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Jim Picco – Diary of an Agitated Artist. Anthology 1975/2025
L’esposizione –la prima retrospettiva che ricostruisce in modo organico il periodo canadese e quello italiano– attraversa 50 anni di ricerca tra pittura e tridimensionalità, offrendo al pubblico un percorso articolato in quattro sale e circa cento opere selezionate da un corpus di oltre 5 mila.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Dal 7 marzo al 4 aprile 2026 la Fondazione dei Monti Uniti ospiterà “Diary of an Agitated Artist. Anthology 1975/2025”, la grande mostra antologica dedicata all’artista canadese Jim Picco, a cura di Antonio Scotellaro. L’inaugurazione si terrà sabato 7 marzo alle ore 18:30, nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione, in via Arpi 152 a Foggia.
L’esposizione – la prima ampia retrospettiva che ricostruisce in modo organico il periodo canadese (1975–1999) e quello italiano (2000–2025) – attraversa cinquant’anni di ricerca tra pittura e tridimensionalità, offrendo al pubblico un percorso articolato in quattro sale e circa cento opere selezionate da un corpus di oltre cinquemila lavori tra tele, opere su carta, collage, assemblaggi, maschere e sculture.
Ben noto al pubblico della Capitanata, Jim Picco ha intrecciato con questo territorio un legame profondo e duraturo. Quello che alla fine degli anni Novanta doveva essere un soggiorno temporaneo si è trasformato in una relazione stabile con la provincia di Foggia, in particolare con il borgo di Panni, sui Monti Dauni, dove l’artista ha lavorato a lungo consolidando una parte significativa della propria produzione. Un percorso che unisce Canada, Europa e Italia meridionale, in un dialogo continuo tra esperienze internazionali e radicamento locale.
Come sottolinea in una nota il Presidente della Fondazione, Filippo Santigliano, “in un tempo in cui la cultura rischia spesso di essere percepita come accessoria, la Fondazione ribadisce con convinzione il proprio impegno a renderla centrale nella vita della comunità. Mostre come questa rappresentano un investimento nel capitale simbolico del territorio, una scelta strategica che rafforza il ruolo di questa Istituzione quale piattaforma di confronto tra esperienze internazionali e identità locali. La Fondazione dei Monti Uniti, nel promuovere questa antologica, conferma la propria vocazione a essere luogo di produzione e condivisione culturale, presidio di dialogo tra linguaggi, generazioni e geografie diverse. Sostenere un’operazione di tale respiro significa investire nella qualità della proposta culturale e nella capacità dell’arte di attivare riflessioni, generare connessioni, alimentare pensiero critico”.
La lettura critica della mostra restituisce la forza espressiva di un artista che, come evidenzia il curatore Antonio Scotellaro, “può essere racchiuso in tre parole: furia, intuizione, ironia. Picco è un narratore visivo, capace di dirigere un’orchestra di colori primari e materiali eterogenei, fondendo pittura e assemblaggio in un linguaggio personalissimo. Le sue opere – dai Ritratti alle Teste inventate, dai Generali ai Babies, fino alle sculture e ai lavori su supporti non convenzionali – alternano tensione e gioco, sarcasmo e vitalità. La fantasia, per Picco, non è fuga ma energia generativa: coinvolge lo spettatore, ne sollecita la curiosità e ne amplia le possibilità interpretative”.
Particolare attenzione è stata dedicata all’allestimento e agli apparati critici, che accompagneranno il visitatore in un itinerario narrativo capace di restituire la complessità di una ricerca lunga mezzo secolo, senza rigidità cronologiche ma seguendo la coerenza interna del “diario” dell’artista.
Con questa antologica, la Fondazione dei Monti Uniti conferma la propria capacità di promuovere progetti espositivi di alto profilo, rafforzando il ruolo della città di Foggia come spazio di produzione culturale e di confronto aperto tra identità e visioni globali.
Jim Picco
Nasce a Calgary nello stato di Alberta nel 1954. Le origini sono chiaramente italiane, suo nonno era di Udine. È un canadese di terza generazione. Ha frequentato l’Istituto di belle Arti della prestigiosa University of Calgary. Giovanissimo ha vinto una borsa di Studio della Imperial Oil che lo ha portato in Europa per alcuni master in Gran Bretagna, Francia e Spagna. Finiti gli studi ritorna in Europa per un viaggio on the road, visita i maggiori musei e approfondisce le tecniche dei maestri del Rinascimento e soprattutto le avanguardie artistiche del 900. Si trasferisce a Toronto dove abiterà per anni in un loft, un grande studio in una community di artisti. Qui conosce Dora, anche lei di origini italiane, di Panni. Negli anni 90 vivono tra il Messico e la Spagna a Barcellona. Nel 1994 compiono un viaggio in Italia, la coppia raggiunge il borgo di Panni. Risiedono nella vecchia casa rurale del paese chiusa da 50 anni.
Nel 1999 Jim matura e prende in considerazione la possibilità di stabilirsi in Puglia per piccoli periodi e aprire uno studio d’arte. Risale al 2000 la sua prima personale in Italia, Recent Works, al Palazzetto dell’Arte di Foggia e a Milano, dove incontrò Enrico Baj suo mentore. Nel 2006 la grande retrospettiva Agitated Artist presso Contemporanea (Foggia). Seguirono altre tre mostre: The Italian Job (2015), Bricolage Sculpture (2016) fino al 2018.
Partecipa ad alcune collettive instaurando un rapporto con il territorio della Daunia. Dopo la pandemia riprende a esporre in California (2023) a San Francisco, la serie Two in mostra presso Jeanie Madsen Gallery (Los Altos, California, U.S.A.). Ha ricevuto attenzioni da parte del mondo della moda e del design, un servizio su Aeffe magazine e su riviste specializzate d’arte e media (Jimon Art Magazine, U.K. 2024). Nel 2025 è uno dei due artisti prescelti della mostra Dèsir sull’arte erotica presso il Palazzo D’Auria, storica dimora di Lucera.
Selected Exhibitions
Solo shows:
2025 - Désir, Palazzo D’Auria Secondo, Lucera (FG).
2023 - Two, Madsen Gallery, Los Altos, California, USA
2015 - The Italian Job, Palazzetto dell’Arte, Foggia Italy
2009 - Big Double Trouble in Foggia Town, Art in Fabrica, Foggia Italy
2006 - Agitated Artist, Museum of Contemporary Art, Foggia Italy
2005 - Personaggi, Comune di Panni, Foggia Italy
2004 - Recent Works, Comune di Panni, Foggia Italy
2001 - Big Shot, Spazio Santabarbara, Milan Italy
2000 - Pezzo Grosso, The Stride Gallery, Calgary Canada
2000 - Recent Works, Palazzetto dell Arte, Foggia Italy
Group shows:
2020 - Robert Kananaj Gallery, Toronto Canada
2015 - Capitanata Grand Tour, Palazzetto dell’Arte, Foggia Italy
2008 - Westward Ha!, Triangle Art Gallery, Calgary Canada
2007 - Artful Jesters, The Pence Gallery, Davis California USA
2006 - Artful Jesters, Brattleboro Museum, Brattleboro Vermont USA
2006 - Artful Jesters, The Painting Center, New York USA
2006 - Artisti Si Nasce, Museum of Contemporary Art, Foggia Italy
2006 - Tra(C)Arte, Museo di Foggia, Foggia Italy
1998 - What’s So Funny? - National Works on Paper Biennial, Richmond Virginia USA
Inaugurazione
Sabato 7 marzo 2026, ore 18.30
Periodo di apertura
7 marzo – 4 aprile 2026
Orari
Lunedì–Sabato: 10.00–13.00 / 17.00–20.00
Domenica e festivi: chiuso
Ingresso gratuito. Catalogo disponibile in mostra.
L’esposizione – la prima ampia retrospettiva che ricostruisce in modo organico il periodo canadese (1975–1999) e quello italiano (2000–2025) – attraversa cinquant’anni di ricerca tra pittura e tridimensionalità, offrendo al pubblico un percorso articolato in quattro sale e circa cento opere selezionate da un corpus di oltre cinquemila lavori tra tele, opere su carta, collage, assemblaggi, maschere e sculture.
Ben noto al pubblico della Capitanata, Jim Picco ha intrecciato con questo territorio un legame profondo e duraturo. Quello che alla fine degli anni Novanta doveva essere un soggiorno temporaneo si è trasformato in una relazione stabile con la provincia di Foggia, in particolare con il borgo di Panni, sui Monti Dauni, dove l’artista ha lavorato a lungo consolidando una parte significativa della propria produzione. Un percorso che unisce Canada, Europa e Italia meridionale, in un dialogo continuo tra esperienze internazionali e radicamento locale.
Come sottolinea in una nota il Presidente della Fondazione, Filippo Santigliano, “in un tempo in cui la cultura rischia spesso di essere percepita come accessoria, la Fondazione ribadisce con convinzione il proprio impegno a renderla centrale nella vita della comunità. Mostre come questa rappresentano un investimento nel capitale simbolico del territorio, una scelta strategica che rafforza il ruolo di questa Istituzione quale piattaforma di confronto tra esperienze internazionali e identità locali. La Fondazione dei Monti Uniti, nel promuovere questa antologica, conferma la propria vocazione a essere luogo di produzione e condivisione culturale, presidio di dialogo tra linguaggi, generazioni e geografie diverse. Sostenere un’operazione di tale respiro significa investire nella qualità della proposta culturale e nella capacità dell’arte di attivare riflessioni, generare connessioni, alimentare pensiero critico”.
La lettura critica della mostra restituisce la forza espressiva di un artista che, come evidenzia il curatore Antonio Scotellaro, “può essere racchiuso in tre parole: furia, intuizione, ironia. Picco è un narratore visivo, capace di dirigere un’orchestra di colori primari e materiali eterogenei, fondendo pittura e assemblaggio in un linguaggio personalissimo. Le sue opere – dai Ritratti alle Teste inventate, dai Generali ai Babies, fino alle sculture e ai lavori su supporti non convenzionali – alternano tensione e gioco, sarcasmo e vitalità. La fantasia, per Picco, non è fuga ma energia generativa: coinvolge lo spettatore, ne sollecita la curiosità e ne amplia le possibilità interpretative”.
Particolare attenzione è stata dedicata all’allestimento e agli apparati critici, che accompagneranno il visitatore in un itinerario narrativo capace di restituire la complessità di una ricerca lunga mezzo secolo, senza rigidità cronologiche ma seguendo la coerenza interna del “diario” dell’artista.
Con questa antologica, la Fondazione dei Monti Uniti conferma la propria capacità di promuovere progetti espositivi di alto profilo, rafforzando il ruolo della città di Foggia come spazio di produzione culturale e di confronto aperto tra identità e visioni globali.
Jim Picco
Nasce a Calgary nello stato di Alberta nel 1954. Le origini sono chiaramente italiane, suo nonno era di Udine. È un canadese di terza generazione. Ha frequentato l’Istituto di belle Arti della prestigiosa University of Calgary. Giovanissimo ha vinto una borsa di Studio della Imperial Oil che lo ha portato in Europa per alcuni master in Gran Bretagna, Francia e Spagna. Finiti gli studi ritorna in Europa per un viaggio on the road, visita i maggiori musei e approfondisce le tecniche dei maestri del Rinascimento e soprattutto le avanguardie artistiche del 900. Si trasferisce a Toronto dove abiterà per anni in un loft, un grande studio in una community di artisti. Qui conosce Dora, anche lei di origini italiane, di Panni. Negli anni 90 vivono tra il Messico e la Spagna a Barcellona. Nel 1994 compiono un viaggio in Italia, la coppia raggiunge il borgo di Panni. Risiedono nella vecchia casa rurale del paese chiusa da 50 anni.
Nel 1999 Jim matura e prende in considerazione la possibilità di stabilirsi in Puglia per piccoli periodi e aprire uno studio d’arte. Risale al 2000 la sua prima personale in Italia, Recent Works, al Palazzetto dell’Arte di Foggia e a Milano, dove incontrò Enrico Baj suo mentore. Nel 2006 la grande retrospettiva Agitated Artist presso Contemporanea (Foggia). Seguirono altre tre mostre: The Italian Job (2015), Bricolage Sculpture (2016) fino al 2018.
Partecipa ad alcune collettive instaurando un rapporto con il territorio della Daunia. Dopo la pandemia riprende a esporre in California (2023) a San Francisco, la serie Two in mostra presso Jeanie Madsen Gallery (Los Altos, California, U.S.A.). Ha ricevuto attenzioni da parte del mondo della moda e del design, un servizio su Aeffe magazine e su riviste specializzate d’arte e media (Jimon Art Magazine, U.K. 2024). Nel 2025 è uno dei due artisti prescelti della mostra Dèsir sull’arte erotica presso il Palazzo D’Auria, storica dimora di Lucera.
Selected Exhibitions
Solo shows:
2025 - Désir, Palazzo D’Auria Secondo, Lucera (FG).
2023 - Two, Madsen Gallery, Los Altos, California, USA
2015 - The Italian Job, Palazzetto dell’Arte, Foggia Italy
2009 - Big Double Trouble in Foggia Town, Art in Fabrica, Foggia Italy
2006 - Agitated Artist, Museum of Contemporary Art, Foggia Italy
2005 - Personaggi, Comune di Panni, Foggia Italy
2004 - Recent Works, Comune di Panni, Foggia Italy
2001 - Big Shot, Spazio Santabarbara, Milan Italy
2000 - Pezzo Grosso, The Stride Gallery, Calgary Canada
2000 - Recent Works, Palazzetto dell Arte, Foggia Italy
Group shows:
2020 - Robert Kananaj Gallery, Toronto Canada
2015 - Capitanata Grand Tour, Palazzetto dell’Arte, Foggia Italy
2008 - Westward Ha!, Triangle Art Gallery, Calgary Canada
2007 - Artful Jesters, The Pence Gallery, Davis California USA
2006 - Artful Jesters, Brattleboro Museum, Brattleboro Vermont USA
2006 - Artful Jesters, The Painting Center, New York USA
2006 - Artisti Si Nasce, Museum of Contemporary Art, Foggia Italy
2006 - Tra(C)Arte, Museo di Foggia, Foggia Italy
1998 - What’s So Funny? - National Works on Paper Biennial, Richmond Virginia USA
Inaugurazione
Sabato 7 marzo 2026, ore 18.30
Periodo di apertura
7 marzo – 4 aprile 2026
Orari
Lunedì–Sabato: 10.00–13.00 / 17.00–20.00
Domenica e festivi: chiuso
Ingresso gratuito. Catalogo disponibile in mostra.
07
marzo 2026
Jim Picco – Diary of an Agitated Artist. Anthology 1975/2025
Dal 07 marzo al 04 aprile 2026
arte contemporanea
Location
PALAZZO DEL VENTO
Foggia, Via Arpi, 152, (FG)
Foggia, Via Arpi, 152, (FG)
Orario di apertura
da lunedì a sabato ore 10-13 e 17-20
Vernissage
7 Marzo 2026, 18:30
Ufficio stampa
Aurelio Andretta
Autore
Curatore
Autore testo critico








