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Ivo Saglietti – Paesaggi con figure
Una straordinaria testimanianza delle battaglie umane per la sopravvivenza alla povertà e le malattie, da uno dei protagonisti italiani del fotoreportage
Comunicato stampa
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Una straordinaria testimanianza delle battaglie umane per la sopravvivenza alla povertà e le malattie, da uno dei protagonisti italiani del fotoreportage.
Dice Ivo Saglietti: “Frequento la Fotografia da oltre vent’anni. In questo arco di tempo ho capito che ciò che mi interessa non è tanto (o meglio, non solo) la qualità della rappresentazione, quanto il rapporto intimo esistente tra l’immagine e il suo artefice, ovvero quanto c’è, nell’immagine, del modo di essere del suo autore, della sua concezione della vita, del suo porgersi agli altri. Non amo la fotografia “furbetta” e tanto meno i fotografi “furbi”.
Ivo Saglietti è schivo, colto, tremendamente riservato e, soprattutto, non è “furbo”. Crede ancora in una dimensione etica della fotografia, nel suo valore di testimonianza. Nelle sue immagini c’è il tentativo di rappresentare la realtà come gli appare, senza cercare l’effetto a tutti i costi. Non per questo Ivo crede nell’oggettività della fotografia. Si sente profondamente un uomo del Mediterraneo e ritiene che nel descrivere il disagio delle popolazioni che vivono intorno al suo bacino stia il senso del suo lavoro attuale e di quello dei prossimi anni.
Mario Peliti
Ivo Saglietti inizia la sua carriera come film maker, realizzando documentari su tematiche di attualità e sociali. Dal 1978 abbandona il linguaggio cinematografico a favore della fotografia. Ha realizzato progetti fotografici e reportage sul Salvador, Nicaragua, Cuba, Libano, Palestina,Cile, Colombia, Haiti, Uganda, Benin, Tanzania, Repubblica Dominicana, Francia, Italia, Kosovo, Macedonia, Albania.
Dice Ivo Saglietti: “Frequento la Fotografia da oltre vent’anni. In questo arco di tempo ho capito che ciò che mi interessa non è tanto (o meglio, non solo) la qualità della rappresentazione, quanto il rapporto intimo esistente tra l’immagine e il suo artefice, ovvero quanto c’è, nell’immagine, del modo di essere del suo autore, della sua concezione della vita, del suo porgersi agli altri. Non amo la fotografia “furbetta” e tanto meno i fotografi “furbi”.
Ivo Saglietti è schivo, colto, tremendamente riservato e, soprattutto, non è “furbo”. Crede ancora in una dimensione etica della fotografia, nel suo valore di testimonianza. Nelle sue immagini c’è il tentativo di rappresentare la realtà come gli appare, senza cercare l’effetto a tutti i costi. Non per questo Ivo crede nell’oggettività della fotografia. Si sente profondamente un uomo del Mediterraneo e ritiene che nel descrivere il disagio delle popolazioni che vivono intorno al suo bacino stia il senso del suo lavoro attuale e di quello dei prossimi anni.
Mario Peliti
Ivo Saglietti inizia la sua carriera come film maker, realizzando documentari su tematiche di attualità e sociali. Dal 1978 abbandona il linguaggio cinematografico a favore della fotografia. Ha realizzato progetti fotografici e reportage sul Salvador, Nicaragua, Cuba, Libano, Palestina,Cile, Colombia, Haiti, Uganda, Benin, Tanzania, Repubblica Dominicana, Francia, Italia, Kosovo, Macedonia, Albania.
15
maggio 2007
Ivo Saglietti – Paesaggi con figure
Dal 15 maggio al 10 giugno 2007
fotografia
Location
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Roma, Piazza Di Sant'egidio, 1B, (Roma)
Biglietti
Biglietto Integrato Mostre – Museo intero € 5,50 – ridotto € 4,00
Orario di apertura
mar-dom 10.00 – 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Vernissage
15 Maggio 2007, su invito
Sito web
www.fotografiafestival.it
Autore
Curatore

