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Ibrahim Kodra
antologica – olii, disegni, ceramiche, marmi
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Martedì 28 marzo alle ore 18, la Galleria Arteincornice presenta la mostra Antologica dell'artista albanese Ibrahim Kodra, recentemente scomparso. Saranno esposti alcuni suoi disegni, oli, ceramiche e marmi con le caratteristiche suggestioni totemiche e i colori mediterranei che definiscono i soggetti marini e musicali, tanto amati da Kodra stesso.
Nel 1984 la Galleria Arteincornice propose una personale di Kodra, che riscosse un notevole successo. In quell'occasione l'autorevole critico Enrico Crispolti scrisse di lui:
Sono più di quindici anni, da metà degli anni Sessanta appunto, che Kodra si serve di una sorta di codice di figurazione, del tutto proprio. Propone infatti una schematizzazione dell'immagine umana, anzitutto, ma anche d'ogni altro animato, o d'ogni altro oggetto, a forti squadrature, con un effetto, inequivocabilmente, di suggestione robottiana.
Non c'è bisogno di scomodare il "cubismo"dei famosi disegni di Luca Cambiaso. Qui il modello meccanico si rifà immaginativamente e immaginosamente, non c'è dubbio, alla sfera della cibernetica e dell'informatica, e delle conseguenze di condizionamenti di mass a.
Quel codice di figurazione, quel processo di figurazione che investe tutto, al quale nulla o quasi, e comunque nulla in prospettiva, sfugge, intende chiaramente proporre la figurazione di un condizionamento entro il quale è costretto a muoversi, a vivere, l'uomo contemporaneo.
(...) dunque "primitivo d'una nuova civiltà", come disse di lui(e naturalmente per tutt'altre prove), nel 1947, Eluard. Ma primitivo più per arrivo, "di ritorno", se volete, più infatti come termine di saturazione d'una civiltà, forse, oggi ci può apparire, appunto nell'assillo dei condizionamenti, che non come aurora di una nuova condizione. A meno che, forse, di non voler essere capaci di rovesciare in positivo quel condizionamento.
Intanto, comunque, Kodra ce lo racconta. Infatti il suo codice di figurazione, pur nel ricorrente totemismo robottico, comporta un certo snodo narrativo, impianta in qualche modo l'orditura di movenze di racconto arcaicizzante. E qui si riscopre la "mediterraneità" di Kodra, proprio perchè quell'uomo-robot, così condizionato, opera ancora a livello di dimensione di miti arcaici mediterranei. (...)
Ibrahim Kodra
nasce nel 1918 a Ishmi, in Albania. Si forma presso la corte del re Zogu e termina gli studi frequentando la scuola d'arte di Odhisea Paskal. Nel 1938 vince due borse di studio per giovani artisti, che gli permettono di trasferirsi a Milano ed iscriversi all'accademia di Brera, dove segue i corsi di Carrà, Carpi e Funi. Cinque anni dopo consegue la maturità artistica e l'abilitazione all'insegnamento del disegno, e finalmente nel 1944 apre il suo primo studio a Milano. Da questo momento in poi si susseguono in Italia e all'estero moltissime mostre personali e collettive, coronate da numerosi premi. Si spegne il 7 febbraio 2006 a Milano.
Nel 1984 la Galleria Arteincornice propose una personale di Kodra, che riscosse un notevole successo. In quell'occasione l'autorevole critico Enrico Crispolti scrisse di lui:
Sono più di quindici anni, da metà degli anni Sessanta appunto, che Kodra si serve di una sorta di codice di figurazione, del tutto proprio. Propone infatti una schematizzazione dell'immagine umana, anzitutto, ma anche d'ogni altro animato, o d'ogni altro oggetto, a forti squadrature, con un effetto, inequivocabilmente, di suggestione robottiana.
Non c'è bisogno di scomodare il "cubismo"dei famosi disegni di Luca Cambiaso. Qui il modello meccanico si rifà immaginativamente e immaginosamente, non c'è dubbio, alla sfera della cibernetica e dell'informatica, e delle conseguenze di condizionamenti di mass a.
Quel codice di figurazione, quel processo di figurazione che investe tutto, al quale nulla o quasi, e comunque nulla in prospettiva, sfugge, intende chiaramente proporre la figurazione di un condizionamento entro il quale è costretto a muoversi, a vivere, l'uomo contemporaneo.
(...) dunque "primitivo d'una nuova civiltà", come disse di lui(e naturalmente per tutt'altre prove), nel 1947, Eluard. Ma primitivo più per arrivo, "di ritorno", se volete, più infatti come termine di saturazione d'una civiltà, forse, oggi ci può apparire, appunto nell'assillo dei condizionamenti, che non come aurora di una nuova condizione. A meno che, forse, di non voler essere capaci di rovesciare in positivo quel condizionamento.
Intanto, comunque, Kodra ce lo racconta. Infatti il suo codice di figurazione, pur nel ricorrente totemismo robottico, comporta un certo snodo narrativo, impianta in qualche modo l'orditura di movenze di racconto arcaicizzante. E qui si riscopre la "mediterraneità" di Kodra, proprio perchè quell'uomo-robot, così condizionato, opera ancora a livello di dimensione di miti arcaici mediterranei. (...)
Ibrahim Kodra
nasce nel 1918 a Ishmi, in Albania. Si forma presso la corte del re Zogu e termina gli studi frequentando la scuola d'arte di Odhisea Paskal. Nel 1938 vince due borse di studio per giovani artisti, che gli permettono di trasferirsi a Milano ed iscriversi all'accademia di Brera, dove segue i corsi di Carrà, Carpi e Funi. Cinque anni dopo consegue la maturità artistica e l'abilitazione all'insegnamento del disegno, e finalmente nel 1944 apre il suo primo studio a Milano. Da questo momento in poi si susseguono in Italia e all'estero moltissime mostre personali e collettive, coronate da numerosi premi. Si spegne il 7 febbraio 2006 a Milano.
28
marzo 2006
Ibrahim Kodra
Dal 28 marzo al 24 aprile 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA ARTEINCORNICE
Torino, Corso Casale, 186, (Torino)
Torino, Corso Casale, 186, (Torino)
Orario di apertura
9,30 - 12,30 e 15,30 - 19,30 - chiuso festivi e lunedì mattina
Vernissage
28 Marzo 2006, ore 18
Ufficio stampa
COINE'
Autore


