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Insulae Aqua
In quasi settanta opere fotografiche, dagli inediti in bianco e nero di Berengo Gardin del 1991 alla ricerca contemporanea di Filippo Romano, si intrecciano volti e resilienza dell’isola remota di Linosa. Un percorso visivo e narrativo che parla di comunità, identità, territorio e sostenibilità.
Comunicato stampa
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Arriva ad Agrigento la grande fotografia d’autore. La mostra Insulae Aqua alle Fabbriche Chiaramontane è, infatti, la prima esposizione pubblica dopo la scomparsa del grande maestro indiscusso della fotografia internazionale, Gianni Berengo Gardin, che l’edizione agrigentina, dopo le tappe di Milano e dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, intende omaggiare simbolicamente con una selezione ancora più ricca di opere inedite e vintage print.
In una sequenza narrativa di quasi settanta opere fotografiche dagli inediti in bianco e nero di Berengo Gardin del 1991 alla ricerca contemporanea di Filippo Romano realizzata tra il 2021 e il 2024 espressamente per questo progetto, si intrecciano volti e resilienza della vita quotidiana degli abitanti di Linosa.
Un progetto espositivo che racconta la relazione profonda tra uomo, paesaggio e identità e celebra la geografia unica dell’Italia costellata da isole e le radici profonde della cultura del Mediterraneo, che di isole ne custodisce quasi duecento.
Gianni Berengo Gardin ricordava solo pochi mesi fa che “questo reportage è rimasto a lungo inedito. Tranne un paio di stampe, tutte le altre sono rimaste per molti anni chiuse in una scatola nel mio archivio. Sono molto felice che grazie alla perseveranza di Alessandra Klimciuk, finalmente siano state riportate alla luce ed esposte al pubblico. Una testimonianza di quanto gli archivi fotografici siano qualcosa di vivo e attuale, in cui si possono scoprire sempre nuove storie che contribuiscono a perpetuare la nostra memoria collettiva. Piccoli e grandi tesori, ancora più preziosi nel caso di questa remota ma profondamente unita comunità”.
Un nucleo commovente di immagini che, restituendo la spiritualità e il calore della comunità isolana che celebra il Natale, trasforma la semplicità in valore e la memoria in racconto collettivo.
Il tempo sospeso che regola la vita di un’isola remota crea un legame sottile con l’indagine fotografica che Filippo Romano – conosciuto a livello internazionale grazie anche a due partecipazioni alla Biennale di Venezia e famoso per i suoi documentari fotografici e reportage di architettura – realizza tra il 2021 e il 2024, oltre trent’anni dopo Gardin. Questa indagine fotografica mette in dialogo il mare e l’identità materica di un’isola vulcanica con quella dei suoi abitanti. La capacità narrativa di Filippo Romano utilizza la più classica tradizione del ritratto fotografico insieme al rigore compositivo che è la cifra stilistica del suo modo di fotografare insieme a una cura che cesella ogni dettaglio con grande raffinatezza e delicatezza, che ritroviamo negli scatti dedicati allo spazio architettonico e di paesaggio.
La narrazione dell’isola più remota e isolata d’Italia include una project room realizzata con la preziosa collaborazione di un gruppo di giovani linosani: pietre basaltiche, licheni, regali del mare, quaderni di scuola, poesie e canzoni raccontano il legame ancestrale della comunità isolana con gli elementi di acqua e terra.
Insulae Aqua è una straordinaria testimonianza del vivere altrove. Una mostra che racconta la resilienza di una comunità isolata, in cui il tempo sospeso è dominato dalle condizioni del mare e dalla difficoltà degli approdi, dove la natura maestosa e la vitalità della biodiversità sono il patrimonio prezioso di quest’isola unica, modello di economia circolare e sostenibilità.
Per i visitatori più piccoli è disponibile la scheda ludico-didattica KIDS ARTOUR.
In quest’ultima importante tappa espositiva lo storytelling di Insulae Aqua si estende anche alla Stazione Marittima di Porto Empedocle grazie alla disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale da dove fino a pochi mesi fa salpava ancora la nave Sansovino raffigurata nella iconica fotografia in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin del 1991. In questa sede il progetto Insulae Aqua, ideato e curato da Alessandra Klimciuk, intende valorizzare il viaggio marittimo come esperienza culturale e umana, capace di dare senso all’isolamento. Per un'isola remota il collegamento marittimo, infatti, non è soltanto un servizio di trasporto, ma un gesto simbolico e strategico che riannoda il legame con il mondo, restituendo all’isola la sua dimensione di luogo vivo, attraversato da flussi, scambi, possibilità.
La mostra è accompagnata da un volume a cura di Alessandra Klimciuk, pubblicato da Moebius in una seconda edizione aggiornata con il progetto grafico di Andrea Lancellotti. Oltre al saggio del curatore e alle riproduzioni delle opere esposte, il libro Insulae Aqua è accompagnato dai testi di Daria Bignardi, Gianni Berengo Gardin, Filippo Romano ed Elisabetta Polezzo e sarà in vendita al bookshop delle Fabbriche Chiaramontane e online su tutte le piattaforme.
Il progetto è completato da un Public Program per approfondire i temi suggeriti dalla mostra: un Talk sul viaggio marittimo come esperienza culturale e umana alla Stazione Marittima di Porto Empedocle, una Masterclass con Filippo Romano e un workshop con i bambini e ragazzi della scuola elementare e media di Linosa.
In una sequenza narrativa di quasi settanta opere fotografiche dagli inediti in bianco e nero di Berengo Gardin del 1991 alla ricerca contemporanea di Filippo Romano realizzata tra il 2021 e il 2024 espressamente per questo progetto, si intrecciano volti e resilienza della vita quotidiana degli abitanti di Linosa.
Un progetto espositivo che racconta la relazione profonda tra uomo, paesaggio e identità e celebra la geografia unica dell’Italia costellata da isole e le radici profonde della cultura del Mediterraneo, che di isole ne custodisce quasi duecento.
Gianni Berengo Gardin ricordava solo pochi mesi fa che “questo reportage è rimasto a lungo inedito. Tranne un paio di stampe, tutte le altre sono rimaste per molti anni chiuse in una scatola nel mio archivio. Sono molto felice che grazie alla perseveranza di Alessandra Klimciuk, finalmente siano state riportate alla luce ed esposte al pubblico. Una testimonianza di quanto gli archivi fotografici siano qualcosa di vivo e attuale, in cui si possono scoprire sempre nuove storie che contribuiscono a perpetuare la nostra memoria collettiva. Piccoli e grandi tesori, ancora più preziosi nel caso di questa remota ma profondamente unita comunità”.
Un nucleo commovente di immagini che, restituendo la spiritualità e il calore della comunità isolana che celebra il Natale, trasforma la semplicità in valore e la memoria in racconto collettivo.
Il tempo sospeso che regola la vita di un’isola remota crea un legame sottile con l’indagine fotografica che Filippo Romano – conosciuto a livello internazionale grazie anche a due partecipazioni alla Biennale di Venezia e famoso per i suoi documentari fotografici e reportage di architettura – realizza tra il 2021 e il 2024, oltre trent’anni dopo Gardin. Questa indagine fotografica mette in dialogo il mare e l’identità materica di un’isola vulcanica con quella dei suoi abitanti. La capacità narrativa di Filippo Romano utilizza la più classica tradizione del ritratto fotografico insieme al rigore compositivo che è la cifra stilistica del suo modo di fotografare insieme a una cura che cesella ogni dettaglio con grande raffinatezza e delicatezza, che ritroviamo negli scatti dedicati allo spazio architettonico e di paesaggio.
La narrazione dell’isola più remota e isolata d’Italia include una project room realizzata con la preziosa collaborazione di un gruppo di giovani linosani: pietre basaltiche, licheni, regali del mare, quaderni di scuola, poesie e canzoni raccontano il legame ancestrale della comunità isolana con gli elementi di acqua e terra.
Insulae Aqua è una straordinaria testimonianza del vivere altrove. Una mostra che racconta la resilienza di una comunità isolata, in cui il tempo sospeso è dominato dalle condizioni del mare e dalla difficoltà degli approdi, dove la natura maestosa e la vitalità della biodiversità sono il patrimonio prezioso di quest’isola unica, modello di economia circolare e sostenibilità.
Per i visitatori più piccoli è disponibile la scheda ludico-didattica KIDS ARTOUR.
In quest’ultima importante tappa espositiva lo storytelling di Insulae Aqua si estende anche alla Stazione Marittima di Porto Empedocle grazie alla disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale da dove fino a pochi mesi fa salpava ancora la nave Sansovino raffigurata nella iconica fotografia in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin del 1991. In questa sede il progetto Insulae Aqua, ideato e curato da Alessandra Klimciuk, intende valorizzare il viaggio marittimo come esperienza culturale e umana, capace di dare senso all’isolamento. Per un'isola remota il collegamento marittimo, infatti, non è soltanto un servizio di trasporto, ma un gesto simbolico e strategico che riannoda il legame con il mondo, restituendo all’isola la sua dimensione di luogo vivo, attraversato da flussi, scambi, possibilità.
La mostra è accompagnata da un volume a cura di Alessandra Klimciuk, pubblicato da Moebius in una seconda edizione aggiornata con il progetto grafico di Andrea Lancellotti. Oltre al saggio del curatore e alle riproduzioni delle opere esposte, il libro Insulae Aqua è accompagnato dai testi di Daria Bignardi, Gianni Berengo Gardin, Filippo Romano ed Elisabetta Polezzo e sarà in vendita al bookshop delle Fabbriche Chiaramontane e online su tutte le piattaforme.
Il progetto è completato da un Public Program per approfondire i temi suggeriti dalla mostra: un Talk sul viaggio marittimo come esperienza culturale e umana alla Stazione Marittima di Porto Empedocle, una Masterclass con Filippo Romano e un workshop con i bambini e ragazzi della scuola elementare e media di Linosa.
13
dicembre 2025
Insulae Aqua
Dal 13 dicembre 2025 al 10 maggio 2026
fotografia
Location
FABBRICHE CHIARAMONTANE
Agrigento, Via San Francesco D'assisi, 1, (Agrigento)
Agrigento, Via San Francesco D'assisi, 1, (Agrigento)
Orario di apertura
dal martedì alla domenica
9:30 - 17:30
Sito web
Editore
Moebius Edizioni
Ufficio stampa
Parco Valle dei Templi
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Trasporti
Patrocini










