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Irene Kung / Riccardo Scibetta – Icons & Ice. Milano-Cortina 2026
Icons & Ice è una mostra fotografica che intreccia due sguardi e due tempi, mettendo in dialogo l’icona urbana (I. Kung) con l’immaginario sportivo (R.Scibetta), la permanenza dell’architettura con la fugacità dell’evento
Comunicato stampa
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In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali 2026, Alessia Paladini Gallery presenta la mostra Icons & Ice. Milano-Cortina 2026. Fotografie di Irene Kung e Riccardo Scibetta
Icons & Ice è una mostra fotografica che intreccia due sguardi e due tempi, mettendo in dialogo l’icona urbana con l’immaginario sportivo, la permanenza dell’architettura con la fugacità dell’evento. Da un lato, le fotografie architettoniche di Irene Kung restituiscono Milano come un organismo di forme e di silenzi: facciate, prospettive, geometrie e volumi emergono come presenze sospese, quasi fuori dal tempo, dove la città diventa materia luminosa e simbolica, più che semplice scenario.
Accanto a questa Milano “assoluta”, la mostra presenta le visioni di Riccardo Scibetta dedicate ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, rielaborate nella serie Glitch Pop – Visioni da una TV Malata. Qui l’immagine sportiva non è mai un documento neutro: è un ricordo mediato dallo schermo, attraversato da interferenze, scarti cromatici, distorsioni e frammentazioni. Il “glitch” non è solo un effetto visivo, ma una poetica: porta in superficie la natura fragile della memoria contemporanea, fatta di trasmissioni, replay, compressioni digitali, apparizioni improvvise e sparizioni.
Il progetto espositivo nasce dalla frizione fertile tra questi due linguaggi. Le architetture di Milano, nitide e monumentali, incontrano il gelo elettrico dell’immagine televisiva; l’ordine della città si misura con l’energia instabile del gesto atletico; la continuità della pietra e del vetro dialoga con l’istante che corre su neve e ghiaccio. In questo accostamento, Icons & Ice non racconta soltanto due città o due eventi, ma interroga il modo in cui costruiamo le nostre icone: quelle urbane, riconoscibili e durevoli, e quelle mediatiche, potenti eppure vulnerabili, destinate a trasformarsi nel tempo.
Si apre così una trama di rimandi: lo sport come spettacolo globale, la città come palcoscenico, l’immagine come luogo di negoziazione tra realtà e rappresentazione. La mostra invita il visitatore a oscillare tra contemplazione e urgenza, tra l’architettura che trattiene e l’azione che sfugge, tra la chiarezza della forma e il rumore dell’interferenza. Icons & Ice diventa allora un percorso sulla visione: su ciò che resta e ciò che si altera, su ciò che riconosciamo immediatamente e ciò che dobbiamo ricomporre, frame dopo frame, come un ricordo che continua a trasmettere.
Note biografiche.
IRENE KUNG. Formatasi in ambito pittorico, Irene Kung ha adottato la fotografia come medium privilegiato della propria produzione artistica, sfruttando la sua formazione non solo per impreziosire la componente lirica ed emotiva della sua ricerca artistica, ma anche quella gestuale ed istintiva.
L’essenzialità delle inquadrature e la capacità di far emergere i suoi soggetti dall’oscurità, infatti, esprimono una vicinanza stilistica e concettuale al Rinascimento pittorico italiano: i suoi lavori evidenziano il desiderio razionale di individuare nuove strade possibili per un futuro sostenibile e la rinnovata attenzione all’equilibrio tra umano e naturale. Allo stesso tempo le composizioni di Kung evidenziano per contrasto l’ambiguità dell’urbanizzazione e della negligenza umana, facendo emergere dalla bellezza una sottile inquietudine. Descrivere la sofferenza attraverso una rappresentazione raffinata e onirica è – dichiara Kung – un tentativo di generare un nuovo significato a partire dalle percezioni di un’esperienza emotiva, è “un’astrazione che mi conduce dalle zone più in ombra alla dimensione meditativa, fino agli spazi inconsci dell’anima”.
Il suo lavoro è stato pubblicato su testate internazionali come “AD”, “The Sunday Times Magazine” e “The New York Times Magazine”. È stata invitata dal comitato organizzativo di EXPO 2015 a partecipare con una mostra di fotografie di alberi da frutto al “Cluster della Frutta e Verdura”.
Ha inoltre esposto al Ullens Center for Contemporary Art di Beijing (2019), a Forma - Centro Internazionale di Fotografia di Milano (2015, 2013, 2010), al BOZAR di Bruxelles, a Camera Torino (2019) e in altre importanti sedi espositive in Italia e all’estero.
Il suo libro Le città invisibili (2012) è stato pubblicato da Contrasto, accompagnato dai testi di Francine Prose e di Ludovico Pratesi. Sempre con Contrasto ha pubblicato anche il libro Trees (2014).
RICCARDO SCIBETTA. Dopo la laurea in architettura a Palermo nel 1999 ha lavorato per due anni progettando e realizzando arredamenti di interni, un monumento in una piazza, partecipato ad estemporanee di pittura e lavorato nella grafica.
Dal 2000 si dedica alla fotografia collaborando con riviste specializzate. Nel 2001 vince il festival foto di Savignano sul Rubicone dal 2003 fino al 2005 fa parte dell'agenzia fotografica Grazia Neri; sempre nel 2003 ottiene una menzione speciale al concorso talento fotografico FNAC per il lavoro Sicilia ritrovata e nel 2005 vince il concorso Yann Geffroi con il progetto Ouragan. Nel 2011 crea il progetto MYOP (Make Your Own Path) che dirige fino al 2021 con l’intenzione di esplorare il mondo del design connettendo il lavoro di artigiani, artisti e imprese siciliane con realtà significative come il salone del mobile o 1stDibs.
Sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in importanti spazi pubblici e privati quali 1stDibs Gallery, Manhattan; Officine Fotografiche, Roma; Museo Nazionale della fotografia, Brescia; Fondazione italaiana per la fotografia, Torino; FNAC sedi italiane; Les Rencontres de la Photographie, Arles; Photo Gallery Kulttuurikeskus, Finlandia.
Icons & Ice è una mostra fotografica che intreccia due sguardi e due tempi, mettendo in dialogo l’icona urbana con l’immaginario sportivo, la permanenza dell’architettura con la fugacità dell’evento. Da un lato, le fotografie architettoniche di Irene Kung restituiscono Milano come un organismo di forme e di silenzi: facciate, prospettive, geometrie e volumi emergono come presenze sospese, quasi fuori dal tempo, dove la città diventa materia luminosa e simbolica, più che semplice scenario.
Accanto a questa Milano “assoluta”, la mostra presenta le visioni di Riccardo Scibetta dedicate ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, rielaborate nella serie Glitch Pop – Visioni da una TV Malata. Qui l’immagine sportiva non è mai un documento neutro: è un ricordo mediato dallo schermo, attraversato da interferenze, scarti cromatici, distorsioni e frammentazioni. Il “glitch” non è solo un effetto visivo, ma una poetica: porta in superficie la natura fragile della memoria contemporanea, fatta di trasmissioni, replay, compressioni digitali, apparizioni improvvise e sparizioni.
Il progetto espositivo nasce dalla frizione fertile tra questi due linguaggi. Le architetture di Milano, nitide e monumentali, incontrano il gelo elettrico dell’immagine televisiva; l’ordine della città si misura con l’energia instabile del gesto atletico; la continuità della pietra e del vetro dialoga con l’istante che corre su neve e ghiaccio. In questo accostamento, Icons & Ice non racconta soltanto due città o due eventi, ma interroga il modo in cui costruiamo le nostre icone: quelle urbane, riconoscibili e durevoli, e quelle mediatiche, potenti eppure vulnerabili, destinate a trasformarsi nel tempo.
Si apre così una trama di rimandi: lo sport come spettacolo globale, la città come palcoscenico, l’immagine come luogo di negoziazione tra realtà e rappresentazione. La mostra invita il visitatore a oscillare tra contemplazione e urgenza, tra l’architettura che trattiene e l’azione che sfugge, tra la chiarezza della forma e il rumore dell’interferenza. Icons & Ice diventa allora un percorso sulla visione: su ciò che resta e ciò che si altera, su ciò che riconosciamo immediatamente e ciò che dobbiamo ricomporre, frame dopo frame, come un ricordo che continua a trasmettere.
Note biografiche.
IRENE KUNG. Formatasi in ambito pittorico, Irene Kung ha adottato la fotografia come medium privilegiato della propria produzione artistica, sfruttando la sua formazione non solo per impreziosire la componente lirica ed emotiva della sua ricerca artistica, ma anche quella gestuale ed istintiva.
L’essenzialità delle inquadrature e la capacità di far emergere i suoi soggetti dall’oscurità, infatti, esprimono una vicinanza stilistica e concettuale al Rinascimento pittorico italiano: i suoi lavori evidenziano il desiderio razionale di individuare nuove strade possibili per un futuro sostenibile e la rinnovata attenzione all’equilibrio tra umano e naturale. Allo stesso tempo le composizioni di Kung evidenziano per contrasto l’ambiguità dell’urbanizzazione e della negligenza umana, facendo emergere dalla bellezza una sottile inquietudine. Descrivere la sofferenza attraverso una rappresentazione raffinata e onirica è – dichiara Kung – un tentativo di generare un nuovo significato a partire dalle percezioni di un’esperienza emotiva, è “un’astrazione che mi conduce dalle zone più in ombra alla dimensione meditativa, fino agli spazi inconsci dell’anima”.
Il suo lavoro è stato pubblicato su testate internazionali come “AD”, “The Sunday Times Magazine” e “The New York Times Magazine”. È stata invitata dal comitato organizzativo di EXPO 2015 a partecipare con una mostra di fotografie di alberi da frutto al “Cluster della Frutta e Verdura”.
Ha inoltre esposto al Ullens Center for Contemporary Art di Beijing (2019), a Forma - Centro Internazionale di Fotografia di Milano (2015, 2013, 2010), al BOZAR di Bruxelles, a Camera Torino (2019) e in altre importanti sedi espositive in Italia e all’estero.
Il suo libro Le città invisibili (2012) è stato pubblicato da Contrasto, accompagnato dai testi di Francine Prose e di Ludovico Pratesi. Sempre con Contrasto ha pubblicato anche il libro Trees (2014).
RICCARDO SCIBETTA. Dopo la laurea in architettura a Palermo nel 1999 ha lavorato per due anni progettando e realizzando arredamenti di interni, un monumento in una piazza, partecipato ad estemporanee di pittura e lavorato nella grafica.
Dal 2000 si dedica alla fotografia collaborando con riviste specializzate. Nel 2001 vince il festival foto di Savignano sul Rubicone dal 2003 fino al 2005 fa parte dell'agenzia fotografica Grazia Neri; sempre nel 2003 ottiene una menzione speciale al concorso talento fotografico FNAC per il lavoro Sicilia ritrovata e nel 2005 vince il concorso Yann Geffroi con il progetto Ouragan. Nel 2011 crea il progetto MYOP (Make Your Own Path) che dirige fino al 2021 con l’intenzione di esplorare il mondo del design connettendo il lavoro di artigiani, artisti e imprese siciliane con realtà significative come il salone del mobile o 1stDibs.
Sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in importanti spazi pubblici e privati quali 1stDibs Gallery, Manhattan; Officine Fotografiche, Roma; Museo Nazionale della fotografia, Brescia; Fondazione italaiana per la fotografia, Torino; FNAC sedi italiane; Les Rencontres de la Photographie, Arles; Photo Gallery Kulttuurikeskus, Finlandia.
05
febbraio 2026
Irene Kung / Riccardo Scibetta – Icons & Ice. Milano-Cortina 2026
Dal 05 febbraio al 07 marzo 2026
fotografia
Location
Alessia Paladini Gallery
Milano, Via Pietro Maroncelli, 11, (MI)
Milano, Via Pietro Maroncelli, 11, (MI)
Orario di apertura
da martedì a venerdì ore 11-14 & 16-19; sabato ore 12-19
Vernissage
5 Febbraio 2026, ore 18-21,30
Autore
Curatore







