepisce il progetto itinerante Return to the innocence, installato in diversi luoghi come la Riserva naturale dell'Aniene. Nel 2021 inizia a collaborare con la galleria Interstellar di Nuova Dehli. Nel 2022 lavora ad una versione evoluta del progetto Return to the innocence con la collaborazione dello storico dell'Arte Fabio Benincasa. Lo stesso anno espone la personale Coltivare mondi alla galleria Triphè di Roma a cura di Maria Laura Perilli. Nell'estate del 2023 lavora e progetta Postnature, grande installazione realizzata in residenza all'Atelier Montez con il testo critico di Claudia Pecoraro. Nel 2023 lavora al progetto installativo che include migliaia di “impronte” di resti raccolti in natura realizzati su carta velina esposta all'atelier Montez con il testo critico di Claudia Pecoraro. Nel 2024 lavora al progetto I resti del mondo che vede protagonisti lavori di grande formato realizzati con resti trovati e raccolti per le strade poi utilizzati come stencil. Il progetto è stato esposto a Officinenove con la cura di Jamila Campagna e Monica Pirone, alla Casa del Municipio IV Ipazia d'Alessandria con la cura di Monica Pirone e Roberto Cavallini.
Il vernissage è previsto per venerdì 24 aprile, dalle 18.30 in poi, mentre l’esposizione sarà visibile fino al 10 maggio, solo su appuntamento.
La curatela della mostra è stata affidata a Michela Becchis, giornalista e storico dell’arte, la quale si è occupata anche del testo critico.
La proposta rientra in un progetto itinerante che trova in Spazio URANO una soluzione estetica inedita, presentandosi più come intervento installativo site-specific che come mostra tout court.
Lo stesso artista ha dichiarato che ogni tappa va ripensata in base al luogo in cui deve essere ospitato il progetto e per Spazio URANO le pareti della galleria sono diventate parte integrante del suo intervento.
Il cuore del lavoro di Angeli consiste nel raccogliere oggetti, materiali abbandonati, “resti” del quotidiano che la società getta via o disprezza. L’artista con quanto recuperato non si limita a comporre nuovi oggetti, ma spesso li utilizza come stencil, come tracce, come elementi per costruire figure o organismi che sembrano emergere da un futuro distopico o postumano. Mondi incespicanti, creazioni dove residui e rovine diventano materia viva. Il progetto appare come una meditazione sul declino: una civiltà che si avvia verso il collasso, che produce rifiuti, che consuma il suo stesso futuro, ma nello stesso tempo l’arte si fa gesto di speranza, testimonianza, possibilità di rinascita. Attraverso l’archeologia del presente, Angeli tenta, infatti, di trovare una via tra ciò che resta e ciò che può essere, tra la fine e un nuovo inizio.
A Spazio URANO, così come scrive Michela Becchis, «Angeli indaga quella terribile attitudine ad abbandonare e non a recuperare che il consumismo insegna ormai da generazioni con la capacità – invece – di metamorfosi che quell’abbandono involontariamente crea».
Biografia
Sergio Angeli (Roma, 13 gennaio 1972) è un artista che si occupa di pittura, di installazioni e videoarte. Nel 1999 espone a Palazzo Barberini di Roma con una personale a cura di Nanni Latini. A Ottobre 2011 espone al Museo di Villa Vecchia di Villa Dora Phamphilj a Roma con la cura di Cecilia Paolini. Nel 2013 pubblica il libro di tavole e testi Questo è il mio martirio, (edizioni Lulu.com). Lo stesso anno partecipa alla mostra Incendium artisti per città della scienza, presso il PAN di Napoli. A luglio 2014 espone a Foca Izmir in Turchia presso N.1 Art Gallery, personale a cura di Berrin Vardar. Lavora nel 2015 al progetto La materia dell’assenza curato da Lorenzo Canova e che consiste in una serie di mostre itineranti in diversi musei italiani, il Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino, e l'Aratro di Campobasso. Per lo stesso progetto viene pubblicato un catalogo edito da Rubbettino editore con testo di Lorenzo Canova. Espone inoltre a Dijon con una personale in occasione di Italianart festival. Nel 2016 espone alla mostra collettiva Tattoo Forever Vanitas vanitatum al Macro Testaccio di Roma, a cura di Ilaria Bandini. Dal 2017 lavora al progetto Lastlife presentato al MAAM e nel marzo 2018; in quell'occasione ha installato un’opera pittorica. Il progetto prevede diverse tappe espositive tra cui Officinenove e il Macro di Roma. Nel 2020, durante la pandemia per il Covid, concepisce il progetto itinerante Return to the innocence, installato in diversi luoghi come la Riserva naturale dell'Aniene. Nel 2021 inizia a collaborare con la galleria Interstellar di Nuova Dehli. Nel 2022 lavora ad una versione evoluta del progetto Return to the innocence con la collaborazione dello storico dell'Arte Fabio Benincasa. Lo stesso anno espone la personale Coltivare mondi alla galleria Triphè di Roma a cura di Maria Laura Perilli. Nell'estate del 2023 lavora e progetta Postnature, grande installazione realizzata in residenza all'Atelier Montez con il testo critico di Claudia Pecoraro. Nel 2023 lavora al progetto installativo che include migliaia di “impronte” di resti raccolti in natura realizzati su carta velina esposta all'atelier Montez con il testo critico di Claudia Pecoraro. Nel 2024 lavora al progetto I resti del mondo che vede protagonisti lavori di grande formato realizzati con resti trovati e raccolti per le strade poi utilizzati come stencil. Il progetto è stato esposto a Officinenove con la cura di Jamila Campagna e Monica Pirone, alla Casa del Municipio IV Ipazia d'Alessandria con la cura di Monica Pirone e Roberto Cavallini.
24
aprile 2026
I resti del mondo | fase 4
Dal 24 aprile al 10 maggio 2026
arte contemporanea
Location
SPAZIO URANO
Roma, via Sampiero da Bastelica, 12, (Roma)
Roma, via Sampiero da Bastelica, 12, (Roma)
Orario di apertura
Solo su appuntamento: info@spaziourano.com
Vernissage
24 Aprile 2026, H. 18.30
Sito web
Ufficio stampa
Art Agency
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Produzione organizzazione


